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Aculepeira ceropegia

Il nome deriva dal latino aculeum, cioè aculeo, pungiglione, dal greco ἑπί, epì, cioè sopra e εῖρειν, èirein, cioè intrecciare, probabilmente perché tesse la ragnatela fra le punte delle foglie.

 

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Meriggiare pallido e assorto (Eugenio Montale)

 

Meriggiare pallido e assorto

presso un rovente muro d’orto,

ascoltare tra i pruni e gli sterpi

schiocchi di merli, frusci di serpi.

 

Nelle crepe del suolo o su la veccia

spiar le file di rosse formiche

ch’ora si rompono e ora si intrecciano

a sommo di minuscole biche.

 

Osservare tra frondi il palpitare

lontano di scaglie di mare

mentre si levano tremuli scricchi

di cicale dai calvi picchi.

 

E andando nel sole che abbaglia

sentire con triste meraviglia

com’è tutta la vita e il suo travaglio

in questo seguitare una muraglia

che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

  

..mani calde

hanno intrecciato trame dove il filo del pensiero,

e dell'amore

s'annoda!!!

  

due infelici

Che si inseguono, si intrecciano

Si sfuggono, che noia

  

Vicenza, la mia Città Amata, quella che mi riporta alla mente sia "La primavera" di Vivaldi, sia l' "Adagio for strings" di Barber. Dolore e dolcezza, gioia e malinconia, pace e dolore, pienezza e laceramento: sentimenti apparentemente paradossali e, invece, intimamente intrecciati tra di loro... È la storia della mia storia.

Gli intrecci secolari dei rami dei platani

Saccivi cu 'Ranni amuri i rizzi

'ntrizzavi cu manu Ferma i magghi,

parrannu ti scurdavi l'amarizzi ......Franco Ruggeri

 

Intrecciando con mano ferma le maglie....dimenticavi l'amarezza

silenzio che piove

piove, silenzio!

piove silenzio

mi cade negli

occhi

precipita

giù

a fondo

dritto

nel piccolo

lago nero

freddo di un

picco sperduto

sommerso di neve

cotone macchiato

una luce che

pulsa e si

spegne

una

luce che

sogna

mi

prende

mi

porta

con

se

e

su

e

su

insieme

nel

buio

nel

gelo

  

costretti e intrecciati

 

silenzio!

  

silenzio

che cade

 

e cade

 

e cade

 

e cade

 

e cade

 

e cade

 

tutto è sommerso

 

silenzio

EXPLORE:Sep 24,2012 #156

www.flickr.com/explore/interesting/2012/09/24/page16/

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La città di Bosa sorge nella valle del fiume Temo, il solo navigabile in Sardegna. La città è famosa per la lavorazione e l’esportazione del corallo, così come per la lavorazione dei tessuti, per i ricami di filet e per i cesti intrecciati in asfodelo.

Il paese è immerso nelle verdeggianti vallate della Planargia, zona particolarmente rinomata per la tradizione enogastronomica e per la qualità dell’olio e dei vini. Uno fra essi, la Malvasia, ha meritato anche il marchio DOC, e gli è stato dedicato un itinerario che parte da Bosa e raggiunge gli altri paesi produttori di questo vino, ossia Modolo, Magomadas, Suni e Flussio.

Per gli amanti del trekking e del birdwatching, è possibile ammirare lo spettacolo offerto dalla Riserva naturale di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu. Per gli amanti dello snorkeling, invece, è consigliata una visita al Parco Biomarino di Capo Marrargiu.

Il Castello dei Malaspina, sul colle di Serravalle, contiene al suo interno una chiesa, la Chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, che conserva affreschi della scuola catalana.

Nei pressi del paese si trova la spiaggia di Bosa Marina, che si è aggiudicata cinque vele nella Guida Blu di Legambiente. Dalla spiaggia si ammira la Torre del Porto dell'Isola Rossa, in stile aragonese.

cammino nella notte attraversando posti nuovi..

vedo strade e passanti che si intrecciano...

destini soffocati dal rumore che si sfiorano..

ma se attorno a noi tutte queste luci..

non fossero luci..??

se veramente non fosse qualcosa...ma qualcuno..??

noi ci spostiamo troppo veloci...

usiamo parole troppo violente..

e le nostre azioni non sempre sono buone...

ma loro sono sempre li...sempre...!!!!!

sempre pronte a darci un'indizio...

o a illuminarci la via....

e allora sono luci..o sono angeli..??

 

Starks...

 

A Pietrelcina si riscoprono anche gli intensi sapori e colori del Sannio, gustando i prodotti genuini di questa terra benedetta da Dio. Si trovano prodotti che testimoniano una lunga tradizione, simbolo di una terra e del suo popolo, espressione di artigianalità come il Torrone di Benevento. L'artigianato dolciario, una tra le attività più antiche del territorio, è stata basata sin da tempi remoti sull'impiego del miele. Il miele del Sannio beneventano nasce in condizioni ambientali particolarmente favorevoli in area montane e collinari della provincia sannita. Non sono da dimenticare altre eccellenti specialità del territorio, quali le produzioni da forno ed i taralli intrecciati, prodotti con metodi artigianali che conservano il gusto antico di un prodotto semplice e gustoso. Di elevato pregio artistico è la lavorazione della creta esercitata con maestria da tempo immemorabile, elemento integrante della storia della terra sannita, risalente al periodo medievale.

