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panorama réalisé avec 2 photos au grand angle 10mm

Fuciade con Pale di S. Martino.

 

Press L

"Eppure il vento soffia ancora

spruzza l'acqua alle navi sulla prora

e sussurra canzoni tra le foglie

bacia i fiori li bacia e non li coglie

 

eppure sfiora le campagne

accarezza sui fianchi le montagne

e scompiglia le donne fra i capelli

corre a gara in volo con gli uccelli "

Pierangelo Bertoli

  

Klausberg Valle Aurina

 

Press L!!

Il Sassolungo, detto anche Langkofel in lingua tedesca e Saslonch in ladino, è un gruppo montuoso tra la Val Gardena e la Val di Fassa. È uno dei gruppi più famosi e più belli delle Dolomiti ed il simbolo di tutta la Val Gardena. Alle sue pendici si disputano ogni anno le gare sciistiche di discesa libera e SuperG sulla pista Saslong con arrivo a Santa Cristina Valgardena (more at Wikipedia...).

 

© Enrico Boggia | View Large | Follow me w w w . b o g g i a . c h | t w i t t e r

Click, see in black!

 

Dal Monte Gennaio (zona Corno alle Scale) verso Est.

In "la fine è il mio inizio", il film su Tiziano Terzani con Bruno Ganz, questo è lo sfondo nelle scene girate sul crinale alla testata della valle di Orsigna. Nelle scene del film le nubi ricoprono cime e valli.

www.youtube.com/watch?v=7qEr1VXG33U&feature=related

Dal Rifugio Buffaire al Rif Ciampac - Canazei- Val di Fassa

Gruppo della Marmolada, Dolomiti orientali

Picture taken year 1980

Olympus OM1 - Zuiko 35 mm.

Kodak color slide 100 ASA Kodachrome

Click, see in black!

 

www.youtube.com/watch?v=wxiMrvDbq3s

 

Dal Monte Gennaio (a sud del Corno alle Scale) verso est.

In "la fine è il mio inizio", il film su Tiziano Terzani con Bruno Ganz, questo è lo sfondo nelle scene girate sul crinale alla testata della valle di Orsigna. Nelle scene del film le nubi ricoprono cime e valli.

www.youtube.com/watch?v=7qEr1VXG33U&feature=related

Colline maceratesi e inizio dell'Appennino Umbro Marchigiano

 

Italian landscape

  

"Scintillante di rocce e di ghiacci,il mondo affascinante delle cime è un catalizzatore. Suggerisce l'infinito ma non è l'infinito."

(Lucien Devies)

 

"That wonderful world of high mountains, dazzling in their rock and ice, acts as a catalyst. It suggests the infinite, but it is not the infinite."

(Lucien Devies)

"Fuciade", dal ladino "Fuciar" (ovvero l'impugnatura di legno della falce), è il luogo dove avviene la falcia dei prati. È in questo magnifico alpeggio a 1982 metri di altitudine, abbracciato dalle pendici del Passo San Pellegrino, che all'inizio degli anni '60 tre sacerdoti costruirono il Rifugio Fuciade.

Il Passo San Pellegrino collega i paesi di Moena (1.184 m), in val di Fassa, in provincia di Trento, e Falcade (1.297 m), nella valle del Biois, in provincia di Belluno.

Dal punto di vista orografico il passo San Pellegrino separa le Dolomiti di Gardena e di Fassa (a nord) dalle Dolomiti di Feltre e delle Pale di San Martino (a sud).

l'alba,

un momento bellissimo della giornata

il sole che nasce dona attimo dopo attimo

colori e paesaggi deliziosi

immersi ancora nel silenzio della notte

che presto romperà nella cacofonia dei rumori delle attività che riprendono

g

  

parole di dedica da Io Ci Provo...grazie Ale

"L'alba separa le tenebre dalla luce, e la mia volontà dal mio desiderio, O dolci stelle, è l'ora della morte... " A.B.

www.flickr.com/photos/io_c_provo/

Dal mio balcone

Non riesco a non fare click ogni volta che vedo il Monviso diventare rosa al sorgere del sole. In autunno e inverno è più facile perché l'alba arriva ad un'ora decente....

