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Milano, 20 Marzo 2010

giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafie

 

Vogliamo ricordarli tutti. Quelli di cui conosciamo il nome e quelli di cui non siamo ancora riusciti a trovare informazioni sufficienti.

 

A tutte le vittime della violenza mafiosa va il nostro omaggio e la nostra promessa di impegno.

 

* EMANUELE NOTARBARTOLO.

* EMANUELA SANSONE.

* LUCIANO NICOLETTI.

* ANDREA ORLANDO.

* JOE PETROSÌNO.

* LORENZO PANEPINTO.

* MARIANO BARBATO.

* GIORGIO PECORARO.

* BERNARDINO VERRO.

* GIORGIO GENNARO.

* GIOVANNI ZANGÀRA.

* COSTANTINO STELLA.

* GIUSEPPE RUMORE.

* GIUSEPPE MONTICCIOLO.

* ALFONSO CÀNZIO.

* NICOLÒ ALONGI.

* PAOLO LI PUMA.

* CROCE DI GANGI.

* PAOLO MIRMINA.

* GIOVANNI ORCEL.

* STEFANO CARONÌA.

* PIETRO PONZO.

* VITO STASSI.

* GIUSEPPE CASSARÀ.

* VITO CASSARÀ.

* GIUSEPPE COMPAGNA.

* DOMENICO SPATOLA.

* MARIO SPATOLA.

* PIETRO SPATOLA.

* PAOLO SPATOLA.

* SEBASTIANO BONFIGLIO.

* ANTONINO SCUDERI.

* ANTONINO CIOLÌNO.

* SANTI MILISENNA.

* ANDREA RAJA.

* CALOGERO COMAIANNI.

* NUNZIO PASSAFIUME.

* FILIPPO SCIMONE.

* CALCEDONIO CATALANO.

* AGOSTINO D'ALESSANDRO.

* CALOGERO CÌCERO.

* FEDELE DE FRANCISCA.

* MICHELE DI MICELI.

* MARIO PAOLETTI.

* ROSARIO PAGANO.

* GIUSEPPE SCALÌA.

* GIUSEPPE PUNTARELLO.

* ANGELO LOMBARDI.

* VITTORIO EPIFANI.

* VITANGELO CINQUEPALMI.

* IMERIO PICCINI.

* ANTONINO GUARISCO.

* MARINA SPINELLI.

* GIUSEPPE MÌSURACA.

* MARIO MÌSURACA.

* GAETANO GUARINO.

* PINO CAMILLERI.

* GIOVANNI CASTIGLIONE.

* GIROLAMO SCACCIA.

* GIUSEPPE BIONDO.

* GIOVANNI SANTANGELO.

* VINCENZO SANTANGELO.

* GIUSEPPE SANTANGELO.

* GIOVANNI SEVERINO.

* PAOLO FARINA.

* NICOLÒ AZOTI.

* FIORENTINO BONFIGLIO.

* MARIO BOSCONE.

* FRANCESCO SASSÀNO.

* EMANUELE GRECO.

* GIOVANNI LA BROCCA.

* VITTORIO LEVICO.

* ACCURSIO MIRAGLIA.

* PIETRO MACCHIARELLA.

* NUNZIO SANSONE.

* EMANUELE BUSELLINI.

* MARGHERITA CLESCERI.

* GIOVANNI GRIFÒ.

* GIORGIO CUSENZA.

* CASTRENZE INTRAVÀIA.

* VINCENZINA LA FATA.

* SERAFINO LASCÀRI.

* GIOVANNI MEGNA.

* FRANCESCO VICÀRI.

* VITO ALLOTTA.

* GIUSEPPE DI MAGGIO.

* FILIPPO DI SALVO.

* VINCENZO LA ROCCA.

* VINCENZA SPINA.

* PROVVIDENZA GRECO.

* MICHELANGELO SALVIA.

* GIUSEPPE CASÀRRUBEA.

* VINCENZO LO IACONO.

* GIUSEPPE MANÌACI.

* CALOGERO CAJOLA.

* VITO PIPITONE.

* LUIGI GERONAZZO.

* EPIFANIO LI PUMA.

* PLACIDO RIZZOTTO.

* GIUSEPPE LETIZIA.

* CALOGERO CANGELOSI.

* MARCANTONIO GIACALONE.

* ANTONIO GIACALONE.

