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Piazza Missori non è sicuramente una delle perle di Milano; da sempre il brutto anatroccolo delle piazze cittadine, nonostante la sua centralità e la vicinanza con il Duomo, attende con ansia un intervento che la possa salvare dal grigio degrado che la caratterizza, e che la rende un anonimo crocevia.

 

Tra le sorprese che la piazza può in ogni caso riservare, la più degna di nota è quello che rimane della Chiesa di San Giovanni in Conca. Chiesa romanica del IV secolo, la sua fortuna fu alterna: distrutta già nel dodicesimo secolo e poi ricostruita, venne sconsacrata durante l’occupazione francese nel XVIII° secolo. Nel 1879 venne “accorciata” per fare spazio all’apertura di Via Mazzini, e nel 1949 è stata ”quasi” totalmente distrutta.

Un “quasi” non solo dovuto al tratto del muro dell’abside scampato alla demolizione ed ancora ben visibile, ma per due ben più interessanti motivi: il primo, è che è ancora possibile, grazie ai volontari del Touring Club Italiano, visitarne la cripta (dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00 e il sabato dalle 14.30 alle 18.30). Il secondo, è che la facciata della chiesa, che era stata acquistata a fine Ottocento dai Valdesi, è stata “smontata” e ricostruita ad uso del Tempio Valdese, sito in Via Francesco Sforza. Una curiosa opera di trapianto per un edificio che, evidentemente, non vuol essere dimenticato con facilità.

 

by Stefano Barazza

no rules, no limitations, no boundaries it's like an art

All Rights Reserved by ajpsc

 

Yūrakuchō provides a glimpse of Japanese life from the early postwar period, with its many izakaya (Japanese-style bars, denoted by their red lanterns known as akachochin) and outdoor yakitori restaurants ('yakitoriya'), many of which are located under the train tracks serving Tokyo's JR Yamanote Line. Because of its many traditional Japanese-style eating establishments, as well as its location on the Yamanote Line with easy access to Tokyo Station, Yūrakuchō is a favorite drinking spot for businessmen on their way home from work.

From Wikipedia

Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

Per saperne di più:

it.wikipedia.org/wiki/Parco_Sempione_(Milano)

 

Bagni Misteriosi di De Chirico

La fontana senz'acqua Bagni Misteriosi di De Chirico è la più importante scultura realizzata dall'artista nell'ultimo periodo. Inaugurata nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte-Città a cura di Giulio Macchi per la 15° edizione della Triennale di Milano è tuttora visibile all'interno del Parco Sempione nella sua collocazione originale. A causa del degrado provocato dagli agenti atmosferici non è possibile una fruizione integrale dell'opera. Fu eseguita nei laboratori MARGRAF di Vicenza e donata alla città da Paolo Marzotto. Nella sua forma originaria comprendeva sette elementi: due Bagnanti, un Cigno, una semisfera colorata a spicchi che rappresenta una Palla, una Cabina eretta su palafitte, un Trampolino del tutto simile alle palafitte della Cabina e una Roccia di pietra di Vicenza. Il fondo della vasca di forma curvilinea era dipinto con una trama simile al parquet per simulare il fluire delle onde. La pittura che ricopriva gran parte delle sculture è stata completamente scolorita dagli agenti atmosferici e i due bagnanti sono stati rimossi e protetti perchè ritenuti le parti più fragili. Si tratta di due figure maschili rappresentate dalla vita in su. La prima rivolta verso est ha il volto leggermente ruotato e sembra accennare a una bracciata con un movimento solenne. La seconda ha le braccia adiacenti al tronco e le mani immerse nell'acqua. Orientata verso ovest guarda la prima. È interessante notare la sproporzione esistente tra i Bagnanti che risultano di dimensioni quasi ciclopiche e la Cabina e il Trampolino, le cui misure corrispondono a quelle dell'uomo. È importante guardare l'opera nel suo contesto in quanto si relaziona ottimamente con il parco e con il Palazzo Della Triennale. Attorno allo stesso soggetto l'artista realizzò dopo il 1930 diversi quadri intitolati anch'essi "Bagni Misteriosi".

Per saperne di più:

www.100milano.com/acqua/128.html

www.aftersix.it/2010/03/i-bagni-misteriosi-di-giorgio-de-...

www.libero-news.it/news/329957/_I_Bagni_Misteriosi__di_De...

www.ilgiornale.it/cultura/milano_torna_de_chirico_con_i_b...

