new icn messageflickr-free-ic3d pan white
View allAll Photos Tagged parentale

L'identificazione di ibridi di orchidee sulla sola base morfologica può essere talvolta difficoltosa e dubbia. Negli ultimi anni, le moderne tecniche molecolari hanno consentito di chiarire in molti casi la reale natura ibrida di orchidee rinvenute nel corso di escursioni floristiche. Condizione indispensabile perché ciò sia possibile è l'esistenza di evidenti differenze genetiche tra le due supposte specie parentali. Ne consegue che, se in alcuni casi, l'utilizzo di tecniche molecolari è decisivo per l'identificazione sicura di un ibrido, e questo è il caso del genere Orchis, Anacamptis e Neotinea, in altri , come per Epipactis, Ophrys e Serapias, non è determinante a causa della loro bassa variabilità molecolare. È necessario, quindi, nel tentativo di definire la natura ibrida dell'orchidea ritrovata, valutare attentamente, caso per caso, la possibilità di utilizzare gli opportuni marcatori molecolari.

La giovane folaga è nata a maggio e a primavera sarà pronta ad accoppiarsi e a dare vita a sua volta ad una nuova generazione. La vita degli animali scorre con ritmi assai diversi da specie a specie e la classe ponderale non è indicativa del tempo necessario a generare la prole. L'uomo impiega mediamente venticinque anni; gli elefanti africani impiegano una decina d'anni. La folaga soltanto uno ..... ..

Oasi di Sant'Alessio (Pv), Lombardia, St. Alessio naturalistic park, Lombardy, Italy

Cavalieri d’Italia, cure parentali - Annalisa Mariani, Livorno

II classificato categoria Fauna selvatica d'Italia

Tabarka o Tabarca (in arabo طبرقة ‎) è una città della Tunisia, sul Mediterraneo, presso il confine con l'Algeria. Ha una baia con un piccolo porto.

Nel 1540 l'omonima isola, prospiciente la città, venne data dal bey di Tunisi in concessione alla famiglia genovese dei Lomellini che ad essa erano interessati per la pesca del corallo. I Lomellini facevano parte della cerchia di Andrea Doria che dirigeva Genova ed erano legati per vincoli parentali alla famiglia Grimaldi (XVI secolo). La concessione era probabilmente dovuta ad un mai rivelato ma probabile riscatto per la liberazione del corsaro turco Dragut, catturato nel 1540 da Giannettino Doria, nipote di Andrea Doria. I Lomellini colonizzarono Tabarca con un gruppo di abitanti di Pegli, località vicina a Genova, dove avevano varie proprietà ed un grandioso palazzo di villeggiatura. La comunità di Pegliesi visse a Tabarka per vari secoli. Wikipedia

 

L’analisi delle dinamiche demografiche in alcune città, restituisce l’immagine di una popolazione che invecchia rapidamente. Lo Stato, attraverso le politiche sociali locali, e le famiglie, tramite un forte rifiuto dell’istituzionalizzazione dell’anziano, riaffermano il modello della cura parentale. Tuttavia nella pratica l’assistenza è delegata al mercato privato. Confrontando i dati sull’utenza dei servizi pubblici e privati presenti sul territorio appare chiaro come oggi ai bisogni di cura della popolazione anziana sopperisca principalmente una forza lavoro immigrata composta di donne in età matura, spesso ben qualificate e di solito provenienti dalle nazioni dell’Europa orientale.

Come interpretare la numerosa presenza delle badanti laddove la cura degli anziani è stata per anni considerata un fatto di famiglia? Quale ruolo gioca oggi lo Stato? La prima parte del mio contributo spiega attraverso l’intreccio di fattori strutturali e culturali perché il ricorso alla badante sia diventata una risposta prevalente ai bisogni di cura delle famiglie. Si evidenzierà come le badanti s’inseriscano in un contesto caratterizzato da una forte domanda di assistenza a cui corrisponde l’estrema debolezza degli interventi di sostegno alla vecchiaia, nonché una radicata cultura della domiciliarità messa in crisi da una riduzione della rete di cura familiare determinata principalmente dalla ripresa delle migrazioni interne.

La seconda parte del lavoro illustra la ricerca prettamente etnografica condotta su tre nuclei familiari focalizzandosi sulle pratiche dell’assistenza, sulla quotidianità all’interno dello spazio domestico e sui rapporti tra i vari protagonisti della cura. Emergerà un quadro, dove il legame instaurato tra l’anziano e la badante è riconfigurato come un rapporto parentale e il modello della cura in famiglia viene rielaborato integrando alle risorse familiari l’offerta di welfare statale e la nuova offerta del mercato privato. La famiglia rimane il pilastro dell’organizzazione della cura e il successo del modello di welfare risiede in una sovrapposizione all’interno dello spazio domestico delle tre sfere dell’assistenza.

:copyright: TUTTI I DIRITTI RISERVATI :copyright:

Tutto il materiale nella mia galleria NON PUO' essere riprodotto, copiato, modificato, pubblicato, trasmesso e inserito da nessuna parte senza la mia autorizzazione scritta.

Si prega di NON scaricare e usare le mie foto in mancanza di una mia autorizzazione scritta.

Tutti i miei lavori sono protetti da Copyright (:copyright:), si prega di mandarmi una mail se si desidera comprare o usare uno qualunque dei miei lavori.

Grazie

 

LE FOTOGRAFIE SONO IN VENDITA

 

:copyright:ALL RIGHTS RESERVED:copyright:

All material in my gallery MAY NOT be reproduced, copied, edited, published, transmitted or uploaded in any way without my permission.

Please DO NOT Download or use my photos without my written permission.

All my works are Protected by Copyright (:copyright:), please send me a mail if you wish to buy or use someone.

Thank you

 

THE PICTURES ARE FOR SALE

  

Il mio nuovo progetto “Le Donne nel Cinema”.

 

All'interno ho fatto una suddivisione in tematiche ... il 2° tema Donne e Lavoro

 

Dopo una ricerca forsennata sul tema del lavoro delle donne affrontato dal cinema, questa volta non ho scelto un film ma un documentario per fermarmi a riflettere sul mondo delle donne e il lavoro fuori casa e dentro casa.

 

Io, qui. Lo sguardo delle donne

 

è il documentario che ho selezionato. E’ di Costanza Quatriglio, una giovane regista.

 

Si tratta di brevissimi ritratti di donne alle prese con il lavoro, la maternità, il welfare, i pregiudizi, la fiducia in sé stesse e nel proprio futuro.

Questi sono solo esempi che le donne lavoratrici vivono sulla propria pelle quotidianamente.

Le donne spesso subiscono le incongruenze e i problemi dalla vita, cercano con la loro forza soluzioni di adattamento.

Chi tra le donne riesce a trovare una possibilità alternativa, la realizza con mille sacrifici.

 

Tutte soluzioni frutto di un adattamento ma che non possiamo pensare possano diventare il futuro.

Quelle mamme lavorano nella solitudine e con una sovrapposizione di ruoli. Infatti non è semplice ritagliarsi il tempo mentre devi pulire casa, cucinare, giocare col proprio bimbo e telefonare o contattare attraverso la rete per svolgere il proprio lavoro.….barriere da superare per il futuro.

 

E’ necessario migliorare le condizioni di lavoro, di mobilità nei sistemi di trasporto e di qualità della vita delle donne.

E’ necessario porre attenzione agli orari di servizi, ai congedi parentali, alla conciliazione dei tempi di vita e lavoro e non presentare per prima e proprio alle lavoratrici madri, il conto come ad esempio, per quelle aziende in fase di riorganizzazione….che mettono le donne/madri nelle condizioni di rinunciare al proprio lavoro.

 

Ho selezionato una serie di foto che riportano a situazioni presenti nel documentario.

 

Sono i pezzi di un puzzle che è la vita e che le donne devono riuscire a incastrare, a volte con fatica, altre con soddisfazione, cercando equilibri con mediazioni con gli altri e con se stesse e dove si può, con le proprie aspirazioni e ambizioni.

  

18-04-2015 h. 18.05

 

È esagerata piazza Giovanni Nicotera, già dal nome. È roba da città, troppo grande e complessa – su tre livelli la chiesa e le case che vi affacciano – per un paese: quindi perfetta per questo che un paese non è. E non è mai stato. Perché «all'inizio qui, oltre a un convento di benedettini, c’era solo un fuoco di pastori che governavano i maiali, poi altri due o tre», racconta il Solitario. Dove fuoco sta per focolare, camino, nucleo familiare. «E quando siamo diventati 600 abitanti, ormai era ora di andare». Ad abitare più su, dove la nuova Roscigno prendeva forma e municipio, mentre la Vecchia, cresciuta sulla frana e «che non è mai stata comune e nemmeno frazione, ma solo vicinato di focolari, ha finito lentamente per crollare». Spenti i fuochi di un paese mai nato, oggi puntellato e disabitato, dove lo slargo Giovanni Nicotera non ha fatto mai in tempo a riempirsi. Se non di erba e di sassi, venuti giù dai muri abbandonati a se stessi: pareti di facciata su una piazza troppo grande e bella per finire abbandonata.

 

E difatti, da quindici anni, come un immobile testardo, ogni mattina sullo slargo si affaccia anche lui, il Solitario. Che dal balcone l’ha tutta per sé quando dice “buongiorno” al mondo e nessuno risponde, se non gli uccelli, perché «dicono che il nome Roscigno non derivi da ruscello, ma da rusignolo».

