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103. [and stop floating around] | by wonderlandadventures
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103. [and stop floating around]

"Go back to your hometown

Get your feet on the ground

And stop floating around"

 

Che è tutta una questione di geometria avrei dovuto capirlo molto

molto tempo fa. Il perimetro, per esempio: che senso ha calcolare il

mio perimetro e il tuo, se per stare insieme dobbiamo prendere la

gomma, cancellarci un pezzetto, prendere la matita, disegnare un

intreccio, prendere una nuova forma che non è la somma della mia e

della tua né una sottrazione né una questione di due metà che si

ritrovano e si riattaccano l'una all'altra come diceva quel tizio ma è

la forma di io più tu più noi per io più noi per tu più noi?

Le rette. Per un sacco di tempo ho sperato che fossimo rette

perpendicolari perché così, almeno avremmo avuto modo di incontrarci,

almeno una volta, e chissà cosa succede in quel punto, nel punto in

cui ci si incontra - l'unica cosa che so è che una volta che quel

punto è passato non si può più tornare indietro, guardare indietro -

mi dicevo, meglio perpendicolari che parallele, le rette parallele non

si incontrano mai.

A pensarci, invece, sarà pure vero che non si incontrano mai, ma

facciamo che per un caso io e te siamo due rette, sì, parallele, ma

vicine abbastanza da poterci tenere per mano, allora neanche abbiamo

bisogno del punto d'incontro, quel punto di incontro che sì, sarà

un'esplosione, ma dura un istante - vuoi mettere invece noi due, non

avere un inizio e nemmeno una fine e per sempre procedere dritti,

vicini, poterci voltare e sbirciare lo sguardo dell'altro che guarda

in avanti, che pensa al futuro, e stringere un poco la mano se è

triste e stringere un poco la mano se è allegro per dire, ci sono, è

lo stesso?

E invece, il peggiore dei casi: mi hai costretta a incontrarti

mettendoti in mezzo alla strada, mi hai costretta a guardarti

piazzandoti al centro dei fari - per dirmi poi dopo di essere solo

un'allucinazione.

E invece, il peggiore dei casi: tornavi e tornavi e una volta ho

sentito il tuo odore, una volta ho sfiorato il tuo braccio col mio,

una volta ti ho preso la mano, una volta ho rubato quel bacio che

desideravo, una volta ho lasciato che tu mi baciassi - ogni volta mi

sono svegliata ed eri scomparso, sparito nel nulla, lasciata nemmeno

una scia, soltanto il dolore fantasma.

Se avessi capito che è tutta una questione di geometria mi sarei

aumentata gli angoli per non farti avvicinare, mi sarei fatta punto

invisibile ai tuoi occhi, mi sarei fatta in modo da mai non poterti

farti diagonale e dividermi a pezzetti, quegli stessi che ora cerco e

che non trovo - ce n'è uno, ha la tua forma, che mi lascia aperto un

buco, si continua ad infettare.

 

(E' andata che lei ha visto la foto e ci ha costruito sopra queste parole bellissime. Ecco, mi ha reso molto felice: yellowletters.wordpress.com/2010/12/12/and-stop-floating-... )

  

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Uploaded on December 12, 2010