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L'isola della Cona è una riserva naturale a cavallo tra il carso triestino- goriziano e le zone sabbiose e lagunari di Grado e Marano. Grande varietà di fauna e flora

The island of Cona is a Nature Reserve

at the turn of Trieste- Gorizia karst and sandy areas and lagoons of Grado and Marano. Great variety of fauna and flora

rifiuti presso il litorale adriatico che costeggia la riserva naturale dello stato 'le cesine' - oasi wwf

waste on a natural reservoir

marine di vernole (lecce) - salento - southern italy

hdr 2008

 

Fotoreportage del gruppo 'Salento Ambiente'

 

La Riserva naturale Le Cesine è una riserva statale naturalistica pugliese, situata nel territorio comunale di Vernole, in provincia di Lecce.

 

Il nome trae origine dalle cesine, stagni acquitrinosi presenti sulla costa salentina. Zona umida, è formata dagli stagni Salapi e Pantano Grande, alimentati dalla pioggia e divisi dal Mare Adriatico da dune sabbiose (Wikipedia Italia).

Sito sulle Cesine

 

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foto vincitrice al concorso eyes on the planet 2008, sponsorizzato da provincia di milano, comune di milano, ebay e manfrotto.

Alicante, capitale della Costa Blanca, è una città con più di tremila anni di storia. Il microclima della costa mediterranea sulla quale si affaccia Alicante, rende questa città un luogo perfetto per coloro che sono alla ricerca di una vacanza rilassante sia d'estate che d'inverno. Spiagge sabbiose, edifici storici, parchi divertimento, sole e feste fanno di Alicante una delle città più gioiose di Spagna. Lasciatevi tentare dal fascino cosmopolita famoso Paseo de la Explanada, dall'imponente castello in cima al monte Benacantil, oppure partite alla scoperta dell'entroterra con le sue foreste e antiche terme.

 

Alicante or Alacant (Spanish language: Alicante, Valencian: Alacant) is a city in Spain, the capital of the province of Alicante and of the comarca of the Alacantí, in the southern part of the Valencian Community. It is also a historic Mediterranean port. The population of the city of Alicante proper was 331,750, estimated as of 2008[update], of the entire urban area, 452,462, ranking as the second-largest Valencian city. Population of the metropolitan area (including Elche and satellite towns) was 757,443 as of 2008 estimates, ranking as the eighth-largest metropolitan area of Spain

  

 

Si tratta di uno degli itinerari piu affascinanti del Promontorio, panoramico sul mare e sulla costa: un sentiero ricco di motivi di interesse che collega, sul versante mare, Camogli con Portofino.

  

Il tracciato che prende avvio dal sagrato della chiesa parrocchiale di San Rocco, è agevole e panoramico, permette di intraprendere altri percorsi e si svolge lungo il versante occidentale del Monte di Portofino.

La pianeggiante mulattiera attraversa le località il Poggio e la Mortola, suggestiva con le sue decorazioni “troumpe l’oil” e lungo il percorso la vegetazione spontanea si avvicenda ai coltivi e i conglomerati di Portofino si sostituiscono ai calcari di Monte Antola offrendo una varietà di panorami e di paesaggi particolarmente apprezzabili.

II primo tratto di strada permette di ammirare ampia parte della costa occidentale ligure e il Golfo Paradiso, fino a Genova, delimitato a sud dalla sottile lingua rocciosa di Punta Chiappa. Qui la vita dell’uomo è ancora legata a quella del mare, come dimostrano la tonnara, la mugginara e le barche da pesca ormeggiate vicino alla costa.

 

Sempre verso sud si può osservare l’aspetto della vegetazione che si incontrerà più avanti lungo ii percorso: gli oliveti vicino ai nuclei abitati, la vegetazione mediterranea (con prevalenza della lecceta mista rispetto alla pineta a pino d’Aleppo sui crinali che scendono al mare), il bosco mesofilo a carpino nero e orniello nei valloncini umidi che solcano il versante.

 

Sotto il sentiero, la costa a falesia precipita in mare la cui trasparenza spesso rivela l’alternarsi sul fondo di zone occupate dai massi precipitati lungo il pendio e di zone sabbiose maculate dalle scure praterie di posidonia.

Oltrepassati i nuclei di Poggio e Mortola, si avanza attraverso i coltivi, in prevalenza oliveti, oggi in gran parte abbandonati, nei quali e possibile apprezzare la fioritura di piante vistose come la spadacciola, l’anemone degli orti e il narciso a tazzetta.

 

da " Parco di Portofino"

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Questo è il mare Tirreno davanti la costa della Maremma Grossetana. Il mare Tirreno comprende la Corsica, la Sardegna, la Sicilia, la Calabria, la Basilicata la Campania, il Lazio e la Toscana.

La Maremma Grossetana ha coste sabbiose e rocciose per circa 100 Km. La costa maremmana inizia da Marina di Capalbio, poi va al Monte Argentario e termina a Follonica in località Pratoranieri.

  

This is the Tyrrhenian Sea in front of the coast of the Maremma Grossetana. Tyrrhenian Sea includes the Corsica, Sardinia, Sicily, Calabria, Basilicata Campania, Lazio and Tuscany. The Maremma grossetana has sandy and rocky coasts along 100 Km. The Maremma coast begins from Capalbio seaside and goes to Monte Argentario and ends in Follonica in Pratoranieri resort.

View On Black

 

Sardegna - La spiaggia de Le Dune, detta anche Sabbie Bianche, è un'area di bianche dune sabbiose nel comune di Teulada, in località Porto Pino. È un arenile di sabbia bianchissima a grana molto fine che dona all'acqua un colore azzurro intenso dai riflessi cangianti. Alle spalle della spiaggia si innalzano per 20 o 30 metri dune di candida sabbia, che nelle zone più lontane dal mare sono ricoperte della tipica macchia mediterranea e dal ginepro. Gran parte della spiaggia si trova all'interno di una vasta zona militare.

Dove

Teulada (CA)

Cosa

Calette sabbiose e cordoni di dune si alternano a una costa rocciosa e frastagliata, digradante dolcemente verso il mare e abbellita qua e là da scogli e isolotti ...

Perchè

1) Perchè non sono più quelle di una volta e ormai tutto è più commerciale di un tempo ma se hai voglia di fermarti in una piazzola di sosta sulla statale e scendere a piedi fino alla costa puoi ancora trovare spiaggette private che valgono oro;

2) Perchè anche quando è nuvoloso, se aspetti un'oretta tutto passa e poi è solo mare e sole;

3) Perchè se impari due parole di sardo dette bene puoi provare a vincere contro la ragazza del bar che di piemontesi ne sa poche, ma di quelle che valgono doppio.

Il Parco San Bartolo si caratterizza principalmente per il tratto di costa alta, a falesia viva, rara in tutto l'Adriatico. Il resto del territorio protetto è costituito dal paesaggio rurale che, fino agli anni Cinquanta, era attivamente coltivato anche in luoghi oggi impensabili, ai limiti del mare.

Il Colle San Bartolo presenta dunque due ambienti distinti: la falesia a mare e il versante interno.

La falesia emerge dalle basse spiagge marchigiane come un susseguirsi ondulato di speroni e valli, intervallate da pareti a strapiombo. Le cime, che sfiorano i 200 metri, permettono un'ampia visione sulla costa e sull'Adriatico, e costituiscono un paesaggio inusuale rispetto alle coste sabbiose tipiche di Romagna e Marche. Questo ambiente mostra aspetti geologici di grande interesse, con pesci fossili e rari cristalli di gesso. Alla base del colle corre una sottile spiaggia di ghiaia e ciottoli, formata dalla demolizione e dal franamento delle pareti sovrastanti.

Il Paesaggio rurale che si scorge nel tratto che degrada dolcemente verso la Statale adriatica, trasmette un senso di armonia, una sorta di intreccio vitale e gradevole tra i coltivi, i campi abbandonati rinaturalizzati e i filari di alberi e siepi

La costa di Baunei nel Golfo di Orosei,ancora oggi, è indubbiamente la più selvaggia e incontaminata di tutta la Sardegna.Altissime falesie di candido calcare a picco sul mare, bastioni di roccia interrotti qua e la da profondi e suggestivi piccoli anfratti e da più ampie e meravigliose grotte, cale e spiagge che sembrano miraggi.