 

Il Solitario di Rio Ripìti, il torrente del vallo, ha una faccia da vecchio West e da nuovo eremitaggio. È l’ultimo abitante, l’unico, il fuoco fatuo del paese. L’esistenza riscaldata da una lampadina e “cucinata” alla brace di un piccolo focolare d’angolo, tra fiori secchi e pani ancora di più: fette già stagionate quando gli sono state donate – «ma ho ancora i denti buoni» –, da condire con «l’olio invecchiato di queste bottiglie, pagate solo un euro perché scadute». Da due anni, recitano le etichette.

 

Il Solitario di Roscigno Vecchia è sindaco, custode, muratore e agricoltore; medico e tuttofare senza patente: «Da giovane potevo prenderla, ma allora avrei dovuto prendere anche un’auto. E darle da mangiare. Ho preferito mangiare io». Come dargli torto. Vita a “chilometro zero” pure da fumatore ché «del tabacco faccio volentieri a meno e carico le pipe con le foglie di carciofo secco, oppure con la cicoria o con la camomilla insaporita da un po’ di salvia». Il calumet di chi si fa d’erba coi prodotti stagionali dell’orto.

 

Il Solitario ha otto “gatti da guardia”, che non lascia entrare in casa ma nutre: «Erano venti, due anni fa e no, non li ho mangiati io, se è questo che sta pensando: li ho dati da accudire, per me erano troppi». Poi ha un materasso in lattice da scatoloni – fatto di cartoni a strato, compressi uno sull'altro – che regge, come un piedistallo, una vecchia brandina da mare, «perché se si riposa troppo bene, poi la mattina non si ha più voglia di lavorare». Niente riscaldamento e ogni giorno acqua “detratta” alla fonte, che rumoreggia in mezzo alla bella piazza dove Libero passa la sua vita. Pazza soltanto per «quelli che non la vogliono capire e pensano che io sia strano». Libero che ha una figlia laureata in cerca d’impiego, un figlio che vive e lavora a Milano, un altro sposato in Germania. Libero che abita soddisfatto la sua camera con cottura-angolare, unico cittadino di questo paese, abbandonato definitivamente a metà degli anni Sessanta. Dove lui ha preso il posto di Dorina, «una ex suora tornata a casa quando il suo ordine ha chiuso e che, pure se diventata solo ossa e spirito, non è mai voluta andare via da dove era nata. È morta nel 2000, a 85 anni».

 

Il Solitario del Rio Ripìti in realtà si chiama Giuseppe Spagnuolo. “Libero” se l’è scelto lui: nomignolo, più che secondo nome, da inserire virgolettato prima del cognome. Al modo del “Che” e, a suo modo, pure lui rivoluzionario. Perché nell'Italia che oggi smagrisce, e perde qualche taglia di potere d’acquisto, e impara ad arrangiarsi, lui è già un passo avanti. Quasi un corso accelerato di quanto poco ti possa bastare per stare al mondo, fiero della propria autonomia: «C’è chi mi regala il pane, chi un po’ di carne che altrimenti andrebbe a male. Vivo con due euro al giorno: taglio siepi e curo orti dove serve, su a Roscigno. E poi, quando arriva la stagione, raccolgo le olive di chi ha il podere. Pure quelle di Gasparri ho raccolto fino all'anno scorso. Sì, Gasparri il ministro che non è più al governo. Quel rudere laggiù era della sua famiglia, originaria di qui. Sì, a volte passa, magari adesso lo farà più spesso». Dal potere al podere.

 

«L’ultima volta è venuto ad aprile, per appoggiare il suo candidato sindaco su in paese». Il candidato che ha perduto per due voti (250 a 248) e allora ha presentato ricorso, dopo che Roscigno, solo nell'ultimo anno, ha visto il primo cittadino due volte dimissionario, quindi il commissario mandato dal prefetto per rimetter le cose apposto. Un’Italia in miniatura.

 

«Roscigno è un paese dove ognuno mette i bastoni fra le ruote all'altro, mentre io quaggiù, abusivo e un po’ speciale, esercito la piena autorità solo su me stesso. Ecco perché ho scelto di essere Libero». Di andarsene e di tornare, fin quando le forze lo hanno sostenuto. E, alla fine, di mettere radici dove tutto è cominciato, «perché nessuno mi ha mai pagato contributi e non ho diritto alla pensione, anche se avevo solo 16 anni quando sono andato a fare il manovale in Lombardia, a Bolladello di Cairate, perché qui non c’era lavoro, come adesso. Ero il più giovane in ditta e quando è arrivata la crisi, come adesso, sono stato il primo a fare le valigie e a tornare quaggiù». Da dove riparte: «Prima per le cave di pietra, poi militare a Udine, dove ho presentato la domanda per fare il finanziere. Ho fatto il corso all'Elba e per due anni ho lavorato ai valichi con l’ex Jugoslavia».

 

La puntata successiva lo vede in miniera, tra Follonica e Grosseto, ma intanto qualcosa dev'essere accaduto, forse quel mese scarso di carcere di cui non parla volentieri, che non vuole calendarizzare, anche se racconta di «una lite con mio figlio, che cerca riparo dallo zio-mio-fratello, che mi accoglie con un gran pugno e mi manda al tappeto». Caricandolo di rabbia, come una miccia. «Tanto da dare un calcio a una latta aperta di benzina finita chissà come per appiccare le fiamme alla casa di quel mio fratello». Non chiamatelo attentato, né autocombustione, fatto sta che per quel fuoco parentale che prese fuoco il Solitario si fece 24 giorni di prigione.

 

«Cose che da queste parti succedono». No, non è il Solitario a parlare: questa è la voce gentile di una bionda signora del paese, per nulla preoccupata, che giusto un’ora prima, nell'attraversare in auto la Roscigno ufficiale, ti spiega così quello che uno sguardo di passaggio non può evitare: due paesani insanguinati che si sono appena picchiati, lì sulla strada, a colpi di mazze di legno, come se niente fosse. Ché a Roscigno, par di capire, i bastoni non se li mettono solo fra le ruote. Forse per questo, quando il suocero di Caserta che veniva a stare da lui ogni anno per Natale, «dall'Epifania del ’97 non se ne era andato più via ed eravamo troppi uomini nella stessa casa e non si andava d’accordo: così me ne sono andato io, che ero tornato da anni di lavoro in Svizzera, a Biel, e in Germania. Perché da Roscigno, finché sei giovane, e hai voglia di fare, sempre si deve partire. Qui non siamo solo a Sud, siamo ''assurdi'', se ha capito il gioco di parole. Io mica li ho festeggiati i 150 anni dell’unità d’Italia».

 

Un po’ borbonico, forse per lo Spagnuolo del cognome, e monarchico da “Regno delle due Sicilie”, il Solitario ha un solo avversario che non smette di denigrare, nella migliore/peggiore tradizione del Nord condanna del Sud: «Chiedetemi di vestirmi da monaco o da brigante o da Babbo Natale, per far contenti i bambini, ma da Garibaldi, mai e poi mai». Che la barba, i rossi panni e il suo (vero) nome, Giuseppe, non ingannino. In effetti Libero s’è pure travestito in questi ultimi anni: unico protagonista di un paese dove ha fatto pure la comparsa. «Quando hanno girato qui alcune scene di Soldati di pace e mi hanno dato un milione e mezzo di lire, altro che spaccar pietre. E poi sono venuti quelli di Radio West e di Noi credevamo». Ché il Solitario di Rio Ripìti, «quello che con le alluvioni si porta giù il vallo», ha fatto pure il cinema. Piccola star di paese che in tanti vengono a trovare, «perché da un po’ sono finito citato in una guida straniera, non so quale».

 

E che mostra orgoglioso la tavola imbandita delle cartoline di chi passa e poi gli spedisce un saluto, dall’Uzbekistan come da Miami. «Italiani meno, solo gente della zona o del paese che magari scende la sera per una partita a carte. Anche se non soffro certo la solitudine né la crisi, che può fare paura a tutti meno che a me». Forte di quel mezzo palindromo – Libero trascorre la sua vita qui/ Qui la sua vita trascorre libero – con cui il Solitario, che fuma carciofo ed erba salvia, si tiene compagnia.

 

(Cesare Fiumi - Dal Magazine ''Sette'' del 16 giugno 2012)

 

-----

 

Soundtrack

Fête de la Mobilité douce et durable à Saint-Martin-en Vercors (26) avec, entres autres animations, la toupie-manège à propulsion parentale.

Croquis sur double page Watercolour Book 200g Hahnemuhle.

 

Festival of soft and durable Mobility in Saint-Martin-en- Vercors (Drôme) with children's merry-go-round with parental propulsion.

Sketch on double page Watercolour Book 200g Hahnemuhle.

Si tuffa improvvisamente e a ripitizione - da cui appunto il nome tuffetto - riuscendo a rimanere sott'acqua anche per 30 secondi alla ricerca di cibo , costituito da insetti , larve , molluschi crostacei e piccoli pesci.

 

Le sue modeste dimensioni (massimo 25 cm) e la sua natura schiva fanno si che sia più facile sentirne il richiamo - un trillo sonoro e rapido, simile a un cigolio - che avvistarlo direttamente.

 

Soprattutto nel periodo invernale il tuffetto (Podiceps ruficollis) sembra un batuffolo galleggiante. le piume brune formano infatti una soffice massa di forma emisferica su cui sporge il capo grazioso del piccolo, grande tuffatore.

 

Le uova, da quattro a sei, sono di colore bianco-crema appena deposte, ma divengono brune durante la cova.

 

I piccoli vengono talora ospitati sul dorso dei genitori, che si dedicano con assiduità alle cure parentali, difendendo nel contempo il proprio territorio dalle intrusioni dei congeneri.