* ANTONIO DI SALVO.

* NICOLA MESSINA.

* CELESTINO ZAPPONI.

* GIOVANNI TÀSQUIER.

* CARLO GULINO.

* FRANCESCO GULINO.

* CANDELORO CATANESE.

* MICHELE MARINARO.

* CARMELO AGNONE.

* QUINTO REDA.

* CARMELO LENTINI.

* PASQUALE MARCONE.

* ARMANDO LODDO.

* SERGIO MANCINI.

* ANTONIO BUBÙSA.

* GABRIELE PALANDRANI.

* GIOVAN BATTISTA ALCE.

* ILARIO RUSSO.

* GIOVANNI CALABRESE.

* GIUSEPPE FIORENZA.

* SALVATORE MESSINA.

* FRANCESCO BUTIFAR.

* ANTONIO SANGÌNITI.

* FILIPPO INTILE.

* SALVATORE CARNEVALE.

* GIUSEPPE SPAGNUOLO.

* PASQUALE ALMERICO.

* ANTONINO POLLÀRI.

* VINCENZO DI SALVO.

* VINCENZO SÀVOCA.

* ANNA PRESTIGIACOMO.

* GIUSEPPINA SÀVOCA.

* VINCENZO PECORARO.

* ANTONINO PECORARO.

* ANTONINO DAMANTI.

* COSIMO CRISTINA.

* PAOLO BONGIORNO.

* PAOLINO RICCOBONO.

* GIACINTO PULEO.

* ENRICO MATTEI.

* GIUSEPPE TESAURO.

* MARIO MALAUSA.

* SILVIO CORRAO.

* CALOGERO VACCARO.

* PASQUALE NUCCIO.

* EUGENIO ALTOMARE.

* GIORGIO CIACCI.

* MARINO FARDELLI.

* CARMELO BATTAGLIA.

* GIUSEPPE PIANI.

* NICOLA MIGNOGNA.

* FRANCESCO PIGNATARO.

* GIUSEPPE BURGIO.

* SALVATORE SUROLO.

* ORAZIO COSTANTINO.

* GIOVANNI DOMÉ.

* MAURO DE MAURO.

* PIETRO SCAGLIONE.

* ANTONINO LORUSSO.

* VINCENZO RICCARDELLI.

* GIOVANNI SPAMPINATO.

* GIOVANNI VENTRA.

* DOMENICO CANNATA.

* PAOLO DI MAIO.

* ANGELO SORINO.

* EMANUELE RÌBOLI.

* CALOGERO MORREALE.

* GAETANO CAPPIELLO.

* FRANCESCO FERLAÌNO.

* DOMENICO FACCHÌNERI.

* FRANCESCO FACCHÌNERI.

* TULLIO DE MICHELI.

* GERARDO D'ARMINIO.

* GIUSEPPE MUSCARELLI.

* PASQUALE CAPPUCCIO.

* CATERINA LIBERTI.

* SALVATORE FALCETTA.

* CARMINE APUZZO.

* SALVATORE LONGO.

* SALVATORE BUSCEMI.

* FRANCESCO VINCI.

* MARIO CERETTO.

* ALBERTO CAPUA.

* VINCENZO RANIERI.

* VINCENZO MACRÌ.

* ROCCO GATTO.

* STEFANO CONDELLO.

* VINCENZO CARUSO.

* PASQUALE POLVERINO.

* ANTONIO CUSTRA.

* GIUSEPPE RUSSO.

* FILIPPO COSTA.

* ATTILIO BONINCONTRO.

* DONALD MACKAY.

* MARIANGELA PASSIATORE.

* STEFANO CONDELLO.

* UGO TRIÒLO.

* GIUSEPPE IMPASTATO.

* ANTONIO ESPOSITO FERRAIÒLI.

* SALVATORE CASTELBUONO.

* GAETANO LONGO.

* PAOLO GIORGETTI.

* ALFONSO SGROI.

* FILADELFIO ÀPARO.

* MARIO FRANCESE.

* MICHELE REÌNA.

* GIORGIO AMBROSOLI.

* BORIS GIULIANO.

* CALOGERO DI BONA.

* CESARE TERRANOVA.

* LENIN MANCUSO.

* GIOVANNI BELLISSIMA.

* SALVATORE BOLOGNA.

* DOMENICO MARRARA.

* VINCENZO RUSSO.