 

Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

Per saperne di più:

it.wikipedia.org/wiki/Parco_Sempione_(Milano)

 

Bagni Misteriosi di De Chirico

La fontana senz'acqua Bagni Misteriosi di De Chirico è la più importante scultura realizzata dall'artista nell'ultimo periodo. Inaugurata nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte-Città a cura di Giulio Macchi per la 15° edizione della Triennale di Milano è tuttora visibile all'interno del Parco Sempione nella sua collocazione originale. A causa del degrado provocato dagli agenti atmosferici non è possibile una fruizione integrale dell'opera. Fu eseguita nei laboratori MARGRAF di Vicenza e donata alla città da Paolo Marzotto. Nella sua forma originaria comprendeva sette elementi: due Bagnanti, un Cigno, una semisfera colorata a spicchi che rappresenta una Palla, una Cabina eretta su palafitte, un Trampolino del tutto simile alle palafitte della Cabina e una Roccia di pietra di Vicenza. Il fondo della vasca di forma curvilinea era dipinto con una trama simile al parquet per simulare il fluire delle onde. La pittura che ricopriva gran parte delle sculture è stata completamente scolorita dagli agenti atmosferici e i due bagnanti sono stati rimossi e protetti perchè ritenuti le parti più fragili. Si tratta di due figure maschili rappresentate dalla vita in su. La prima rivolta verso est ha il volto leggermente ruotato e sembra accennare a una bracciata con un movimento solenne. La seconda ha le braccia adiacenti al tronco e le mani immerse nell'acqua. Orientata verso ovest guarda la prima. È interessante notare la sproporzione esistente tra i Bagnanti che risultano di dimensioni quasi ciclopiche e la Cabina e il Trampolino, le cui misure corrispondono a quelle dell'uomo. È importante guardare l'opera nel suo contesto in quanto si relaziona ottimamente con il parco e con il Palazzo Della Triennale. Attorno allo stesso soggetto l'artista realizzò dopo il 1930 diversi quadri intitolati anch'essi "Bagni Misteriosi".

Per saperne di più:

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www.ilgiornale.it/cultura/milano_torna_de_chirico_con_i_b...

 

Fotografia rilevata dal tendone del restauro dell'opera: Bagni misteriosi di De Chirico.

Il complesso scultoreo de “I Bagni Misteriosi” venne realizzato dall’ingegnere Giulio Macchi su progetto di Giorgio De Chirico nel 1973 all’interno del Parco Sempione, in occasione della mostra “Contatto Arte/Città”, organizzata durante la quindicesima edizione della Triennale di Milano. L’opera è, stata poi regalata al Comune di Milano dal Presidente A.R.P.A.I (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano), il Conte Paolo Marzotto.

Per saperne di più:

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Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

Per saperne di più:

it.wikipedia.org/wiki/Parco_Sempione_(Milano)

 

Accumulazione musicale di Arman

Il Parco Sempione, oltre ad essere forse il più bel parco cittadino, nasconde numerose sorprese. Si tratta, per esempio, di una serie di manufatti capaci di riportarci a vecchie tradizioni come la Fontana dell’Acqua Marcia o ad una Milano non lontanissima nel tempo, ma ormai dimenticata, come il Ponte delle Sirenette.

Altre ancora, sono opere d’artista di più recente installazione, e ci fanno pensare quanto la Triennale sia vicina al Parco Sempione: si tratta in questo caso di una curiosa opera dell’artista nizzardo Arman, che ricorda un piccolo anfiteatro.

Ad uno sguardo più attento però, è possibile notare che nel cemento che compone la scarna struttura a gradoni, sono incastonate delle curiose sedie di metallo, dalle fogge più diverse. Così come nel podio antistante la struttura, dove idealmente si dovrebbe trovare un orchestra od un oratore, fanno capolino tra il freddo cemento armato, alcuni strumenti musicali. Un piccolo regalo della città ai suoi concittadini, che non è purtroppo scampato alle bombolette ed ai pennarelli della altrettanto autoproclamata categoria di artisti urbani dei writer.

per saperne di più:

www.aftersix.it/2009/11/30/accumulazione-musicale-arman-p...

www.settemuse.it/pittori_scultori_europei/fernandez_arman...

 

Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

Per saperne di più:

it.wikipedia.org/wiki/Parco_Sempione_(Milano)

 

Accumulazione musicale di Arman

Il Parco Sempione, oltre ad essere forse il più bel parco cittadino, nasconde numerose sorprese. Si tratta, per esempio, di una serie di manufatti capaci di riportarci a vecchie tradizioni come la Fontana dell’Acqua Marcia o ad una Milano non lontanissima nel tempo, ma ormai dimenticata, come il Ponte delle Sirenette.