 

Sono qui in cerca di un'anima

Con cui dividere tutto quello che ho

Sono qui per trovare un riflesso

Che ti assomiglia un po' perché mi sento solo

Mi vedi qui che cerco pace nel cuore

Ma so soltanto come evitare l'amore

 

Sognerò cieli sereni

Mentre il vento soffia su di me

Fingerò di non pensarti

Mentre fingi di non voler più me

 

Guardaci siamo come due satelliti

Abbiam bisogno di gravitare vicini

Guardami perché siamo uguali

Lo sai che Buio e Luce sono figli del sole

 

Sognerò cieli sereni

Mentre il vento soffia su di me

Fingerò di non pensarti

Mentre fingi di non voler più me

 

Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome

Siamo due strade che s'intrecciano tu non puoi credere

Che la ragione debba dire questo cuore come guarire

 

Distrattamente sento la tua voce dire il mio nome

Siamo due strade che s'intrecciano tu non puoi credere

Che la ragione debba dire questo cuore come fare

Per non soffrire deve solo sognare sognare

 

Sognerò cieli sereni

Mentre il vento soffia su di me...

 

(Buio e Luce - La fame di Camilla)

E se le tue parole

 

fossero barche d'argento

 

per questo mare

 

questo mare

 

da attraversare

 

ed i tuoi sogni le vele

 

bianche

 

come nuvole nel sole

 

alle tue voglie

 

àncora

 

ancòra

 

intreccerei le mie dita

  

Cinzia Anna Rizzo

  

EXPLORE:JAN15,2013#260

www.flickr.com/photos/antonio_ciro/8383472007/in/explore-...

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La città di Bosa sorge nella valle del fiume Temo, il solo navigabile in Sardegna. La città è famosa per la lavorazione e l’esportazione del corallo, così come per la lavorazione dei tessuti, per i ricami di filet e per i cesti intrecciati in asfodelo.

Il paese è immerso nelle verdeggianti vallate della Planargia, zona particolarmente rinomata per la tradizione enogastronomica e per la qualità dell’olio e dei vini. Uno fra essi, la Malvasia, ha meritato anche il marchio DOC, e gli è stato dedicato un itinerario che parte da Bosa e raggiunge gli altri paesi produttori di questo vino, ossia Modolo, Magomadas, Suni e Flussio.

Per gli amanti del trekking e del birdwatching, è possibile ammirare lo spettacolo offerto dalla Riserva naturale di Badde Aggiosu, Marrargiu e Monte Mannu. Per gli amanti dello snorkeling, invece, è consigliata una visita al Parco Biomarino di Capo Marrargiu.

Il Castello dei Malaspina, sul colle di Serravalle, contiene al suo interno una chiesa, la Chiesa di Nostra Signora di Regnos Altos, che conserva affreschi della scuola catalana.

Nei pressi del paese si trova la spiaggia di Bosa Marina, che si è aggiudicata cinque vele nella Guida Blu di Legambiente. Dalla spiaggia si ammira la Torre del Porto dell'Isola Rossa, in stile aragonese.

 

The town of Bosa is situated in the Valley of the River Temo, the only navigable in Sardinia. The city is famous for the manufacture and export of coral, as well as for the processing of tissues for filet embroidery and woven baskets in Asphodel.

The village is nestled in the verdant valleys of Planargia, particularly renowned for its gastronomic traditions and for the quality of the oil and wines. One of them, Malvasia, deserved even the DOC, and the brand was dedicated an itinerary that departs from Bosa and reaches the other wine-producing countries, namely Malonzo, Magomadas, Suni and Flussio.

For hikers and bird watchers, it is possible to admire the spectacle offered by the Badde Aggiosu nature reserve, Marrargiu and Monte Mannu. For snorkelers, instead, it is recommended a visit to the marine ecology of Cape Marrargiu Park.

The castle of Malaspina, on colle di Serravalle, contains within it a church, the Church of Nostra Signora di Regnos Altos, which preserves frescoes of the Catalan school.

Near the village there is the beach of Bosa Marina, who has won five sails Legambiente blue Guide. From the beach you can admire the Torre del Port of Isola Rossa, aragonese style.

dal cielo, giù. Ma lentamente.

E si sovrappongono, si uniscono.

Si intrecciano. Forse uno tira l'altro.

Danzano, e scendono

dal cielo, giù.

«... cri... i... i... i... i... icch...» l'incrinatura

il ghiaccio rabescò, stridula e viva.

«A riva!» Ognuno guadagnò la riva

disertando la crosta malsicura.

«A riva! A riva!...» Un soffio di paura

disperse la brigata fuggitiva.

 

«Resta!» Ella chiuse il mio braccio conserto,

le sue dita intrecciò, vivi legami,

alle mie dita. «Resta, se tu m'ami!»

E sullo specchio subdolo e deserto

soli restammo, in largo volo aperto,

ebbri d'immensità, sordi ai richiami.

