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Boa noite meus amigos!!!!!

©Todos os direitos reservados

RobertoFaria©2008

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robertofaria@atarde.com.br

71 9966-0470

    

Uma das melhores fotografias que já fiz!!! Me envolví nesse clima de fumaça e luz... Fazer essa imagem, pra mim, foi uma benção, não tenho dúvidas!!!

Atrás do menino, tem uma bela luz forte do sol, o sol do verão da Bahia!

  

Menino Deus - Caetano Veloso

 

Menino Deus, um corpo azul-dourado

Um porto alegre é bem mais que um seguro

Na rota das nossas viagens no escuro

Menino Deus, quando tua luz se acenda

A minha voz comporá tua lenda

E por um momento haverá mais futuro do que jamais houve

Mas ouve a nossa harmonia

A eletricidade ligada no dia

Em que brilharias por sobre a cidade

 

Menino Deus, quando a flor do teu sexo

Abrir as pétalas para o universo

E então, por um lapso, se encontrar no anexo

Ligando os breus, dando sentido aos mundos

E aos corações sentimentos profundos de terna alegria no dia

Do menino Deus

Do menino Deus

Do menino Deus

No dia do menino Deus

  

En el sorteo de Navidad de hoy 22 de diciembre a La Línea le ha tocado un petrolero, y además otro velero encallado en el malecón de poniente, ya van dos, vamos a hacer colección. También un arcoíris pero duró apenas cuatro minutos.

La foto en sí es una panorámica de 27 tomas, en ternas de tres exposiciones distintas, que finalmente he recortado por ambos lados. Es para verla en grande, aunque en flickr las panorámicas no lucen demasiado, pierden un montón de definición. Hice muchas fotos, muchísimas, así que caerán más.

Coi piedi inzuppati, attorcigliato al cavalletto per ruotare attorno alle 8 pose, in equilibrio sul tronco scivoloso del salice caduto, ma ne valeva la pena...

Corgeno, 1 marzo 2015.

 

Ottenuta da 3 scatti bracketing per 8 pose verticali ruotate con sovrapposizione di 1/4 di campo.

Tiff da raw di tutte le 24 immagini.

HDR da ciascuna terna con FUSION 2

Composizione delle 8 immagini HDR con ICE

Finitura con Picasa.

 

Ringrazio il salice caduto e la barca sul lato destro, che danno un tocco speciale al panorama.

L’ora legale nel 2015 è introdotta questa notte, quando le 2 diventeranno le 3 (come si dice, si dormirà un’ora in meno). L’ora legale esiste in Italia dal 1916 e fu adottata durante la Prima guerra mondiale per risparmiare sull’energia sfruttando un minore uso dell’illuminazione elettrica. Il principio su cui si basa l’ora legale nacque però molto prima: fu proposto da Benjamin Franklin in una lettera scritta nel 1784 a un giornale di Parigi.

Negli Stati Uniti, come in Italia e negli altri paesi che adottano questo sistema, ogni anno si discute sul fatto se l’ora legale sia davvero necessaria e se la sua adozione porti effettivamente a uno stato di stress temporaneo causato dal dormire un’ora di meno e dallo spostare i propri orari biologici. L’Atlantic poche settimane fa definiva il passaggio all’ora legale “dispendioso, inutile e persino pericoloso”. Nello stesso periodo il Wall Street Journal raccontava le conseguenze negative del “Daylight Saving Time” per le relazioni sociali e la salute. Per chi volesse controllare l’ora esatta (e la precisione del proprio orologio digitale) il sito Time.is offre questa possibilità. Per chi fosse invece più interessato ai dati relativi al risparmio energetico, Terna – operatore di reti per la trasmissione dell’energia elettrica – ha messo a disposizione lo scorso anno i dati riguardanti il risparmio energetico ottenuto in Italia nel 2014 grazie al passaggio all’ora legale.

   

Nikon D7200, (300mm F/4 AF-IF-ED Nikkor), F/8 1/2000 sec ISO 900,monopiede.

An arctic tern during her flight (Iceland).