 

Per favore, non più di 10 inviti

 

Press L

 

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Sempre il lago del Brugneto

invaso artificiale che serve la rete idrica di Genova e Piacenza

la siccità di questi ultimi mesi ha fatto calare il livello di una 15na di metri

come si può vedere

Ho scattato scendendo sul fondo scoperto dell'invaso

una coltre di fanghiglia ricoperta di brina.

L'amico Eddy, compagno d'avventura, ci farà vedere le sue riprese.

g

 

consigliato in large & black

Pelmo:

Il Pelmo (Pélf in ladino) è una montagna delle Dolomiti bellunesi che raggiunge i 3.168 m s.l.m.

Si trova all'altezza del passo Staulanza, separando la Val di Zoldo, la Val Boite (Cadore) e Selva di Cadore con la sua Val Fiorentina.

La montagna è molto peculiare, perché si articola in due cime principali che sono il Pelmo vero e proprio, a nord, e il Pelmetto (2.990 m) a sud. Altra caratteristica della montagna si può riscontrare dal versante est dove, essendo in vista l'ampio circolo glaciale, appare simile ad un sedile, motivo per cui viene localmente soprannominato al Caregon de 'l Padreterno ("il Trono del Padreterno").

Alla sua base sorgono tre rifugi alpini: il Rifugio Venezia-Alba Maria De Luca (m 1.947, a est), il Rifugio Città di Fiume (m 1.918, a nord-ovest) e il Rifugio Passo Staulanza (m 1.766, a ovest).

Il monte Pelmo è noto anche dal punto di vista paleontologico: ai piedi del Pelmetto, a quota 2.050 m, non lontano dal rifugio Staulanza, è stato rinvenuto dal paleontologo Vittorino Cazzetta un masso con impronte di dinosauri, ora il calco è visibile nel nuovo museo civico di Selva di Cadore intitolato appunto a Vittorino Cazzetta.

Pelmo:

Il Pelmo (Pélf in ladino) è una montagna delle Dolomiti bellunesi che raggiunge i 3.168 m s.l.m.

Si trova all'altezza del passo Staulanza, separando la Val di Zoldo, la Val Boite (Cadore) e Selva di Cadore con la sua Val Fiorentina.

La montagna è molto peculiare, perché si articola in due cime principali che sono il Pelmo vero e proprio, a nord, e il Pelmetto (2.990 m) a sud. Altra caratteristica della montagna si può riscontrare dal versante est dove, essendo in vista l'ampio circolo glaciale, appare simile ad un sedile, motivo per cui viene localmente soprannominato al Caregon de 'l Padreterno ("il Trono del Padreterno").

Alla sua base sorgono tre rifugi alpini: il Rifugio Venezia-Alba Maria De Luca (m 1.947, a est), il Rifugio Città di Fiume (m 1.918, a nord-ovest) e il Rifugio Passo Staulanza (m 1.766, a ovest).

Il monte Pelmo è noto anche dal punto di vista paleontologico: ai piedi del Pelmetto, a quota 2.050 m, non lontano dal rifugio Staulanza, è stato rinvenuto dal paleontologo Vittorino Cazzetta un masso con impronte di dinosauri, ora il calco è visibile nel nuovo museo civico di Selva di Cadore intitolato appunto a Vittorino Cazzetta.

:copyright: Enrico Boggia - All rights reserved | Follow me w w w . b o g g i a . c h | t w i t t e r

© Enrico Boggia - All rights reserved | Follow me w w w . b o g g i a . c h | t w i t t e r

Il linguaggio degli alberi. (Foto Lino Cannizzaro).

 

Accade di camminare per le strade di città o nei sentieri di campagna e di montagna e fare incontri silenziosi difficili da dimenticare. Sono gli incontri con gli alberi che, nel grande libro della natura hanno un ruolo di primo piano. Gli alberi, infatti, pulsano nel segreto delle nostre vite, a patto che sappiamo osservarli, ascoltarli nel loro misterioso “essere”. Allora varrebbe la pena conoscerli per nome, analizzarne le metamorfosi, individuarne la simbologia, toccarli, annusarli (ognuno, come gli umani ha il proprio odore), perché sono portatori di saggezza, per evitare sfocature mentali oppure come semplice esperienza.