 

G.G., da "Il giovenile errore" 1907

Monastero di Santa Maria de Santes Creus

 

Una sontuosa Galleria del Chiostro anteriore.

 

Questa è l'ala nord del chiostro sulla quale si apre la sala capitolare.

Là in fondo c'è l'entrata della chiesa sormontata da un bellissimo gruppo scultoreo che non ho ripreso da vicino :(

Sotto potete vedere una galleria dell'altro chiostro, molto più austera

 

Il chiostro anteriore di Santes Creus è probabilmente il primo chiostro gotico della penisola spagnola. Le gallerie nord ed est furono cominciate nel 1303. Esse sono coperte con volte ad ogiva e grandi arcate con combinazione di rosoni a tre, quattro, e cinque lobi. Le gallerie sud ed ovest, costruite dal 1332 al 1341, sono anch’esse coperte con volte ad ogiva ma le arcate sono decorate da modanature che si intrecciano e si sviluppano con curve e controcurve nel miglior stile fiorito, in modo particolare nella più recente galleria ovest. I capitelli delle colonne sono abbondantemente decorati con motivi scultorei floreali, faunistici, araldici e mitologici.

 

(vedere altre foto seguenti nell'album per qualche dettaglio)

 

Explore 23 Gennaio 2013 # 78

 

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All rights reserved - Copyright © fotomie2009 - Nora Caracci

Di notte sogno che tu ed io siamo due piante che son cresciute insieme con radici intrecciate... e che tu conosci la terra e la pioggia come la mia bocca, perché di terra e di pioggia siamo fatti.

FLICKR è un GIOCO: competizione, lealtà, astuzia, divertimento, strategia, correttezza...

Ma senza gioco non si può vivere.

 

FLICKR è un TEATRO: ognuno recita la sua parte di una commedia umana in cui finzione e realtà si intrecciano continuamente con garbo e spietatezza. Ma in cui ognuno prima o poi si rivela per quello che è.

 

FLICKR è una GIOSTRA: velocissima e colorata, scintillante e malinconica, con il suo ritmo che è fuori del tempo reale.

 

FLICKR è una PIAZZA: ci si incontra, ci si scontra, ci si conosce, ci si studia, ci si associa, ci si intrattiene, ci si ritrova con amici, ci si dà appuntamento, si progetta...

 

FLICKR è una VETRINA: espone articoli di ogni genere, prezzo, qualità e valore. Non è vero che c'è solo consumismo a buon mercato. Spesso ci sono articoli di valore indiscutibile.

 

FLICKR è un VELENO: e come tutti i veleni può essere farmaco o pozione letale. Certi suoi meccanismi ( per esempio Explore) fanno impazzire alcuni e suscitano il sarcasmo di altri. Ma anche i veleni sono il sapore della vita.

 

FLICKR è OCCASIONE: è una piccola grande scuola di Fotografia, è un luogo comune per tanti, è l'opportunità per chi non saprebbe o non potrebbe mostrare i frutti della propria passione per un artigianato o un'arte.

 

FLICKR è MOLTE ALTRE COSE: aggiungetele voi, se volete.

  

Questa volta mettiamo una nostra foto che ciascuno di noi sceglie dallo stream dell'altro, come significativa e rappresentativa. Dopo qualche anno di frequentazione possiamo dire di essere davvero affezionati a FLICKR.

  

Questa è la ventitreesima foto di un progetto dal titolo 'Memorie e sogni', nato da uno scambio di idee e riflessioni tra Nene e Paolo.

Non so nemmeno io come proseguirà, ma ho accettato volentieri la sua proposta. Collaborazione, dialogo, 'sfida'...un progetto che cerca di riferirsi alla memoria, al sogno, all'esistenza....

www.flickr.com/groups/1156827@N21/

  

Sono gradite le visite anche alla foto di Nene. Ricordiamo che questo è un progetto ' a due mani', che è nato e che continua in un piacevole scambio e confronto. Perciò le due foto, sua e mia, non sono da considerarsi singole, ma unite tra loro da un intento comune.

 

Invitiamo anche a visitare le altre foto presenti nel gruppo, perchè si stanno già formando altre 'coppie' con lo stesso progetto.

 

 

Qui la foto di Nene: www.flickr.com/photos/nene56/

Intrecciati ai sogni, si colorano di tempo i miei ricordi.

  

© All rights reserved. Use without permission is illegal

claudioparente.interfree.it

 

Video di presentazione della mostra "percorsi di luce" di Claudio Parente - 2009

www.youtube.com/watch?v=9FFpPsdwdfg

Large On Black

 

Laos - Piana delle Giare

Fra i luoghi più enigmatici del Laos ci sono I campi dell'altopiano Xieng Khouang, nei dintorni di Phonsavan, letteralmente disseminati di grandi giare di pietra risalenti a circa 2000 anni fa. Si calcola che ve ne siano circa 3000 distribuite in 90 siti.