* GIORGIO GIULIANO.

* LORENZO BRUNETTI.

* ANTONINO TRIPÒDO.

* ROCCO GIUSEPPE BARILLÀ.

* CARMELO DI GIORGIO.

* PIERSANTI MATTARELLA.

* GIUSEPPE VALARIOTI.

* EMANUELE BASILE.

* GIANNINO LOSARDO.

* PIETRO CERULLI.

* GAETANO COSTA.

* CARMELO JANNÌ.

* DOMENICO BENEVENTÀNO.

* MARCELLO TORRE.

* VINCENZO ABATE.

* GIUSEPPE GIOVINAZZO.

* CIRO ROSSETTI.

* VITO JEVOLELLA.

* SEBASTIANO BOSIO.

* ONOFRIO VALVOLA.

* LEOPOLDO GASSANI.

* GIUSEPPE GRIMALDI.

* VINCENZO MULÈ.

* DOMENICO FRANCAVILLA.

* MARIANO VIRONE.

* ANGELO DI BARTOLO.

* GIUSEPPE SALVIA.

* MARIANO MELLONE.

* FRANCESCO BORRELLI.

* LUIGI D'ALESSIO.

* ROSA VISONE.

* SALVATORE STALLONE.

* ANTONIO FONTANA.

* NICOLÒ PIOMBINO.

* ANTONIO SALZÀNO.

* PIO LA TORRE.

* ROSARIO DI SALVO.

* GENNARO MUSELLA.

* GIUSEPPE LALA.

* DOMENICO VECCHIO.

* RODOLFO BUSCEMI.

* MATTEO RIZZUTO.

* SILVANO FRANZOLIN.

* SALVATORE RAÌTI.

* GIUSEPPE DI LAVORE.

* ANTONINO BURRAFATO.

* SALVATORE NUVOLETTA.

* ANTONIO AMMÀTURO.

* PASQUALE PAOLA.

* PAOLO GIACCONE.

* VINCENZO SPINELLI.

* CARLO ALBERTO DALLA CHIESA.

* EMANUELA SETTI CARRARO.

* DOMENICO RUSSO.

* CALOGERO ZUCCHETTO.

* CARMELO CERRUTO.

* SIMONETTA LAMBERTI.

* GIULIANO PENNACCHIO.

* ANDREA MORMILE.

* LUIGI CAFIERO.

* ÀNTIMO GRAZIANO.

* GENNARO DE ANGELIS.

* ANTONIO VALENTI.

* LUIGI DI BARCA.

* GIUSEPPE CASO.

* FRANCESCO GIULIANO.

* LUIGI CANGIANO.

* GIANGIACOMO CIACCIO MONTALTO.

* PASQUALE MANDATO.

* SALVATORE POLLARA.

* MARIO D'ALEO.

* GIUSEPPE BÒMMARITO.

* PIETRO MORÌCI.

* BRUNO CACCIA.

* ROCCO CHINNICI.

* SALVATORE BARTOLOTTA.

* MARIO TRAPASSI.

* STEFANO LI SACCHI.

* SEBASTIANO ALÒNGHI.

* FRANCESCO BUZZÌTI.

* FRANCESCO IMPOSÌMATO.

* DOMENICO CÈLIENTO.

* ANTONIO CRISTIANO.

* GIUSEPPE FRANCESE.

* NICANDRO IZZO.

* FABIO CORTESE.

* SALVATORE MUSARÒ.

* OTTAVIO ANDRIOLI.

* GIOACCHINO CRISAFULLI.

* GIUSEPPE FAVA.

* RENATA FONTE.

* CRESCENZO CASÌLLO.

* GIOVANNI CALABRÒ.

* COSIMO QUATTROCCHI.

* FRANCESCO QUATTROCCHI.

* MARCELLO ANGELINI.

* SALVATORE SCHIMMENTI.

* GIOVANNI CATALÀNOTTI.

* ANTONIO FEDERICO.

* PAOLO CANALE.

* GIOVANBATTISTA ALTOBELLI.

* LUCIA CERRATO.

* ANNA MARIA BRANDI.

* ANNA DE SIMONE.

* GIOVANNI DE SIMONE.

* NICOLA DE SIMONE.

* LUISELLA MATARAZZO.

* MARIA LUIGIA MORINI.

* FEDERICA TAGLIALATELA.

* ABRAMO VASTARELLA.