 

Un grande scrittore e pittore come Carlo Levi fece dei veri e propri “ritratti” degli alberi che lo circondavano nella sua villa di Alassio, in particolare ulivi e carrubi. Per Levi, gli alberi erano non solo esteticamente belli da rappresentare ma divennero col tempo i protagonisti della sua opera, in quanto li percepiva come esseri immersi nella palpitazione del mondo.

 

Allora fece nascere il carrubo-donna, il carrubo-mostro, il carrubo-inferno-paradiso e via alberando…

 

Così parla l’autore de Il Cristo si è fermato a Eboli: «Ritorno a questi tronchi contorti, rovesciati dal vento, pieni di antiche ferite, con la pelle grigia dei mostri arcaici, dove vivono funghi e insetti, erbe e licheni e gli uccelli nei nidi, e gli squarci del legno rossi di sangue vegetale simulano altre forme costellate di occhi». Gli artisti, i poeti, ci hanno sempre insegnato a vedere le cose, anche le più umili, le quali senza di loro passerebbero inosservate. Questo è il caso del poeta ligure Camillo Sbarbaro che diventò uno dei maggiori conoscitori di licheni di tutti i tempi.

 

C’è dunque un guardare che va oltre il semplice atto di guardare? C’è un modo di penetrare nelle cose o nelle forme che ci circondano con occhi nuovi, lavati, trasparenti? Se riuscissimo nell’esercizio di flânerie, in quel camminare come sorta di ozio creativo, che ha poco a che fare con la semplice camminata ecologica, ci ritroveremmo a compiere un’esperienza poetica che potrebbe rivelarsi come una sorta di re-invenzione dello sguardo e del reale.

 

Questo album antologico sarà continuamente aggiornato poiché il flâneur (Lino Cannizzaro) e la flâneuse (la scrivente) scoprono quasi ogni giorno (giorni di pioggia compresi) sentieri scoscesi, boscaglie, parchi, mulattiere con dinastie d’alberi e arbusti saggi e folli, simpatici e scontrosi. Senza contare le sorprese delle piante sottocasa. Perché strano a dirsi, spesso, taluni fiori o piante, bocche roventi d’amore “naturaliter” esistono incolumi, in giardinetti improbabili, laddove ringhiano bussolotti di spazzatura e carte unte di focaccia. Talaltri si fanno erba voglio contentandosi di cedere all’ora estiva, amoreggiando celati alla vista del curioso. La parola dei poeti si è unita alla fotografia (molti riconosceranno poeti già ospiti del Festival) e si fa udire, ben oltre la funzione emotiva, aperta a tutti i transiti vitali.

 

Viviane Ciampi

 

Fotografie di Lino Cannizzaro e Viviane Ciampi

 

Per i versi utilizzati nell’iniziativa “Il Linguaggio degli alberi” si ringraziano le Case Editrici:

 

Africa World Press, Anterem, Atelier, Autres Temps, Azimut, Bompiani, City Lights Italia, Costa & Nolan, Crocetti, De Ferrari, Einaudi, Empirìa, Estuaire, Feltrinelli, Flammarion, Fondazione Carlo Levi, Frassinelli, Gallimard, Garzanti, Genesi editrice, I Gherigli, Grandi Tascabili Newton, Issimo / Il Vertice, Kowalski, L’arbre à paroles, L’atelier des Brisants, Lanore, Le Castor Astral, Les Dossiers d’Aquitaine, Le Lettere, Le Mani, Leméac, Liberodiscrivere, LietoColle, Mondadori, Noroît, Pagine, POL, Rizzoli, San Marco dei Giustiniani, Scheiwiller, Unes, Viennepierre, Fili d'Aquilone, Internòs.

Oggi passeggiata in montagna in mezzo ai colori autunnali.....

Ho scattato qualche anno fa questa foto in Svizzera con la compatta Canon (no reflex). La qualità non è delle migliori ed il palo luce non è bello. Però mi piace lo scorcio ed il punto di ripresa.

Grazie.

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