 

THE GULF OF OROSEI from Baunei to Cala Gonone A 40 km cliff.Vertical walls, large caves and small ravines,a crystal clear sea with deep, intense colours.The mountain guards white pearls of sand.Not simple inlets, they have magic names,seeing them you will discover that here time has stopped.Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Unspoiled natural areas and abundant species of wildlife make Sardinia a heavenly place to be for anyone who enjoys the great outdoors. The island’s out of the way location also creates ideal habitat conditions for its indigenous plants and animals. In Sardinia it is nature, not people, that holds sway over the landscape. Even the increase in tourism in recent years has done nothing to disturb this equilibrium. More enlightened attitudes fostered by education and reinforced by the Sardinians’ deeply rooted awareness of the importance of living in harmony with nature have combined to produce an environmental awareness that is unmatched in the Mediterranean region. The habitats of the island’s wildlife have been safeguarded against the risks attendant upon increasing tourism through the creation of a mammoth national park and reserve in the Gennargentu mountains. Cork, holm oak, alder and yew forests abound with wild pigs, wildcats, Sardinian deer, falcons, golden eagles, mouflon (wild sheep), kites, black vultures and bearded vultures. Sardinia’s high plateaus are also home to herds of wild horses.The maquis spreads its evocative scent practically everywhere in Sardinia and in spring weaves a blanket of brightly colored blossoms across the entire island. During the summer months, the spicy scent of lavender, thyme, myrtle and rosemary emanating from it is particularly aromatic. Maquis vegetation, which usually starts quite close to Sardinia’s idyllic beaches, covers the island’s hills and mountains with mastic trees, laurel, Arbutus, Smilax, broom and Cistus, while lushly blooming oleander bushes dot the landscape with brilliant color.Along the coast can be found juniper, cluster pine and Aleppo pine, all of which are home to numerous species of bird. The Sardinians call the flamingos that strut about the various lagoons sa gente arrubia or “the rose colored folk.” Sardinia also has a fascinating underwater world which can best be observed at one of the island’s protected marine areas. And with luck you might also catch a glimpse of frolicking dolphins off the coast of the Maddalena arcipelago in the north or Cape Carbonara in the south. Even the nearly extinct monk’s seal can be seen now and again.

 

La fauna e la flora della Sardegna è l'insieme delle specie animali e vegetali presenti in Sardegna. Questo insieme presenta delle peculiarità, dovute alla particolare posizione geografica dell'isola, che si manifestano con una differenziazione rispetto alla fauna ed alla flora italiana, pur mantenendone una sostanziale analogia, e con la presenza di elementi faunistici e vegetali tipici del Nordafrica.Aspri, selvaggi e ricchissimi di fauna e flora, i rilievi dell’ Isola sono stati modellati dall’ azione del vento e degli agenti atmosferici.La Sardegna è, per estensione, la terza regione italiana e la seconda isola del Mediterraneo. Per la varietà dei suoi ecosistemi è da molti considerata come un micro-continente costituito da un alternarsi di paesaggi montuosi e di foreste, di zone completamente disabitate, di lagune, di corsi d'acqua tumultuosi, di lunghissime spiagge sabbiose e di falesie a strapiombo sul mare. Immerso in questo ambiente in gran parte incontaminato, si trova un paesaggio botanico e faunistico con specie uniche al mondo.

 

www.youtube.com/watch?v=T1uP5qHcsII

 

www.youtube.com/watch?v=2kzjqlfVt30

Italia, Sicilia, Pantelleria (TP), Estate 2009

 

Bacino di origine vulcanica dai colori incredibili ed alimentato in parte da sorgenti termali che sgorgano dalle rive sabbiose, possibilità d' effettuare attività sportive, in primavera e in autunno il lago diventa osservatorio naturale della passa di numerose varietà d'uccelli.

 

Venus's mirror is an intensely coloured lake of volcanic origins, in part fed by thermal springs in its sandy banks. In spring the lake is used for water sports, in Autumn it becomes home to numerous varieties of sea birds.

Uno splendido tramonto immortalato da una delle sabbiose spiagge di Le Conquet, Finistere, Bretagna, Francia.

A destra si può vedere il faro di Kermorvan.

 

Canon ESO 40D

Sigma 10-20mm @ 20mm

ISO 100

f/11.0

10sec exposure

ND Filter 4ND+8ND

Tripod

Pancratium illyricum

Nome sardo

Lillu ( Sard. merid.), Lillu de campagna (Sard. merid.), Lillu de monti (Fluminese), Illu de saltu (loc. div.).

Fioritura: marzo-maggio

E’ molto simile al > giglio marino (Pancratium maritimum ), diffuso nelle spiagge e dune sabbiose della Sardegna.

Ready for the caravan in the Western Sahara?

Pronti per la carovana nel Sahara occidentale?

Alla ricerca di nuovi scatti sulle dune sabbiose dell'Erg Chebbi in Marocco.

goo.gl/qY5lkk

 

2014

Trip to Africa between Morocco and Cape Verde

 

Share now but do not forget to mention my profile+Michele Pelosi​​​

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Thank you. See you at the next photo shoot.

 

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#ergchebbi #deserto #desert #sahara #marocco #africa #trip #morocco #carovana #caravan #desierto #صحراء #Wüste #пустыня #沙漠 #ทะเลทราย #morocco #Maroc

 

Previous posts

 

+Michele Pelosi looking for new photos to the Western Sahara on the sand #dunes of Erg Chebbi in Morocco.

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Ait-Ben-Haddou, along the caravan route between the Sahara Desert and the current city of Marrakech.

goo.gl/jhfYUI

 

Break mint #tea and #dates at #Tazzarine #Marocco #Maroc #Africa .

goo.gl/cWkPh7

 

Come lo zainetto #StreetView #trekker di Google Maps vi porto a fare un giro in #dromedario nel #Sahara

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A good #autumn

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Uno sguardo attraverso i tralci di una vite secolare

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Due uomini guardano attraverso le sbarre di una cella:

uno vede il fango, l' altro una stella.

 

Tramonto a Capo Altano (o Giordano).

 

Nella costa rocciosa di origine vulcanica con sezioni geologiche di trachiti ignimbriti e clasti di Capo Altano, (chiamato anche Capo Giordano), si trovano ruderi e postazioni della II guerra mondiale, dune sabbiose fossili, patriarchi di ginepro, torre seicentesca e antica.

 

Affascinante percorso che si sviluppa interamente lungo la costa alta e rocciosa tra l’abitato di Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia.

Un itinerario all’interno di un paesaggio di natura vulcanica contraddistinto da una ricca vegetazione mediterranea, con specie botaniche rare ed esclusive, e dove, in tarda primavera, è possibile osservare le spettacolari fioriture dei fichi degli ottentotti, una pianta di origine sud africana ormai ambientata al clima mediterraneo.

Lungo il percorso sono ben evidenti le rocce ignimbritiche che costituiscono il basamento del basso Sulcis e delle isole di Sant’Antioco e San Pietro che, al suo interno, racchiude per centinaia di metri il più importante e profondo giacimento di carbone fossile presente in Italia.

Valori geologici importanti esaltati in superficie dalle diverse forme delle rocce ricoperte di variopinti licheni, erose nei millenni dal vento e dall’acqua, ricche di cromatismi che mutano dal grigio, al verde, al rosso fino alle tonalità più chiare dei tufi, in forte contrasto con il blu cobalto e il verde smeraldo delle acque che lambiscono il litorale.

Un mare esposto al vento forte di maestrale, ricco di specie ittiche, rotta di transito dei tonni che migrano in primavera verso sud da tempo immemorabile.

In questo periodo dalle rovine di una postazione militare della seconda guerra mondiale, si possono facilmente osservare le reti della tonnara di Capo Altano calate a poche miglia dalla costa per sbarrare il transito a questi pregiati animali.

Da aprile a giugno, quando nelle reti si raggiunge un certo numero di esemplari, il raìs da l’avvio alla mattanza, secolare tecnica di pesca al tonno.

In pochi minuti le acque circostanti si tingono di sangue e alte salgono le grida dei tonnarotti che arpionano i grossi pesci per poi gettarli nelle grandi barche chiamate bastarde.

Da Capo Altano l’itinerario prosegue superando alte falesie di roccia trachitica immerse nella fitta e intricata vegetazione mediterranea, incontrando piccole valli lambite stagionalmente da piccole cascate d’acqua che precipitano sul mare.

Poco sopra il sentiero una strada panoramica riprende l’antico tracciato ferroviario costruito nella fine dell’ottocento dalla società mineraria Monteponi.

Da qui i minerali di piombo argentifero e di calamine, minerali di zinco, provenienti dalle miniere di Iglesias giungevano a Porto Vesme, per proseguire nelle stive dei piroscafi alla volta dei porti del nord Italia e della Francia.