 

Se durante l'incubazione uno dei due partner deve lasciare momentaneamente il nido, ricopre le uova con ciuffi di vegetazione a scopo mimetico.

  

Ravenna 18 ottobre 2013 alle 9.20

postata mercoledì 23 ottobre 2013 alle ore 10 48

 

Canon EOS 50D

Canon EF 70-200mm f/2.8 L + 2x

CANON EF 2 X EXTENDER

Esposizione 0,001 sec (1/1600)

Aperture f/6.3

Lente 400 mm

 

Ho notato che le foto naturalistiche ( in generale) non "tirano tanto" ...beh amo farle - continuerò a farle , mi dispiace tanto per chi le giudica foto di serie B

La formazione del nostro universo da una "bolla" del multiverso venne proposta da Andrej Linde. Questa teoria, nota come teoria dell'universo a bolle si inquadra bene con la teoria ampiamente accettata dell'inflazione cosmica Il concetto dell'universo a bolle comporta la creazione di universi derivanti dalla schiuma quantistica di un "universo genitore". Alle scale più piccole (quantistiche), la schiuma ribolle a causa di fluttuazioni di energia. Queste fluttuazioni possono creare piccole bolle e wormhole. Se la fluttuazione di energia non è molto grande, un piccolo universo a bolla può formarsi, sperimentare una qualche espansione (come un palloncino che si gonfia), ed in seguito potrebbe contrarsi e sparire dal campo di esistenza. Comunque, se la fluttuazione energetica è maggiore rispetto ad un certo valore critico, si forma un piccolo universo a bolla dall'universo parentale, va incontro ad un'espansione a lungo termine, e permette la formazione sia di materia che di strutture galattiche a grandissima scala. ( Wikipedia)

 

One important and somewhat surprising property of field theories with spontaneous symmetry breaking is that the lifetime of the universe in an energetically unfavorable metastable vacuum state can be exceptionally long. This phenomenon forms the basis of the first versions of the inflationary universe scenario, according to which inflation takes place from a supercooled metastable vacuum state (“false vacuum”) φ = 0 . This

same phenomenon can lead to a partitioning of the universe into enormous, exponentially long-lived regions in different metastable vacuum states, each corresponding to a different local minimum of the effective potential.

 

For definiteness, we shall discuss the decay of the vacuum state with φ = 0 in the theory with the Lagrangian:

  

L(φ) =1/2 * ( ∂μ φ )^2 − V(φ)

 

where the effective potential V(φ) has a local minimum at φ = 0 and a global minimum at φ = φ0 . Decay of the vacuum state with φ = 0 proceeds via tunneling, with the formation of bubbles of the field φ.

   

Andrei Linde - “PARTICLE PHYSICS AND INFLATIONARY COSMOLOGY”

Department of Physics, Stanford University

“L’infanzia tra storia e mito”

 

Collana Saggi

Hygeia Press

I edizione: febbraio 2014

 

L’attenzione dedicata all’infanzia, nell’ambito di società diverse per spazio e tempo, rispecchia il grado di importanza attribuita ai bambini a livello culturale, politico ed economico.Fino a un recente passato i bambini non erano oggetto di studi specifici, perché ritenuti poco interessanti fino a quando non fossero in grado di lavorare o studiare, dedicandosi ad attività da adulti. Inoltre, la storia dell’infanzia è stata spesso trascurata per la scarsezza e peculiarità delle fonti storiche. Raramente, infatti, si tratta di testimonianze dirette: i bambini riescono a farsi ascoltare in prima persona solo in casi eccezionali e la loro testimonianza è solitamente mediata dagli adulti. Per comprendere la storia dell’infanzia è spesso necessario entrare nella rappresentazione simbolica di miti, fiabe e leggende.Questo libro propone una scelta di temi significativi, quali la nascita, la cura, la presa in carico del neonato e il suo inserimento in una struttura parentale; il gioco, come mezzo espressivo e formativo; la violenza di cui talvolta sono vittime i bambini. Tutti questi argomenti possono orientare l’esplorazione di un settore troppo spesso trascurato, per dare voce ai bambini, focalizzando su di loro l’attenzione e considerandoli protagonisti attivi della loro storia.

 

AUTORI

Vassilios Fanos

Eleonora Fanos

Raffaella Mormile

Marinella Corridori

 

La foto di copertina è "Matilde a Milano Marittima 2009" di Francesco Tregnaghi

 

Per sfogliare l'indice: issuu.com/hygeiapress/docs/l_infanzia_tra_storia_e_mito-h...

 

Per maggiori informazioni: www.hygeiapress.com/individualizedmedicine/l-infanzia-tra...

QUANDO A SCUOLA DICEVANO CHE “FACEVAMO POLITICA”

In Veneto, in provincia di Treviso, accadeva che quando ricevevano l'incarico nelle scuole insegnanti provenienti dalle aree geograficamente dal punto di vista elettorale a sinistra, genitori e colleghi, li guardassero con un certo sospetto. Si trattava degli anni settanta e talvolta questi professori e professoresse, erano oggetto di serrato controllo perché potevano “fare politica” in classe. Ovviamente una “politica” non gradita e in più non erano considerati affidabili perché ritenuti non credenti o giù di lì. Poi accadeva anche che scoprissero come il prof. arrivato dalla Romagna, fosse invece di Comunione e Liberazione.

Me ne sono ricordata leggendo il saggio appena uscito del sociologo Ilvo Diamanti sulla crisi dei partiti (GRAMSCI, MANZONI, E MIA SUOCERA, ED. Il Mulino.)

Diamanti sostiene che grandi cambiamenti sono ormai intervenuti in ambiti politici come la democrazia, la rappresentanza, i partiti, la scelta del voto, le leadership e le èlite.

I partiti sono diventati dei cartelli di oligarchie e alimentano disaffezione e sfiducia. Parallelamente si è imposta la comunicazione mediale; in particolare la televisione. Ci sono ormai casi frequenti di partiti creati ad arte dal leader per promuovere la propria candidatura. E comunque tutte le tendenze vanno nella direzione della personalizzazione, cioè del crescente ruolo della “persona”. La personalizzazione però riguarda ogni ambito, dall’impresa alla finanza. Anche la campagna elettorale è diventata permanente allo scopo di produrre il consenso (o il dissenso) intorno al governo in carica.

Siamo di fronte all’espansione di una sorta di democrazia im-mediata, dove le grandi narrazioni - le ideologie e i sistemi valoriali importanti - non servono più. Prevale, in effetti, lo storytelling, mutuato dalla pubblicità commerciale. Si costruiscono storie individuali che mirano a determinare l’identificazione tra il leader e l’elettore. Berlusconi ha dato una mano larga a questa lenta trasformazione del Paese in neo-presidenzialismo.

Il sociologo urbinate disegna i profili delle subculture politiche territoriali radicate da lungo tempo nel Paese e fondate su appartenenze ideologiche e /o religiose. Il Nord-Est è da sempre abitato dalla subcultura “bianca”, mentre la subcultura “rossa” si è sviluppata a partire dall’Emilia-Romagna nelle zone centrali. I cittadini della provincia di Treviso che sospettavano continuamente dei prof. provenienti dalle zone rosse, pronti a chiedere un trasferimento di ufficio per “incompatibilità ambientale” come recitavano le norme scolastiche approvate per legge, votavano Democrazia Cristiana a grande maggioranza preferendo i candidati delle correnti più a destra. E oggi quella provincia si distingue per i suoi politici leghisti venati spesso di un razzismo rozzo.

Negli anni ottanta le due subculture hanno cominciato a segnare il loro declino. Un declino sostiene Diamanti, ma non la scomparsa tout court. Una grandissima parte degli elettori continua a votare nello stesso modo. Non per lo stesso partito, ma per la stessa “parte” lo stesso schieramento.

Le scelte non riguardano tanto il partito, quanto lo schieramento. La Lega Nord di Bossi continua a mietere successi nelle zone un tempo letteralmente democristiane. Da bianco fiore, a verde padano. Nel Meridione, scarsamente dotato di tessuto associativo e limitati sistemi economici locali, la Dc e lo Psi, anche grazie al ruolo della spesa pubblica e dell’intervento dello Stato, hanno mietuto consensi compensando le perdite del Nord.

Nel sud si riproduce la geografia dei partiti di governo degli anni Ottanta. “In altri Termini -scrive Diamanti - le subculture politiche saranno anche scomparse, insieme ai loro fondamenti – partiti, associazioni, ideologie, religione. Ma nelle zone dove erano insediati un tempo, oggi si continua a votare per partiti e formazioni della stessa area politica. (…) Se proiettiamo indietro nel tempo la comparazione, quindi, scopriamo la stessa frattura del 1948. Definita con una sola parola: l’anticomunismo. La coincidenza di comportamento elettorale su base territoriale, a 60 anni di distanza, si presenta, dunque, elevata. In modo perfino inquietante.”

Un altro dato interessante è la conduzione e impostazione delle campagne elettorali che mirano a intercettare il senso comune, la tradizione in altri termini, per iscriverlo all’interno delle proprie strategie sia politiche sia comunicative. È da leggere in questo senso il ricorso al termine “comunismo” da intendersi però su di un piano popolare e populista.