Altre ancora, sono opere d’artista di più recente installazione, e ci fanno pensare quanto la Triennale sia vicina al Parco Sempione: si tratta in questo caso di una curiosa opera dell’artista nizzardo Arman, che ricorda un piccolo anfiteatro.

Ad uno sguardo più attento però, è possibile notare che nel cemento che compone la scarna struttura a gradoni, sono incastonate delle curiose sedie di metallo, dalle fogge più diverse. Così come nel podio antistante la struttura, dove idealmente si dovrebbe trovare un orchestra od un oratore, fanno capolino tra il freddo cemento armato, alcuni strumenti musicali. Un piccolo regalo della città ai suoi concittadini, che non è purtroppo scampato alle bombolette ed ai pennarelli della altrettanto autoproclamata categoria di artisti urbani dei writer.

per saperne di più:

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Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

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Bagni Misteriosi di De Chirico

La fontana senz'acqua Bagni Misteriosi di De Chirico è la più importante scultura realizzata dall'artista nell'ultimo periodo. Inaugurata nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte-Città a cura di Giulio Macchi per la 15° edizione della Triennale di Milano è tuttora visibile all'interno del Parco Sempione nella sua collocazione originale. A causa del degrado provocato dagli agenti atmosferici non è possibile una fruizione integrale dell'opera. Fu eseguita nei laboratori MARGRAF di Vicenza e donata alla città da Paolo Marzotto. Nella sua forma originaria comprendeva sette elementi: due Bagnanti, un Cigno, una semisfera colorata a spicchi che rappresenta una Palla, una Cabina eretta su palafitte, un Trampolino del tutto simile alle palafitte della Cabina e una Roccia di pietra di Vicenza. Il fondo della vasca di forma curvilinea era dipinto con una trama simile al parquet per simulare il fluire delle onde. La pittura che ricopriva gran parte delle sculture è stata completamente scolorita dagli agenti atmosferici e i due bagnanti sono stati rimossi e protetti perchè ritenuti le parti più fragili. Si tratta di due figure maschili rappresentate dalla vita in su. La prima rivolta verso est ha il volto leggermente ruotato e sembra accennare a una bracciata con un movimento solenne. La seconda ha le braccia adiacenti al tronco e le mani immerse nell'acqua. Orientata verso ovest guarda la prima. È interessante notare la sproporzione esistente tra i Bagnanti che risultano di dimensioni quasi ciclopiche e la Cabina e il Trampolino, le cui misure corrispondono a quelle dell'uomo. È importante guardare l'opera nel suo contesto in quanto si relaziona ottimamente con il parco e con il Palazzo Della Triennale. Attorno allo stesso soggetto l'artista realizzò dopo il 1930 diversi quadri intitolati anch'essi "Bagni Misteriosi".

Per saperne di più:

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2月1日から新宿のアフター6というお店で写真の展示をする事になりました。

夜はパブで昼はランチ(11:45~15:00位.あと日曜と祝日はお休みです)をやっているお店です。

(僕はお昼しか行った事ないです..)

今回はflickrにアップしてしまっている写真だけですが良かったら見に来て下さい :-)

↓地図

www.shinjuku-chuo.com/shop/aftersix/map1.jpg

Fou night. Raphael & me prowling plus click a few shots dans la nuit du HALO 2012, Montreal, Saint-Henri.

 

Shout out: veston et hat de la Friperie Eva B Saint-Laurent, MTL!

  

Ces yeux et ce sourire, comment pourais tu faire, pour me deplair, me deplair.

Mes je sait que l'amour c'est comme la guerre, on la paie cher, quand qu'on la perd.

    

Identifier: solartransitthis00smit

Title: The solar transit. This account of the solar compass, and the meridian attachment for transit instruments was written for Young & sons

Year: 1887 (1880s)

Authors: Smith, Benjamin H. [from old catalog] Young & sons, Philadelphia. [from old catalog]

Subjects: Solar compass

Publisher: Philadelphia, Young & sons

Contributing Library: The Library of Congress

Digitizing Sponsor: The Library of Congress

  

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Text Appearing Before Image:

ngs the credit due to skillful workmanship and good judg-ment in the arrangement of the details of construction. Aftersix years trial in the field, it is found that the following advan-tages over the old form have been secured : (a) Compactness of form, especially adapting it for attach-ment to the Engineers Transit. The instrument being com-plete in itself, the Transit Telescope and vertical arc are not io required to do double duty. The view of the needle box andverniers is unobstructed. (b) The sun being observed through a telescope, its imagecan be brought sharp and clear between the equatorial wireswith greater exactness than can be attained by the old plan offocussing upon a silver plate ; and, hence, the meridional resultis more accurate. (c) The polar axis, which from the preceding remarks willbe recognized as the vital part of a Solar Attachment, is longerthan in any other form. (d) The suns image can be clearly defined in hazy weatherwhen the old forms cannot be used at all.