Di tutte le mie fotografie questa è sicuramente la più estrema, trovarsi nel mezzo di un temporale elettrico in alta quota è molto rischioso. Ovviamente non ero partito da casa alla ricerca di un temporale, la mia intenzione era semplicemente quella di fotografare il tramonto da una certa zona.

Zaino in spalla e mi incamminai verso la meta, tempo dieci minuti e si chiuse tutto, il cielo diventò pece. Non ci pensai due volte e amareggiato feci dietro front per tornare all'auto. Mancava più di un’ora e mezza al tramonto e non riuscii in nessun modo a convincermi di lasciar perdere del tutto. Pensai “ormai sono qui, cambio zona, aspetto e magari filtra un raggio di luce da qualche parte”. Nel frattempo tuoni minacciosi borbottavano da dove ero appena “fuggito”. Perso fra i miei pensieri, mi resi conto di aver camminato irrequieto avanti e indietro per più di mezz’ora. Finalmente decisi il da farsi, caricai lo zaino in auto e mi diressi verso una zona più sicura nei pressi del Passo Rolle. Ero parecchio scocciato, il Rolle col tempo è diventata una zona molto nota fotograficamente e non volevo assolutamente ripetermi, ma la frustrazione di un viaggio a vuoto è più forte di un eventuale doppione fotografico. Il periodo era quello della fioritura alpina di Rododendri, i prati erano splendide macchie di colore verde e fucsia, uno spettacolo incredibile. L’orizzonte si faceva sempre più cupo e quindi diminuivano ulteriormente le già poche speranze per la luce al tramonto. Seduto sui morbidi prati erbosi mi gustavo un’ottima insalata di riso godendomi la pace assoluta, il silenzio e il vento. All’improvviso un luminosissimo lampo a pochi kilometri da me illuminò il paesaggio circostante. Fulmini! Era un’occasione fantastica, il cuore a mille, emozionato e di nuovo di ottimo umore scattai in piedi e montai di corsa la fotocamera su treppiede, la composizione l’avevo già immaginata e studiata mentalmente durante la cena al sacco. Non persi un secondo di tempo e una volta settata la terna dell’esposizione cominciai a scattare una fotografia dietro l’altra nella speranza di riprendere una bella scarica di elettroni. Tempo un paio di minuti e immortalai il primo fulmine, saltai di gioia. Dove mi trovavo ancora non pioveva, ma presto mi resi conto che la tempesta si sarebbe fatta più seria, in cielo le scariche elettriche erano ogni pochi secondi, quelle a terra ogni pochi minuti, in avvicinamento. Imperterrito decisi di restare ed aspettare lo scatto ideale, continuando a fotografare. Nel frattempo, per quello che vale, mi ero distanziato dal treppiede in carbonio e avevo spento ogni tipo di dispositivo elettronico per evitare di diventare una gustosa antenna umana (mi trovavo da solo in un ampio prato senza alcun albero o cucuzzolo predominante che potesse fare da parafulmine!). L’adrenalina stava cominciando a lasciare il posto alla paura quando nel giro di una decina di secondi sei fulmini si scaricarono a terra in sequenza in tutta la loro potenza. Il cuore pulsava forte, sapevo che l’esposizione era bella lunga ma non mi sarei di certo aspettato di averli ripresi tutti e sei (con gli ultimi due ancora in aria quando l’otturatore si chiuse, questione di qualche miliardesimo di secondo!). Ero decisamente felice, rimasi in quel posticino ancora qualche minuto a godermi lo spettacolo..una cosa unica, a tu per tu con la Natura, io e Lei, la Montagna. Emozione pura. Percependo il crescente pericolo, feci armi e bagagli e mi precipitai di corsa a valle verso l'auto dove mi fiondai all’interno ad una velocità spropositata. Chiusi la portiera e una scarica elettrica colpì ad appena cinquanta metri da dove mi trovavo, un rumore impressionante, cominciò il diluvio e una pioggia di fulmini come poche volte vidi nella mia vita. Quella sì che avrei voluto fotografarla! Mi sistemai con calma e ripartii verso casa non riuscendo a pensare ad altro che le sensazioni incredibili che solo la Natura sa darti.

 

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BDO Sin Terna Cuirass For UUNP

 

Conversion by Diablio,

will be available at Diablio's new Tumblr here shortly...

