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Pisa Cathedral in the Piazza dei Miracoli in Pisa is one of the views from the top of the Tower of Pisa. As the tower is tilted, the horizon will be tilted.

 

The Leaning Tower of Pisa or simply the Tower of Pisa is the campanile, or freestanding bell tower, of the cathedral of the Italian city of Pisa, known worldwide for its nearly four-degree lean, the result of an unstable foundation. The tower is situated behind the Pisa Cathedral and is the third-oldest structure in the city's Cathedral Square (Piazza del Duomo), after the cathedral and the Pisa Baptistry.

 

The height of the tower is 55.86 metres (183.27 feet) from the ground on the low side and 56.67 metres (185.93 feet) on the high side. The width of the walls at the base is 2.44 m (8 ft 0.06 in). Its weight is estimated at 14,500 metric tons (16,000 short tons). The tower has 296 or 294 steps; the seventh floor has two fewer steps on the north-facing staircase.

 

The tower began to lean during construction in the 12th century, due to soft ground which could not properly support the structure's weight, and it worsened through the completion of construction in the 14th century. By 1990 the tilt had reached 5.5 degrees. The structure was stabilized by remedial work between 1993 and 2001, which reduced the tilt to 3.97 degrees.

Angelo Caduto, 2012, Igor Mitoraj.

 

Fallen Angel.

Anjo Caído.

 

Pisa ends up being known for its iconic leaning tower - an injustice to the entire Romanesque architectural ensemble of which it is part, the piazza dei Miracoli.

 

Other monuments of the square, such as the duomo and the baptistery, are also in varying degrees of sinking and inclination due to the sandy soil structure.

les dejo una canción hermosa para el día de hoy de unos murcianos:

Funambulista-->Hecho con tus Sueños 2014

 

.Gracias

Iglesia de Castro, por fuera (campanario) Chiloé.

Una delle cascate più spettacolari della Sardegna, tanto da essere decantata da Gabriele D'Annunzio​ in un sonetto composto in occasione di una sua visita nell’Isola nel 1882.

S​a Spendula,​ nome della località che la ospita, significa appunto ‘la cascata’: è l’improvvisa caduta del rio Coxinas​, che prende origine dalle punte Santu Miali (nel suggestivo parco del monte Linas), in tre salti consecutivi per un’altezza massima di 60 metri di dislivello. Le acque formano tre piscine naturali in altrettanti punti di caduta e confluiscono in una gola di particolare pregio naturalistico, dominata da una guglia granitica, detta Campanas de Sisinni Conti.

www.sardegnaturismo.it

Una delle cascate più spettacolari della Sardegna, tanto da essere decantata da Gabriele D'Annunzio​ in un sonetto composto in occasione di una sua visita nell’Isola nel 1882.

S​a Spendula,​ nome della località che la ospita, significa appunto ‘la cascata’: è l’improvvisa caduta del rio Coxinas​, che prende origine dalle punte Santu Miali (nel suggestivo parco del monte Linas), in tre salti consecutivi per un’altezza massima di 60 metri di dislivello. Le acque formano tre piscine naturali in altrettanti punti di caduta e confluiscono in una gola di particolare pregio naturalistico, dominata da una guglia granitica, detta Campanas de Sisinni Conti.

www.sardegnaturismo.it

Salimos de casa, rumbo a ninguna parte, con los pies pesados y las mentes ligeras, con ganas de encontrar algo que concluya el día. Por la vereda de la cañada nos despabilan un par de campanasos, un ruido a cobre o bronce (que se yo...) fracturado que se olvido de la armonía.

 

Córdoba (Octubre)

 

karimayame.tumblr.com/

Siena - dall'Oratorio della Contrada del Leocorno - click to enlarge

© All of my photographs are Copyrighted and All Rights Reserved.

They may not be used or reproduced in any way without my explicit written permission.

Originariamente era sormontata da una sfera di rame, che precipitò nel 1365 a causa di un terremoto. I cristiani sostituirono la sfera con una croce e una campana. Successivamente, nel XVI secolo, l'architetto Hernán Ruiz disegnò un ampliamento, la sezione delle campane ("el cuerpo de campanas") per convertire il minareto in una torre campanaria[2] In cima pose una statua rappresentante la fede.

La statua misura 4 m in altezza (7 m con il piedistallo) ed è stata posta in situ nel 1568. Essa in origine, era chiamata Giralda perché girava al mutare del vento. Con il passare del tempo il nome passò a designare la torre nel suo complesso, mentre la statua prese il nome di Giraldillo.

Questa foto è dedicata a lei, con mille parole non espresse e con un infinito non esprimibile a parole, che appartiene soltanto a noi due.

 

In the city of Teresa: this photo is for her, with thousand non express words and with an endless not expressible to words, what it belongs only to us.