 

Text Appearing After Image:

Fig. 5. —Smiths Meridian Attachment. H O, Horizon; P P, Polar Axis: A Q,Equator ■ ACZ = PCO, Latitude ; ac i> ^ A C B, North Declination 11 The Meridian Attachment is represented in Fig. 5 , C is theSolar Telescope revolving in collars r and rt whose line ofcollimation and axis of revolution coincide with the polar axisP P/. The declination arc d is fixed to the side of the Tele-scope, the vernier being attached to the arm e which turns on-its axis a reflector at c in front of the object-glass of the Tele-scope. The collars in which the Telescope revolves are firmlyattached to the latitude arc /, having a horizontal axis, the wholebeing mounted on the frameyy7 which is attached to the stan-dards of the Transit. Tangent screws / and tf give slow mo-tions to the declination arm and latitude arc. The arm e is so adjusted that the declination vernier readszero when the plane of the reflector makes an angle of 450 withthe axis of the Telescope, in which position the line of collima-

  

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Fotografia rilevata dal tendone del restauro dell'opera: Bagni misteriosi di De Chirico.

Il complesso scultoreo de “I Bagni Misteriosi” venne realizzato dall’ingegnere Giulio Macchi su progetto di Giorgio De Chirico nel 1973 all’interno del Parco Sempione, in occasione della mostra “Contatto Arte/Città”, organizzata durante la quindicesima edizione della Triennale di Milano. L’opera è, stata poi regalata al Comune di Milano dal Presidente A.R.P.A.I (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano), il Conte Paolo Marzotto.

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Identifier: localregionalane00allerich

Title: Local and regional anesthesia; with chapters on spinal, epidural, paravertebral, and parasacral analgesia, and other applications of local and regional anesthesia to the surgery of the eye, ear, nose and throat, and to dental practice

Year: 1920 (1920s)

Authors: Allen, Carroll Woolsey, 1874-

Subjects:

Publisher: Philadelphia, Saunders

Contributing Library: University of California Libraries

Digitizing Sponsor: MSN

  

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Text Appearing Before Image:

bone in the direction indicated by thearrow. It is rather unsafe and inadvisable to attempt to reach itfrom in front (except by dissection) on account of the proximity ofthe ulnar vessels, which here lie slightly more superficial than the nerveand slightly to the radial side. Figure 36, VII and VIII, indicatethe extent of the resulting anesthesia after an injection of i c.c. ofa 0.5 per cent, cocain solution with 3 drops of adrenalin (i : 1000) aspracticed by Braun in the above-mentioned way. It may, however, 248 LOCAL ANESTHESIA be easier and preferable, instead of injecting the nerve at this pointto reach it back of the internal condyle. In thin subjects, wherethe nerve can be readily felt, a paraneural injection may be under-taken by first locating the nerve between the thumb and finger ofone hand while making the injection with the other; the inferiorprofunda artery, which lies in this position, is more deeply situatedin the muscle just over the bone. The following experiments by

 

Text Appearing After Image:

Fig. 36.—Resulting areas of anesthesia of hand and fingers from subcutaneous andparaneural injections. (From Braun.) Braun illustrates the result obtained, while Experiment 9 is a para-neural injection of the ulnar and median nerves above the wrist: Experiment 8 (May 13, 1902, Dr. L.). 12.50 oclock, injection of i c.c. of 2 percent, cocain solution in the previously mentioned way. No constriction. Immediatelyparesthesia and sense of warmth as far as the ends of the fourth and fifth fingers. .Aftersix minutes complete regional anesthesia of the skin occurred, as indicated in Fig.37, I. Sensibility returned fifty minutes after the injection. Experiment 9 (Dec. 9, 1902, medical student). One cubic centimeter of i per cent,cocain solution with 3 drops of adrenalin solution was injected three fingers breadthabove the wrist on the ulnar and median nerves. After twenty minutes anesthesiaappeared in the territory, as indicated in Fig. 36, TX and X. The sensibility returnedafter four hours i

  

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Foto por: Kleyton Souza

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E-mail: contatokleytonsouza@live.com

Cel.: (11) 8414-6821 (Tim)

Twitter: @iamkle

Parco Sempione

Il Parco Sempione è una zona verde della città di Milano. Realizzato alla fine del XIX secolo sull'area già occupata dalla piazza d'armi, occupa un'area di 386.000 m², completamente cintata e videosorvegliata.

