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S. Pietro in Vincoli

 

Questa insigne basilica fu edificata da Eudossia figlia di Teodosio il giovane e sposa di Valentiniano per custodirvi e venerarvi le catene che sua madre pure di nome Eudossia aveva ricevuto in dono nel suo pellegrinaggio in Palestina dai fedeli di quella chiesa. Quella pia imperatrice spedì parte di quei veneratissimi ceppi a Roma alla figliuola, ed uno ne portò seco a Costantinopoli. Il preziosissimo dono fu da Eudossia la giuniore, figlia della suddetta, offerto al papa s. Leone il Grande, che lo unì ad altra catena con cui in Roma era stato avvinto il s. Apostolo sotto Nerone, ed ambedue i ceppi furono deposti nella basilica che, circa gli anni 442, la pia Eudossia edificò nel sito dove tuttora sorge, e che fu detta s. Pietro in Vincoli.

 

Questa romana basilica che conserva le venerande catene apostoliche, benchè chiamata di s. Pietro in Vincoli, pure dal papa Sisto III fu dedicata ad ambidue gli apostoli. Lo testifica l' iscrizione registrata nel codice palatino che si leggeva in questa chiesa medesima:

 

CEDE PRIUS NOMEN NOVITATI CEDE VETUSTAS

 

REGIA LAETANTER VOTA DICARE LIBET

 

HAEC PETRI PAULIQ. SIMUL NUNC NOMINE SIGNO

 

XYSTUS APOSTOLICAE SEDIS HONORE FRUENS

 

UNUM QUAESO PARES UNUM DUO SUMITE MUNUS

 

UNUS HONOR CELEBRAT QUOS HABET UNA FIDES

 

PRESBYTERI TAMEN HIC LABOR EST ET CURA PHILIPPI

 

POSTQUAM EPHESI XPS VICIT UTROQUE POLO

 

PRAEMIA DISCIPULUS MERUIT VINCENTE MAGISTRO

 

HANC PALMAM FIDEI RETTULIT INDE SENEX.

 

Il Monsacrati nell' egregia dissertazione de catenis s. Petri ne espone il senso storico e la allusione al concilio Efesion, in cui il prete Filippo fu Legato della Sede Apostolica. Nel codice di Verdun quest' epigrafe è trascritta colla seguente indicazione: in occidentali parte Ecclesiae s. Petri ad Vincula; dunque il carme era posto sulla porta maggiore di detta che. Il De Rossi ha scoperto che il testo di questa epigrafe fu riprodotto in molte alte chiese, e recentemente un esemplare antichissimo è stato rinvenuto anche in una basilica della Numidia dedicata agli apostoli Pietro e Paolo, le quali chiese solevano essere consecrate con reliquie portate da Roma, massime con limature delle catene apostoliche.

 

La basilica fu presto costituita titolo presbiterale, benchè nei concilî romani tenuti sotto Simmaco, non si nomini alcun prete di quel titolo, la cui prima menzione è dei tempi di s. Gregorio, ove si ricorda un Andromaco prete del titolo di s. Eudossia. Fu riedificata nel secolo VIII da Adriano I, finchè nel secolo XV e XVI fu di nuovo quasi del tutto trasformata dai lavori di Sisto IV e di Giulio II che l' affidò ai canonici regolari lateranensi che tuttora l' hanno in custodia. Mantiene ancora in parte il suo tipo basilicale, benchè contraffatto delle goffe linee dell' architettura del più barocco e sguaiato dei secoli, il decimosesto. È divisa in tre navi sostituite da due ordini di 22 grosse colonne baccellate, due delle quali sono di granito e le altre di marmo greco con capitelli dorici assai ben conservati e di gusto squisito. Nel mezzo del pavimento eravi un' antica epigrafe di papa Giovanni II dell' anno 532 la quale è il monumento più antico ancora esistente in ordine a questa chiesa: rimossa quella preziosa lapide dal suo posto si legge ora nel muro a sinistra sotto l' organo.

 

Altro monumento antichissimo della nostra basilica è una imagine in musaico del martire s. Sebastiano, che è la più vetusta di quelle che si conoscano dopo quella del secolo IV che abbiamo nella cripta di s. Cecilia nel cimitero di s. Callisto. Nel nostro musaico il santo martire è effigiato barbato con sembianze senili; è opera dell' anno 680 e fu posto sopra un altare votivo eretto in questa chiesa in occasione di una pestilenza che spopolò la città in quell' anno: stava l' altare ai piedi della nave a mano sinistra, ma nel 1576 fu rimosso di là e trasferito dove ora si trova. Molte e preziose opere d' arte e storici ricordi si hanno in questa basilica, fra i quali ricorderò le tavole del Domenichino e del Guercino, ma sopratutto il notissimo maraviglioso Mosè di Michelangelo.