Negli anni settanta in Veneto se si entrava in una chiesa la domenica si notava la divisione sessuale dei fedeli: da un lato le donne, dall’altro gli uomini. Erano gli anni del dopo Concilio Vaticano II. Anni di speranza nella Chiesa. Il Sinodo olandese aveva auspicato una revisione del sacerdozio nel senso di aprirlo anche alle donne. In una scuola media della provincia di Treviso, proposi agli alunni/e di immaginare donne sacerdote. Disegnarono donne mentre confessavano, altre mentre celebravano. I disegni furono appesi alle pareti. Quanto il don insegnante di religione li vide andò su tutte le furie. La preside convocò un consiglio di classe speciale e chiese udienza al vescovo. In una classe un ragazzino, componendo un collage con foto tratte da riviste (quasi sempre Famiglia Cristiana!), ritagliò il volto del segretario liberale Malagodi (senza saperlo, ovviamente) e ci mise due mani ritagliate da un’altra foto, intorno al collo. Il collage fu visto e rivisto anche dai genitori che corsero dal preside a “denunciare” la prof. romagnola perché era evidente che “faceva politica”.

Scrive Diamanti: “La scomparsa dei ‘luoghi”, la devastazione delle città, l’impoverimento del tessuto associativo, dei grandi “corpi intermedi”, delle grandi organizzazioni economiche e sociali hanno sicuramente spappolato le comunità tradizionali. Ma al tempo stesso, hanno rafforzato il ruolo delle micro-relazioni, non solo nell’ambito territoriale, ma anche nella Rete”. Ecco, la religione di Chiesa, ha assunto, a mio avviso, il ruolo di tenere insieme mediante la possibilità di un’identificazione collettiva. I riti ecclesiali, dal battesimo, alla cresima, alla comunione, al matrimonio e ai funerali, sono utilizzati al fine di cementare qualcosa a favore dei residui comunitari parentali e di vicinanza. Marcando anche una differenza difensiva rispetto agli immigrati che, peraltro, usano nello stesso modo le tradizioni rituali e le loro religioni.

I partiti, invece, in mancanza tra l’altro dell’organizzazione di base delle sezioni, sono vissuti come , è stato già detto, dei cartelli elettorali d’interesse personale.

Intanto però è implosa la Lega con l’inchiesta sull’uso del denaro ricevuto a titolo di rimborso elettorale. I soldi pare abbiano preso varie direzioni: investiti chissà dove all’estero, usati per ristrutturare la casa del leader maximo, usati per foraggiare il rampollo “trota” e l’altro figlio maggiore di Bossi o la “badante” vice presidente del Senato Rosy Mauri. La Mauri è stata espulsa perché si è rifiutata di obbedire a Bossi che le aveva chiesto di dare le dimissioni dalla vice presidenza. Il Bossino invece resta nella Lega. Da tempo era in atto una guerra interna tra il “cerchio magico” guidato soprattutto dalla Mauri e dalla moglie contro l’ex ministro Maroni. Maroni al momento ha vinto alla grande, ma deve difendere il leader carismatico pena lo sgretolamento del movimento in tanti rivoli dal Veneto all’Emilia-Romagna. La difesa è ridicola: non sapeva. Come dire: un po’ ingenuo perché rincoglionito dalla malattia, ma sempre splendente e riconoscibile nella sua divinità; che lo rende insuperabile nell’additare la via giusta rispetto al bisogno di assecondare pulsioni etnocentriche e regionaliste.

Gian Enrico Rusconi (COSA RESTA DELL’OCCIDENTE, ed.Laterza, 2012) ci invita a fare i conti con la crisi della nazione occidentale e la nascita di richieste di “democrazia su misura”, ritagliata su confini territoriali “e secondo criteri socio-economici e culturali opportunistici e discriminatori “.

Appunto, nella realtà i politici leghisti non differiscono dagli altri in fatto di etica pubblica, ma resta la capacità di fare quadrato magari creando ad arte il capro espiatorio (la “strega” Mauri?), utilizzando il bisogno di tradizione difensiva delle identità collettive in un mondo globalizzato e, dunque, pericolosamente angoscianti.

imontini_simansi

Nei vertebrati e in particolare negli Uccelli e nei Mammiferi, le cure parentali sono il presupposto della continuità di ciascuna specie. La madre difende i pulli o i cuccioli strenuamente, talvolta eroicamente e con tutti i mezzi di cui l'evoluzione l'ha dotata. Mai accade, tuttavia, a differenza delle madri umane, che essa sacrifichi la propria vita per i figli. E anche questa è una precisa necessità imposta dalla continuità della specie.

è stato un attimo avevo visto la scena con la coda dell'occhio, la bambina e la mamma stavano uscendo dalla chiesa spero di aver colto il momento....

la dedico a tutte le mamme del mondo

Cygnon curieux sous surveillance parentale.

Young and curious swan under parental supervision.

 

Pentax K-1 & HD PENTAX-D FA 150-450mm F4.5-5.6ED DC AW.

 

Profil Flickr / Twitter / Pentax Photo Gallery / 500px / Instagram

Cavaliere d'Italia - Racconigi - Nikon D800 - Sigma 50-500 OS HSM

Cavaliere d'Italia - Racconigi - Nikon D800 - Sigma 50-500 OS HSM

Suite parentale (côté chambre)

L'invecchiamento della popolazione costituisce un aspetto fondamentale della realtà italiana, destinato ad assumere importanza sempre maggiore. A esso si accompagnano molteplici mutamenti sociali, tra cui l'indebolimento delle reti parentali e la crescente partecipazione femminile al mercato del lavoro. L'insieme delle trasformazioni in atto comporta non solo l'incremento nella domanda d’interventi pubblici ma anche la necessità di ripensarne le caratteristiche. Si registra una crescente richiesta di modalità

d'intervento innovative, diverse da quelle oggi più consolidate. Le politiche di assistenza continua degli anziani non autosufficienti (long-term care) sono dunque chiamate a nuove e complesse sfide.

 

SI CONSIGLIA LA VISIONE

View large

A good mother ... maybe!

 

Quanto sono interessanti gli Scorpioni... animali antichissimi che probabilmente iniziarono a diffondersi sul nostro pianeta già nel Paleozoico (Siluriano circa 420 Ma) e che ancora oggi sono rappresentati da circa 2000 specie sparse in tutto il mondo!!!

Sicuramente, una loro caratteristica che più affascina sono le cure parentali: gli Scorpioni sono ovovivipari, quindi mantengono le proprie uova fecondate all'interno del corpo (nel caso delle nostre specie dalle 10 alle 30 uova), e poi "partoriscono" piccoli già formati dall'aspetto molto fragile. Fino alla prima muta, i piccoli ed indifesi scorpioncini, rimango ben ancorati al corpo della mamma che li protegge e li trasporta (in questo periodo ne la mamma ne i piccoli si nutrono). Passata circa una settimana avviene la prima muta... a questo punto i piccoli scendono dal corpo della madre e incominciano a disperdersi, in alcuni casi possono anche rimanere nei dintorni della tana "materna" e nutrirsi di quello che caccia.

In realtà in questa mia documentazione, come si vede nella foto, la mamma non si comporta proprio in modo "ammirevole"... infatti si sta nutrendo di un suo piccolo... fatto strano che non mi era mai capitato di osservare!

 

www.shunkanature.it

... la persona all’origine della seconda metà del mio cognome!

 

Questa signora era biscugina di mio padre (vi evito maggiori dettagli sull’intrico parentale...) e aveva lo stesso cognome della bisnonna Angela: Benedettich, italianizzato in Benedetti nel 1928.

 

Poiché mio padre era rimasto il suo unico parente ed erede, fu da lei adottato in quanto, in previsione della successione, le tasse sarebbero state molto minori per un discendente diretto. La legge dell’epoca prevedeva in questi casi che il cognome dell’adottante dovesse essere aggiunto al cognome dell’adottato: nel 1959 Giorgio Cavini diventò quindi Giorgio Cavini Benedetti.

 

Il 1959 fu l’anno della mia nascita in Perù, dove mio padre si trovava per lavoro con la famiglia, ma la comunicazione del cambio di cognome alle autorità fu ritardata di qualche anno (forse i miei non volevano troppe complicazioni burocratiche). Ecco com’è che io ricordo bene quando, all’età di 5-6 anni, mi fu detto che il mio cognome non era più Cavini ma Cavini Benedetti. Da allora, tutte le volte che devo firmare qualcosa, mi ci vuole un quarto d’ora...

 

... ed è così che mi trovo ad avere due cognomi e tre nonne paterne (Carla e Amelia, prima e seconda moglie di mio nonno, più l’adozione di mio padre da parte di Marta)!

 

(La raccolta delle foto e delle storie di famiglia è questa)

Uccello acquatico dal piumaggio nero e della taglia di una piccola anatra. Presenta becco e placca frontale bianchi e occhi rossi; le zampe grigio-verdi terminano con lunghe dita lobate, che costituiscono un adattamento alla vita in ambienti acquatici. Gli individui maschio e femmina sono molto simili e quindi la specie non presenta dimorfismo sessuale; i sessi si distinguono prevalentemente dalla voce.

E' onnivora; la raccolta del cibo avviene in base alla disponibilità stagionale e può essere molto diverso nel corso dell'anno. Per esempio d'estate si nutre di canne, alghe, erbe, piante acquatiche e residui organici oltre a piccoli pesci, rane, molluschi, insetti e larve di insetti; d'inverno anche resti di pane e rifiuti.

Le folaghe hanno un carattere vivace e turbolento; si affrontano frequentemente in scontri rumorosi, ma senza gravi conseguenze. Inoltre fanno fronte comune contro i predatori, quali il falco di palude e la volpe: se particolarmente minacciati, si spostano in contemporanea, producendo un gran rumore e spruzzando acqua in giro. Il comportamento aggressivo è mirato alla difesa del proprio territorio: le minacce hanno il compito di intimidire gli avversari e di evitare dei reali conflitti, che costano ad entrambi i partner molte energie e possono condurre a ferimenti. I combattimenti non sono certo una prerogativa del maschio poiché anche le femmine si affrontano di frequente; tuttavia le lotte avvengono di regola tra individui dello stesso sesso.Durante il periodo della muta le folaghe, come gli altri Rallidi, perdono tutte le remiganti contemporaneamente e divengono, anche se per un breve periodo, incapaci di volare.