 

wtfuuun.tumblr.com/

  

If you're viewing this set at a later date, then it is most likely already there.

 

Maybe give the man a PM on his Tumblr and show him some love for all his hard work. He does all this out of pure awesomeness!

 

Thousands of people take pictures of Skyrim, but there is only one man who consistently converts all these outfits and armors for us into UUNP.

 

That man... Is Diablio.

 

Seriously! ... Thank the homie Diablio for all his time dedicated to hookin us up.

BDO Sin Terna Cuirass For UUNP

 

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Nikon D7000, (60mm F/2,8 AF Micro Nikkor), F/10 1/5sec ISO 100

Fluidr

 

  

Germogli electricity pylons - Italy

HDA : Architecture and engineering

Client : Terna

Architect : HDA have won first prize in the "Pylons of the Future" international competition for Italian energy supplier

Date : 2009

See more at : www.hda-paris.com/

BDO Sin Terna Cuirass For UUNP

 

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Kjartansstadir is a professional horse breeding Farm 10km

East of Selfoss, in the south part of Iceland

www.terna.is

 

La E633 233, una delle ultimissime, se non l'ultima ancora circolante, tigre in livrea XMPR 1, è alla testa di un trasferimento isolato di locomotori da La Spezia Migliarina a Santo Stefano di Magra, qui in transito a Vezzano Ligure. In composizione, le E656 Navetta 564 e 592, di cui quest'ultima, ubicata in coda, curiosamente con pantografo già alzato.

 

The E633 class locomotive group n°233 in first XMPR livery hauls two E656 class locomotives group( n° 564 and 592) from La Spezia Migliarina to Santo Stefano di Magra, here in Vezzano Ligure.

Nikon D7000, (300mm F/4 IF-ED Nikkor), F/8 1/60sec ISO 100 + tubi Kenko

 

Fluidr

Maurizio Mochetti - "Fili bianchi laser"

La terna 668+B68+668 transita a Marone con il R57 Breno - Brescia. In testa l'unità 146

 

LeNord Aln668.146 passes in Marone with the R57 from Breno to Brescia

BDO Sin Terna Cuirass For UUNP

 

Conversion by Diablio,

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moon lighting up the clouds

Kjartansstadir is a professional horse breeding Farm 10km

East of Selfoss, in the south part of Iceland

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La terna perfetta:

-lanterna

-cattedrale

-luna

BDO Sin Terna Cuirass For UUNP

 

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That man... Is Diablio.

 

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Alatri è posta al centro della Ciociaria storica, fra le città di Ferentino, Frosinone e Veroli. Il suo territorio è suddiviso in due zone: la prima in cui sorge la città e risiede la popolazione, l'altra una spopolata zona montana posta oltre il comune di Collepardo al confine orientale del Lazio vicino all’Abruzzo. Il nome deriva dalla parola latina Aletrium, toponimo che risale al tempo degli ernici, popolo a cui la cittadina appartenne in età antica e che aveva colonizzato tutte le colline, nella parte orientale dell’attuale provincia di Frosinone, prospicienti la valle del Sacco.

Alatri è una delle città più ricche del Lazio meridionale quanto a beni artistici e culturali. Alcuni dei suoi monumenti, secondo gli archeologi del nostro secolo, vanno collocati tra gli ultimi tempi della civiltà ernica e l’inizio della dominazione romana.Oltre ai templi dedicati a Venere e Giove, di cui si conserva solo la memoria in alcune epigrafi, la città possiede una notevole cinta muraria e l’importante ed imponente acropoli.

Abitanti: Alatrensi o Alatrini

Festa patronale: San Sisto

Frazioni e località: Collelavena, Fraschette, Monte San Marino, Pignano, Tecchiena.

Comuni limitrofi del Lazio: Collepardo, Ferentino, Frosinone, Fumone, Guarcino, Trivigliano, Veroli, Vico nel Lazio.

