Nel cielo bianco azzurro brilla un'altra stella.

    Newer Older

    Un fiore con nomi diversi.

    - Gladiolo selvatico.
    - Giglio cobra.
    - Chasmanthe floribunda.

    Specie di fiore che ama la libertà.

    Chinaglia era un uomo così, niente mezze misure.
    Prendere o lasciare.

    Fa parte della grande impresa della storia della Lazio: Primo scudetto nel 1974.
    Lascia tutti noi sportivi in un giorno diverso....01.04.2012.

    Oggi siamo a Te vicini e vogliamo vedere la Tua stella nel cielo.

    Clicanto, cerbiatta 0712, and 6 other people added this photo to their favorites.

    View 20 more comments

    1. Abariltur 62 months ago | reply

      Awesome!!!
      Seen in HIGH QUALITY IMAGES group


      "HIGH QUALITY IMAGES
      (POST 1 AWARD 5)"

      If you receive 6+ Awards: Post your Photo Here

    2. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      piera.seghetti

      Ringrazio Antonella per avermi inviato le sue foto.
      Un caro saluto.

    3. " paolo ammannati " 62 months ago | reply

      Your favorite photo
      was viewed in:
      'FAVORITE PHOTOS' group
      Thank you for the sharing!


      "*****FAVORITE PHOTOS*****
      *********(Post 1 Award 4)*********"

      If you receive 6+ Awards: Post your Photo Here

    4. m.andarina 62 months ago | reply

      Grazie per aver condiviso!!
      La tua immagine stupenda è stata vista in:



      Virgilio ~The Garden of Flowers~ Only invite

      Post 1, and comment 2
      Please read the Group Rules
      and tag your photo "Virgilio~GF"

    5. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      Grande onore.

      I miei fiori per Chinaglia e un calcio che oggi mi appartiene così poco
      10th, apr, 2012

      Giorgio Chinaglia se n’è andato di domenica. Una maledetta domenica, quella che si è portata via anche Antonio Ghirelli. Io ho un debole per le storie di sport, ho un debole per le storie maledette, e ho un debole per i cattivi. Che poi, per dirla alla Fossati, così cattivi non sono mai. Mentre, nove giorni fa, aspettavo l’esecuzione dello Juventus Stadium, ricevetti l’sms di Stefano Ciavatta: voleva scrivere su Chinaglia, perché di Chinaglia gli aveva sempre parlato suo padre. Perché Chinaglia per i laziali è stato tutto, è stato colui il quale li ha trasformati da squadretta che faceva la spola tra B e A a campioni d’Italia. Noi possiamo capire solo in parte perché noi non possiamo capire che cos’è Roma e non possiamo capire che cosa sia l’autoghettizzazione dei laziali.
      In quei giorni ho letto avidamente di tutto di Giorgio Chinaglia, e sì che ormai non sono più un lettore vorace come un tempo. Perché io di quella Lazio ricordo poco, quasi niente. Forse la prima cosa che ricordo fu il radiogiornale del mattino che annunciò l’assurda morte di Re Cecconi. Ma ogni qual volta ho trovato un articolo o un filmato di quella squadra di pistoleri mi sono sempre fermato a divorarlo.
      Poi, venerdì mattina, ho preso coraggio e sono andato dal fioraio. Ho comprato fiori bianchi e sono andato da Sandro, alias Agustarello, laziale comunista di Testaccio, il re della cucina. Sono entrato e ho chiesto scusa alla moglie, la poetessa Antonella: «Perdonami, ma questi fiori non sono per te». E li ho porti al consorte: «Sono per Chinaglia». Lui, il gigante buono, si è sciolto, mi ha abbracciato, non riusciva a parlare. Mi ha solo detto: «Domani sera ci sei?». Ho fatto di no con la testa, avrei voluto dirgli che non mi va più di stare relegato in un settore e dover essere obbligato a guardare gli avversari come nemici. Mi ha raccontato che invece lui aveva comprato il biglietto, curva Nord, per sé e sua figlia Sofia. «Senza nulla togliere al Napoli, ma andiamo per Chinaglia. Vieni, Sofia sta preparando lo striscione, ti facciamo vedere».
      Stavano preparando lo striscione. Mi ha detto una cosa per tanti potrà apparire blasfema, ma per me no: «Vedi, per noi Chinaglia è stato come per voi Maradona. Non parlo tecnicamente, ovviamente, però per noi ha rappresentato quello, il passaggio alla maturità». E io sarei voluto stare lì ore a parlare di Long John. Ci siamo limitati a poche chiacchiere, ma una promessa gliel’ho strappata: una serata senza limiti di tempo a parlare di Giorgione.
      Sì, lo so, so dei coinvolgimenti giudiziari di Chinaglia, ma per me il calcio, il terreno di gioco è il terreno di gioco. Sabato sera ho saputo dei fischi, o quel che è stato, alla radio. Ero fuori, non ho scritto nulla dopo aver visto Mazzarri in tv nel post-partita. Mi ha ricordato tutto Ciavatta col pezzo che abbiamo pubblicato. Mi ha colpito il suo articolo e il commento di Maurelli che allo stadio non ci andava da tempo. Così come le parole amare di Ilaria.
      Da tempo penso che in tanti ci ostiniamo a seguire questo sport pensando che ancora ci appartenga. Mentre sappiamo che è altro da noi. La scorsa settimana ho letto su Facebook uno status di Fabrizio Cappella su Barcellona-Milan: «Mio padre, milanese, interista dalla nascita, che esulta al gol di Nocerino. Ecco, a me lo sport lo hanno insegnato così». Una frase che qui sopra andrebbe messa in calce. Un modo di intendere questa passione, e temo anche la vita, che, ahimè, oggi sento così lontano. Domani c’è l’Atalanta, ma io parlerei ancora per ore di Giorgio Chinaglia. Mi ricorda la mia infanzia, le mie corse dietro un pallone o quelle scale percorse con l’ansia prima di rimanere senza fiato davanti al prato del San Paolo. Ha ragione Maurelli, mi sa, ci stiamo solo facendo un po’ più vecchi.
      Massimiliano Gallo