Nella stagione riproduttiva le coppie si isolano, ma negli altri mesi questi uccelli si riuniscono in grandi gruppi, su fiumi dal corso lento e laghi non soggetti al gelo. La folaga nidifica su acque stagnanti o che scorrono lentamente, ricche di sostanze nutritive, come laghi, stagni, fiumi lenti, ma anche su piccole superfici come pozze e laghetti di giardini. Il nido viene posto sulla riva o in acque poco profonde, ancorato ad alcuni rami; è una costruzione voluminosa con base vegetale e spesso con una rampa di accesso che consente ai piccoli di raggiungere l'acqua o tornare al nido senza difficoltà. Depone dalle 5 alle 10 uova, che sono di colore grigio-giallognolo con fitta punteggiatura scura, nel periodo che va da marzo a maggio, in genere con una sola covata l'anno.

Le cure parentali sono affidate ad entrambi i genitori. Il maschio e la femmina covano le uova per 23-25 giorni; il partner che non cova nuota nelle vicinanze e controlla le aree circostanti, restando in contatto vocale con l'altro. I piccoli in genere abbandonano il nido dopo alcuni giorni e sono in grado di volare a 8 settimane di vita.

Sminthurides aquaticus ♀️ and baby (Sminthurides sp.)

«L'ultima canzone dell'album è una specie di riassunto dell'album stesso: è una preghiera, una sorta di invocazione... un'invocazione ad un'entità parentale, come se fosse una mamma, un papà molto più grandi, molto più potenti. Noi di solito identifichiamo queste entità parentali, immaginate così potentissime come una divinità... In questo caso l'invocazione è perché si accorgano di tutti i torti che hanno subito le minoranze da parte delle maggioranze.

 

La preghiera, l'invocazione, si chiama "smisurata" proprio perché fuori misura e quindi probabilmente non sarà ascoltata da nessuno, ma noi ci proviamo lo stesso.»

 

F. De André

Dopo aver affondato e fatto affondare le fauci sulla preda, la mattina successiva la mamma si dedica all'allattamento dei piccoli, evidentemente ancora non completamente svezzati (dunque più o meno tre/quattro mesi di età).

 

STRE-PI-TO-SOOO!!

 

Ghepardo con piccoli

Cheetah with cubs (Acinonyx jubatus )

Afrikaans name: Jagluiperd

 

Etosha National Park (Namibia 2014).

 

La Cupola della politiKa a Isola delle Femmine Isola e dintorni Ieri e Oggi Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, la campagna elettorale che l’ha vista “vittorioso” ancora una volta da “Sindaco” (non parliamo da “Assessore” carica ricoperta sin da quando aveva i calzoni corti), dicevamo la campagna elettorale dovrebbe esser finita, ahimè come gli esami di Eduardo De Filippo sembra non aver fine, anzi! Quotidianamente ormai, i Cittadini di Isola delle Femmine devono sopportare il Vostro spettacolo nel fare a gara a chi la dice più lunga, a chi la spara più grossa ed in maniera veramente indecorosa sembra avere la meglio chi urla più forte. La sua Signor “Sindaco” unita a quella del geologo “Cutino” dr. Marcello e ai “Salvatori di Paese” sta’ diventando una vera e propria dissenteria verbale, una MANIA la Vostra che presta poca attenzione se quello che dite, sia o meno rispettoso nei confronti di chiunque osi mettere in discussione i VOSTRI AFFARI. Il Vostro sport preferito (a parte lo jogging mattutino praticato tra l’immondizia del paese dei suoi “Assessori”) trova la sua massima espressione nella demonizzazione di chi la pensa diversamente da Voi. Così facendo, Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, mi vado sempre più convincendo che Lei crede di parlare a Cittadini elettori smemorati che hanno dimenticato le Sue: PROMESSE dimostratesi Fasulle, i Suoi IMPEGNI dimostratosi INGANNEVOLI, i Suoi PROGETTI “ISOLA” dimostratosi progetti per Voi per i Vostri Parenti e per le vostre FAMIGGHIE. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, Lei con la Sua Company avete giocato in modo veramente sporco sui BISOGNI dei Cittadini li avete imbrogliati, avete raschiato il fondo del barile delle Casse Comunali, avete affossato l’intera economia locale aggravando così la crisi in cui versa la nostra Comunità di Isola. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine (seppur momentaneamente silenziosi) sono stanchi di vivere in un paese dominato da un “sistema cupola affarisitico” che, una volta conquistato il potere, vive solo di rendita e lascia il paese sempre nelle stesse condizioni. Un sistema cupola all’interno del quale tutto si muove per amicizie, compiacimenti, favoritismi, clientelismo e nepotismo. Un sistema promosso favorito e sostenuto da gruppi di famigghia. Signor “Sindaco Portobello ai Cittadini di Isola è ormai chiaro anzi “trasparente” come dice il suo consigliere signor Peloso, della netta sensazione (non solo) che state dando: il Vostro primo vero obiettivo è che in questo paese nulla deve cambiare e chi prova a contrastarVi : chi prova a farlo viene denunciato, querelato, viene emarginato, messo alla gogna, denigrato, perseguitato (quando va bene). Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine sentono una gran voglia di cambiare ( ricorda le scorse elezioni? Sino a febbraio nessuno avrebbe scommesso un quarto di lira su una Sua vittoria) e per questo non riescono più a sopportare Lei e la Sua company. Mi creda Signor “Sindaco” tra questi Cittadini vi sono anche quelli che hanno votato Lei e le sue false promesse. I Cittadini onesti ed operosi di Isola delle Femmine di fronte a questo squallore in cui versa la l’amministrazione da Lei rappresentata: Pretendono moralità, trasparenza negli atti amministrativi. Pretendono capacità e senso della responsabilità per il ruolo ricoperto. Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello i cittadini di Isola delle Femmine pretendono che Lei e la Sua company, con atti concreti respingiate le accuse che hanno visto gruppi ben individuati di rappresentati dei POTERI FORTI (un modo diverso di dire MAFIA) AVERVI FAVORITO nella vittoria elettorale delle amministrative scorse. Attendo da Lei Signor “Sindaco” un segnale concreto volto ad impedire a gruppi di potere economico ( a noi noti) di incidere pesantemente sulle scelte politiche-amministrative. Per salvaguardare il nostro territorio dalle aggressioni urbanistiche, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: Lei si renda garante nell’ operare una seria ed efficace azione di controllo e monitoraggio sull’operato dell’Ufficio Tecnico Comunale e sulla legittimità degli atti prodotti. La pianificazione del territorio deve essere davvero utile ai Cittadini tutti di Isola delle Femmine e non solo ai SOLITI IGNOTI(o lobby elettorali o affaristi o mafiosi decida Lei). Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Lei concorderà certamente con me nel credere essere: diritto-dovere per chiunque qualora sussistano motivi tali da offendere chiaramente (a causa della condotta di chi è stato eletto sindaco o consigliere) l’onore, l’intelligenza e la dignità dei cittadini e delle cittadine, causando loro, direttamente o indirettamente, grave “vuoto” morale, etico, culturale, sociale ed economico: battersi per spazzare via il sistema cupola affaristico che amministra solo se stesso e mette in liquidazione il futuro di un’intera popolazione. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione con atti e progetti concreti che tendano a migliorare la qualità della vita dei Cittadini di Isola delle Femmine e nel contempo capaci di offrire una possibilità di crescita economica e sociale della nostra Comunità. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, respinga le accuse di mafiosità della Sua amministrazione, smentendo ciò che Lei da solo e senza che nessuno Le abbia chiesto nulla, ha affermato in un consenso del Consiglio Comunale : “…Giova ricordare, peraltro, che il personaggio proprietario del bene confiscato, in occasione delle scorse elezioni politiche sosteneva il candidato della lista “Rinascita Isolana” Rosario Rappa….”. Si renderà conto da solo Signor “Sindaco” Lei ha affermato: che le elezioni amministrative scorse sono state falsate e quindi Noi cittadini TUTTI ne abbiamo avuto un danno. Per seguirLa nel Suo discorso dovremmo dire che la Sua elezione è stata “manipolata”? oppure potremmo dire “guidata”? Se si, da chi? A Lei la risposta. Però non faccia come sempre orecchie da mercante che non risponde. Guardi che attendo, anzi con i Cittadini di Isola (non stupidi) attendiamo una Sua risposta. Rendiamo il paese più ospitale, più colorato, più pulito e libero dall’immondizia che ormai ricopre tutti i marciapiedi di Isola, attraverso la promozione e l’incentivazione della Raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso creando una filiera dell’intero ciclo di vita dei rifiuti. (cooperative, consorzi e tutti gli strumenti che la nuova riforma gestione dei rifiuti prevede). Avere l’intelligenza di vedere nei rifiuti un’occasione di sviluppo economico e di difesa della salute dei cittadini. Liberiamo l’intero litorale di Isola delle Femmine dai tanti “suk” che annualmente si creano sulle nostre spiagge rendendo poco gradevole e per niente vivibile questo nostro lungo, meraviglioso ed “invidiabile” litorale marino. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello, i Cittadini di Isola delle Femmine Le chiedono un atto di CORAGGIO: tornare al buon governo della cosa pubblica, alla difesa degli interessi dell’intera comunità di Isola, ad offrire una visione al paese per fare uscire Isola delle Femmine dalla notte profonda in cui i saputelli, parolai, ambientalisti a convenienza, salvatori di paese, perfetti sconosciuti dell’ultima ora …. l’hanno impantanata per uso e consumo personale. Caro Signor “Sindaco” Professore Gaspare Portobello Se proprio non Le riesce a sganciarsi da questi lacci e lacciuoli in cui l’hanno costretta, non le resta che un’unica possibilità spegnere la luce e rassegnare le Sue dimissioni naturalmente porti con sé anche la Sua company e alla “cupola degli affari” ci pensa la coscienza civile e democratica dell’intera cittadinanza di Isola delle Femmine. Pino Ciampolillo nuovaisoladellefemmine.blogspot.it/2010/04/la-kupola-dell...