Più avanti, la solitaria spiaggia di Guroneddu è l’occasione per un bagno ristoratore nelle sue acque cristalline e un punto di sosta ideale prima di inoltrarsi nelle dune sabbiose fossili sospese nella scogliera a decine di metri sul mare.

Circondato da una fitta macchia mediterranea lo spesso manto sabbioso è ricoperto in primavera da singolari fioriture di cisto giallo.

Dalla rena emergono i tronchi silicizzati dei ginepri che ancora oggi fanno bella mostra anche con esemplari millenari dal fusto contorto e dalle ampie fronde.

Dall’alto del sentiero lungo la scogliera appaiono quasi all’improvviso i ruderi della seicentesca torre spagnola edificata per contrastare le invasioni barbaresche.

Poggiata sopra un basamento roccioso a pelo d’acqua per esigenze militari dell’epoca, i ruderi appaiono oggi come lo scafo di una imbarcazione affondata e in balia delle mareggiate che vi si infrangono contro.

Segnano l’arrivo del percorso i vicini caseggiati di quelli che furono la tonnara di Porto Paglia e il villaggio dei pescatori, di settecentesca memoria oggi riconvertiti a fini turistici.

 

Fonte: Sardegna Fluminimaggiore

 

Tui sola biu in dognia parti,

Stella lucenti in notti de beranu;

Sempri ti sigu...

Comenti su profumu de unu flori,

t’intendu e non ti toccu .

 

Dovunque non vedo che te,

stella lucente in una notte di primavera,

ti sogno sempre....

Io ti aspiro come il profumo di un fiore,

sei nell’aria eppure non ti tocco.

 

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Koufonissi ha alcune delle migliori spiagge delle isole greche. Sabbiose e grandi, adatte per le famiglie con bambini, perchè sono ben esposte e calme. L'isola è molto piccola, così basta una passeggiata per trovare il proprio luogo preferito. La laguna di Pori è il posto più bello. I nudisti vanno nella zona dopo Charokopou. C'è inoltre una barca che va ad alcune isole più piccole fuori di Koufonissi che hanno spiagge eccellenti.

 

Koufonissi has some of the best beaches of the Greek islands. Beaches and large, suitable for families with children, because they are well exposed and calm. The island is very small, so just a walk to find your favorite place. The lagoon of Pori is the most beautiful place. The nudists are in the area after Charokopou. There is also a boat that goes to some small islands off of Koufonissi who have excellent beaches.

I calanchi sono delle particolari forme di erosione create dagli agenti atmosferici, in particolare dalle acque pluviali, nelle argille del Pliocene depositate in più riprese dall'oceano, soprattutto attorno a due milioni di anni fa: la relativa fluidità e l'incoerenza di questo strato geologico determinano dei fenomeni erosivi che si presentano come dei profondi "tagli" nei fianchi delle alture, "ferite" in cui non riescono a crescere le piante per la continua attività erosiva.

Sopra questi strati caratterizzati dai calanchi poggiano quelli creati dall'attività eruttiva del complesso vulcanico vulsino (fino a 300.000 anni fa). Osservando la rupe su cui poggia Civita di Bagnoregio si possono notare le diverse stratificazioni geologiche: dal basso verso l'alto troviamo argille ed argille sabbiose; su queste poggiano sabbie e conglomerati. Questi strati, come accennato, formano la base per i prodotti vulcanici, base assai incoerente e quindi soggetta ad un'intensa attività erosiva.

Sui prodotti vulcanici pleistocenici sorge la celebre Civita di Bagnoregio, che appare quaso come un'isola di tufo rosso nel mare delle bianche argille.

www.youtube.com/watch?v=gYLRVWBxS0Y

Chi non comprende il tuo silenzio probabilmente non capirà nemmeno le tue parole.

~Elbert Hubbard~

  

Tramonto a Capo Altano (o Giordano).

 

Nella costa rocciosa di origine vulcanica con sezioni geologiche di trachiti ignimbriti e clasti di Capo Altano, (chiamato anche Capo Giordano), si trovano ruderi e postazioni della II guerra mondiale, dune sabbiose fossili, patriarchi di ginepro, torre seicentesca e antica.

 

Affascinante percorso che si sviluppa interamente lungo la costa alta e rocciosa tra l’abitato di Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia.

Un itinerario all’interno di un paesaggio di natura vulcanica contraddistinto da una ricca vegetazione mediterranea, con specie botaniche rare ed esclusive, e dove, in tarda primavera, è possibile osservare le spettacolari fioriture dei fichi degli ottentotti, una pianta di origine sud africana ormai ambientata al clima mediterraneo.

Lungo il percorso sono ben evidenti le rocce ignimbritiche che costituiscono il basamento del basso Sulcis e delle isole di Sant’Antioco e San Pietro che, al suo interno, racchiude per centinaia di metri il più importante e profondo giacimento di carbone fossile presente in Italia.

Valori geologici importanti esaltati in superficie dalle diverse forme delle rocce ricoperte di variopinti licheni, erose nei millenni dal vento e dall’acqua, ricche di cromatismi che mutano dal grigio, al verde, al rosso fino alle tonalità più chiare dei tufi, in forte contrasto con il blu cobalto e il verde smeraldo delle acque che lambiscono il litorale.

Un mare esposto al vento forte di maestrale, ricco di specie ittiche, rotta di transito dei tonni che migrano in primavera verso sud da tempo immemorabile.

In questo periodo dalle rovine di una postazione militare della seconda guerra mondiale, si possono facilmente osservare le reti della tonnara di Capo Altano calate a poche miglia dalla costa per sbarrare il transito a questi pregiati animali.

Da aprile a giugno, quando nelle reti si raggiunge un certo numero di esemplari, il raìs da l’avvio alla mattanza, secolare tecnica di pesca al tonno.

In pochi minuti le acque circostanti si tingono di sangue e alte salgono le grida dei tonnarotti che arpionano i grossi pesci per poi gettarli nelle grandi barche chiamate bastarde.

Da Capo Altano l’itinerario prosegue superando alte falesie di roccia trachitica immerse nella fitta e intricata vegetazione mediterranea, incontrando piccole valli lambite stagionalmente da piccole cascate d’acqua che precipitano sul mare.

Poco sopra il sentiero una strada panoramica riprende l’antico tracciato ferroviario costruito nella fine dell’ottocento dalla società mineraria Monteponi.

Da qui i minerali di piombo argentifero e di calamine, minerali di zinco, provenienti dalle miniere di Iglesias giungevano a Porto Vesme, per proseguire nelle stive dei piroscafi alla volta dei porti del nord Italia e della Francia.

Più avanti, la solitaria spiaggia di Guroneddu è l’occasione per un bagno ristoratore nelle sue acque cristalline e un punto di sosta ideale prima di inoltrarsi nelle dune sabbiose fossili sospese nella scogliera a decine di metri sul mare.

Circondato da una fitta macchia mediterranea lo spesso manto sabbioso è ricoperto in primavera da singolari fioriture di cisto giallo.

Dalla rena emergono i tronchi silicizzati dei ginepri che ancora oggi fanno bella mostra anche con esemplari millenari dal fusto contorto e dalle ampie fronde.

Dall’alto del sentiero lungo la scogliera appaiono quasi all’improvviso i ruderi della seicentesca torre spagnola edificata per contrastare le invasioni barbaresche.

Poggiata sopra un basamento roccioso a pelo d’acqua per esigenze militari dell’epoca, i ruderi appaiono oggi come lo scafo di una imbarcazione affondata e in balia delle mareggiate che vi si infrangono contro.

Segnano l’arrivo del percorso i vicini caseggiati di quelli che furono la tonnara di Porto Paglia e il villaggio dei pescatori, di settecentesca memoria oggi riconvertiti a fini turistici.

 

Fonte: Sardegna Fluminimaggiore

 

Il deserto di Piscinas è un'area di dune sabbiose che si trova nella Sardegna occidentale, nel comune di Arbus, e si estende per circa cinque chilometri quadrati. È considerato uno dei pochi deserti che si trovano in Europa, insieme al deserto di Tabernas, al deserto di Accona ed al deserto delle Agriate, in Corsica.

 

Le dune, che si estendono dalla costa verso l'interno per circa tre chilometri, raggiungono un'altezza di circa 100 metri e sono modellate dai venti che soffiano dal mare. Sono tra le più alte dune d'Europa

 

THE GULF OF OROSEI

from Baunei to Cala Gonone

A 40 km cliff.Vertical walls, large caves and small ravines,a crystal clear sea with deep, intense colours.The mountain guards white pearls of sand.Not simple inlets, they have magic names,

seeing them you will discover that here time has stopped.