    6. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      Grazie Antonella.....il treno è passato !!!
      Un abbraccio.

    7. Clicanto 62 months ago | reply

      Grazie Virgilio,
      sei tu il capostazione, dirigi tutti i treni al binario giusto.
      Un abbraccio
      lo dirò a Max xhe il Napolista ha fatto la sua prima comparsa in flickr.
      Antonella

    8. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      Siete forti...

      Poi, venerdì mattina, ho preso coraggio e sono andato dal fioraio. Ho comprato fiori bianchi e sono andato da Sandro, alias Agustarello, laziale comunista di Testaccio, il re della cucina. Sono entrato e ho chiesto scusa alla moglie, la poetessa Antonella: «Perdonami, ma questi fiori non sono per te». E li ho porti al consorte: «Sono per Chinaglia». Lui, il gigante buono, si è sciolto, mi ha abbracciato, non riusciva a parlare. Mi ha solo detto: «Domani sera ci sei?». Ho fatto di no con la testa, avrei voluto dirgli che non mi va più di stare relegato in un settore e dover essere obbligato a guardare gli avversari come nemici. Mi ha raccontato che invece lui aveva comprato il biglietto, curva Nord, per sé e sua figlia Sofia. «Senza nulla togliere al Napoli, ma andiamo per Chinaglia. Vieni, Sofia sta preparando lo striscione, ti facciamo vedere».
      Stavano preparando lo striscione. Mi ha detto una cosa per tanti potrà apparire blasfema, ma per me no: «Vedi, per noi Chinaglia è stato come per voi Maradona. Non parlo tecnicamente, ovviamente, però per noi ha rappresentato quello, il passaggio alla maturità». E io sarei voluto stare lì ore a parlare di Long John. Ci siamo limitati a poche chiacchiere, ma una promessa gliel’ho strappata: una serata senza limiti di tempo a parlare di Giorgione.

    9. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      Chinaglia vi sta sorridendo e io dalla Sardegna Vi abbraccio.

    10. Clicanto 62 months ago | reply

      Saluti Virgilio e un abbraccio, speriamo con tutto il cuore di potervi riabbracciare presto.
      Antonella Alessandro Sophia

    11. virgiliomulas. 62 months ago | reply

      Sarà la nostra felicità.

    12. enrique1959 - 62 months ago | reply

      Es una serie colosal, saludos

    13. Jón Pálma 62 months ago | reply

      Quality work my friend.!!

    14. Agusto11 62 months ago | reply

      Beautiful!!!

    15. ADRIANO ART FOR PASSION 62 months ago | reply

      Un bel taglio che esalta il fiore verso il cielo.

    keyboard shortcuts: previous photo next photo L view in light box F favorite < scroll film strip left > scroll film strip right ? show all shortcuts