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m* & ernest | by 27 conversazioni non lette
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m* & ernest

"Non ero passato per nessuno di quei paesi ma solo per il fumo dei caffé e dentro notti che la stanza vi gira intorno e dovete guardare il muro perché si fermi, notti sperdute ancora nell’ubriachezza, a letto, quando sentite che non c’è altro se non ciò che vedete e l’eccitazione strana nello svegliarsi, senza sapere con chi si è, e il mondo resta irreale, nel buio, e siete eccitati tanto da dovervi rifare oscuri, dispersi ancora nella notte: solo convinti che questo è tutto, tutto, veramente tutto, e che non importa poi tanto. Ma d’improvviso vi importa ancora moltissimo, e poi dormite e potete svegliarvi al mattino con lo stesso pensiero, dentro a ciò che era stato e svanì e che ritorna così acuto, aspro oppure chiaro – e, a volte, ripensate quant’era caro il conto. A volte allegri sprofondati nella contentezza e caldi di essa, fino a colazione e a pranzo, altre volte esclusi, estraniati da ogni allegria e soddisfatti solo di poter uscire all’aperto, fuori, per le strade – ma è un’altra giornata che comincia e poi una notte ancora. Cercavo di parlare della notte al cappellano e della differenza tra la notte e il giorno, e di come la notte sia migliore, se non quando il giorno è particolarmente fresco e limpido; ma non riuscivo ad esprimermi. Così come non mi riesce adesso, ma chi lo ha provato lo sa."

 

Addio alle armi, Ernest Hemingway

 

*   ♪ ♫

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Taken on February 11, 2010