Il nome deriva dal corso Sempione, il monumentale asse stradale realizzato in epoca napoleonica sul tracciato della storica via del Seprio, con la nuova porta Sempione erede dell'antica porta Giovia.

1875: Disegno del carosello militare equestre, tenuto nella piazza d'armi (prima della sua destinazione a parco) in onore dell'imperatore Guglielmo I di Germania; è riconoscibile a sinistra sullo sfondo l'Arco della Pace e a destra un ingresso dell'Arena civica

Sorto sull'ex piazza d'armi alle spalle del castello, il parco nacque nel 1888 grazie ad un concorrere di cause tra cui l'avversione popolare ad una proposta di edificazione intensiva, che avrebbe compreso anche la demolizione di una parte di castello, e l'ormai radicato utilizzo dello spazio come zona pubblica per il passeggio, le gare ippiche e le celebrazioni di epoca rivoluzionaria. La sopraggiunta crisi edilizia diede al progetto la spinta mancante, estendendone l'area di influenza nel 1889 e consegnandolo tra le mani dell'architetto Emilio Alemagna,[3] che iniziò a sviluppare il progetto con il preciso intento di creare un cannocchiale prospettico tra il castello e l'Arco della Pace. Suo intento era inoltre la creazione di spazi che movimentassero altimetricamente la zona, con la creazione di un avvallamento ed una montagnola nella parte centrale: il verde venne progettato secondo il modello romantico dei parchi all'inglese, con alberi e arbusti disposti in maniera pittoresca, aiuole e percorsi irregolari, specchi d'acqua e canali naturalistici e la creazione di un sontuoso ponte d'accesso, progettato nel 1891, che fungesse da collegamento con la via XX settembre.

Per saperne di più:

it.wikipedia.org/wiki/Parco_Sempione_(Milano)

 

Bagni Misteriosi di De Chirico

La fontana senz'acqua Bagni Misteriosi di De Chirico è la più importante scultura realizzata dall'artista nell'ultimo periodo. Inaugurata nel 1973 in occasione della mostra Contatto Arte-Città a cura di Giulio Macchi per la 15° edizione della Triennale di Milano è tuttora visibile all'interno del Parco Sempione nella sua collocazione originale. A causa del degrado provocato dagli agenti atmosferici non è possibile una fruizione integrale dell'opera. Fu eseguita nei laboratori MARGRAF di Vicenza e donata alla città da Paolo Marzotto. Nella sua forma originaria comprendeva sette elementi: due Bagnanti, un Cigno, una semisfera colorata a spicchi che rappresenta una Palla, una Cabina eretta su palafitte, un Trampolino del tutto simile alle palafitte della Cabina e una Roccia di pietra di Vicenza. Il fondo della vasca di forma curvilinea era dipinto con una trama simile al parquet per simulare il fluire delle onde. La pittura che ricopriva gran parte delle sculture è stata completamente scolorita dagli agenti atmosferici e i due bagnanti sono stati rimossi e protetti perchè ritenuti le parti più fragili. Si tratta di due figure maschili rappresentate dalla vita in su. La prima rivolta verso est ha il volto leggermente ruotato e sembra accennare a una bracciata con un movimento solenne. La seconda ha le braccia adiacenti al tronco e le mani immerse nell'acqua. Orientata verso ovest guarda la prima. È interessante notare la sproporzione esistente tra i Bagnanti che risultano di dimensioni quasi ciclopiche e la Cabina e il Trampolino, le cui misure corrispondono a quelle dell'uomo. È importante guardare l'opera nel suo contesto in quanto si relaziona ottimamente con il parco e con il Palazzo Della Triennale. Attorno allo stesso soggetto l'artista realizzò dopo il 1930 diversi quadri intitolati anch'essi "Bagni Misteriosi".

Per saperne di più:

www.100milano.com/acqua/128.html

www.aftersix.it/2010/03/i-bagni-misteriosi-di-giorgio-de-...

www.libero-news.it/news/329957/_I_Bagni_Misteriosi__di_De...

www.ilgiornale.it/cultura/milano_torna_de_chirico_con_i_b...

...and the pleasures that life affords are gayer, more carefree when you go formal.