 

Allegato Al Presidente della Repubblica Il comune di Isola delle Femmine (Palermo), i cui organi elettivi sono stati rinnovati nelle consultazioni amministrative del 6 e 7 giugno 2009, presenta forme di ingerenza da parte della criminalita’ organizzata che compromettono la libera determinazione e l’imparzialita’ degli organi elettivi, il buon andamento dell’amministrazione ed il funzionamento dei servizi, con grave pregiudizio per lo stato dell’ordine e della sicurezza pubblica. I contenuti di alcuni esposti trasmessi alla prefettura di Palermo ed alla locale stazione dell’Arma dei Carabinieri ponevano in evidenza svariate circostanze in base alle quali l’amministrazione comunale di Isola delle Femmine sarebbe stata soggetta all’influenza della locale criminalita’ organizzata. In relazione a tali segnalazioni ed al fine di verificare la sussistenza di forme di condizionamento e di infiltrazione delle locali consorterie nei confronti degli amministratori comunali il prefetto di Palermo, con decreto del 3 aprile 2012, ha disposto l’accesso presso il suddetto comune ai sensi dell’art. 1, comma 4, del decreto legge 6 settembre 1982, n. 629, convertito dalla legge 12 ottobre 1982, n. 726, per gli accertamenti di rito. All’esito degli accertamenti effettuati, la commissione incaricata dell’accesso ha depositato le proprie conclusioni, sulle cui risultanze il prefetto di Palermo, sentito il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica integrato con la partecipazione del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, che si e’ pronunciato all’unanimita’, ha redatto l’allegata relazione in data 30 agosto 2012, che costituisce parte integrante della presente proposta, in cui si da’ atto della sussistenza di concreti, univoci e rilevanti elementi su collegamenti diretti ed indiretti degli amministratori locali con la criminalita’ organizzata di tipo mafioso e su forme di condizionamento degli stessi, riscontrando pertanto i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale. I lavori svolti dalla commissione d’indagine hanno preso in esame, oltre all’intero andamento gestionale dell’amministrazione comunale, la cornice criminale ed il contesto ambientale ove si colloca l’ente locale. Il territorio del comune di Isola delle Femmine e’ contraddistinto dal controllo operato da un esponente della criminalita’ organizzata, originario del luogo, condannato con sentenza emessa dal G.U.P. di Palermo il 20 dicembre 2000 e divenuta irrevocabile il 7 ottobre 2003 a 4 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso ai sensi dell’art. 416-bis c. p. commi 1, 3, 4 e 6. In particolare la citata sentenza ha accertato l’appartenenza dello stesso all’associazione mafiosa «cosa nostra» con un ruolo incisivo nell’ambito della famiglia mafiosa di Isola delle Femmine. Il citato capo mafia e’ stato nuovamente tratto in arresto nel 2010, nell’ambito di altra operazione giudiziaria, ed e’ tuttora detenuto. E’ gravemente indiziato in relazione al reato di direzione dell’associazione mafiosa «cosa nostra» quale promotore e organizzatore delle relative attivita’ illecite avvalendosi della forza intimidatrice del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento per commettere delitti contro la vita, l’incolumita’, il controllo di attivita’ economiche, concessioni, autorizzazioni, appalti e servizi pubblici per intervenire sulle istituzioni e la pubblica amministrazione. Unitamente al citato capo famiglia, nel contesto criminale che esercita l’influenza sul territorio comunale, operano anche altri personaggi appartenenti all’organizzazione malavitosa, di elevato spessore criminale, con precedenti per reati associativi e considerati persone socialmente pericolose. L’accesso ispettivo ha consentito di individuare un insieme di cointeressenze, relazioni e frequentazioni tra esponenti della locale famiglia mafiosa, al cui vertice e’ il citato capo mafia, con componenti dell’apparato politico nonche’ di quello burocratico. In tal modo sono stati evidenziati quegli elementi che dimostrano la condizione di penetrazione della locale organizzazione criminale nelle diverse sfere della vita amministrativa dell’ente. In particolare sono stati riscontrati legami parentali, a diversi livelli, tra alcuni componenti della giunta e del consiglio comunale con la criminalita’ organizzata, nonche’ ricorrenti ed inopportune frequentazioni. Viene posto in evidenza come, sebbene la limitata estensione territoriale ed limitato numero di abitanti dell’ente avrebbe dovuto consentire a coloro che rivestono cariche pubbliche di esercitare un vaglio attento delle dinamiche sociali e delle sfere relazionali ponendo cosi’ maggiore attenzione alle scelte politico amministrative, i diversi personaggi politici non hanno in alcun modo posto in essere una effettiva presa di distanza dalle locali organizzazioni criminali. Il comune di Isola delle Femmine e’ caratterizzato da una sostanziale continuita’ amministrativa che si evince dall’avvicendamento nei ruoli di vertice dell’ente da parte delle stesse persone: l’attuale sindaco, al suo secondo mandato consecutivo, aveva gia’ svolto, nei mandati immediatamente precedenti all’elezione a primo cittadino, le funzioni di vice sindaco; il sindaco eletto nelle tornate amministrative del 1993 e 1998 ha successivamente svolto fino al 2006, le funzioni di vice sindaco; tre degli attuali componenti della giunta ed il presidente del consiglio comunale hanno rivestito cariche politiche nella precedente consiliatura. Le ingerenze della criminalita’ nelle funzioni e nelle attivita’ svolte dal comune si sono tradotte in molteplici illegittimita’, abusi, anomalie e sviamenti dell’attivita’ amministrativa volti a favorire economicamente o sotto forma di altre utilita’ persone o societa’ direttamente o indirettamente collegati ad esponenti della locale consorteria mafiosa. E’ stato rilevato che talune distorsioni gestionali dell’ente, poste in essere in favore di soggetti vicini alla locale famiglia mafiosa, hanno radici nelle amministrazioni avvicendatesi nel corso degli anni e si sono ripetute in costanza dei due mandati elettorali guidati dall’attuale sindaco. Fattori che attestano la penetrazione malavitosa sono emersi dall’analisi delle procedure di aggiudicazione degli appalti di lavori servizi e forniture. E’ stata riscontrata la ricorrenza di quei caratteri indiziari che connotano i sistemi di gestione illegale delle gare ad evidenza pubblica, quali la presenza ripetuta delle medesime ditte in gare diverse con un avvicendamento delle stesse nelle aggiudicazioni nonche’ la riferibilita’ di tali aziende a cosche mafiose locali. Piu’ in particolare, la commissione d’indagine ha constatato come l’amministrazione comunale, nel tempo, abbia costantemente disapplicato i rigorosi dettami stabiliti per l’espletamento delle gare pubbliche, facendo ricorso a procedure ristrette per la scelta del contraente, procedure negoziate o a trattativa privata di cui all’art. 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 o mediante cottimo fiduciario ai sensi dell’art. 125 del citato decreto. Il ricorso a tali procedure non era giustificato dai necessari caratteri di urgenza ed indifferibilita’ per gli specifici casi e tanto piu’ conciliabile con le dovute precauzioni che devono connotare l’attivita’ di un comune che si trova ad operare in un territorio notoriamente contraddistinto da interferenze illecite. Gravi e persistenti anomalie hanno interessato le procedure di affidamento di lavori mediante appalto pubblico. E’ risultato infatti che in alcuni casi l’amministrazione ha frazionato gli importi dei lavori; con tali modalita’ operative e’ stato possibile eludere le puntuali disposizioni in materia. In altre procedure e’ stata applicata la normativa sulla fornitura di beni, mentre si sarebbe dovuto applicare quella concernente la prestazione di opere. E’ emblematico di uno sviamento dell’attivita’ amministrativa il frequente ricorso alla procedura del cottimo fiduciario, connotato da anomalie per la riscontrata mancata adozione del regolamento sulle modalita’ di affidamento di lavori pubblici mediante cottimo fiduciario e la mancata adozione del relativo albo delle imprese di fiducia. L’assenza di tali strumenti organizzativi ha fatto si’ che il comune di Isola delle Femmine, per l’espletamento delle gare di affidamento dei lavori da eseguire, adottasse procedure in contrasto con i principi di trasparenza, rotazione e parita’ di trattamento e comunque non in linea con le disposizioni contenute nel citato decreto legislativo n. 163/2006. La relazione prefettizia ha messo in rilievo che il complessivo quadro delle evidenziate anomalie e irregolarita’ poste in essere nel corso delle due ultime consiliature guidate, sempre dallo stesso primo cittadino, e’ la dimostrazione di come l’infiltrazione criminale abbia condizionato l’azione dell’amministrazione comunale. Nello specifico tale condizionamento e’ rilevabile dalle seguenti iniziative dell’ente. E’ il caso della procedura concernente i lavori di collegamento del sistema fognario comunale ad un depuratore consortile. In particolare e’ stato verificato che sulle buste pervenute al comune e contenenti le offerte delle ditte interessate non veniva posto l’orario di arrivo, non consentendo in tal modo di’ adottare il criterio secondo cui le varie offerte dovevano essere ordinate progressivamente. La societa’ vincitrice doveva inoltre essere esclusa atteso che la documentazione dalla stessa depositata e’ risultata insufficiente rispetto a quanto previsto dal disciplinare di gara, non avendo prodotto la stessa societa’ ne’ la cauzione provvisoria ne’ idonea documentazione comprovante il prescritto versamento all’autorita’ per la vigilanza sui lavori pubblici. Le diverse irregolarita’ riscontrate, sia sotto il profilo sostanziale sia sotto il profilo formale, attestano l’avvenuta penetrazione della criminalita’ nell’ente per il fatto che la gara in esame si e’ conclusa proprio con l’aggiudicazione dei lavori ad una societa’ che presenta forti elementi di controindicazione L’amministratore unico della stessa e’ uno stretto congiunto di un soggetto tratto in arresto per il reato di associazione mafiosa e la medesima societa’, nell’ambito delle relative indagini giudiziarie, e’ stata sottoposta a perquisizione. Ulteriori anomalie hanno contraddistinto la fase di esecuzione dei lavori ed in particolare l’affidamento in subappalto di parte degli stessi ad una ditta riconducibile alla locale famiglia mafiosa. La commissione d’indagine ha posto in rilievo che in occasione dell’autorizzazione del sub appalto in questione la prefettura di Palermo aveva rappresentato al comune di Isola delle Femmine gli aspetti di controindicazione del subappalto in argomento, atteso che in occasione dell’istruttoria svolta per un’altra procedura di gara nei confronti della stessa ditta era stata emessa interdittiva antimafia. Inoltre, da parte della prefettura, era stato fatto presente all’ente locale che se avesse aderito al protocollo di legalita’, la procedura di subappalto in esame sarebbe rientrata in quelle per cui sarebbe stato obbligatorio effettuare la verifica antimafia, con il conseguente effetto che la societa’ in questione non avrebbe potuto essere affidataria del sub appalto. La mancanza di controlli da parte dell’ente nella fase di esecuzione delle opere ha tra l’altro favorito un ripetuto ed illegittimo ricorso alla stipula di subappalti, affidati a diverse societa’, per un importo complessivamente superiore al limite del 30% del valore dell’appalto, in contrasto con quanto previsto dalla normativa di settore. Concorre a delineare il quadro di cointeressenze sussistenti tra amministrazione e locale criminalita’ l’esame della procedura concernente i lavori di «ristrutturazione approdo e movimentazione della zona destinata ai pescatori nel porto di Isola delle Femmine», caratterizzata da distorsioni ed irregolarita’ che assumono particolare rilievo in ragione della contiguita’ ad ambienti mafiosi dei vertici della societa’ che si e’ aggiudicata l’appalto. L’amministratore unico e’ figlio di un esponente della locale organizzazione mafiosa, condannato con sentenza del Tribunale di Palermo del 20 luglio 2000 perche’ indiziato del reato di cui all’art. 416-bis per aver concorso con altre persone, in qualita’ di titolare di impresa operante nel settore edile, alle attivita’ ed al perseguimento degli scopi dell’associazione mafiosa denominata «cosa nostra». Le risultanze investigative avevano