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Un angolo di natura tra i Colli Euganei (Arquà Petrarca - Il Borgo del Poeta, Colli Euganei - Padova). | by SolitudeWays.
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Un angolo di natura tra i Colli Euganei (Arquà Petrarca - Il Borgo del Poeta, Colli Euganei - Padova).

Arquà Petrarca è un comune di 1.870 abitanti, della provincia di Padova, ubicato ai piedi del Monte Piccolo e del Monte Ventolone, nei Colli Euganei. Fa parte del Club dei borghi più belli d'Italia.

 

Arquà Petrarca è un Borgo medievale che conserva immutato il fascino di un tempo ed è considerato la perla dei Colli Euganei.

Abitato fin dai tempi romani, acquistò importanza dopo che Francesco Petrarca, sommo poeta della lingua italiana, desiderò trascorrere gli ultimi anni della sua vita nella caratteristica serena quiete del luogo. Il paese ne conserva la casa e la tomba con le spoglie. Il richiamo alla memoria del poeta favorì nei secoli successivi il sorgere di case e ville di molte famiglie venete, che costituiscono oggi un patrimonio artistico ed architettonico degno di essere visitato e rivisitato con religiosa attenzione.

 

Così la descriveva il Petrarca:

 

"Fuggo la città come ergastolo e scelgo di abitare in un solitario piccolo villaggio, in una graziosa casetta, circondata da un uliveto e da una vigna, dove trascorro i giorni pienamente tranquillo, lontano dai tumulti, dai rumori, dalle faccende, leggendo continuamente e scrivendo"

  

Così la descriveva Adolfo Callegari:

 

"Sotto l'alta gobba del Ventolone, Arquà è così felicemente situato a cavaliere di un dosso modesto tra strette vallate che sfociano nella pianura, ed ha tanto carattere nelle sue costruzioni antiche ... che anche senz'altra aggiunta sarebbe stato degno di una visita. Ma vi è morto il Petrarca. E questa morte ha donato un'aureola di gloria alla piccola terra, la resa sacra alla sua memoria.

     

Nessun altro luogo conserva tante reliquie di Lui originali e quasi intatte.... Per cui si sente qui il grande spirito vivo e presente, richiamato anche dal paesaggio bellissimo, così conforme al tono della sua poesia soave e melanconica. .. Arquà paese di veglia... vi si respira una serenità che non si appaga, il sentimento di una felicità intravista e non raggiungibile: paesaggio spirituale quanto altri mai."

 

Descrizione fatta da Andrea Gloria nel 1800:

 

"Retrocediamo a Monselice per vergere alla parte montuosa e più amena del distretto, e prima ad Arquà, rinomato casale che dista tre miglia da Monselice a nord-ovest. Poggia sovra romantica collina e guardato dal piano fa mostra avvenente di sé. Ivi si vede, scrive il Cittadella, un cielo aperto, lucente e chiaro, l'aria, vi è lucida, sottile, pura, salubre, piena di soave odore, e il sito di forma vago.

     

Il monte Eolo lo difende dall'aquilone, lo fiancheggiano graziose collinette, formando un arco di circolo, onde il nome Arcuatus, Arquato, Arquà, ed a mezzodì si apre la pianura, così che nel verno l'aria vi è temperata assai. Alla dolcezza del clima aggiungi (cosa singolare) non aver dominato mai in Arquà contagi di uomini, o di animali."

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Taken on July 17, 2012