AfterSix, Esplanade, Singapore, Soligor 135/2.8

Identifier: practicalelectro00mart

Title: Practical electro-therapeutics and X-ray therapy : with chapters on phototherapy, X-ray in eye surgery, X-ray in dentistry, and medico-legal aspect of the X-ray

Year: 1912 (1910s)

Authors: Martin, James Madison, 1866-1947

Subjects: Electrotherapeutics X-rays Diagnosis, Radioscopic Eye Electric Stimulation Therapy X-Ray Therapy Ophthalmologic Surgical Procedures

Publisher: St. Louis : C.V. Mosby

Contributing Library: Francis A. Countway Library of Medicine

Digitizing Sponsor: Open Knowledge Commons and Harvard Medical School

  

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28-i PRACTICAL ELECTRO-THERAPEUTICS AND X-RAY THERAPY growth beneath the ear was more than 2 inches thick, and so painfulto the touch that the slightest manipulation would almost drive thepatient into a spasm. This man was being rapidly hurried throughthe maelstrom of malignant infection and tissue disintegration,where death would soon have put an end to his earthly existence. The third picture (3), three years after treatment, is a perfectrepresentation of his present appearance. This man has a treach-erous skin, which is likely to cause him much trouble in after lifeif he neglects conditions that are sure to arise. As the result ofsunburn and other sources of irritation, scaly patches will develop

 

Text Appearing After Image:

Fig. 122.—Epithelioma on the back of the hand. from time to time, which, if allowed to continue, will eventuallyprove fatal. If this man will use the proper care, returning occa-sionally for a few x-ray exposures, he may live to an old age en-tirely free from cancer and its accompanying horrors. Fig. 122 represents a second-degree cancer on the back of the handof a patient who has passed the meridian of life. This was a hard,horny growth about % inch across and about % mcn thick. Aftersix x-ray exposures to a low vacuum tube, Marsdens paste was ap-plied and the growth destroyed down through the integument.X-ray exposures were continued until an active first-degree derma-titis was produced. By the time the dermatitis had disappeared, X-RAY THERAPY 285 the ulcer had entirely healed, and there is today no evidence of agrowth of a malignant nature. This is one of many similar condi-tions the author has seen on the back of the hand. They all haveabout the same history in common, starting

  

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I thought others might appreciate these tidbits of forgotten history of People of Color.

 

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Fotografia rilevata dal tendone del restauro dell'opera: Bagni misteriosi di De Chirico.

Il complesso scultoreo de “I Bagni Misteriosi” venne realizzato dall’ingegnere Giulio Macchi su progetto di Giorgio De Chirico nel 1973 all’interno del Parco Sempione, in occasione della mostra “Contatto Arte/Città”, organizzata durante la quindicesima edizione della Triennale di Milano. L’opera è, stata poi regalata al Comune di Milano dal Presidente A.R.P.A.I (Associazione per il restauro del patrimonio artistico italiano), il Conte Paolo Marzotto.

Per saperne di più:

www.aftersix.it/2010/03/i-bagni-misteriosi-di-giorgio-de-...

www.libero-news.it/news/329957/_I_Bagni_Misteriosi__di_De...

www.ilgiornale.it/cultura/milano_torna_de_chirico_con_i_b...

 

Identifier: practicalelectro00mart

Title: Practical electro-therapeutics and X-ray therapy : with chapters on phototherapy, X-ray in eye surgery, X-ray in dentistry, and medico-legal aspect of the X-ray

Year: 1912 (1910s)

Authors: Martin, James Madison, 1866-1947

Subjects: Electrotherapeutics X-rays Diagnosis, Radioscopic Eye Electric Stimulation Therapy X-Ray Therapy Ophthalmologic Surgical Procedures

Publisher: St. Louis : C.V. Mosby

Contributing Library: Francis A. Countway Library of Medicine

Digitizing Sponsor: Open Knowledge Commons and Harvard Medical School

  

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t % inch across and about % mcn thick. Aftersix x-ray exposures to a low vacuum tube, Marsdens paste was ap-plied and the growth destroyed down through the integument.X-ray exposures were continued until an active first-degree derma-titis was produced. By the time the dermatitis had disappeared, X-RAY THERAPY 285 the ulcer had entirely healed, and there is today no evidence of agrowth of a malignant nature. This is one of many similar condi-tions the author has seen on the back of the hand. They all haveabout the same history in common, starting, as a rule, from a littlescaly excrescence, which continues to get larger and larger untilthe destruction of the hand or the life of the patient is threatened.When seen in the first stage a few x-ray treatments will usually re-move these conditions, but, when allowed to continue to a later date,surgery or caustic applications will be necessary to remove the massof abnormal tissue, after which the x-ray should be used duringthe stage of repair.