La loro funzione resta avvolta nel mistero Sono state avanzate diverse teorie in merito Si è ipotizzato che fossero dei sarcofagi oppure dei forni crematori o monumenti simbolici a seganalare una sepoltura. Alcuni sostengono invece che fossero vasi per la fermentazione del vino o per la conservazione del riso,... insomma non si è ancora arrivati ad una conclusione certa.

Oggi solo tre di questi siti sono stati quasi completamente sminati e sono aperti al pubblico. Il mistero delle giare si intreccia., infatti, a quello legato alla cosiddetta “guerra segreta” ad opera degli dagli Stati Uniti negli anni 60 e 70 che trasformò il Laos nel paese più bombardato della storia. Ad appena 50 km, infatti, si trova il confine con il Vietnam ed il famigerato “sentiero di Ho Chi Min” utilizzato dai Vietcong durante la guerra del Vietnam. Tutta questa zona è costellata di cumuli carbonizzati di bunker e crateri lasciati dalle bombe e tutto il paesaggio circostante è in gran parte arido e privo di vegetazione per gli effetti dei diserbanti utilizzati durante la guerra. Si calcola che i soli Stati Uniti eseguirono circa 580.000 missioni di bombardamento nel solo Laos durante la guerra, con una media di due tonnellate di esplosivo per ogni abitante. Circa il 30% di quegli ordigni è ancora inesploso.

  

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My stream : Tati@

 

Non usate le foto senza il mio permesso, tutti i diritti sono riservati

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Hai il diritto di pensare che mi sono presa gioco di te, che ti ho cercato in un momento di noia, che sono stata preda dell’eccitazione olimpica. Pensa quello che vuoi. Ma la verità è una rete fatta di tanti fili intrecciati, che sono le coincidenze, le occasioni mancate, l’impossibilità di ricrearle, e il filo più vistoso, quello che chiude la rete, è la necessità di non raccontare tutto, di tenere qualcosa per sé, di lasciare delle maglie di silenzio. (Margherita Oggero)

  

Cari amici, alcuni impegni professionali, di natura solidale, non mi consentono di commentare con continuità, le vostre immagini. Ringrazio coloro che, passando, lasceranno traccia.

Cordialmente simansi :-))

 

Ricordo al team e ai discenti che la strada del commento via e-mail, è sempre aperta, così da poter consentire anche esplicazioni riservate.

Nelle mie immagini, in molte circostanze, sono presenti persone riconoscibili. Se non ti è gradito, contattami e la rimuoverò.

 

Si prega di non utilizzare le mie immagini su siti web, blog o altri mezzi senza il mio permesso!

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SI CONSIGLIA LA VISIONE GRANDE E SU SFONDO NERO

 

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I’m Follet,

Parlare delle cose di ognuno.

Che compito difficile,

Poi penso a chi vorrebbe riscritto con la propria lingua.

Io non so perché, ma da quando ero bambino, mi chiamavano Follet, è un rigirare il dialetto comasco, quello che parlavano i miei, sarebbe : foűlett.

Anche una delle fate in flickr, ha compreso che è intraducibile in qualsiasi lingua anglosassone.

C’è qualcosa di simile in francese.

Ma il significato, ciò che è un folletto cambia.

Non sono un folletto di quelli veri e propri che derivano da cose e storie celtiche.

Sono un folletto nato da mie caratteristiche , un termine che forse sentì mia madre appiopparmi perché ero parecchio vivace.

O fu mia madre a darmelo e poi tutti di conseguenza…

Io so che mio nonno Giovanni aveva un berretto molto grande che copriva grandi orecchie. Seminava e raccoglieva… intrecciava ceste, raccoglieva mais e altri cereali.

Amava andare a funghi e tornava a casa con more e le fragole. Mi faceva da guida nei boschi, tagliava la legna, mi indicava ogni frutto e sapeva i nomi degli animali, mi faceva sentire i canti degli uccellini sui rami, non mi dava consigli mai, ma parlava di ogni cosa, quando avevo bisogno lui capiva prima che chiedessi. Mi piaceva molto, ho voluto imparare ad essere così, è per questo che sono un foll del non consiglio.

La nonna sferruzzava e preparava il pranzo, La polenta era ogni giorno sul fuoco ..

C’era nel cucinone un grande camino, quelli con le panche ai lati e il nonno raccontava storie.

Io ho provato a tradurre in inglese, ma è impossibile, il racconto dovrebbe essere meglio recepito in dialetto comasco, tipo così : ul me nonu Giuan el gheva un beret grandu che el cuergeva tuti i occ e i urecc… Che bello sarebbe…

Tutti i dialetti sono belli.

Anche la lingua celtica dei folletti è intraducibile in inglese.

I miei racconti nascono in italiano, qualche storia riprende l’atteggiamento dei folletti.

Diciamo che la loro indole è molto vivace, cercano di conservare l’oro del mondo, la fantasia.

Sono un folletto del non consiglio, conosco gli alberi, i boschi, le stelle, la luna, possiedo difetti inenarrabili e qualche pregio. Non voglio essere il migliore, poi non c’entra nulla con l’imparare altro.

Ho intuizioni piccole, qualche volta me ne servo per salvare situazioni.

Osservo, non do nulla per scontato, perché possono succedere cose diverse in differenti situazioni.