 

La tribuna fu dipinta dal Coppi, detto Giacomo del Meglio, in cui si vede il ritratto di Giulio Clovio, il celeberrimo canonico regolare maestro nel miniare i codici. Non è poi da dimenticare il sepolcro dei due fratelli Pollaiuolo Antonio e Pietro, i celebri artisti e fonditori di bronzo del secolo XV.

 

È in questa chiesa che furono creati due papi, cioè Giovanni II nel 532 e Gregorio VII nel 1074. Giuliano di Sangallo edificò presso la medesima il palazzo del titolare oggi trasformato ad uso di scuola per gli ingegneri. Anche il monastero è opera del Sangallo, e si vuole che il pozzo monumentale che sta nel mezzo del chiostro sia lavoro di Michelangelo, benchè altri lo attribuisca a Simone Mosca.

 

Nell' aprirsi il vano dell' ipogeo sotto l' altare di questa basilica nel 1876 si trovò un sarcofago cristiano del secolo IV internamente diviso in sette loculi. Era tradizione che ivi si venerassero le reliquie dei sette fratelli Maccabei, ma aperto il sarcofago se ne trovò la conferma poichè ivi si trovarono frammenti di ossa e strati di cenere fra le quali due lamine di piombo colle seguenti iscrizioni: IN HIS SEPTEM LOCUL — CONDITA SUNT OSSA — SA ET CINERE SCOR — SEPTEM FRATRUM MACHABAEOR ET AMBOR — PARENT EOR AC INV — MERABILIU ALIOR SANCTORUM — IN HIS LOCULIS SUNT RE — SIDUA OSSIU ET CINERU — SCOR SEPTEM FRATRU — MACHABAEOR PARENTU EOR. AC INNU — MERABILIUM ALIOR — SANCTORUM

 

Da Le chiese di Roma di Mariano Armellini 1891

Raccolta Internet de Le chiese di Bill Thayer

Raccolta foto Alvaro de Alvariis.

Incisione di Giuseppe Vasi

- Palazzo del Cardinale Giuliano Della Rovere, Papa Giulio II

Title: A collection of articles, injunctions, canons, orders, ordinances, and constitutions ecclesiastical; with other publick records of the Church of England, chiefly in the times of K. Edward VI., Q. Elizabeth, K. James, & K. Charles I

Identifier: collectionofarti00chur

Year: 1684 (1680s)

Authors: Church of England Sparrow, Anthony, 1612-1685 Great Britain. Laws, statutes, etc Church of England

Subjects: Church of England Church of England Ecclesiastical law

Publisher: London, Blanch Pawlet

  

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dodrina, 8c fide Chrifti abhorrentes, non docebunt: nee omni-no quicquam, quo impcrita multitudo, vel ad novitatis ftudi-um, vel ad contentionem inflammetur. Semper autem propo-nent ea, quse ad a?dificationem faciant ^ auditores ChriftianaConcordia, h charitate concilient. Refidentia. ABfentia Paftoris a dominico grege, ^ fecura ilia negligen-tia, quam videmus in multis, 8c deftitutiominifterii, eftres 8c in ie foeda, 8c odiofa in vulgus, h pernitiofaEcclefias Dei.Itaque hortamur omnesPaftores Ecclefiarum in domino Jefu, utquam-primum redeant ad Parcohias quique fuas, 8c diligenterdoceant Evangelium, dic pro fruftuum fuorum ratione alant fa-miliam, 8c hSfpitalitate juvent pauperes, ibique verfentur infingulos annos/non minus quam fexaginta dies. Fluralitas. J I On licebit cuiquam cujufcunq; fit gradus, aut ordinis, pluf-quamduo Ecclefiaftica beneficia obtinere eodem tempore.Neque cuiquam omnino licebit obtinere duo beneficia ; fi pluf- quam viginti lex milliariis diftinfta fint. Litdi

 

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c^* Ludimagiflri, Tatroni <^ Troprietdrii. z 5 p LudimagiJirL NOn licebit cuiquamdocere literas, & inflltuere pueros neepublice ill fchola, necprivaiimincujufquamxdibus, nifi~quern Epifcopus ejus dicecefeosapprobaverit, cuiqiiefub authen-tico figillo fuo docendi poteftatem fecerit. Hoc autem loco pri-mariam nobilitatem honoriscaufa excipimus. Epifcopus autemnullum Ludimagiftrum approbabit, nee illo munere dignumcenlebit, nifi quern (iio judicio dodum, & illo loco dignum in-yenerit, quemque de vita & moribus & imprimis de religione vi-derit piorum hominum teftimonio commendari. Ludimagiftri nuliam docebunt grammaticam, nifi earn quamIblam Regia Majeftas per omne regnum in omnibus fcholis legiiBandavit; nee alium latinum Catechifmum quam qui editus eftAnno. 1570, quern etiam Anglice redditum, pueros, qui La-tine nelciunt, docere volumus. Alios autem libros docebunt, unde Latini, Graecique fermo-nis copia & puritas addifci poffit, & eos imprimis qui ad notiti-a

  

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Title: Francisci Burmanni ... Synopsis theologiæ & speciatim oeconomiæ foederum Dei : ab initio sæculorum usque ad consummationem eorum ..