 

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Fig. 123.—Epithelioma of the neck. Fig. 123 illustrates a very deceptive variety of skin cancer. Thisman had long had a dry scaly patch on the back of his neck that wasmore or less painful and tender to the touch, but he thought it wasonly a trifling affair and paid no attention to it. A few weeks be-fore he was seen the horny growth had broken down, and an ulcerabout the size of a 5-cent piece had formed and was causing con-siderable pain. This new condition caused some alarm, and he ap-plied for treatment. On examination it was found that the tissuesaround the ulcer were hard and dense over an area 3 inches in di-ameter. He refused all surgical interference from the start. After 286 PRACTICAL ELECTRO-THERAPEUTICS AND X-RAY THERAPY eight x-ray exposures to a medium vacuum tube the epithelium wasdestroyed with caustic potash over an area 4 inches in diameter anda plaster of Marsdens paste applied to the whole surface, usingsufficient cocain to make it bearable. The plaster was allow

  

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L'uomo della luce

Monumento eretto dalla Provincia di Milano in memoria di tutte le vittime del terrorismo e delle stragi.

 

Un uomo, a petto nudo, che faticosamente avanza su una stretta lastra di metallo in salita, trasportando con fatica dei tubi luminosi. Diciassette, per la precisione.

È questa, la particolare figura che appare nella piazzetta di Via Vivaio antistante a Palazzo Isimbardi, la sede della Provincia di Milano. Si tratta di un’opera dell’artista spagnolo Bernardì Roig, voluta dalla Triennale di Milano e dalla stessa Provincia, non solo per un mero gusto artistico. L’uomo della Luce, è una statua dal preciso compito: ricordarci cioè delle vittime del terrorismo, in tutte le sue incarnazioni.

 

Per saperne di più:

www.aftersix.it/2009/12/luomo-della-luce-palazzo-isimbard...

Identifier: greatwar02alle

Title: The Great war

Year: 1915 (1910s)

Authors: Allen, George Henry, 1876- Whitehead, Henry C., 1873- Chadwick, French Ensor, 1844-1919 Sims, William Sowden, 1858-1936 McAndrew, James William, 1862-1922 Wiley, Edwin, 1872-

Subjects: World War, 1914-1918

Publisher: Philadelphia : G. Barrie's Sons

Contributing Library: University of California Libraries

Digitizing Sponsor: MSN

  

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lemen were recruited in themountain regions of the Alps and the Pyrenees. The remount service for supplying the necessary riding,draft and pack animals was organized in the same carefulmanner as the recruiting service, and the breeding, undergovernment supervision, was so successful that an amplesupply of animals of excellent quality was assured formobilization. The officers of the active army were drawn, as to aboutone-half, from the military school at Saint Cyr and theEcole Polytechnique of Paris; the other half came fromthe ranks by promotion. The latter class seldom reacheda grade higher than that of major, beyond which promotionwas by selection. As seems to be inevitable in a republic,promotion in the higher grades was not free from politicalinfluences, and the outbreak of war was sure to result in aweeding-out process that could not be accomplished intime of peace. Candidates for commissions as reserve officers were, aftersix months service with the colors, permitted to take the

 

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The French Army 303 examination for entrance to the regimental schools of thearms of the service to which they belonged. If successfulthey served the second year at the regimental schools andcompleted their service as second lieutenants of reserve.Second lieutenants were qualified for promotion to firstlieutenants after completing three periods of field training.First lieutenants were promoted to captaincy after sixyears in that grade, with the same requirements as to fieldtraining. In France, there were 185 infantry regiments, mostly of3 battalions of 4 companies each (a few regiments had 4battalions) and 31 rifle battalions of 6 companies each.Each regiment and battalion had an extra complement ofofficers for forming on mobilization an equal number ofreserve regiments and battalions. In Africa, there were 4 Zouave regiments, 5 battalionsof light African infantry, and 12 regiments of Turcos; 3Sahara companies of natives, mounted partly on horsesand partly on camels; 2 six-battalion r

  

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Mad Men Mondays-April 29

 

"The Great Tuxedo Ploy"

 

Repository: Hartman Center, Rubenstein Library, Duke University.

 

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These photos are propert of aftersix photography, just doing a sample edit.