* PIER FRANCESCO LEONI.

* SUSANNA CAVALLI.

* ANGELA CALVANESE.

* CARMINE MOCCIA.

* VALERIA MORATELLO.

* FRANCO PUZZO.

* MICHELE BRESCIA.

* SANTO CALABRESE.

* ANTIOCO COCCO.

* VINCENZO VENTO.

* PIETRO BUSETTA.

* SALVATORE SQUILLACE.

* MARIO DIANA.

* PIETRO PATTI.

* GIUSEPPE MÀNGANO.

* GIOACCHINO TAGLIALATELA.

* SERGIO COSMAI.

* GIOVANNI CARBONE.

* BARBARA RIZZO ASTA.

* GIUSEPPE ASTA.

* SALVATORE ASTA.

* BEPPE MONTANA.

* ANTONINO CASSARÀ.

* ROBERTO ANTIOCHIA.

* GIUSEPPE SPADA.

* ENRICO MONTELEONE.

* GIANCARLO SIANI.

* BIAGIO SICILIANO.

* GIUDITTA MILELLA.

* CARMINE TRIPÒDI.

* GRAZIELLA CAMPAGNA.

* MORELLO ALCAMO.

* GIUSEPPE MACHÈDA.

* ROBERTO PARISI.

* PAOLO BOTTONE.

* GIUSEPPE PÌLLARI.

* FILIPPO GEBBIA.

* ANTONIO MORREALE.

* FRANCESCO ALFANO.

* ANTONIO PIANESE.

* VITTORIO ESPOSITO.

* SALVATORE BENIGNO.

* CLAUDIO DOMINO.

* FILIPPO SALSONE.

* NICOLA RUFFO.

* ANTONIO SABIA.

* GIOVANNI GIORDANO.

* NUNZIATA SPINA.

* ANTONIO BERTUCCIO.

* FRANCESCO PRÈSTIA.

* DOMENICA DE GIROLAMO.

* LUIGI STAIÀNO.

* MARIO FERRILLO.

* SALVATORE LEDDA.

* GIOVANNI GARCEA.

* GIUSEPPE RECHICHI.

* ROSARIO IÒZIA.

* GIUSEPPE CUTRONÈO.

* ROSARIO MONTALTO.

* SEBASTIANO MÒRABITO.

* ANTONIO CIVININI.

* CARMELO IANNÒ.

* CARMELO GANCI.

* LUCIANO PIGNATELLI.

* GIOVANNI DI BENEDETTO.

* COSIMO ALEO.

* ANIELLO GIORDANO.

* MICHELE PIRÒMALLI.

* GIUSEPPE INSÀLACO.

* GIUSEPPE MONTALBANO.

* NATALE MONDO.

* DONATO BÒSCIA.

 

* IGNAZIO ALOISI

* FRANCESCO MEGNA.

* ALBERTO GIÀCOMELLI.

* ANTONINO SAETTA.

* STEFANO SAETTA.

* MAURO ROSTAGNO.

* LUIGI RANIERI.

* CARMELO ZACCARELLO.

* GIROLAMO MARINO.

* ANIELLO CORDASCO.

* GIULIO CAPILLI.

* PIETRO RAGNO.

* ABED MANYAMI.

* ANTONIO RAFFAELE TALÀRICO.

* FRANCESCO CRISOPÙLLI.

* GIUSEPPE CARUSO.

* FRANCESCO PEPI.

* MARCELLA TASSONE.

* NICOLA D'ANTRASSI.

* VINCENZO GRASSO.

* PAOLO VINCI.

* SALVATORE INCÀRDONA.

* ANTONINO AGOSTINO.

* IDA CASTELLUCCI.

* GRAZIA SCIMÈ.

* DOMENICO CALVIELLO.

* ANNA MARIA CÀMBRIA.

* CARMELA PANNONE.

* PIETRO GIRO.

* DONATO CAPPETTA.

* CALOGERO LÒRIA.

* FRANCESCO LONGO.

* GIOVANBATTISTA TEDESCO.

* COLIN WINCHESTER.

* GIACOMO CATALANO.

* GIUSEPPE GIOVINAZZO.

* PIETRO POLARA.

* NICOLINA BISCOZZI.

* GIUSEPPE TALLÀRITA.

* NICOLA GIOITTA IÀCHINO.

* EMANUELE PIAZZA.