Distanza da Frosinone Km. 13

Autostrada: A1 Frosinone

 

La costruzione del gigantesco complesso dell’acropoli, ad Alatri chiamato comunemente civita, è stata realizzata mediante il taglio della collina calcarea per ottenere grandi blocchi, collocati ai piedi della collina stessa e fatti combaciare mediante opportuno incastro. La grande acropoli, di forma trapezoidale, misura circa 19.000 metri quadrati, ed emerge oggi dalla via Gregoriana, costruita nel 1843, offrendosi come un’opera colossale. Lungo il suo circuito murario si aprono due porte: una di dimensioni ridotte, che immette sulla spianata dell’acropoli con una scalea in terna, e l’altra, maggiore, che è giusta mente considerata un monumento a sé stante per la sua imponenza. Elementi caratteristici di questo circuito sono le tre nicchie che precedono la porta maggiore: secondo gli studiosi servivano per con tenere le statue degli dei protettori della città. Dopo quest’ultima porta, la strada antemurale scende e si eleva il cosiddetto “Pizzale”, un alto sperone costruito da quindici grandi blocchi, rastremati verso l’alto che formano l’angolo orientale delle mura. La pietra angolare di base contiene un bassorilievo che è stato interpretato come un globo solare, in omaggio al sole che sorge da questo lato. Sull’acropoli c’era un grande tempio, i cui resti, probabilmente, sono stati reimpiegati per edificare costruzioni medioevali e la chiesa più importante di Alatri. E interessante la pagina del Gregorovius che descrive la civita: “un meraviglioso monumento ...di cui non trovasi l’eguale in tutto il Lazio ... Allorquando mi trovai dinanzi a quella nera costruzione titanica, conservata in ottimo stato, quasi non contasse secoli e secoli, ma soltanto anni, provai un’ammirazione per la forza umana... . Qui vediamo dinanzi a noi mura colossali di cui ogni pietra non è un grosso pezzo quadrato, ma un vero macigno di forma irregolare, e se ci domandiamo meravigliati con quali mezzi si siano potuti collocare tali massi gli uni sugli altri, si arriva ancor meno a comprendere come sia stato possibile incastrarli gli uni negli altri, in modo da non lasciare il minimo interstizio, producendo l’effetto di un gigantesco mosaico lavorato con la massiccia precisione. La tradizione attribuisce questo genere di costruzione degli antichissimi templi latini, ai templi di Saturno, e li sbalza addirittura fuori dal periodo della civiltà storica. . . .La loro vista sola basta a convincerci che una razza che poté costruire tali mura, doveva già possedere un’importante cultura e leggi ordinate”.

Alatri fece dunque parte della confederazione ernica, che aveva in Anagni la propria città sacra, anche se gli ernici partecipavano alle feste latine in onore di Giove e si schierarono con i latini contro i romani. Nei secoli V e IV a.C. la sconfitta militare delle popolazioni avversarie consentì a Roma di egemonizzare il Lazio. L’ultimo scontro avvenne durante le guerre sannitiche, quando la confederazione ernica si spaccò: Anagni si schierò contro Roma, mentre Alatri ed altre città rimasero fedeli agli antichi alleati. Gli ernici, sconfitti, nel 306 a.C., perdettero gran parte dei diritti che furono invece confermati dai romani ad Alatri e agli altri alleati. Dopo la legge Julia, la città ricevette un ordinamento pubblico ispirato alle istituzioni romane.