Nulla è probabile e tutto può essere. L’unica cosa è il “quando”, mai si può sapere quando.

Avrei voluto conoscerlo questo folletto, il Foll del QUANDO.

Il quando si nasconde, è più profondo della pentola degli gnomi che sta in fondo all’arcobaleno.

C’è chi vuole arrivare al “quando”, fa di tutto per conoscerlo, poi all’improvviso gli piomba addosso.

Succede, in un momento, lo lascia attonito, lo vede e quasi si spaventa. Pensa che è strano, eppure, lo avrebbe voluto prima, lo avrebbe rincorso ancora…

E’ lì, lo vede e si spaventa…

C’è una cosa che si sa, il quando non segue, arriva.

Un bacio ad ogni fata.

Foll

lago Titicaca, il lago navigabile più alto del mondo (si trova a 3812 metri di quota) ed uno dei più vasti: oltre 8000 km quadri, cioè 22 volte il lago di Garda o quasi metà mar Adriatico. Il lago è caratterizzato dalla ricca vegetazione di totoras: sono canne il cui cuore di balsa, legato ed intrecciato, serve a costruire barche ed addirittura vere e proprie isole gallegianti che reggono le capanne dove vivono i pochi discendenti dell'antica popolazione primitiva degli Uros.

Dall'altra parte del lago si trova la Bolivia e la città di La Paz, la capitale. Si può raggiungere in aliscafo da Puno lungo un suggestivo percorso che attraversa tutto il lago Titicaca.

La Vita non è uno spettacolo muto o in bianco e nero. È un arcobaleno inesauribile di colori, un concerto interminabile di rumori, un caos fantasmagorico di voci e di volti, di creature le cui azioni si intrecciano o si sovrappongono per tessere la catena di eventi che determinano il nostro personale destino. (Oriana Fallaci)

I rami dei platani intrecciati che si affacciano sul Tevere

Per "La Ladra Ricercata"

www.flickr.com/photos/jonellphoenix/

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è solo questione di tempo...

siamo quasi all'epico scontro...

forze smisurate che si incontrano...

poteri infiniti che si intrecciano...

chi ne uscira vincitore?...

nel frattempo il mondo rimane a guardare...

chiuso nel proprio silenzio surreale...

non resta solo che pregare...

l'esplosione ora è imminente...

Eileen preparati perchè ti sto venendo a cercare...!

 

Sylar...

aggiungeteli qui

ascoltateli qui

   

PER CHI FOSSE IN ZONA SABATO:::

www.facebook.com/event.php?eid=116813465088867

 

★ LE PAROLE AL VENTO ★

 

Il 24 settembre 2011 all’Auditorium Comunale di Feletto Umberto si terrà lo spettacolo “Le Parole al Vento”, serata di presentazione del nuovo disco dei Démodé e che vedrà la partecipazione delle danzatrici Costanza Brancolini e Alessia Degano, del gruppo di teatro performativo TeatroInAtrio, delle opere fotografiche di LianaFides Frappa e di alcuni trucchi di BaAbat&LouLouPois.

 

Danza, Teatro e Fotografia si intrecciano tessendo la trama di un viaggio fantastico scandito dalla musica Démodé. Un unico flusso espressivo composto da suono, movimento e immagine: un percorso emotivo per affidare le parole al vento e navigar per mondi interiori.

 

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MUSICA ⚓ Démodé

Francesco Zanon · Violino

Lucia Soramel · Clarinetto

Claudio Colaone · Sassofoni

Luca Laruina · Pianoforte

Carin Marzaro · Basso Elettrico

Alberto Zenarolla · Batteria

www.wearedemode.com

 

DANZA ⚓

Costanza Brancolini e Alessia Degano

kismet-a-c-e.blogspot.com/

 

TEATRO ⚓ TeatroInAtrio

Simone Daneluzzo, Rita Faorlin, Francesco Furlanis,

Caterina Lazzarin, Martina Manfredi, Erica Micalizzi,

Elena Stefanuto, Max Bazzana.

www.maxbazzana.it

 

FOTOGRAFIA ⚓

Liana Fides Frappa

www.lianafidesfrappa.com

 

ACCOGLIENZA ⚓

Ba Abat & Lou Lou Pois

baabat.louloupois@gmail.com

 

INFO info@wearedemode.com

 

progetto grafico kerin ⚓ www.enjoykerin.com

 

Contributo d'ingresso: 5€

 

- - - - - ✂- - - - - - - - - - - - - - - - - -

 

Sponsor Tecnico:

BIASIN STRUMENTI MUSICALI · www.biasin.com/

 

Media Partner:

ReddArmy · www.reddarmy.com/

Radio Onde Furlane · www.ondefurlane.eu/

 

In collaborazione con:

Vogrig · www.gubana.it/

La Nuova Base Editrice / La Panarie · www.lanuovabase.com/

Azienda Vitivinicola “Ronco dei Pini” · www.roncodeipini.it/

Kartell Flagship Store Udine · www.kartell.it/ · udine@kartellflag.com

Marina di Campo, aprile 2013

*

www.youtube.com/watch?v=JNsg9e-bnBE

*

Da un paio d'anni per fortuna c'è stato un risveglio di brontolii femminili colti, intelligenti, creativi, appassionati, impeccabili, sottoforma di saggi di successo [...]. In questo fervore di scrittura femminile molto terrena, che chiama in causa i poteri contemporanei, la politica, la televisione, la pubblicità, le escort e le ministre con il tacco a spillo, appare finalmente il personaggio più inaspettato, umano e celestiale, antico ed eterno, celebre e sconosciuto, mitico e universale, da imitare e inimitabile: la Madonna. [...] Ave Mary intreccia sapienza e ironia, Sacre Scritture e vita, non dando tregua a tutti gli errori che credenti chic e atei devoti hanno scritto e soprattutto diffuso attraverso la televisione.