* GIUSEPPE TRAGNA.

* MASSIMO RIZZI.

* GIOVANNI BONSIGNORE.

* ANTONIO MARINO.

* ROSARIO LIVATINO.

* ALESSANDRO ROVETTA.

* FRANCESCO VECCHIO.

* ANDREA BONFORTE.

* GIOVANNI TRÈCROCI.

* SAVERIO PURITA.

* ANGELO CARBOTTI.

* DOMENICO CATALANO.

* MARIA MARCELLA.

* VINCENZO MICÈLI.

* ELISABETTA GAGLIARDI.

* GIUSEPPE ORLANDO.

* MICHELE ARCANGELO TRIPÒDI.

* PIETRO CARUSO.

* NUNZIO PANDOLFI.

* ARTURO CAPUTO.

* ROBERTO TÌCLI.

* MARIO GRECO.

* ROSARIO SCIÀCCA.

* GIUSEPPE MÀRNALO.

* FRANCESCO OLIVIERO.

* COSIMO DISTANTE.

* ANGELO RAFFAELE LONGO.

* CATALDO D'IPPOLITO.

* RAFFAELA SCORDO.

* CALOGERO LA PIANA.

* EMILIO TACCÀRITA.

* VALENTINA GUARINO.

* ANGELICA PÌRTOLI.

* GIUSEPPE SCEUSA.

* SALVATORE SCEUSA.

* VINCENZO LEONARDI.

* ANTONIO CARLO CORDOPÀTRI.

* ANGELO RICCARDO.

* DEMETRIO QUATTRONE.

* ANDREA SÀVOCA.

* DOMENICO RANDÒ.

* SANDRA STRANIERI.

* ANTONIO SCOPELLITI.

* LIBERO GRASSI.

* FABIO DE PANDI.

* GIUSEPPE ALIOTTO.

* ANTONIO RAMPINO.

* SILVANA FOGLIETTA.

* SALVATORE D'ADDARIO.

* RENATO LIO.

* GIUSEPPE LEONE.

* FRANCESCO TRAMONTE.

* PASQUALE CRISTIANO.

* STEFANO SIRAGUSA.

* ALBERTO VARONE.

* FELICE DARA.

* VINCENZO SALVATORI.

* SERAFINO OGLIÀSTRO.

* VITO PROVENZANO.

* GIUSEPPE GRIMALDI.

* SALVATORE TIENI.

* NICOLA GUERRIERO.

* GIUSEPPE SORRENTI.

* ANTONIO VALENTE.

* NUNZIANTE SCIBELLI.

* VINCENZO GIORDANO.

* SALVATORE VINCENZO SURDO.

* SALVATORE AVERSA.

* LUCIA PRECENZANO.

* PAOLO BORSELLINO.

* ANTONIO RUSSO.

* ANTONIO SPARTÀ.

* SALVATORE SPARTÀ.

* VINCENZO SPARTÀ.

* FORTUNATO ARENA.

* CLAUDIO PEZZUTO.

* SALVATORE MINEO.

* ALFREDO AGOSTA.

* GIULIANO GUAZZELLI.

* GIOVANNI FALCONE.

* FRANCESCA MORVILLO.

* ROCCO DI CILLO.

* ANTONINO MONTINARO.

* VITO SCHIFANI.

* PAOLO BORSELLINO.

* AGOSTINO CATALANO.

* EDDIE COSÌNA.

* EMANUELA LOI.

* VINCENZO LI MULI.

* CLAUDIO TRAÌNA.

* RITA ÀTRIA.

* PAOLO FICALÒRA.

* LUIGI SÀPIO.

* EGIDIO CAMPANIELLO.

* GIORGIO VILLÀN.

* PASQUALE DI LORENZO.

* GIOVANNI PANUNZIO.

* GAETANO GIORDANO.

* GIUSEPPE BORSELLINO.

* SAVERIO CIRRINCIÒNE.

* ANTONIO TAMBORÌNO.

* MAURO MANIGLIO.

* RAFFAELE VITIÈLLO.

* EMANUELE SAÙNA.

* ANTONINO SIRAGUSA.

* LUCIO STIFANI.

* GIOVANNI LIZZIO.

* BEPPE ALFANO.

* ADOLFO CARTISANO.

* PASQUALE CAMPANELLO.

* VINCENZO D'ANNA.