Nella storia di Alatri è degno di particolare menzione il censore L. Betilieno V. ricordato in una iscrizione databile fra ed il 90 a.C. L’epigrafe è piuttosto importante poiché testimonia l’opera di questo magistrato che fece eseguire diversi lavori pubblici durante il suo periodo di governo. Sulla tavola marmorea sono elencati i lavori realizzati: tutte le strade città, il portico che conduce e immette nell’acropoli, il piazzale per il gioco, l'orologio, il mercato, il completamento della basilica, i sedili, la vasca delle terme, il serbatoio per conservare l’acqua in città (alto ben 340 piedi), archi e tubi per l’acquedotto. Secondo Angelo Sacchetti Sassetti, il maggiore storico di Alatri Betilieno fece lastricare le strade della città, manufatto che ancora si ritrova in tatto a qualche metro sotto l’attuale pavimentazione. Il portico invece era una grande via coperta che consentiva ai cittadini di accedere all’acropoli e quindi al tempio principale della città. Gli altri lavori realizzati da Betilieno servirono a completare la rete dei servizi pubblici. Ma l’opera certamente più rilevante fu quella dell’acquedotto, le cui sorgenti erano poste molto lontano dalla città, nel territorio oggi appartenente al comune di Guarcino. In epoca romana il territorio era intensamente colonizzato dalle popolazioni che vivevano sparse in pagi. Ne sono prova i numerosi ritrovamenti archeologici, fra i quali tombe e templi dedicati a divinità diverse, uno dei quali è stato costruito in forme ipotetiche nel museo romano di Villa Giulia. L’insediamento sparso deve essere continuato per secoli, almeno fino alla drastica riduzione degli abitanti e al loro concentramento entro le mura della città per motivi di sicurezza. Se è leggendaria la fondazione della chiesa locale da parte dello stesso San Pietro, è sicuramente provato che nel VI secolo il Cristianesimo era ampiamente affermato nella zona ove veniva fondato un cenobio in area rurale. Secondo una pia tradizione, San Benedetto da Norcia sostò nel monastero durante il viaggio da Subiaco a Montecassino.

Alatri è coinvolta nelle controversie romane e laziali a proposito dell’elezione del vescovo di Roma, il quale, ben presto, acquista una reale giurisdizione sul Lazio. In questo periodo la città è ricordata da un diploma di Ludovico il Pio, nell’817, come posta ai confini della zona soggetta al papa. C’è un nuovo ordinamento del territorio, compaiono i consoli e i duchi, e ad Alatri se ne ricorda uno, Benedetto, il quale, in questi anni di profonda decadenza, riveste un ruolo eminente anche sulle località vicine. Durante i conflitti tra il papato e l’impero ottoniano, si mette in rilievo il cardinale Ugo d’Alatri, il quale, mentre i soldati di Enrico V assediano le navi ove è riparato papa Gelasio Il, non esita a salvarlo e a condurlo a riva nascondendolo nel Castello di San Paolo e Andrea. Forse per ricompensa Ugo viene nominato legato a Benevento. Un suo nipote, Pandolfo, scrive le vite dei papi Vittore III, Pasquale II, Gelasio I! Callisto II e Onorio Il. Alatri, mercé il suo vescovo, partecipa alle vicende dello scisma che pongono in contrasto papa Innocenzo I! e l’antipapa Anacleto Il.. Durante lo scisma si ha uno degli avvenimenti più sentiti della storia religiosa della città: l’arrivo delle reliquie di papa Sisto I da Roma. Secondo la leggenda, le reliquie vengono concesse agli abitanti d’ Alife, ma la mula, che porta il carico, prende la strada di Alatri e l’arrivo delle sacre spoglie fa cessare il morbo da cui era afflitta la città.

Negli anni in cui Roma si erige a libero comune, dichiarando decaduto il potere dei papi, la nuova forma istituzionale si diffonde in tutto il Lazio: ad Alatri compare nel 1173 e la magistratura dei consoli dura fino al 1241, quando viene eletto il primo podestà. Successivamente il comune diventa popolare senza una vera e propria svolta istituzionale poiché i poteri militari e di polizia sono già detenuti dai rappresentanti delle carcìe (i rioni in cui era suddivisa la città) strettamente legati al popolo. I problemi, comunque vengono sempre affrontati dal governo locale con la collaborazione dei vescovi e con l’appoggio dei papi. NeI 1186 la città, durante le lotte del papato contro l’impero, deve subire l’assedio dell’esercito germanico guidato dallo stesso imperatore Enrico VI ma esce positivamente dalla prova. Nei successivi conflitti fra Federico Il ed il papato, Alatri rimane ancora fedele al pontefice e stipula un trattato di mutua difesa con Roma.

Il Duecento è il secolo che maggiormente vede impegnato il comune in una politica d’espansione territoriale: nel 1232 contesta a Collepardo il possesso delle montagne attorno a Trisulti, nel 1240, approfittando della politica aggressiva di Federico Il, Alatri attacca Guarcino. Gli alatrini bruciano trecento case e , I’anno dopo, obbligano i collepardesi ad un transizione in forza della quale Alatri domina il piccolo borgo. Segno della sottomissione è il “ballo sacro” a cui sono obbligati i collepardesi nei giorni della festa del santo patrono alatrino, San Sisto. La festa si tiene il mercoledì dopo Pasqua: venticinque collepardesi sono obbligati a raggiungere Alatri, armati ed accompagnati da un piffero. Dopo aver deposto le armi, ballano per rendere omaggio ai magistrati cittadini e li accompagnano, sempre ballando, alla cappella di San Sisto.