Identifier: francisciburmann02burm

Year: 1671 (1670s)

Authors: Burman, Frans, 1628-1679 John Adams Library (Boston Public Library) BRL Adams, John, 1735-1826, former owner

Subjects: Theology, Doctrinal -- History 17th century Theology

Publisher: Trajecti ad Rhenum : Apud Cornelium Jacobi Noenardum ...

  

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SYN- I N Cclcberrimi, Pietatc ac Doffrina infgniconfpicui V I R I D. Francisci Burmanni SynopfeosTbeologirf &? Oecoaomia Tcede-rum Deipartem alterarn. Eutriftefeclum! vulnushae-retvulneri. Codo, folo, faloque prefla,candidaPax exul errat flebilefque fert notas.Cunctis verendum Numen, in fcelus ruensHominum genus feveriore polliceFlagellat: atra nox furoris imniinet.Concufla tellus fpirat horrendam necem,Altafque turres & domos Mars obterit,Solum quevertit enfe,quod vertifoletVomere. Novas Bellona mortis invenitEt mille formas: fexus imbellis caditDulcifque proles militis manu impia.

 

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iT» Fames habendifacrarumpit foedera:HorrendaClaffis turbido mari incubat,Fufufque tranftris miles armatus fremit,Rabieque mutua ferox in vifceraFraternafxvit: prora proraejungitur, jInnoxiumque fanguinem Pontus bibit.Enorme cuncto caruit exemplo nefas.Sed fontica non hoc caretculpa malum.Hxc una. Coelum fecimus fatis nocens,Dum innoxias & ladleas fententiasAtro cruore fsepius transfcribimusFratremque frater obruit calumniis.Morofus hio> feveriorifque ingeniEmundtioris judicat fapientiaeLaciniam vetuftiorem quod fapit.Si quid recentius labore mafculoQuis mvenit, novitatis id totum arguit;Ipfe novus & cerebri mifer miferrimiServus, pilos plicafque inanes venditans.Lafcivientioris hic genii feraxCorrugat ad cun&um vetus nares fuas:Praeco fupercilii fui leviffimus.Quis ille mos i fe&anda fola veritas,Libranda res fuerit vetus, fuerit nova. Hoc Hocte ftupendadextraBURMANNl docet,Qui mafculam, ledlor! cupisfcientiam.Non illius ehartis inerrant fquallidaeLevefque curae,-

  

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Discoraum Tanzfläche mit DJ-Pult und Beamer

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Title: Sacrosancta concilia ad regiam editionem exacta quae nunc quarta parte prodit auctior

Identifier: gri_33125010892921

Year: 1671 (1670s)

Authors: Labbe, Philippe, 1607-1667 Cossart, Gabriel, 1615-1674 Josse, Georges, d. 1678 Catholic Church

Subjects: Councils and synods Councils and synods, Ecumenical

Publisher: Lutetiae Parisiorum : Impensis Societatis typographicae librorum ecclesiasticorum jussu regis constitutae

  

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SANCTI ATHANASII Α AD AMMON MONACHVM epiftola.

 

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Μ ν ι α quidem bonasuc &muda Deiopera.Nihil enim quod ufufuo careat , aut quodimroundum fic , Deiverbum condidit. NamChnfli bmus oior , utApoftoli verbis utamur,/«m«j. Ca:terumquia varia & multiplicia diaboli telasut,qiubusintegrioresetiam animos turbat:agc paucis , & ipfas mali fraudes,fer-vacoris ope, depellamus, fimpliciorum-que mencem confirraemus. Omnia qui-dem munda mundis, impurorum autem &Cc6fcientia,& omnia, turpia& faeda funt.Catterum diaboli artes nequeo non mira-ri, quilues&coriupcela cum fic, fanfti-tatis Sc puricatis fpecie plenas rationcsiubjicjat: acidpotiusutmfidietur, qitamut probet, facit. Ideo enim,ucantemo-nui, ifta auribus afcetarum infufurrat, qqua: nihil invitam important commodi,ied novitatis & nugarum plenas rationes,diligenterevitandas , afferunt : ut dumeos a confueto & falutariftudiorcvoca-rit, regnare folus , & rerum potiri vi-deatur. Qui enim,rogo te dilefteimprimis&pie,Conc. Gen. Tom. II, ^pniix. KALEVIM

  

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Eishockey Dresdner Eislöwen - Bundesliga 2008-09 - After Game Party 27.02.2009 - copyright Michael Söckneck 2009

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