* VINCENZO VITALE.

* GENNARO FALCO.

* NICOLA REMONDINO.

* DOMENICO NICOLÒ PANDOLFO.

* MAURIZIO ESTATE.

* FABRIZIO NENCIONI.

* ANGELA FIUME.

* NADIA NENCIONI.

* CATERINA NENCIONI.

* DARIO CAPOLICCHIO.

* CARLO LA CATENA.

* STEFANO PICÈRNO.

* SERGIO PASOTTO.

* ALESSANDRO FERRARI.

* MOUSSAFIR DRISS.

* DON GIUSEPPE PUGLISI.

* RAFFAELE DI MERCURIO.

* ANDREA CASTELLI.

* ANGELO CARLISI.

* RICCARDO VOLPE.

* ANTONINO VASSALLO.

* FRANCESCO NAZZARO.

* LORIS GIAZZON.

* GIORGIO VANÒLI.

* GIOVANNI MILÈTO.

* VINCENZO GARÒFALO.

* GIOVANNI LÌZZIO.

* ANTONINO FAVA.

* DON GIUSEPPE DIANA.

*

* ILARIA ALPI.

* MIRAN HRÒVATIN.

* ENRICO ÌNCOGNITO.

* LUIGI BODENZA.

* IGNAZIO PANEPINTO.

* MARIA TERESA PUGLIESE.

* GIOVANNI SIMONETTI.

* SALVATORE BÈNNICI.

* CALOGERO PANEPINTO.

* FRANCESCO MANISCALCO.

* NICHOLAS GREEN.

* MELCHIORRE GALLO.

* GIUSEPPE RUSSO.

* COSIMO FABIO MAZZOLA.

* GIROLAMO PALAZZOLO.

* LEONARDO CÀNCIARI.

* LILIANA CARUSO.

* AGATA ZUCCHERO.

* LEONARDO SANTORO.

* PALMINA SCAMARDELLA.

* ANTONIO NOVELLA .

* FRANCESCO ALOI.

* FRANCESCO BRUNO.

* ANGELO CALABRÒ.

* FRANCESCO BRUGNANO.

* GIUSEPPE DI MATTEO.

* FRANCESCO MARCONE.

* SERAFINO FAMÀ.

* GIOACCHINO COSTANZO.

* PETER IWULE ONJEDEKE. (PITER IVUL ONIEDEK)

* FORTUNATO CORREÀLE.

* ANTONINO BUSCÈMI.

* GIUSEPPE MONTALTO.

* GIUSEPPE CÌLIA.

* GIUSEPPE GIAMMONE.

* GIOVANNI CARBONE.

* CLAUDIO MANCO.

* FRANCESCO TAMMÒNE.

* ANTONIO BRANDI.

* ANTONIO MONTALTO.

* EPIFANIA COCCHIÀRA.

* GIAMMATTEO SOLE .

* GENOVESE PAGLIUCA.

* GIUSEPPE PUGLISI.

* ANNA MARIA TORNO.

* GIOVANNI ATTARDO.

* DAVIDE SANNÌNO.

* SANTA PUGLISI.

* SALVATORE BOTTA.

* SALVATORE FRAZZÈTTO.

* GIACOMO FRAZZÈTTO.

* MARIA ANTONIETTA SAVÒNA.

* RICCARDO SALERNO.

* GIOACCHINO BISCÈGLIA.

* ROSARIO MINISTERI.

* CALOGERO TRAMÙTA.

* PASQUALE SALVATORE MAGRÌ.

* CELESTINO FAVA.

* ANTONINO MOIO.

* RAFFAELE PASTORE.

* MOUSSAFIR DRISS.

* GIUSEPPE LA FRANCA.

* CIRO ZÌRPOLI.

* GIULIO CASTELLINO.

* AGATA AZZOLÌNA.

* RAFFAELLA LÙPOLI.

* SILVIA RUÒTOLO.

* ANGELO BRUNO.

* LUIGI CANGIÀNO.

* FRANCESCO MARZANO.

* ANDREA DI MARCO.

* VINCENZO ARÀTO.

* INCORONATA SOLLAZZO.

* MARIA INCORONATA RAMELLA.

* ERILDA ZTAUSCI.

* ENRICO CHIARENZA.

* SALVATORE DI FALCO.

* ROSARIO FLAMINIO.

* ALBERTO VALLEFUOCO.