L’ultimo paese ad essere aggredito è Ferentino, per il Castello di Tecchiena. Il conflitto per questo castello, non si sa se autonomo o in qualche modo dipendente da Alatri, risale al 1188 quando i ferentinesi bruciano il castrum.

Il contrasto tra il papato e gli ultimi svevi incide anche nella società locale creando divisioni fra le famiglie nobiliari: alcune parteggiano con gli svevi, altre si schierano con gli angioini. Partigiano di queste ultime è il cardinale Gottifredo, la cui famiglia, oriunda di Guarcino, è una delle più importanti di Alatri. Egli ha un notevole ruolo tanto che diventa podestà neI 1286 e per celebrare la sua carica, edifica nel luogo centrale della città un imponente palazzo.

La politica di espansione di Alatri continua sottomettendo Trivigliano e, durante la guerra dei vespri, aggredendo Vico.

In tutto il Duecento il comune di Alatri, pur riconoscendo formalmente la sovranità pontificia, sviluppa una politica autonoma.

La politica di aggressione e di espansione territoriale verso i vicini cessa solo quando violente discordie scoppiano tra le fazioni nobiliari della città. Malgrado l’intervento papale, le lotte civili durano fino aI 1296 quando la situazione è risolta con un’accorta azione giudiziaria.

Nelle agitate vicende conseguenti all’aggressione contro Bonifacio VIII, Alatri, in lega con Ferentino e diversi baroni dei luoghi, prima si schiera contro i Caetani, poi, ben presto, esce dalla lega per un rivolgimento politico interno. Nel corso del 1305 il partito nobiliare viene spodestato dagli artigiani e dai mercanti. Il popolo passa allora dalla parte dei Caetani e viene continuata la politica di espansione territoriale verso Vico e addirittura verso Frosinone: ambedue i castelli sono costretti a partecipare al parlamento di Alatri e a condurre guerra assieme al comune alatrino.

  

Kjartansstadir is a professional horse breeding Farm 10km

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Nikon D7000, (300mm F/4 IF-ED Nikkor), F/6,3 1/80sec ISO 800 + Kenko Extender 1,4X

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E de adultos também...pq não?

 

Fiquei com essa música o dia todo na cabeça...

  

Menino Deus

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Menino Deus, quando tua luz se acenda

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E por um momento haverá mais futuro do que jamais houve

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Menino Deus, quando a flor do teu sexo

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E então, por um lapso, se encontrar no anexo

Ligando os breus, dando sentido aos mundos

E aos corações sentimentos profundos de terna alegria no dia

Do menino Deus

Do menino Deus

Do menino Deus

No dia do menino Deus

Finalmente una bella composizione con un rimorchietto Ln668 è passata sotto il mio obiettivo...

 

Nonostante il freddo becco, la neve e il vento il regionale Alessandria-Pavia avanza deciso nelle campagne alessandrine.

Kjartansstadir is a professional horse breeding Farm 10km

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Nikon D7100, (300mm F/4 AF-IF-ED Nikkor), F/5 1/160 sec ISO 1250,monopiede.

Se te comparo a um dia de verão

És por certo mais belo e mais ameno

O vento espalha as folhas pelo chão

E o tempo do verão é bem pequeno.

 

Ás vezes brilha o Sol em demasia

Outras vezes desmaia com frieza;

O que é belo declina num só dia,

Na terna mutação da natureza.

 

Mas em ti o verão será eterno,

E a beleza que tens não perderás;

Nem chegarás da morte ao triste inverno:

 

Nestas linhas com o tempo crescerás.

E enquanto nesta terra houver um ser,

Meus versos vivos te farão viver.

 

(William Shakespeare)

 

Jardim Botânico da Amazônia - Belém - Pará - Brasil

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