Natalia Aspesi - la Repubblica

*

i meriti di questa foto sono tuttissimi di D.

*

Laggiu tra gli alberi,

Intrecciato coi rami in fior,

C'è un nido semplice

Come sogna il tuo cuor.

 

Vieni, c'è una strada nel bosco,

Il suo nome conosco,

Vuoi conoscerlo tu?

  

www.youtube.com/watch?v=v8hfGpRR5tY

 

"Ricco di fascino è il Castello di Gagliano Castelferrato, attorno al quale si intrecciano storia e leggenda. Antichi documenti fanno pensare che nelle sue corti si accampassero, nel 263 a.C., le milizie dei consoli Attilio Grasso e M. V. Massimo dopo la conquista di Aderno e di Centuripe. Citato da Cicerone in occasione del suo viaggio in Sicilia, il castello resistette a lungo agli assalti degli Arabi. Era infatti ben difeso, come scrive lo studioso Nicolò Brancatelli, da solide mura, da torri incavate nel vivo sasso, da dodici fossi e cisterne, diciassette spelonche e trenta aule. Interessanti gli ambienti ricavati nel sottosuolo roccioso con una straordinaria architettura, con canali di aerazione e di illuminazione. Lo stesso mobilio era ricavato nella roccia."

Quelli che abitualmente finiamo per considerare amici e amicizie in effetti sono soltanto conoscenze e buoni rapporti annodati per qualche circostanza o beneficio: sono questi che hanno collegato anime diverse. Nella vera amicizia, quella che intendo io, le anime si mescolano, si intrecciano, si confondono l’una con l’altra in un legame così stretto da annullare e far dimenticare la connessione che le ha unite. Se qualcuno volesse farmi dire perchè volevo bene a un amico, sento che potrei solo rispondere: perchè era lui, perchè ero io.

Michel de Montaigne

lui è il decano dei miliziani. La guardia scelta di S. Efisio.

 

Festa di S. Efisio una processione religiosa unica e che di anno in anno è sempre uguale e al tempo stesso sempre diversa e che potrebbe a giusto titolo essere inserita dall’Unesco tra il patrimonio immateriale dell’umanità.

 

L’intera Sardegna è strettamente legata alla devozione del Santo e ogni primo maggio sfilano in processione a Cagliari tutti i colori dell’isola con i costumi dei vari paesi partecipanti, ma anche le cosiddette “traccas” carri addobbati a festa trainati da buoi, all’interno dei quali sono esposti in mostra i prodotti più genuini della terra, dell’artigianato sardo ed i dolci messi in bella mostra nei cestini appositamente intrecciati e per finire sono presenti i cavalieri del Campidano di Cagliari nei costumi tradizionali del paese di provenienza oltre ai cavalieri cosiddetti “ miliziani “ che originariamente facevano parte della scorta armata al Santo guerriero quando dalla chiesetta del quartiere Stampace veniva portato in processione fino al luogo del martirio avvenuto a Nora ( località distante una trentina di chilometri da Cagliari ), in modo da evitare che vari assalti di predoni s’impadronissero dei gioielli del Santo o della statua stessa.

 

Poesia sull'inverno

di Haoi Huber

Tutto è neve

  

Nel cielo le nuvole giocano

si rincorrono

si intrecciano

si fondono

si abbracciano

diventano due nuvole grandi.

L’aria si riga di gocciole.

Piove.

D'incanto tanti fiocchi dal cielo

  

Nevica sul bosco

sugli alberi

sulla terra

Pian piano tutto si nasconde

e tutto è neve

tanta neve bianca, bianca, bianca.

 

Le giornate meravigliose,

il sole

gli arrivi

tu

io

noi.

"[...] Ma come vorrei che vi fosse la stessa cura in tutto. Che la segnaletica per giungervi non fosse "sparata" da mani incivili, che nessuno appiccasse incendi, che la gente fosse educata all'arte del bello. Quanto è brutto, specie in questo mese di agosto, dover assistere allo spettacolo deprimente dei sacchetti di rifiuti sbadatamente "dimenticati" tra gli alberi!

Il gusto del bello fa crescere, allarga gli orizzonti dei nostri giovani, educa al bene e al vero, secondo la triplice circolazione medioevale, dove il bello, il vero e il buono si intrecciano. Non c'è mai l'uno senza l'altro. Il bello, tuttavia, è il primo dei tre doni, la sua manifestazione. Perché apre al buono e fonda il vero.