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

View On Black

 

Cala Domestica è incassata tra due promontori ricoperti di macchia mediterranea.

E' senza ombra di dubbio una delle più belle calette sabbiose dell'isola.

A ridosso della spiaggia, in mezzo ad alte dune di sabbia, si notano le rovine dei magazzini di una miniera. Cala Domestica fu, infatti, fino al 1940 un porto di imbarco dei minerali provenienti dalla miniera di Acquaresi.

Durante la 2a Guerra Mondiale fu deposito e base navale tedesco.

(Escursione in compagnia di Anna ed Ivo)

Nella costa rocciosa di origine vulcanica con sezioni geologiche di trachiti ignimbriti e clasti di Capo Altano, (chiamato anche Capo Giordano), si trovano ruderi e postazioni della II guerra mondiale, dune sabbiose fossili, patriarchi di ginepro, torre seicentesca e antica.

 

Affascinante percorso che si sviluppa interamente lungo la costa alta e rocciosa tra l’abitato di Portoscuso e la spiaggia di Porto Paglia.

Un itinerario all’interno di un paesaggio di natura vulcanica contraddistinto da una ricca vegetazione mediterranea, con specie botaniche rare ed esclusive, e dove, in tarda primavera, è possibile osservare le spettacolari fioriture dei fichi degli ottentotti, una pianta di origine sud africana ormai ambientata al clima mediterraneo.

Lungo il percorso sono ben evidenti le rocce ignimbritiche che costituiscono il basamento del basso Sulcis e delle isole di Sant’Antioco e San Pietro che, al suo interno, racchiude per centinaia di metri il più importante e profondo giacimento di carbone fossile presente in Italia.

Valori geologici importanti esaltati in superficie dalle diverse forme delle rocce ricoperte di variopinti licheni, erose nei millenni dal vento e dall’acqua, ricche di cromatismi che mutano dal grigio, al verde, al rosso fino alle tonalità più chiare dei tufi, in forte contrasto con il blu cobalto e il verde smeraldo delle acque che lambiscono il litorale.

Un mare esposto al vento forte di maestrale, ricco di specie ittiche, rotta di transito dei tonni che migrano in primavera verso sud da tempo immemorabile.

In questo periodo dalle rovine di una postazione militare della seconda guerra mondiale, si possono facilmente osservare le reti della tonnara di Capo Altano calate a poche miglia dalla costa per sbarrare il transito a questi pregiati animali.

Da aprile a giugno, quando nelle reti si raggiunge un certo numero di esemplari, il raìs da l’avvio alla mattanza, secolare tecnica di pesca al tonno.

In pochi minuti le acque circostanti si tingono di sangue e alte salgono le grida dei tonnarotti che arpionano i grossi pesci per poi gettarli nelle grandi barche chiamate bastarde.

Da Capo Altano l’itinerario prosegue superando alte falesie di roccia trachitica immerse nella fitta e intricata vegetazione mediterranea, incontrando piccole valli lambite stagionalmente da piccole cascate d’acqua che precipitano sul mare.

Poco sopra il sentiero una strada panoramica riprende l’antico tracciato ferroviario costruito nella fine dell’ottocento dalla società mineraria Monteponi.

Da qui i minerali di piombo argentifero e di calamine, minerali di zinco, provenienti dalle miniere di Iglesias giungevano a Porto Vesme, per proseguire nelle stive dei piroscafi alla volta dei porti del nord Italia e della Francia.

Più avanti, la solitaria spiaggia di Guroneddu è l’occasione per un bagno ristoratore nelle sue acque cristalline e un punto di sosta ideale prima di inoltrarsi nelle dune sabbiose fossili sospese nella scogliera a decine di metri sul mare.

Circondato da una fitta macchia mediterranea lo spesso manto sabbioso è ricoperto in primavera da singolari fioriture di cisto giallo.

Dalla rena emergono i tronchi silicizzati dei ginepri che ancora oggi fanno bella mostra anche con esemplari millenari dal fusto contorto e dalle ampie fronde.

Dall’alto del sentiero lungo la scogliera appaiono quasi all’improvviso i ruderi della seicentesca torre spagnola edificata per contrastare le invasioni barbaresche.

Poggiata sopra un basamento roccioso a pelo d’acqua per esigenze militari dell’epoca, i ruderi appaiono oggi come lo scafo di una imbarcazione affondata e in balia delle mareggiate che vi si infrangono contro.

Segnano l’arrivo del percorso i vicini caseggiati di quelli che furono la tonnara di Porto Paglia e il villaggio dei pescatori, di settecentesca memoria oggi riconvertiti a fini turistici.

 

Fonte: Sardegna Fluminimaggiore

Nikon D90

Tokina AT-X 124 PRO DX II 12-24 f/4

 

Focal Length 12mm

Exposure 1/40 sec

Aperture f/11

ISO 200

Tripod Giotto's MTL9351 B + MH5011

 

Piscinas - Full Set Here

 

1 Dicembre 2011 - Piscinas: Racconto di viaggio sul blog

Ogni autunno i Piovanelli tridattili ed io ci incontriamo, sulla battigia che delimita le spiagge dell'Adriatico settentrionale. I più giovani mi guardano curiosi. Loro non hanno mai visto un primate umano; i grandi animali che conoscono sono soltanto i caribù, gli alci maestosi e, forse, i lupi. Mi trovano strano e curioso, ma inoffensivo e io li osservo, affascinato, zampettare sul battente dell'onda, sognando la tundra artica e il Grande Nord ..... ..

L'Agriturismo Castrum è, infatti, situato su una collina da cui si gode un'incantevole panorama, caratterizzato dalle geometrie armoniose dei campi, ancora coltivati secondo regole antiche ed immortalati nei dipinti del maestro Tullio Pericoli; ma, in pochi minuti, è possibile raggiungere le spiagge piatte e sabbiose di San Benedetto del Tronto e Grottammare, oppure il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, ma anche borghi raccolti tra antiche mura come: Offida, Ripatransone e Acquaviva Picena.

Il paese sorge su di un promontorio roccioso, che si trova sul confine meridionale del Parco Naturale della Maremma, in posizione dominante su tutto il tratto di costa che da Talamone arriva al Monte Argentario.

Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza della vegetazione tipica della macchia mediterranea e da lunghe spiagge sabbiose, costeggiate da pinete.

7,14 am iso 800 1/1000 f 5,6 Ev -1

meglio visto su sfondo nero (Clicca sull'immagine)

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Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus, Linnaeus 1758) è un uccello di palude della famiglia dei Recurvirostridi.

La tassonomia di quest'uccello è ancora oggetto di discussione: alcune fonti attribuiscono 5 sottospecie a H. himantopus; altre dividono il genere Himantopus in 3 specie (H. himantopus, H. mexicanus e H. melanurus) altre considerano tutte e 5 le sottospecie come specie a sé stanti. Le cinque possibili sottospecie sono:

•H. h. himantopus, il Cavaliere d'Italia, la sottospecie nominale, presente in Europa, in Asia e in Africa

•H. h. leucocephalus, il Cavaliere testabianca o poaka, presente a Giava, in Nuova Guinea, in Australia e in Nuova Zelanda

•H. h. melanurus, il Cavaliere dorsonero, presente in quasi tutto il Sud America

•H. h. mexicanus, il Cavaliere nordamericano, presente dall'America meridionale settentrionale fino al Circolo Polare Artico

•H. h. knudseni, il Cavaliere delle Hawaii o āeʻo, presente solo alle isole Hawaii

Quando H. h. mexicanus è considerato come specie a sé stante, gli viene attribuita la sottospecie knudseni.

 

Aspetti morfologici

Gli adulti sono lunghi dai 33 ai 40 cm e possono pesare anche 200 g.

Rispetto alla mole, questo uccello ha le zampe più lunghe di tutta l'avifauna: possono raggiungere anche i 30 cm di lunghezza. Durante il volo, il battito delle ali si alterna a brevi planate e le zampe escono dalla lunghezza del corpo, dando al cavaliere d'Italia un aspetto elegante. Hanno un becco lungo, nero e sottile; il corpo ha le parti superiori nere che contrastano con le parti inferiori bianco splendente. L'occhio ha un'iride rossa, con una pupilla molto grande: il ciò fa assomigliare l'occhio del cavaliere d'Italia a quello di un cucciolo di mammifero.