evidenziato che lo stesso, unitamente ad altri, aveva consentito che soggetti collegati all’organizzazione «cosa nostra» si aggiudicassero i lavori commissionati da un’amministrazione comunale della provincia di Palermo attraverso la previa consegna, ai titolari delle imprese concorrenti, delle buste contenenti le offerte presentate dalle ditte partecipanti alle varie gare di appalto, in modo tale da pilotare l’esito finale delle stesse. Nel senso della evidenziata continuita’ amministrativa si e’ rivelato anche l’esame della procedura per l’appalto di manutenzione delle fognature e caditoie, servizio che, a seguito della rinuncia da parte della ditta che si era aggiudicata la gara, e’ stato affidato ad una societa’ che presenta gravi forme di controindicazione. Detto aspetto e’ connesso alla circostanza che la stessa societa’ risulta collegata ad altra azienda operante nello stesso settore d’attivita’ e che i proprietari e gli amministratori delle due societa’ presentano stretti legami parentali con esponenti di rilievo della locale criminalita’ organizzata. Questi ultimi, nel passato, hanno favorito la latitanza di soggetti criminali di primissimo rilievo ed inoltre uno di detti esponenti e’ stato condannato per reati associativi. Il gruppo familiare in argomento, peraltro, ha partecipato ad iniziative di costruzioni edili unitamente ad altri soggetti controindicati. L’organo ispettivo ha posto in rilievo come il comune di Isola delle Femmine, nel corso degli anni, abbia frequentemente affidato alla predetta societa’ una ripetuta serie di lavori pubblici facendo ricorso a ordinanze sindacali di intervento straordinario o a gare informali a trattativa privata. Gli evidenziati, ripetuti affidamenti portano a ritenere fondatamente che la societa’ in questione sia una vera e propria «fiduciaria» del comune di Isola delle Femmine. In tale contesto le iniziative per la diffusione della legalita’ intraprese dall’amministrazione comunale sono apparse piu’ che altro come mere «operazione di facciata» atteso che, come evidenziato, diversi settori del comune si sono rivelati soggetti a gravi forme di condizionamento e solamente il 27 febbraio 2012 l’ente ha aderito al protocollo di legalita’ Carlo Alberto Dalla Chiesa. Anche le procedure analizzate nel settore urbanistica e territorio hanno evidenziato i caratteri di una sostanziale linea di continuita’ con le modalita’ operative adottate dalle amministrazioni succedutesi negli anni precedenti. Significativo in tal senso si e’ rivelato l’esame di alcune concessioni edilizie connotate da favoritismi ed anomale cointeressenze. Al riguardo giova sottolineare che il comune di Isola delle Femmine e’ sottoposto ad una serie di vincoli di diversa natura, archeologici, idrogeologici e sismici, per cui ogni procedura avrebbe dovuto essere piu’ rigorosa e maggiormente rispettosa delle varie normative di settore. L’iter per l’approvazione del piano regolatore generale, avviato dal comune verso la meta’ degli anni ‘90, si e’ rilevato farraginoso e caratterizzato da un’estrema lentezza. Il Piano e’ stato adottato solo nell’agosto dell’anno 2007 nel corso del primo mandato dell’attuale sindaco. La procedura volta all’approvazione definitiva del nuovo strumento urbanistico, tuttavia, non puo’ ritenersi ancora conclusa. L’insieme di tali circostanze, che hanno consentito all’ente di continuare ad avvalersi di strumenti non adeguati alle esigenze del territorio, si sono rivelate un utile mezzo per agevolare gli interessi economici di soggetti riconducibili ad ambienti controindicati. Emblematica in tal senso e’ la vicenda relativa ad una concessione edilizia per la realizzazione di tre ville unifamiliari, rilasciata proprio in prossimita’ della tornata elettorale che ha visto nuovamente eletto l’attuale sindaco. A seguito di un esposto, il locale comando Carabinieri richiedeva al competente ufficio della Regione una verifica della concessione in esame. Tale organo, all’esito dell’accertamento esperito, rappresentava che la concessione doveva ritenersi illegittima per mancanza dei presupposti richiesti dalla normativa di settore. Lo sviamento dell’attivita’ amministrativa e l’attitudine ad operare in violazione dei principi di legalita’ risulta evidente ove si consideri che l’amministrazione comunale, pervicacemente, decideva di non modificare in alcuna parte i contenuti della suddetta concessione pur a fronte di un secondo intervento della Regione che confermava l’illegittimita’ del provvedimento ed evidenziava la competenza del comune all’annullamento dell’atto. Tali illegalita’ procedurali sono risultate funzionali ad assecondare interessi illegali in quanto i beneficiari della concessione in argomento sono stretti congiunti di un esponente di spicco della locale famiglia mafiosa, di professione costruttore, che risulta aver avuto partecipazioni societarie con soggetti colpiti da provvedimenti giudiziari per associazione di tipo mafioso. Ulteriori anomalie sono emerse dall’esame di un’altra concessione edilizia per la mancanza dei presupposti per il rilascio della concessione stessa; l’indagine ispettiva ha inoltre evidenziato la mancata riscossione, da parte dell’ente, degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione. Tale procedura era stata avviata sin dal 2001 dai precedenti proprietari del fondo che, dopo una lunga e complessa vicenda amministrativa, protrattasi per anni con gli uffici comunali, vendevano l’area ad una ditta la cui riconducibilita’ ad ambienti controindicati era nota ai competenti uffici comunali. Tale societa’ solo dopo pochi mesi dalla richiesta di voltura della pratica in esame otteneva il rilascio del provvedimento richiesto. Ulteriori aspetti emblematici della complessiva vicenda sono rinvenibili nella circostanza che, solo a seguito di un’operazione di polizia e del connesso arresto di uno stretto congiunto del socio amministratore della suddetta societa’, il responsabile dell’ufficio tecnico comunale chiedeva alla locale procura della Repubblica ed alla prefettura di Palermo di conoscere se la societa’ a cui favore era stata rilasciata la concessione edilizia fosse riconducibile all’esponente della criminalita’ tratto in arresto. La commissione d’indagine al riguardo ha posto in evidenza, anche in questo caso, l’assenza di controlli e verifiche da parte dell’ente, atteso che elementi di controindicazione sulla societa’ in argomento erano gia’ da tempo a disposizione del comune di Isola delle Femmine in quanto la stessa prefettura aveva in precedenza segnalato, in occasione di altra procedura, i rapporti esistenti tra il soggetto tratto in arresto e la famiglia titolare delle quote sociali a cui era stata rilasciata la concessione edilizia. Significativi elementi di cointeressenze tra criminalita’ organizzata ed amministratori comunali emergono altresi’ dalla circostanza che alla votazione di talune delibere concernenti l’assetto urbanistico ha partecipato anche il consigliere comunale che, poco tempo dopo la votazione delle stesse, ha redatto in qualita’ di tecnico incaricato dalla societa’ proprietaria dell’aera la relazione finale per l’adeguamento del progetto di costruzione relativo alla concessione in argomento. Illegittimita’ hanno caratterizzato anche la complessa procedura, protrattasi per anni, concernente il rilascio di una concessione per l’ampliamento di un esercizio commerciale il cui titolare e’ uno stretto congiunto del locale capo mafia. Come ampiamente riportato nella relazione redatta dalla commissione d’indagine, l’analisi del complessivo iter istruttorio connesso al rilascio di tale concessione, le diverse autorizzazioni nel tempo rilasciate, le date delle protocollazioni e la tempistica per l’evasione delle relative istruttorie hanno posto in rilievo una serie di anomalie e irregolarita’, fortemente indicative di uno sviamento dell’attivita’ amministrativa. L’organo ispettivo ha evidenziato come il mancato rispetto degli adempimenti previsti per legge e l’assenza di un’attivita’ di controllo, attivata solo a seguito di esposti, si sono risolti in favore degli interessi economici di ambienti mafiosi. Ulteriori criticita’ che contribuiscono a definire la situazione di precarieta’ dell’ente locale e la diffusa illegalita’ hanno interessato il settore finanziario contabile. E’ stata posta in rilievo la sussistenza di una rilevante evasione tributaria nei confronti della quale l’amministrazione, negli anni, non ha posto in essere un’efficace azione di contrasto ne’ una decisa attivita’ per il recupero dei tributi. Il verificarsi di tali criticita’ sono anche da ascriversi alla cattiva gestione, con condotte di rilevanza penale, posta in essere dalla societa’ alla quale era stato affidato il servizio di riscossione dei ruoli di competenza comunale. Come emerso nel corso dell’accesso ispettivo tale societa’ non solo ha omesso di riversare quanto aveva riscosso ma, nonostante l’avvenuta rescissione del contratto, si e’ anche rifiutata di restituire al comune la relativa documentazione. Le accertate anomalie in materia di imposizione e riscossione tributaria sono un segnale evidente dell’incapacita’ o della mancanza di volonta’ dell’amministrazione eletta di dettare indirizzi e attuare adeguate strategie di vigilanza e controllo in un settore di vitale importanza per la sana gestione dell’ente locale, settore nel quale invece la commissione d’indagine ha accertato il sussistere di atteggiamenti omissivi, se non addirittura compiacenti, a tutto vantaggio di interessi riconducibili ad ambienti controindicati. Emblematiche in tal senso sono le verifiche effettuate dalla commissione d’indagine su un progetto, approvato con delibera di giunta del 2010, che si proponeva di accertare e recuperare i tributi locali evasi negli ultimi cinque anni. In effetti la preannunciata azione di recupero non e’ stata intrapresa. L’organo ispettivo ha infatti svolto un accertamento su un campione di contribuenti appartenenti a nuclei familiari legati o riconducibili alla criminalita’ organizzata e l’esito dell’analisi ha evidenziato, con riferimento a tale campione, che la percentuale di tributi non versata, rispetto a quanto accertato ed iscritto a ruolo, e’ pari all’89%. L’amministrazione pertanto non solo non ha posto in essere le opportune verifiche e iniziative per una corretta gestione delle entrate ma con la propria condotta ha, di fatto, favorito il concretizzarsi di una situazione in cui il tasso di evasione fiscale risulta piu’ elevato con riferimento ai soggetti riconducibili o appartenenti a famiglie mafiose. Tale stato di cose ha prodotto una grave criticita’ finanziaria dell’ente locale ed inoltre il mancato recupero delle entrate tributarie ha precluso l’utilizzo di dette risorse per iniziative e servizi in favore della collettivita’. Ulteriori illegittimita’ e comunque il mancato rispetto dei principi di legalita’ hanno interessato l’attivita’ svolta dal servizio economato, gestito di fatto da un dipendente comunale, sebbene lo stesso non fosse preposto al servizio. Gli accertamenti effettuati hanno consentito di verificare difformita’ ed irregolarita’ in specie per quanto attiene i criteri di scelta dei fornitori. Piu’ in particolare nell’ambito di tale servizio, nel periodo di tempo preso in esame, sono state effettuate spese di rappresentanza avvalendosi sempre dello stesso fornitore, vicino ad ambienti controindicati, che e’ risultato essere lo stesso soggetto nei confronti del quale, come accertato dalla commissione d’indagine, l’ente comunale ha rilasciato la gia’ citata concessione per occupazione di suolo pubblico caratterizzata da ripetute irregolarita’. Le vicende analiticamente esaminate e dettagliatamente riferite nella relazione del Prefetto di Palermo denotano una serie di condizionamenti nell’amministrazione comunale di Isola delle Femmine che, disattendendo ogni principio di buon andamento, imparzialita’ e trasparenza, hanno compromesso il regolare funzionamento dei servizi con grave pregiudizio degli interessi pubblici. Ritengo pertanto che ricorrano le condizioni per l’adozione del provvedimento di scioglimento del consiglio comunale di Isola delle Femmine (Palermo) ai sensi dell’art. 143 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. In relazione alla presenza ed all’estensione dell’influenza criminale, si rende necessario che la durata della gestione commissariale sia determinata in diciotto mesi. Roma, 5 novembre 2012 Il Ministro dell'interno: Cancellieri www.governo.it/backoffice/allegati/69722-8248.pdf