Non per nulla, penso che, alla fine di tanti dibattiti, va sempre riproposta la tesi che il bello è la miglior forma di antimafia. [...]

Perchè un bosco curato parla da solo di un popolo che privilegia il bene comune. Un sentiero rispettato conduce sempre a vette di legalità. Gli alberi ripiantati invitano a subito a far rinascere la speranza in ogni cuore ferito dalla vita. Una segnaletica puntuale è un gesto di cortesia. Il sottobosco pulito invita alla sosta contemplativa del bello.

Il bosco così si fa maestro.

Perchè se il bosco è verde, il mare è blu!"

 

[tratto da un editoriale di Giancarlo Bregantini - vescovo - "Nel silenzio della foresta" - su "Il Quotidiano della Calabria" del 3 agosto 2008]

"Scrive Goethe nel Trattato sui colori che la luce e l'ombra sono intrecciate.

"Tutto ciò che è visibile al mondo lo è solamente grazie a una luce fatta di

ombre e a un'ombra fatta di luce". Metà del giorno è in ombra. L'uomo vive

l'altra metà della sua vita di notte. Da sempre. Fa parte del tempo, dalla

caducità delle cose."

  

Roberto Peregalli

"I luoghi e la polvere"

pag. 49

13.10.2012

 

"Ragnatela di sogni"

 

Come capelli d'argento

disegnati nel cielo

da mille ragnetti di stagione,

i sogni son trasportati dal vento

e sparsi come stelle nel cielo

si allontanano dalla ragione.

Come trame di rami

s'innalzano verso il sole,

lambendone il giallo riverbero,

intricandosi ai suoi gialli barlumi

e ardenti come raggi di sole,

aiutano a proseguir rettamente per il giusto sentiero.

Come riccioli di fumo

di giocose lucciole di cenere argentate

si levano in mulinelli evanescenti dal camino

e sospinti in su dalla leggera gravità,

i sogni dall'alto osservano in dentro il camino

del falò le lingue infuocate

della sferzante e graffiante realtà.

Come in una trama di ragno

i sogni si intrecciano in ragnatela,

traendo a sé chimere di un sogno sovrano

che verte ad attrarre la vita alla loro tela;

e pur se di finissimi fili fugaci di bava,

i sogni alimentano speranza

originando come il vulcano, lingue di lava,

per una evanescente sopravvivenza.

I sogni miei lì son tutti

in cima alla collina dentro 'la casetta,

focolare di famiglia e amici grati,

affinché dalla mera ragione sian protetti

e affinché possan prolificare

...e ché più della restringente realtà sian potenti.

  

Pino Palumbo

Tra la nostra anima e il nostro corpo ci sono tante piccole finestre, da lì, se sono aperte, passano le emozioni, se sono socchiuse filtrano appena, solo l'amore le può spalancare tutte insieme e di colpo, come una raffica di vento.

S.Tamaro

 

♪ ♫ ■ ♪ Contro vento - Malika Ayane

I

 

Giace fissando il cielo della mezzanotte, supina

su una vetta montana annuvolata; più sotto,

possono scorgersi terre lontane e tremolanti;

l’orrore e la bellezza sono in lei divini.

Sulle sue labbra e le palpebre sembra posarsi

la grazia come un’ombra, da cui splendono

livide e ardenti, che sotto si dibattono,

le agonie dell’angoscia e della morte.

 

II

 

Pure è meno l’orrore che la grazia a volgere

in una dura pietra lo spirito di colui che osserva,

là dove i lineamenti di quella morta faccia

sono scolpiti, finché tutti i caratteri si mutano

a diventare lei stessa, e perfino il pensiero li smarrisce;

è il melodioso colore della bellezza, gettato

attraverso le tenebre e il bagliore della pena,

che fa umana e armoniosa l’impressione.

 

III

 

E dal suo capo sorgono, come da un unico corpo,

pari all’erba che spunta da un’umida roccia,

chiome che sono vipere, si torcono, fluiscono,

intrecciano i lunghi grovigli fra loro,

e infiniti viluppi mostrano uno splendore di metallo

quasi a irridere la morte e le torture intime,

e con le loro mandibole scheggiate

segano l’aria solida. E da una pietra accanto

 

IV

 

un velenoso ramarro scruta ozioso quegli occhi di gorgone,

mentre nell’aria, attonito, un pipistrello orrendo

è svolazzato con folle sorpresa da quella caverna

dove la luce spaventosa era entrata violenta,

e si precipita come farfalla notturna

dietro una fiaccola; e il cielo della mezzanotte

ondeggia balenando, una luce assai più terrificante

di quanto non lo sia l’oscurità.

 

V

 

È la grazia tempestosa del terrore; poiché dalle serpi

lampeggia un bagliore di rame, attizzato

in quegli avvolgimenti inestricabili, che muove

attorno un vapore vibrante dell’aria, e lo rende

un sempre mutevole specchio di tutta la bellezza

e di tutto il terrore di quel capo: il volto d’una donna

di chiome serpentine che nella morte fissa gli occhi al cielo

dall’alto dell’umide rocce.