La femmina si differenzia dal maschio per avere le scapolari marroni, invece che nere. Un altro aiuto sulla distinzione del sesso potrebbe venire dal colore della nuca: il maschio ha più nero, ma questa differenza non è sempre vera, tanto che spesso le femmine presentano più nero di molti maschi.

Distribuzione e habitat

Gli habitat del cavaliere d'Italia sono le paludi e le lagune poco profonde con sponde sabbiose e sassose. Si adattano facilmente anche ad ambienti artificiali, come risaie e saline.

•La sottospecie himantopus si può trovare in Europa intorno al Mar Mediterraneo e a nord fino alla Germania e al Regno Unito; in Africa sia sulle coste mediterranee che in Madagascar; in Asia sia in Asia centrale, nelle zone del Sud-est asiatico e anche in Asia orientale (Cina, Taiwan e alcune isole).

•La sottospecie leucocephalus si può trovare a Giava, in Nuova Guinea, in Australia e in Nuova Zelanda. Gli uccelli che vivono più a sud migrano, con l'arrivo dell'inverno, fino alle Filippine.

•La sottospecie melanurus vive in quasi tutta l'America Meridionale, con l'esclusione delle parti più meridionali di Argentina e Cile.

•La sottospecie mexicanus vive prevalentemente nel continente nordamericano, dalla California fino alla Florida e ai paesi dell'America centrale (Messico). Vive anche nella parte più settentrionale dell'America del Sud e ai Caraibi.

•La sottospecie knudseni vive esclusivamente alle Hawaii.

 

In Italia (dove si trova la sottospecie nominale) si stima vivano circa 4000-5000 coppie di cavaliere d'Italia, seconda popolazione europea per importanza dopo quella spagnola, dove infatti nidificano circa 12000 coppie. Quasi tutti i cavalieri d'Italia italiani sembrano svernare nelle paludi del Mali e del Senegal, come per esempio il Delta interno del Niger, ma qualcuno resta in Italia anche d'inverno: nella stagione fredda si concentrano soprattutto in Sardegna, in Sicilia e qualche esemplare anche nella salina di Comacchio.

Le zone di nidificazione italiane sono varie: si registrano centinaia di coppie principalmente nel Delta del Po, nell'Orbetello e in Sardegna. Colonie minori sono sparse nel resto della Pianura Padana (Oasi di Torrile, risaie del Piemonte, Laguna di Venezia, Parco regionale del Mincio, Riserva naturale della Foce dell'Isonzo) e nel Mezzogiorno (laghi di Lesina e di Varano, Saline di Margherita di Savoia e Sicilia) .

La regione che ospita più cavalieri d'Italia è l'Emilia-Romagna, concentrati per la maggior parte nelle province di Ferrara, di Ravenna e di Bologna.

 

Cibo e alimentazione

Il cavaliere d'Italia si nutre di insetti, crostacei, molluschi, vermi e altri invertebrati; a volte mangia anche dei girini. Raccoglie il suo cibo direttamente dalla sabbia e dall'acqua; per cacciare utilizza vista e tatto: infatti, muove il becco nell'acqua intercettando le prede. È in grado di cacciare anche di notte, dato che riesce a vedere bene anche al buio.

Riproduzione

Il cavaliere d'Italia nidifica sulle sponde dei laghi salmastri e delle zone umide. Il nido può essere un ammasso di rami in mezzo all'acqua di una palude o una depressione scavata con le zampe su una barena o su un'isoletta, tra le salicornie.

A partire da aprile il maschio corteggia la femmina con danze non molto complicate ma eleganti: la femmina sta in piedi con il capo rivolto verso il basso, mentre il maschio le gira intorno beccando l'acqua e le piume del petto; infine, il maschio sale in groppa alla femmina e si accoppiano, per poi discendere, stringere la femmina sotto un'ala e fare qualche passo vicini.[1] La femmina depone tra fine aprile e inizio giugno 3-4 uova di colore giallo-verde, macchiate di bruno scuro. L'incubazione dura 25-26 giorni e, insieme all'allevamento della prole (che dura circa un mese) viene effettuata da entrambi i genitori. Questi uccelli nidificano spesso in piccoli gruppi, a volte insieme alle avocette o alle sterne.

I piccoli cavalieri sono nidifughi: abbandonano, cioè, il nido molto presto. Imparano a volare circa un mese dopo la schiusa. Le femmine dei cavalieri d'Italia (come succede anche per le avocette), se si avvicina un predatore al nido, simulano di avere un'ala rotta, spiegandola e facendo molto rumore per farsi sentire. In questo modo, al predatore viene istintivo attaccare l'uccello "ferito", lasciando stare il nido. Se il cavaliere d'Italia, però, capisce che un intruso non ha cattive intenzioni (come un birdwatcher che osserva la situazione), nel caso in cui qualche minuto dopo si avvicini nuovamente, non ripeterà ancora questa messa in scena.

 

Status e conservazione

In Italia la specie è particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92[2]. Agli inizi degli anni ottanta la specie era molto a rischio, ma nei successivi decenni la popolazione è molto aumentatata, grazie alla protezione delle zone umide dove il cavaliere d'Italia si riproduce e grazie anche alla protezione nei paesi dove sverna in inverno.

La popolazione generale sembra stabile, anche se alcune (tipo quella europea) sono in netto aumento numerico e ingrandiscono anche il loro areale, fatto legato forse al riscaldamento globale che consente loro di colonizzare zone che erano più fredde. Inoltre, sembrano essere diventati meno timorosi nei confronti dell'uomo, tanto che sempre più spesso si registrano casi di nidificazione in ambienti antropici come saline, risaie e anche vasche di aziende agricole, oltre ad avvistamenti di individui negli stagni delle città.

 

La costa di Baunei nel Golfo di Orosei,ancora oggi, è indubbiamente la più selvaggia e incontaminata di tutta la Sardegna.Altissime falesie di candido calcare a picco sul mare, bastioni di roccia interrotti qua e la da profondi e suggestivi piccoli anfratti e da più ampie e meravigliose grotte, cale e spiagge che sembrano miraggi.

 

THE GULF OF OROSEI from Baunei to Cala Gonone A 40 km cliff.Vertical walls, large caves and small ravines,a crystal clear sea with deep, intense colours.The mountain guards white pearls of sand.Not simple inlets, they have magic names,seeing them you will discover that here time has stopped.Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Difficile camminare sulla sabbia senza togliersi le scarpe

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

THE GULF OF OROSEI

from Baunei to Cala Gonone

A 40 km cliff.Vertical walls, large caves and small ravines,a crystal clear sea with deep, intense colours.The mountain guards white pearls of sand.Not simple inlets, they have magic names,

seeing them you will discover that here time has stopped.

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

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La Tenuta Presidenziale di Castelporziano copre una superficie di circa 59 chilometri quadrati (5.892 ettari) e dista 24 chilometri dal centro di Roma. Si estende fino al litorale ed è delimitata in parte dalla via Cristoforo Colombo e dalla strada statale Pontina, in parte dalla strada statale che da Ostia conduce ad Anzio.

 

La Tenuta presenta la maggior parte degli ecosistemi tipici dell'ambiente mediterraneo: procedendo dal mare verso l'entroterra, si incontrano un ampia zona di spiaggia incontaminata, dune recenti sabbiose con piante pioniere e colonizzatrici, dune antiche consolidate con zone umide retrodunali ed aree a macchia mediterranea bassa ed alta, con specie verdi ed aromatiche. In gran parte, il bosco è planiziario, caratterizzato da querce, ultimo lembo relitto di quelle vaste superfici forestali e di boschi umidi che, nell'antichità, si estendevano sino alla costa. Alle diverse varietà di querce - farnia, farnetto, cerro, leccio, sughera, crenata - si affiancano altre specie, pioppi, frassini, ontani, aceri e carpini, distribuiti in ragione delle esigenze microclimatiche e nutrizionali.

 

Il sottobosco è particolarmente ricco degli arbusti tipici della macchia: ginepro, mirto, lentisco, erica, cisto, corbezzolo, ginestra, alloro, fillirea, smilace e così via. Recenti ricerche hanno permesso di individuare ben 1082 specie botaniche. Il pino domestico, sebbene di introduzione artificiale, costituisce ormai un elemento fondamentale del paesaggio e fornisce una consistente produzione di pinoli. I boschi si alternano a radure e praterie naturali, dimora di esemplari arborei ultracentenari. Di particolare interesse, anche dal punto di vista paesaggistico, sono le cosiddette "piscine", pozze d'acqua naturali che testimoniano l'antica presenza di ambienti umidi e di boschi allagati che si estendevano sino alla pianura pontina.