 

lariscossadiisoladellefemmine.blogspot.it/

 

cupoladellapolitikaaisoladellefemmine.blogspot.it/

 

laprimaveraisolana.blogspot.it/2012/06/blog-post.html

 

Nelle prossime immagini, non sarà inserito alcun testo.

In realtà vorrei comprendere, quanto e cosa comunicano alcune mie immagini.

Questa scelta, non definitiva e non costante, si pone l'obiettivo di cogliere l'influenza che sussiste tra: testo, immagine e titolo, nella mia comunicazione.

Ricordo agli amici e ai discenti che la strada del commento, via e-mail, è sempre aperta, cosi da poter consentire anche esplicazioni riservate.

moondo.info/wp-content/uploads/2017/12/arton32576.jpg

Bonus baby sitter 2018, cos’è e chi può richiederlo?

Il bonus baby sitter è un’agevolazione che spetta alle mamme che, dopo il congedo maternità, rinunciano al congedo parentale per tornare al lavoro. Vediamo quindi nello specifico cos’è, come funziona e in che modo è possibile ...

Continua a leggere ...

mamma.moondo.info/?p=1671

merveilleux instant ou les deux adultes se relais au devoir parentales...

Tutti presenti, ogni cosa al suo posto, ognuno calato nel suo ruolo...lo spettacolo del Natale prosegue:

qui in paese c'è la "Stella glaciale" con coda imponente tesa ed aggrappata a far venir giù la facciata del Castello;

ci sono le luci improbabili ed ipnotiche dell'albero addobbato nel giardino di casa;

c'è il rosso, il colore rosso che compare feticisticamente a decorare ogni oggetto di questa casa...e compare anche sulle guance dei commensali 'mbrilli al termine dell'infinito pranzo del Venticinque;

c'è il trillìo conturbante del citofono seguito da processioni parentali che mormorano, come da copione, un monotono e formale "Auguri", agghindati e stretti nel vestito della festa;

c'è mio padre che, sarcastico ed un po' imbronciato, mormora: "Quandu rrivane le feste me pija lu focu!", alludendo al disagio ed all'inadeguatezza della cravatta che lo costringe al "rigore dell'abito";

ci sono gli 1,2,3,4,5,6,7,8,9,10,100,1000 messaggi d'auguri sul cellulare...che ti compiacciono..ma io penso e spero di riuscire a dare un volto ad ogni numero entro Natale 2008;

ci sono odori e profumi costanti che partono dalla cucina e ti assediano al buongiorno e ti carezzano per la buona notte...

ed io..che preda temporanea della "magia del Natale", in un momento d'incoscienza (solo così si può spiegare), mi sono concessa l'eleganza accennata d'una scarpa col tacco ed affini...ma poi, rinsavita, ho reindossato le mie intramontabili Gazelle...

 

Quest'anno manco io...che mi sono defilata un po' da quest'abbagliante sfavillìo..

"cammino volentieri contromano e controvento

tengo le mani in tasca gli occhi bassi" (PGR)

mi sono regalata riflessioni e pensieri (che il 2007 è stato un po' così...)..ed ho trascorso ore e giornate a sfogliare pagine d'album di famiglia...

 

gli attimi fermati...gli istanti da ricordare...il tempo che passa...

 

mi sono regalata un ricordo raccontatomi da mio padre...questa fotografia...foto di famiglia...zii e cugini presenti..poco più che ventenni mamma e papà sorridono...datata 9 agosto 1963...qualche settimana prima che, in groppa ad una Vespa GL 150 bianca, prendessero di petto la loro vita insieme...

 

gran bel racconto...cruciale momento di vita...

un delizioso ricordo per questa fine d'anno...

non importano i buoni prositi per il nuovo anno...s'ha da vivere!

beh sì...buon anno!

 

"Aspetto un'emozione sempre più indefinibile"

1 3 4 5 6 7 ••• 23 24