 

(Sulla Medusa di Leonardo da Vinci nella galleria fiorentina -

Percy Bysshe Shelley)

"Le nubi, che in questa sacca si ammassano, e presto ammantano le immense rupi e si accavallano e intrecciano a formare un crepuscolo desolato impenetrabile, e qua e là si fendono lasciando intravedere come da una finestra il monte, infondono uno stato di malinconia ..."

(Goethe)

Quello a sinistra sta parlando all'altro, e dice :

 

" ascolta, vedi come sta fotografando ... vieni quì vicino , mettiamoci vicini e vedrai che viene a fotografarci vicino, è quello che vuole non vedi?

 

E l'altro fa proprio così :

"ecco , sono vicino a te ... vediamo cosa fa!"

 

Cosa ho pensato io : appena li ho visti così ... non ci potevo credere, e capivo che lo facevano per me, non mi sbaglio, lo hanno fatto perchè io mi avvicinassi.

Quindi ho scattato foto certo, ma poi li ho accarezzati !!!

E' stato bellissimo, una sensazione stupenda ed emozionante ... chiudevano gli occhi mentre li accarezzavo :-))

E la mamma dov'era?

Ma lei si era allontanata un pò però stava osservando e la vedevo contenta di questo avvicinamento, di queste coccole ai suoi figli :-))

*

Dove può l’uomo nel mondo intero trovare nobiltà senza orgoglio,

amicizia senza invidia,

bellezza senza vanità?

Qui, dove la grazia è intrecciata di muscoli, e la forza è costretta dalla gentilezza,

Egli serve senza servilismo, combatte senza inimicizie.

Non c’è niente al mondo di più potente, niente di meno violento, niente di più veloce, niente di più paziente.

(Ronald Duncan)

 

****

 

The one on the left is talking to the other, and he says:

 

"listen, see how she is photographing ... come here close, let's get close and you'll see that she comes to take a picture of us close, that's what she wants you do not see?

 

And the other just does that:

"Here, I'm near you ... let's see what she does!"

 

What I thought: as soon as I saw them like this ... I could not believe it, and I understood that they did it for me, I'm not mistaken, they did it for me to approach.

So I took some pictures, but then I cuddled them !!!

It was beautiful, a wonderful and exciting feeling ... they closed their eyes while I cuddled them :-))

 

And where was the mother?

But she had moved away a little still was watching and she was happy with this approach, these cuddles to her children :-))

*

Where can man in the whole world find nobility without pride,

friendship without envy,

beauty without vanity?

Here, where grace is intertwined with muscles, and strength is forced by kindness,

He serves without servility, fights without enmities.

There is nothing in the world more powerful, no less violent, nothing faster, nothing more patient.

(Ronald Duncan)

Regalo 6 preset di mia creazione" Vintage Look" per Lightroom, se siete interessati richiedete il link per il download tramite flickr mail ; )

 

I give 6 free presets created by me, "Vintage Look" for Lightroom, if you're interested, ask the link for download, via flickr mail. ; )

Antichi Mestieri:L'arte antica dell’intreccio per la creazione di ceste e panieri, per riscoprire il gusto del lavoro manuale e il senso di soddisfazione derivante dall’attività creativa. Una volta non c’ erano le automobili o gli autocarri, e generalmente, specialmente in montagna, tutto veniva trasportato a dorso di un mulo oppure caricato sulle proprie spalle. I recipienti usati per trasportare le varie masserizie erano fatti in vimini dalle abili mani del cestaio. Gerle per portare il fieno prendevano forma, nei freddi giorni invernali, dal paziente lavoro del cestaio. Il materiale usato doveva essere molto flessibile; i rami più adatti erano i rami di salice oppure quelli di nocciola. Dopo essere rimasti a bagno per alcune ore i rami venivano scortecciati e quindi erano pronti per essere utilizzati nel lento intreccio che dava forma ai vari contenitori. Durante le gelide giornate invernali, nel calduccio delle stalle, gli uomini di montagna riparavano o costruivano i vari recipienti in vimini. Il lavoro del cestaio, dicono i Padri della Chiesa, ricorda il misterioso disegno di Dio sulla vita di ognuno di noi. Dio raccoglie i rami secchi del mio “apparente” fallimento e li intreccia lentamente seguendo un ordine e una logica a noi sconosciuta. I rami più “efficienti”, quelli che potrebbero riempirmi di orgoglio, vengono accantonati per lasciare il posto a quelli più sottili, più umili, ma per questo, più flessibili. Come il cestaio anche Dio lavora nel nascondimento, nelle fredde giornate del mio egoismo, al calduccio di una misera stalla. Nessuno lo vede, ma Lui è sempre al lavoro. Taglia, scorza, immerge nell’acqua dell’ “antica tinozza”, intreccia, smussa. Ecco la piccola cesta della mia vita, poca cosa agli occhi degli uomini, ma preziosa agli occhi di Dio.

mai semplice, mai libero, rovi intrecciati a nascondere l'orizzonte

un decisivo e faticoso colpo d'ali è necessario per evitarli e conquistare il cielo...

... ali a volte stanche, pesanti... ma ancora tese

 

vedile in nero:

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