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L'acqua è di tutti | by ussaro_etneo
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L'acqua è di tutti

L'eau est de tous.

El agua es de todos.

Water is everybody's.

Das Wasser ist von allen.

Água é de todo o mundo.

 

Seguitemi, se ci riuscite, in questa storia. Vi svelo subito il finale: ci hanno rubato l’acqua. Nel 1992 la legge Galli avvia la privatizzazione dell’acqua. Nascono 92 società di gestione a capitale misto: privato e pubblico. Queste società hanno un solo obiettivo: il profitto. Alcune sono quotate in Borsa. Più aumenta il prezzo dell’acqua, più aumenta il valore dell’azione e più staccano dividendi.

Tutti sanno che il petrolio di questo secolo si chiama acqua. Rispetto al petrolio ha una qualità importante: non serve per spostarsi, ma per vivere. L’acqua è vita e ogni giorno 30.000 persone muoiono nel mondo per mancanza d’acqua. Quale speculazione migliore della vita umana?

La privatizzazione dell’acqua è più di una vergogna, di uno schifo. Le parole trovatele voi. L’Acea che dà l’acqua ai romani ha incrementato il suo utile nell’ultimo anno del 30% distribuito in gran parte agli azionisti. “Grazie Roma che ci fai piangere ed abbracciarci ancora...”.

Il giro d’affari annuo delle piovre dell’acqua è di CINQUEMILIARDIDIEURO. Questo non è capitalismo. E’un’economia di rapina che fa utili sulla pioggia. L’acqua non può essere un dividendo, non può produrre utili. Va sottratta alle società per azioni. In futuro di acqua ce ne sarà sempre meno. E’ un bene pubblico. Anzi, è il principale bene pubblico. Il Governo faccia qualcosa prima che la gente si muova da sola.

from www.beppegrillo.it/2007/03/acqua_a_mano_ar.html

 

 

10 Giugno 2007

 

Padre Alex Zanotelli ha detto : “Lasciateci almeno l’aria e l’acqua”. Lassù qualcuno lo ha ascoltato.

La legge che nazionalizza l’acqua è stata approvata mercoledì alla Camera in uno strano silenzio. Quando scadranno i diritti delle municipalizzate l’acqua tornerà sotto il controllo dei Comuni, delle Province e delle Regioni. In un subemendamento al disegno di legge Bersani è riportato: “ La titolazione delle concessioni di derivazione delle acque pubbliche è assegnata a enti pubblici”. Semplice, chiaro! Le società di capitali private e quotate in borsa fuori dalle balle. La pioggia non darà più stock option e dividendi. E tornerà sotto il controllo dei cittadini.

Il subemendamento è merito di due deputati verdi: Angelo Bonelli e Giuseppe Trepiccione. Dopo la Camera c’è però il Senato. E la legge potrebbe essere cambiata, bocciata, adulterata.

Il blog è qui per questo: per fare la lista dei buoni e dei cattivi. Un piccolo promemoria per le prossime elezioni.

Il blog riporterà nomi e voto dei senatori e, se il caso, un estratto dei loro interventi sull’acqua.

Io sono fiducioso, credo che voteranno all’unanimità per restituire l’acqua agli italiani. Ma non vorrei che qualcuno, per pura amicizia sia chiaro, voglia favorire le società concessionarie. Agli amici non si può dire di no...

L’acqua è un diritto, non è tollerabile che produca profitti.

Ma l’amministrazione pubblica è un colabrodo. Ottimo punto. Chiariamo di chi sono le responsabilità. Identifichiamo i dipendenti e tappiamo i buchi degli acquedotti.

E’ il solito discorso dell’inversione di causa e effetto che produce incapaci pubblici e speculatori privati.

Nessuno tocchi l’acqua o divento Caino.

 

da: www.beppegrillo.it/2007/06/laudato_si_mi_s_1.html

 

 

www.beppegrillo.it/2007/08/lacqua_di_dio.html

 

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Taken on November 6, 2006