 

Valencia.

Omaggio alla poetessa Leonor Perales Escalante:

"Me dijeron hermosa,

cuando ya no lo era,

cuando ya se perdiera

en mi, toda ilusion.

De repente, en mi alma,

volvio la primavera

y sonaron campanas,

dentro del corazon.

 

Y me mire al espejo,

donde el mayor reflejo, sin ningun miramiento,

te dice la verdad.

Volvi a incontrarme hermosa,

si a alguien le pareciera,

y en una primavera,

volvio mi realidad.

Ya no pueden herirme, desprecio, humillaciones,

o pasar simplemente

sin firme caminar.

Porque alguien me dijo

que me encontraba hermosa,

para me fue un regalo

que no podrè olvidar.

 

Esto pasò en Vallada

la tierra portentosa, en un dia de fiesta,

que nunca olvidare,

que sono en mis oidos, la frase generosa,

que fuera para mi,

porque como a una rosa, me dijeron hermosa,

 

y yo...me lo crei".

(Me dijeron hermosa, da "Poemas")

 

"Dissero che ero bella

quando non l'ero più

che già si era perduta

ogni illusione in me.

Subito nel mio cuore

tornò la primavera

suonarono campane

dentro l'anima mia.

 

E mi guardai allo specchio

dove ciò che è riflesso

senza rispetto alcuno

dice la verità.

Tornai a trovarmi bella

se lo ero per qualcuno

ed in una primavera

cambiò la mia realtà.

Non possono ferirmi

disprezzo e umiliazioni

o mi sorpasseranno

senza fermarsi più.

Perché qualcuno disse

che mi trovava bella

e per me fu un regalo

che più non scorderò.

 

Questo accadde a Vallada

la terra portentosa

in un giorno di festa,

che mai non scorderò

quando sentii per prima

la frase generosa

detta solo per me

perché come una rosa

dissero che ero bella

 

ed io...l'ho creduto".

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They may not be used or reproduced in any way without my explicit written permission.

Author: Bellori, Giovanni Pietro

Le Vite De' Pittori, Scultori Ed Architetti Moderni: Co' Loro Ritratti Al Naturale — Rom, 1728

Francesco De Grado (Naples, active 1694-1730) was an Italian engraver.

 

Biography

He engraved a work by Raffaele Maria Filamondo, titled Il genio bellicoso di Naples: memorie istoriche di alcuni capitani celeberi napoletani, published in Naples in 1694 with designs by Filippo Schor, son of the famous engraver Johann Paul Schor. Also De Grado illustrated Veduta della macchina di foco artificialle fatta erigere per lo giorno di San Carlo with designs by Michelangelo De Balsio. He engraved illustrations of the macchine della Cuccagna (see Greasy pole or Cockaigne), used in the celebration held in Naples in honor of the Emperor of Spain on November 4, 1729. This text was edited by Francesco Riccardi in 1734 with designs by Cristoforo Rossi and Domenico Antonio Vaccaro. His two sons Angelo and Bartolomeo, as well as Bartolomeo's son Filippo, were also engravers.

 

Cirillo made designs engraved by De Grado for the Archeologist Alessio Simmaco Mazzocchi's text: In mutilum Campani ampitheatri titulum aliasque nonnullas Campanas inscriptiones Commetarius, published in Naples in 1727, and including a depiction of a Roman amphitheater in Capua.

 

Angelo and Bartolomeo and the latter's son Filippo were also engravers.

 

Annibale Carracci (Bologna, 3 novembre 1560 – Roma, 15 luglio 1609) è stato un pittore italiano.

 

In antitesi con gli esiti ormai sterili del tardomanierismo, si propose il recupero della grande tradizione della pittura italiana del Cinquecento, riuscendo in un’originale sintesi delle molteplici scuole del nostro rinascimento maturo: Raffaello, Michelangelo, Correggio, Tiziano e il Veronese sono tutti autori che ebbero notevole influsso sull’opera del Carracci. La riproposizione e, al tempo stesso la modernizzazione, di questa grande tradizione, unitamente al ritorno dell’imitazione del vero, sono i fondamenti della sua arte. Con Caravaggio e Rubens, pose le basi per la nascita della pittura barocca, di cui fu uno dei padri nobili[2].

