concorso per una nuova chiesa
Il progetto è un deciso segno architettonico, facilmente identificabile e capace di dare forma al borgo di case sparse (un po’ anonime) di ‘Pila ai Piani’. La grande vetrata absidale, rivolta alla luce del mattino, è segno di ‘trasparenza’; di ‘apertura’ per una nuova chiesa contemporanea; aperta, moderna, luminosa. La nuova chiesa, disposta non verso il borgo ma verso il paesaggio, è sicuramente un nuovo e forte segnale visivo per chi percorrerà la strada provinciale: un invito a fermarsi; ad entrare. La disposizione planimetrica sull’area apre quindi un percorso d’ingresso verso la strada, in direzione della ‘pila’; invitando ad entrare attraverso una ‘galleria’ che reca in sé la memoria del ‘nartece, dell’ambulacro’.

C’è questa idea di entrare e salire, attraversando il buio, guidati dalla luce sul fondo. Alla fine del ‘nartece’ il battistero e poi la forte luce che entra alle spalle dall’altare; … soluzione insolita. Di abside luminose ho visto la SS. Trinità a Venosa e qualcosa di contemporaneo fatto da Tadao Ando. Scelta difficile ma seguita fino in fondo.

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