 

Alla grande varietà della vegetazione corrisponde un'analoga ricchezza di specie faunistiche. Numerosa è la popolazione di cinghiali e daini, insieme con famiglie di caprioli e più modesti nuclei di cervi. Di rilevante valore biologico sono anche altri mammiferi: la lepre, i mustelidi - martora, faina, tasso - , la volpe, l'istrice, il riccio.

 

L'ambiente della Tenuta offre anche un ottimo rifugio a varie specie di uccelli, sia stanziali che migratori. Tra i residenti stabili si possono ricordare i picchi di varie specie, la ghiandaia, i rapaci diurni (molto diffusa la poiana) e notturni - civetta, allocco, barbagianni -. Tra gli uccelli di passo, oltre a numerosi trampolieri, anatidi e limicoli, tutti attirati dalle zone umide, la tortora, il colombaccio, il rigogolo, la beccaccia e, di notevolissimo interesse, il nibbio bruno.

 

In Tenuta si effettuano periodicamente catture di uccelli migratori, per la rilevazione dei dati e le operazioni di inanellamento, nell'ambito del progetto internazionale EURING. Significativa è la presenza di rettili, anfibi ed insetti, anch'essi accuratamente monitorati e studiati.

 

Per le delicate operazione di gestione dei selvatici, La Tenuta si avvale della collaborazione dell'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica.

 

Gli animali domestici costituiscono una componente rilevante dell'ecosistema e del paesaggio. La Tenuta, infatti, assicura la permanenza in purezza di equini e bovini di razza maremmana, quasi in via di estinzione, allevati allo stato brado ed accuditi da esperti butteri, secondo una tradizione secolare. La selezione è assiduamente curata, tanto che gli esemplari di Castelporziano si classificano spesso ai primi posti nelle principali esposizioni e rassegne di settore.

 

La Tenuta di Castelporziano, nata come riserva di caccia e azienda agricola, è andata progressivamente perdendo queste specifiche destinazioni: nel 1977 l'attività venatoria è stata vietata e le coltivazioni, storicamente indirizzate ad assicurare delle entrate, sono oggi considerate come parte integrante dell'ambiente e del paesaggio tipici dell'agro romano. I criteri guida sono quelli di minimizzarne l'impatto e oggi i 500 ettari riservati a colture non intensive assicurano soltanto la produzione di cereali e foraggi, in parte utilizzati per gli allevamenti zootecnici. Di modesta entità, ma di notevole interesse, sono il frutteto e l'orto sperimentali, in coltura biologica.

 

Il valore ambientale della Tenuta di Castelporziano, area ad elevato livello di biodiversità ed unico vero polmone verde in un territorio densamente antropizzato ed urbanizzato, ha assunto una tale rilevanza che nel corso degli ultimi anni si sono progressivamente intensificate le misure di salvaguardia e tutela. Tappa di particolare importanza è stata l'annessione, nel 1985, dell'area di Capocotta (circa mille ettari), salvata dalla speculazione edilizia. In questa prospettiva si colloca anche il Decreto Presidenziale n. 136/N del 5 maggio 1999, con il quale la Tenuta è stata assoggettata ad un regime di tutela secondo criteri che si richiamano alle disposizioni relative alle aree naturali protette. Sulla base di tale Decreto, Castelporziano è stata riconosciuta Riserva Naturale Statale. La normativa prevede, tra l'altro, l'istituzione di una Commissione, della quale sono state chiamate a far parte eminenti personalità del mondo accademico e scientifico, con l'incarico di formulare indicazioni e proposte volte a garantire una corretta ed equilibrata gestione del comprensorio. (http://www.quirinale.it/qrnw/statico/residenze/castelporziano/castelporziano-a.htm)

Vir è un'isola appartenente all'arcipelago di Zadar, in estensione della penisola di Privlaka, dalla quale è separata con un stretto di 3 m di profondità e di 300 m di larghezza. Vir vanta le spiagge sabbiose e ciottolose, circondate dagli alberi di pini e perfette per chi vuole godersi un mare cristallino, straordinario. L'isola è collegata con la terraferma con un ponte.

  

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Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

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Realmonte (AG), la costa di marna e calette sabbiose tra Punta Grande e la Scala dei Turchi, tra bellezze paesaggistiche, ecomostri, speculazioni.

 

Gira voce che i costruttori dell'ecomostro abbiano vinto il ricorso per il suo completamento.

Vir è un'isola appartenente all'arcipelago di Zadar, in estensione della penisola di Privlaka, dalla quale è separata con un stretto di 3 m di profondità e di 300 m di larghezza. Vir vanta le spiagge sabbiose e ciottolose, circondate dagli alberi di pini e perfette per chi vuole godersi un mare cristallino, straordinario. L'isola è collegata con la terraferma con un ponte.

 

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Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu. Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

  

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Il cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus, Linnaeus 1758) è un uccello di palude della famiglia dei Recurvirostridi.

La tassonomia di quest'uccello è ancora oggetto di discussione: alcune fonti attribuiscono 5 sottospecie a H. himantopus; altre dividono il genere Himantopus in 3 specie (H. himantopus, H. mexicanus e H. melanurus) altre considerano tutte e 5 le sottospecie come specie a sé stanti. Le cinque possibili sottospecie sono:

•H. h. himantopus, il Cavaliere d'Italia, la sottospecie nominale, presente in Europa, in Asia e in Africa

•H. h. leucocephalus, il Cavaliere testabianca o poaka, presente a Giava, in Nuova Guinea, in Australia e in Nuova Zelanda

•H. h. melanurus, il Cavaliere dorsonero, presente in quasi tutto il Sud America

•H. h. mexicanus, il Cavaliere nordamericano, presente dall'America meridionale settentrionale fino al Circolo Polare Artico

•H. h. knudseni, il Cavaliere delle Hawaii o āeʻo, presente solo alle isole Hawaii

Quando H. h. mexicanus è considerato come specie a sé stante, gli viene attribuita la sottospecie knudseni.

 

Aspetti morfologici

Gli adulti sono lunghi dai 33 ai 40 cm e possono pesare anche 200 g.

Rispetto alla mole, questo uccello ha le zampe più lunghe di tutta l'avifauna: possono raggiungere anche i 30 cm di lunghezza. Durante il volo, il battito delle ali si alterna a brevi planate e le zampe escono dalla lunghezza del corpo, dando al cavaliere d'Italia un aspetto elegante. Hanno un becco lungo, nero e sottile; il corpo ha le parti superiori nere che contrastano con le parti inferiori bianco splendente. L'occhio ha un'iride rossa, con una pupilla molto grande: il ciò fa assomigliare l'occhio del cavaliere d'Italia a quello di un cucciolo di mammifero.

La femmina si differenzia dal maschio per avere le scapolari marroni, invece che nere. Un altro aiuto sulla distinzione del sesso potrebbe venire dal colore della nuca: il maschio ha più nero, ma questa differenza non è sempre vera, tanto che spesso le femmine presentano più nero di molti maschi.

Distribuzione e habitat

Gli habitat del cavaliere d'Italia sono le paludi e le lagune poco profonde con sponde sabbiose e sassose. Si adattano facilmente anche ad ambienti artificiali, come risaie e saline.

•La sottospecie himantopus si può trovare in Europa intorno al Mar Mediterraneo e a nord fino alla Germania e al Regno Unito; in Africa sia sulle coste mediterranee che in Madagascar; in Asia sia in Asia centrale, nelle zone del Sud-est asiatico e anche in Asia orientale (Cina, Taiwan e alcune isole).

•La sottospecie leucocephalus si può trovare a Giava, in Nuova Guinea, in Australia e in Nuova Zelanda. Gli uccelli che vivono più a sud migrano, con l'arrivo dell'inverno, fino alle Filippine.

•La sottospecie melanurus vive in quasi tutta l'America Meridionale, con l'esclusione delle parti più meridionali di Argentina e Cile.

•La sottospecie mexicanus vive prevalentemente nel continente nordamericano, dalla California fino alla Florida e ai paesi dell'America centrale (Messico). Vive anche nella parte più settentrionale dell'America del Sud e ai Caraibi.

•La sottospecie knudseni vive esclusivamente alle Hawaii.