 

Di fondamentale importanza nello sviluppo della sua carriera furono i rapporti con il cugino Ludovico e il fratello Agostino – entrambi dotatissimi pittori – con i quali, agli esordi, tenne bottega comune e con cui collaborò, a più riprese, anche in seguito.

it.wikipedia.org/wiki/Annibale_Carracci

A Roma c'è una zona che tutti chiamano 'il Sogno'. Non ne sapevo niente. Deve essere una cosa che sanno solo quelli che ci abitano vicino. E' vicino a viale Londra, un'altra zona che tutti - tranne me - conoscono come Roma 70. Lì un pezzo di parco dell'Appia Antica ha deciso di sfidare il cemento della città. Il verde si infila dappertutto. Una signora mi ha detto che, tempo permettendo, si può arrivare camminando camminando fino in un punto di parco dove ci si fanno le immersioni. Proprio le immersioni, in specie di grotte che dovrebbero trovarsi proprio vicino a via di Grotta Perfetta. La cosa mi sorprende. Penso sia una cosa bella da sapere. Diciamo che è il mio regale di Natale per chi leggerà queste righe. Anche se io e il Natale non andiamo poi così d'accordo.

 

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No es cierto que los caminos

se cierran al caminante

que quien camina adelante

va inventando su destino

envejece bien el vino cultivado con esmero

y un corazòn verdadero

conserva lo màs valioso

defiende lo màs hermoso de su verso clandestino

No es cierto que no hay futuro

porque el que siembra esperanza

cosecha siempre enseñanza

para derribar los muros.

hasta en los tiempos màs duros

el canto nos acompaña

por eso nunca se empaña la voz del cantor sincero

pues su verso justiciero es un batir de campanas.

No es cierto que no haya gente

que mantenga un compromiso

y piense sin pedir permiso

y actùe en forma decente

no triunfa el indiferente

no se impone el solitario

sòlo quien es solidario construye mundos posibles

ninguno es imprescindible

todos somos necesarios.

 

Concierto de Allegretto en Ures. Erik Martínez, Fernando Serrano, Marco Encinas, Yael Jimenez, Rocío Terán, Hildelisa Hangis y Nadia Lamadrid

"Cercate di capire il nostro passato, fate domande sulle antiche pietre, sulla gente che le ha costruite e non capite il loro mistero. Bene adesso vi dico una cosa: siamo noi quel passato. Dovete capire noi prima di capire loro".

A memoria ricordo di aver letto qualcosa del genere. Erano le parole di un vecchio saggio dell'isola di Pasqua a un archeologo.

Domenica ho fatto una piccola escursione primaverile con amici.

Un posto remoto del Supramonte di Dorgali. Una cresta talmente inaccessibile da rendere necessarie corde e imbracature per poterla "violare". Almeno per noi "civili" poco avvezzi a quello che per qualcuno era come fare le scale di casa. Più o meno 3000 anni fa. Ebbene, su quel "monticheddu", proteso su 150 metri di vuoto, il popolo dei nostri antenati dell'età del ferro sorvegliava la principale via d'accesso dalla Codula di luna ai Supramontes. L'unica barriera che impediva al nemico saraceno di passare indisturbato per "bacu Sarachinu", e fare razzia delle piccole comunità disseminate per i pascoli di Ghivine e Suttaterra.

Monticheddu as campaneddas, dove forse il nome è una dedica al rintocco delle campanelle d'allarme, dove la vita si consumava in pochi metri quadri, una decina di capanne appoggiate sul nudo calcare. Vedette sacre, dalla cui attenzione dipendevano le sorti di più comunità. Guardavo quei pezzi di ginepro, ancora appoggiati in alcuni punti per aiutare la risalita, e pensavo che probabilmente erano gli stessi usati da loro, dalle vedette sacre.

In cima le capanne, casa, tempio, dispensa, tutto in pochi metri quadri. Il ritmo di una vita da eremiti, la paura dei fulmini, venerati e temuti, le notti fredde ad ascoltare rumori in mezzo al vento.

Il grido e la vista dell'aquila ad aiutarti, e quella roccia, quasi un totem, a segnare l'accesso alla via.

Un totem a forma di becco d'aquila.

 

Si ha bisogno di capirsi... a volte. Si ha bisogno di trovare radici. E vedendo certi luoghi il senso di continuità con ciò che si è stati ci pervade, ed un sorriso, sardonico, ti disegna il volto. Il disegno di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che sarà appare veloce;

un barlume di consapevolezza, rapido a scappare come il soffio del vento. E resta la sensazione che passavamo sulla terra leggeri e che siamo sempre lì, appesi alla roccia de sas campaneddas, ad aspettare il saraceno e venerare i fulmini.

 

A. Spanu

La casa del Carrillón.

 

QUÉ ES UN CARILLÓN?

El carillón es un instrumento musical que consiste en campanas fundidas en bronce, en forma de copa, que han sido afinadas con precisión, de manera tal que pueden tañirse en conjunto para producir un efecto armonioso. Las campanas del carillón cuelgan fijas; sólo se mueven los badajos. El badajo de cada campana está unido por cables y otros sistemas de articulación al mecanismo donde se ejecuta, llamado consola.

   

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