* GIUSEPPINA GUERRIERO.

* LUIGI IOCULÀNO.

* DOMENICO GERACI.

* ANTONIO CONDELLO.

* MARIANGELA ANSALÒNE.

* GIUSEPPE BÌCCHERI.

* GIUSEPPE MESSINA.

* GRAZIANO MUNTONI.

* GIOVANNI GARGIULO.

* GIOVANNI VOLPE.

* GIUSEPPE RADÌCIA.

* ORAZIO SCIÀSCIO.

* GIUSEPPE IÀCONA.

* DAVIDE LADINI.

* SAVERIO IERÀCI.

* ANTONIO FERRARA.

* SALVATORE OTTONE.

* EMANUELE NOBILE.

* ROSARIO SALERNO.

* STEFANO POMPEO.

* FILIPPO BASILE.

* HISO TELARAY.

* ALESSANDRO FERRARI

* CARLO LA CATENA

* SERGIO PASOTTO

* STEFANO PICIERNO.

* MATTEO DI CÀNDIA.

* VINCENZO VACCARO NOTTE.

* LUIGI PULLI.

* RAFFAELE ARNESÀNO.

* RODOLFO PATÈRA.

* ENNIO PETROSINO.

* ROSA ZAZA.

* ANNA PACE.

* MARCO DE FRANCHIS.

* ANTONIO LIPPIELLO.

* SALVATORE VACCARO NOTTE.

* ANTONIO SOTTILE.

* ALBERTO DE FALCO.

* FERDINANDO CHIAROTTI.

* FRANCESCO SCERBO.

* GIUSEPPE GRANDOLFO.

* DOMENICO STANÌSCI.

* DOMENICO GULLACI.

* MARIA COLANGIÙLI.

* HAMDI LALA.

* PIETRO SANUA.

* GAETANO DE ROSA.

* SAVERIO CATALDO.

* DANIELE ZOCCOLA.

* SALVATORE DE ROSA.

* GIUSEPPE FALANGA.

* LUIGI SEQUINO.

* PAOLO CASTALDI.

* GIANFRANCO MÀDIA.

* VALENTINA TERRACCIÀNO.

* RAFFAELE IÒRIO.

* FERDINANDO LIGUORI.

* GIUSEPPE ZIZÒLFI.

* TINA MOTOC.

* MICHELE FAZIO.

* CARMELO BENVEGNA.

* STEFANO CIARAMELLA.

* FEDERICO DEL PRETE.

* TORQUATO CIRIÀCO.

* MAURIZIO D'ELÌA.

* HUSAN BALIKÇI . (USAN BALICHKI)

* DOMENICO PACÌLIO.

* GAETANO MARCHITELLI.

* CLAUDIO TAGLIATATELA.

* PAOLINO AVELLA.

* MICHELE AMICO.

* GIUSEPPE ROVESCIO.

* BONIFACIO TILOCCA.

* ANNALISA DURANTE.

* STEFANO BIONDI.

* PAOLO RODÀ.

* GELSOMINA VERDE.

* DARIO SCHERILLO.

* MATILDE SORRENTINO.

* FRANCESCO ESTÀTICO.

* FABIO NÙNNERI.

* MASSIMILIANO CARBONE.

* PEPE TUNEVIC.

* ANTONIO LANDIERI.

* FRANCESCO GRAZIANO.

* FRANCESCO ROSSI.

* ATTILIO ROMANÒ.

* FRANCESCO FORTUGNO.

* GIUSEPPE RICCIO.

* DANIELE POLIMENI.

* GIANLUCA CONGIUSTA.

* CARMELA FASANELLA.

* ROMANO FASANELLA.

* DOMENICO DE NITTIS.

* EMILIO ALBANESE.

* SALVATORE BUGLIONE.

* DANIELE DEL CORE.

* LORIS DI ROBERTO.

* RODOLFO PACÌLIO.

* MICHELE LANDA.

* ANTONIO PALUMBO.

* ANNA POLITIKOVSKAJA. (POLITOSCAJA)

* LUIGI SICA.

* FRANCESCO GÀITO.

* UMBERTO IMPRÒTA.

* GIUSEPPE VEROPALUMBO.

* MARIO COSTABILE.

* DOMENICO NOVIELLO.

* MARCO PITTONI.

* RAFFAELE GARGIULO.

* RAFFAELE GRANATA.