 

In Italia (dove si trova la sottospecie nominale) si stima vivano circa 4000-5000 coppie di cavaliere d'Italia, seconda popolazione europea per importanza dopo quella spagnola, dove infatti nidificano circa 12000 coppie. Quasi tutti i cavalieri d'Italia italiani sembrano svernare nelle paludi del Mali e del Senegal, come per esempio il Delta interno del Niger, ma qualcuno resta in Italia anche d'inverno: nella stagione fredda si concentrano soprattutto in Sardegna, in Sicilia e qualche esemplare anche nella salina di Comacchio.

Le zone di nidificazione italiane sono varie: si registrano centinaia di coppie principalmente nel Delta del Po, nell'Orbetello e in Sardegna. Colonie minori sono sparse nel resto della Pianura Padana (Oasi di Torrile, risaie del Piemonte, Laguna di Venezia, Parco regionale del Mincio, Riserva naturale della Foce dell'Isonzo) e nel Mezzogiorno (laghi di Lesina e di Varano, Saline di Margherita di Savoia e Sicilia) .

La regione che ospita più cavalieri d'Italia è l'Emilia-Romagna, concentrati per la maggior parte nelle province di Ferrara, di Ravenna e di Bologna.

 

Cibo e alimentazione

Il cavaliere d'Italia si nutre di insetti, crostacei, molluschi, vermi e altri invertebrati; a volte mangia anche dei girini. Raccoglie il suo cibo direttamente dalla sabbia e dall'acqua; per cacciare utilizza vista e tatto: infatti, muove il becco nell'acqua intercettando le prede. È in grado di cacciare anche di notte, dato che riesce a vedere bene anche al buio.

Riproduzione

Il cavaliere d'Italia nidifica sulle sponde dei laghi salmastri e delle zone umide. Il nido può essere un ammasso di rami in mezzo all'acqua di una palude o una depressione scavata con le zampe su una barena o su un'isoletta, tra le salicornie.

A partire da aprile il maschio corteggia la femmina con danze non molto complicate ma eleganti: la femmina sta in piedi con il capo rivolto verso il basso, mentre il maschio le gira intorno beccando l'acqua e le piume del petto; infine, il maschio sale in groppa alla femmina e si accoppiano, per poi discendere, stringere la femmina sotto un'ala e fare qualche passo vicini.[1] La femmina depone tra fine aprile e inizio giugno 3-4 uova di colore giallo-verde, macchiate di bruno scuro. L'incubazione dura 25-26 giorni e, insieme all'allevamento della prole (che dura circa un mese) viene effettuata da entrambi i genitori. Questi uccelli nidificano spesso in piccoli gruppi, a volte insieme alle avocette o alle sterne.

I piccoli cavalieri sono nidifughi: abbandonano, cioè, il nido molto presto. Imparano a volare circa un mese dopo la schiusa. Le femmine dei cavalieri d'Italia (come succede anche per le avocette), se si avvicina un predatore al nido, simulano di avere un'ala rotta, spiegandola e facendo molto rumore per farsi sentire. In questo modo, al predatore viene istintivo attaccare l'uccello "ferito", lasciando stare il nido. Se il cavaliere d'Italia, però, capisce che un intruso non ha cattive intenzioni (come un birdwatcher che osserva la situazione), nel caso in cui qualche minuto dopo si avvicini nuovamente, non ripeterà ancora questa messa in scena.

 

Status e conservazione

In Italia la specie è particolarmente protetta ai sensi della legge 157/92[2]. Agli inizi degli anni ottanta la specie era molto a rischio, ma nei successivi decenni la popolazione è molto aumentatata, grazie alla protezione delle zone umide dove il cavaliere d'Italia si riproduce e grazie anche alla protezione nei paesi dove sverna in inverno.

La popolazione generale sembra stabile, anche se alcune (tipo quella europea) sono in netto aumento numerico e ingrandiscono anche il loro areale, fatto legato forse al riscaldamento globale che consente loro di colonizzare zone che erano più fredde. Inoltre, sembrano essere diventati meno timorosi nei confronti dell'uomo, tanto che sempre più spesso si registrano casi di nidificazione in ambienti antropici come saline, risaie e anche vasche di aziende agricole, oltre ad avvistamenti di individui negli stagni delle città.

 

All'estremità orientale della provincia di Ferrara, il grande fiume dopo un viaggio di oltre seicento chilometri che dal Monviso l'ha portato ad attraversare tutta la pianura padana, giunge in vista del mare e quì da luogo ad uno degli spettacoli naturali più belli: il suo corso principale fin quì lento e maestoso, si divide a formare il suo delta, una enorme mano che con le sue dita aperte si incunea nel mare. Il Parco Regionale del Delta del Po vuole tutelare e valorizzare questi ambienti tra i più belli di tutto il territorio italiano e poco conosciuti da parte del grande pubblico. Il territorio del Delta costituisce il più vasto e articolato complesso di zone umide in Italia ed è riconosciuto a livello internazionale quale punto strategico nel flusso delle migrazioni di moltissime specie di uccelli e luogo di nidificazione per molte altre. E' un insieme di ambienti naturali ed antropizzati, modellatisi nel corso di decenni per l'opera dell'uomo e della forza della natura, dove le testimonianze naturalistiche si alternano a quelle dell'uomo. Gli ambienti umidi rappresentano un vero e proprio paradiso per l'avifauna, tutte le oltre 450 specie che popolano le zone umide italiane possono essere quì osservate ed oltre 150 nidificano regolarmente.Tra le presenze più significative, possiamo senza dubbio segnalare la Beccaccia di mare, Fraticelli, Spatole ,Rondini di mare , Garzette e ultimamente un nutrito gruppo di Fenicotteri rosa. Dove le acque sono più basse si possono osservare tutta una serie di limicoli dal Cavaliere d'Italia, alle Avocette, alle Pettegole, Beccaccini e molti altri. Lungo fossi e canali si può ammirare il volo velocissimo del Martin Pescatore e dove vi sono sponde sabbiose o in terra nidifica il coloratissimo Gruccione. Ovunque è presente l'ormai comunissimo Gabbiano. Nei piccoli lembi di bosco del Mezzano si possono osservare Gufi e Pendolini .

Tra i mammiferi si segnala la presenza di Cervi e Daini nel Gran Bosco della Mesola che rappresenta la parte più a nord del parco. A Mesola e dintorni in particolar modo si possono ammirare due monumenti carichi di storia: il Castello fatto erigere da Alfonso d'Este e Torre Abate un antico manufatto idraulico risalente al xv secolo. Nelle valli di acqua dolce o salmastra viene tuttora praticato l'allevamento e la raccolta del pesce, branzini e orate in particolar modo oltre l'ormai famosa anguilla.

 

Sugli ultimi residui dunali si possono ancora ammirare le fioriture della Soldanella di mare , mentre nelle sacche di mare come quella di Goro ,una laguna caratteristica a forma di mezza luna, all'alba si può assistere alla attività dei cercatori di vongole favoriti dalla bassa marea che scopre il fondale.

 

La zona più meridionale del delta ferrarese è Comacchio. Nata su tredici isolotti, questa città lagunare con il suo intreccio di canali e ponti monumentali rappresenta di fatto la capitale del Parco. Comacchio ha intessuto la sua lunga storia con le attività legate all'utilizzo delle valli che la circondavano : allevamento di pesce e anguille , e alle vicine saline . Oltre 11.000 ettari di specchi di acqua salmastra , in cui si concentrano centinaia di specie diverse di uccelli acquatici e vari ambienti vegetazionali legati alla secolare attività della pesca. E' uno degli ambienti umidi più estesi del nord-italia. Quì si possono ancora ammirare i lavorieri e gli antichi casoni. Il lavoriero è un particolare ed ingegnoso sistema per la cattura del pesce di valle. In pratica si tratta di un manufatto a forma di cuneo posizionato all'imbocco dei canali adduttori alla valli, articolato in sbarramenti e griglie mobili che consentono un agevole ingresso al pesce ma ne impedisce l'uscita. L'origine del lavoriero è fatta risalire al XIV secolo. I tipici casoni di valle venivano utilizzati sia come abitazione provvisoria durante i periodi di pesca, sia come magazzini per la attrezzature e anche come torri di guardia contro i pescatori di frodo. Fino all'inizio del novecento erano più di 150 i casoni dislocati nelle Valli di Comacchio oggi ne restano una ventina di cui sei ristrutturati e visitabili. Accanto alle Valli di Comacchio non possiamo non ricordare le Saline, un biotopo di grande interesse naturalistico. La produzione di sale, iniziata in epoca etrusca, è cessata negli anni ottanta. Da allora ha iniziato un lento ed inesorabile declino ma finalmente, ed è notizia molto recente, dopo anni di disinteresse ed abbandono sembra arrivato il momento del loro completo recupero. Scendendo ancora più a sud la perimetrazione ufficiale del Parco comprende anche Ravenna e le antiche saline di Cervia. La citta di Ravenna raggruppa intorno a sé tutta una serie di pregevoli oasi naturali dalla foresta allagata di Punte Alberete a Valle Mandriole, alle oasi dell'Ortazzo e Ortazzino. Le antiche saline di Cervia oggi rappresentano una peculiare area naturalistica insieme alla locale pineta che rappresenta la propaggine meridionale di un esteso complesso forestale che nel passato si sviluppava dal fiume Reno alla città di Cervia.Un Parco disegnato dall'acqua e che dall'acqua viene continuamente modellato e modificato, dove natura e storia si fondono e ogni stagione sa regalare sempre nuove emozioni .