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Identifier: slaveryfouryears01keif

Title: Slavery and four years of war : a political history of slavery in the United States, together with a narrative of the campaigns and battles of the Civil War in which the author took part, 1861-1865

Year: 1900 (1900s)

Authors: Keifer, Joseph Warren, 1836-1932

Subjects: Keifer, Joseph Warren, 1836-1932 Slavery United States

Publisher: New York London : G.P. Putnam's Sons

Contributing Library: Lincoln Financial Foundation Collection

Digitizing Sponsor: The Institute of Museum and Library Services through an Indiana State Library LSTA Grant

  

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tled there permanently. Whether or not thisstory gives the true reason for the early settlement of Quakersin Virginia, certain it is that they were loyal to the Union thatWashington helped to found and opposed to human bondage.Milroys enthusiasm over Emancipation was put in practicewhen he entered Winchester. Without seeing the Proclama-tion of the President, and without knowing certainly it wasissued and made applicable to the Shenandoah Valley district,Milroy issued a proclamation headed, Freedom to Slaves.This had the effect of causing those within the lines of his com-mand at once to leave their masters. Though the slaves couldnot read, not one failed during the succeeding night to hearthat liberty had been proclaimed, and all, even to the mosttrusted and faithful personal or house servant, regardless ofage, sex, or previous kind treatment, so far as known, assertedtheir freedom. In some way it had been inculcated into theminds of these people that if they, by word or act, however

 

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ROCKI- SH MAP OF SHENANDOAH VALLEY.{.From Major IV. F. Tzemann\ History of the isgtk New York.) Shenandoah Valley—Emancipation 319 simple or unimportant it might be, after the Proclamationacquiesced in their previous condition they would again forlife become slaves. They probably derived this notion fromthe Bible story of Hebrew slavery, wherein it is said that aftersix years service the slave should become free, save when,preferring slavery, he voluntarily permitted his former masterto bore his ears with an awl at the door-post and thus conse-crate himself to slavery forever. So it turned out that many aristocratic matrons and maidens,reared in luxury and accustomed to the personal service ofservants, had to cook their own breakfasts or go hungry, as noamount of persuasion, kind treatment, or promises would in-duce the former slave to do the least act that by possibilitymight be construed to be an acquiescence in a previous condi-tion of servitude. Even the assurance of a Union off

  

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Philadelphia 3, PA.

 

After sex ? ? ? ?

Identifier: crosstieformsrai50vons

Title: Cross tie forms and rail fastenings with special reference to treated timbers

Year: 1904 (1900s)

Authors: Von Schrenk, Hermann, 1873-1953

Subjects: Railroads Ties Wood Preservation

Publisher: Washington, D.C. : U.S. Dept. of Agriculture, Bureau of Forestry

Contributing Library: U.S. Department of Agriculture, National Agricultural Library

Digitizing Sponsor: U.S. Department of Agriculture, National Agricultural Library

  

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pidly increased to such an extent that the spike no longerholds. Water collects in the enlarged hole, and decay sets in. (SeePI. IV, tig. 2.) Third. Whenever a spike becomes so loose that it no longer holds,it is pulled out and driven in at another point. This constant respik-ing rapidly ruins tin4 tie. It is worth while to discuss these objections in detail. First, as tothe effect of rail motion under a moving train load. This motion isundulatory in eharacter. Without going into details describing thevarious elements of this motion, it will be sufficient for the presentpurpose to note that one of its results is gradually to lift the spike outof the wood. The upward pull has to be repeated many times beforeany impression is made on the spike, but eventually the resistance ofthe wood fibers holding the spike in position is overcome, so that aftersix months the head of the spike will stand one-fourth inch or moreabove the rail flange. a W. M. Camp: Notes on Track, p. 978, Chicago, 1903.

 

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RAIL FASTENINGS. 33 Another effect of the wave motion of the rail upon the tie is to sawout the wood fibers immediately under the rail. The sawing is at firstslight, hut increases rapidly as the spike is pulled and after a fewfibers have been broken. This is well illustrated by PI. I, figs. 1and 2. It will be seen that this sawing is at first in the nature of acompression, breaking the fibers in some instances, as shown particu-larly near the top of fig. 1, and in other cases completely sawingthrough the fibers, as shown in the lower left-hand corner of fig. 1.After long-continued action of the rail it may wear away enough ofthe tie to be embedded in it for a half inch or more. (See PI. I, fig. 2.)The extent of wear will depend a great deal upon the wood and thecharacter of the rail. A recent case cited in a paper by Dr. P. H.Dudley may be referred to. Doctor Dudleya shows figures of— A number of yellow pine cross-ties which had been in use on the New YorkCentral and Hudson River Ra

  

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Aftersix hraje ve stodole

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