 

At the eastern province of Ferrara, the great river after a trip of over six hundred kilometers from Monviso that led him to cross all the Po valley, the sea comes into view here and from place to one of the most beautiful natural wonders: his main course so far slow and stately, it divides to form the delta, a huge hand with his fingers wedged in the open sea. The Po Delta Regional Park will preserve and enhance these environments the most beautiful of all the Italian territory and little known by the general public. The Delta region is the most vast and complex wetlands in Italy and is internationally recognized as a strategic point in the flow of migration of many species of birds and nesting place for many others. It 's a combination of natural and man-made environments, modellatisi over decades to the work of man and the force of nature, where the witness nature alternate with those of man. The wetlands are a haven for bird life, all over 450 species that inhabit wetlands Italian can be seen here and more than 150 nest presences regolarmente.Tra most significant, we can certainly point out the Oystercatcher, Fraticelli, Spatulas, terns, egrets and recently a large group of pink flamingos. Where the water is lower you can see a variety of waders from the Knight of Italy, the Avocets, the redshank, snipe and many others. Along ditches and channels you can watch the flight of Kingfisher fast and where there are sandy shores or in the colorful land eater nests. Everywhere there is the now commonplace Gull. In small strips of wood in half, you can see owls and Pendolino.

Among the mammals we note the presence of deer and deer in the Great Forest of Mesola representing the northern part of the park. In and around Mesola especially can be seen two monuments full of history: the castle built by Alfonso d'Este, Torre Abate an ancient artifact dating from the fifteenth century plumbing. In the valleys of fresh or brackish water is still practiced farming and harvesting of fish, sea bass and sea bream in particular over the now famous eel.

 

On the last remaining dune can still enjoy the blooms of Soldanella sea, while in the pockets of the sea such as Goro, a lagoon-shaped characteristic half-moon, at dawn you can watch the activities of the clam diggers favored by low tide discovering the seabed.

 

The southernmost area of the delta is Comacchio Ferrara. Born on thirteen islands, this lagoon city with its network of canals and monumental bridges is certainly the capital of the Park. Comacchio has built its long history with the activities related to the use of the valleys that surround it: farmed fish and eels, and the nearby salt marshes. Over 11,000 ha of brackish water mirrors, which concentrate hundreds of species of waterfowl and various secular environments vegetation related to fishing activities. And 'one of the largest wetlands in the North Italy. Here you can still admire the lavorieri and ancient huts. The lavoriero is a special and ingenious system for catching fish downstream. In practice this is an artifact shaped wedge located at the entrance channel to the adductor valleys, dams divided into grids and mobile services to enable a smooth entry to the fish but prevents the exit. The origin of lavoriero is traced back to the fourteenth century. Typical huts of the valley were used both as temporary housing during periods of fishing, both for equipment and stores as well as watchtowers against poachers. Until the beginning of the twentieth century were more than 150 huts located in the Valli di Comacchio Today there are twenty six of which are restored and visitors. Alongside Comacchio we can not remember the Saline, a biotope of great interest. The salt production began in the Etruscan period, ended in the eighties. From then began a slow but inexorable decline and finally, and very recent news, after years of neglect and abandonment seems high time for their full recovery. Going further south, the official perimeter of the park includes the ancient salt pans of Ravenna and Cervia. The city of Ravenna gathers around him a number of valuable natural oasis from the flooded forest of Trees Tips Mandriole Valley, oasis and Ortazzo Ortazzino. The old salt of Cervia today represent a unique natural area along with local pine forest is the southern spur of a large forest complex in the past was developed by the Rhine to the town of Cervia.Un Park designed by water and that water is continually shaped and changed, where nature and history come together every season and can give new emotions.

Cala Mariolu overlooks the Gulf of Orosei and it is situated in Punta Ispuligi (Baunei). Stunning pebbled beach overhung by a chalky hillside covered by mediterranean vegetation. The bottom is rocky and suitable for scuba diving. Some rocks emerge from the sea and form tiny islands. The sun shines all morning long while the rest of the day the beach is in the shade. Cala Mariolu is the umpteenth dream beach that anyone who comes to Sardinia would like to visit.Clear, limpid and crystal sea in an inlet that is a natural docking for small boats that arrive, every year from the port of Santa Maria Navarrese and more, to visit this incomparable pearl. This part of the gulf is lovely not only for the sea but also for the beach. The presence of white stones, with small snow flake shapes, was the reason why the inhabitants decided to call this cove "Ispuligidenie".The name Mariolu on the other hand, means "thief" and it was chosen from Cala Gonone's fishermen because of its close relation with the monk seal that lived in this cave and used to plunder their nets to eat the catch. Besides the monk seal, for which the cove represents a natural habitat, the area is also known for the gull of Corsica.

 

Are there uncontaminated beaches in the Mediterranean Sea?Are there dream places even far from Caraibi?Of course! You can find them in Sardinia! The Gulf of Orosei is probably the most fascinating area of the Island and it is ready to offer you all its splendour and all the colours, scents and sensations that only few beaches in the world can boast.Far from the sumptuous society life and the world of fake-VIPs, far from the stressful “beach-umbrella fights”, far from the stereotypes but close to the beautiful and gratifying view you dream of.Are you ready to go on a binge of beauty?There's a Sardinia made of nature and real life just waiting for you!

 

Cala Mariolu si affaccia sul Golfo di Orosei ed è situato a Punta Ispuligi (Baunei). La baia prende il nome dalla foca monaca chiamata "Mariolu" da parte dei pescatori sardi perchè rubava il pesce dalle reti. Cala Mariolu è caratterizzata da un mare cristallino e da un fondale marino con ciottoli rosa. Nei pressi della baia ci sono numerose grotte, come la Grotta del Fico che è possibile visitare.

La spiaggia di Cala Mariolu è ciò che si definisce "un sogno"; formata da sassolini di marmo bianco, lisci e dalle dimensioni microscopiche, è sovrastata da una scarpata di calcare ricoperta dalla macchia mediterranea. Alcune rocce calcaree affioranti dal mare formano delle piccole isole. Il fondale è roccioso e adatto alle immersioni. In questa cala il sole batte solo la mattina e nel primo pomeriggio, mentre durante il resto della giornata la spiaggia è in ombra.

 

Il Golfo di Orosei si trova lungo la costa centro orientale della Sardegna. Prende il nome da Orosei, cittadina della provincia di Nuoro situata a 2 km dalla costa nella valle del fiume Cedrino.Il Golfo è diviso in due parti morfologicamente diverse. La parte settentrionale, bassa sul mare, e composta da pinete, da lunghi arenili e dune costiere che si spingono sino al suo limite nord, ossia Punta Nera, mentre quella meridionale, costituita dalla parte terminale dell'altopiano del Supramonte, chiamato anche Supramonte marino, si estende sino al Capo di Monte Santu.

Per più di 40 km questo tratto di costa molto alta è caratterizzata da imponenti bastioni calcarei ricoperti da boschi secolari costituiti di una rigogliosa e variegata macchia mediterranea. Rimasta per secoli inaccessibile via terra, è formata da caratteristiche spiagge sabbiose e circondate da pareti calcaree verticali, incise da profonde gole scavate da antichi fiumi ora scomparsi o inghiottiti dall'altopiano carsico sovrastante.

Questo territorio rimasto è incontaminato e ricco di specie animali e vegetali di notevole interesse esi estende nei territori delle provincie di Nuoro e dell'Ogliastra.

Oltre all'omonimo Comune, sul Golfo si affaccia anche il paese di Cala Gonone dove è possibile imbarcarsi per visitare le rade incastonate nei bastion calcarei o le grotte del Bue Marino, chiamate in questo modo perché nel recente passato erano ancora dimora delle foche monache

 

www.youtube.com/watch?v=mhRieF7qdtM

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