* GENNARO CORTUMACCIO.

* GIUSEPPE MINÒPOLI.

* LORENZO RICCIO.

* RAFFAELE MANNA.

* NICOLA SARPA.

* SAMUEL KWAKU. (WAKU)

* CRISTOPHER ADAMS.

* ERIC AFFUM YEBOAH.

* KWAME ANTWI JULIUS FRANCIS.

* EL HADJI ABABA.

* ALEX GEEMES. (ALEX GIMES)

* FRANCESCO ALIGHIERI.

* GABRIELE ROSSI.

* FELICIA CASTANIÈRE.

 

...e tutti gli altri di cui non siamo ancora riusciti a conoscere il nome.

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Velletri

Velletri (IPA: /velˈletri/[2], Velitrae in latino, Velester in lingua volsca) è un comune italiano di 53 208 abitanti[1] della città metropolitana di Roma.

 

Dista 42 km dal capoluogo e 26 km da Latina. Il centro sorge a un'altitudine media di 332 m. s.l.m.[3] Inclusa – ma solo da alcuni[4] – nell'area dei Castelli Romani nonostante la sua lunga e gloriosa tradizione di libero comune, Velletri è uno dei centri più importanti della provincia. È il 9° comune più popoloso del Lazio e il primo tra i quindici comuni dei Castelli Romani, sia per numero di abitanti che per estensione territoriale.

 

Antichissima città dei Volsci (Velester, e Velitrae in latino) e già autorevole al tempo di Anco Marzio, tanto da poter trattare alla pari con Roma, lo storico Dionigi d'Alicarnasso la definisce ἐπιφανής (epiphanés), "illustre"[5]. È sede della Sede suburbicaria di Velletri-Segni, ed è stato teatro di due storiche battaglie: nel 1744[6] e nel 1849[7]. Velletri fu nel Medioevo uno dei pochi liberi comuni del Lazio e dell'Italia centrale, e una delle pochissime città a conservare una propria vita cittadina.

 

Velletri ospita un tribunale circondariale e un carcere, oltre a numerosi istituti superiori e licei. Capolinea della ferrovia Roma-Velletri, inaugurata da Pio IX nel 1863, la città è uno dei centri attraversati dalla via Appia Nuova.

 

Grazie alle aree di particolare pregio naturalistico (Monte Artemisio e Vivaro), fa parte dell'area tutelata del Parco dei Castelli Romani.

« La bellezza del sito e la giocondità del prospetto le recano grande ornamento e decoro. Dal'oriente ella scuopre una lunga e varia catena di monti, mirandosi ancora le cime degli Appennini, che s'innalzano dentro il limitrofo regno di Napoli. Sopra i monti Albani si scorgono Palestrina, Paliano, Piglio, Serrone: su quelli Lepini, Cori, Sermoneta, Norma, Rocca Massima, e alle falde Giulianello. Dal mezzogiorno si gode la vista delle vastissime campagne delle Paludi Pontine, e ad esse si presentano ancora Cisterna, e la penisola del monte Circeo e l'estesissimo mare Tirreno coll'isolette di Palmarola, Ponza e Sannona, e sulle coste il porto d'Anzio, Nettuno e Astura. Dall'occidente Ardea, e Civita Lavinia con amene colline. Finalmente dal settentrione gode il monte Artemisio tutto coltivato, colle selve sempre verdeggianti di Faggiola e di Lariano. »

(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica - Velletri, vol. LXXXIX p. 214, Venezia 1851.)

 

Il territorio di Velletri si estende a cavallo tra due zone ben distinte: la parte settentrionale è posta sulle propaggini meridionali del sistema dei Colli Albani, formatosi geologicamente circa 150.000 anni fa, dopo il collasso della caldera del Vulcano Laziale; la parte meridionale è invece ai margini dell'Agro Pontino, la cui bonifica, iniziata già al tempo di papa Pio VI, si compì solo con il fascismo.

 

Secondo la classificazione data dal Servizio Geologico d'Italia[8], buona parte del territorio veliterno verso valle è composto da terreno di tipo lps, ovvero da paleosuoli[9]; il resto è in prevalenza composta da suoli di natura lp, lapilli di vario colore distintamente stratificati con intercalazioni cineritiche, zone talora argillificate, ricchi di minerali femici isolati, e abbondante leucite analcimizzata[10]. In banchi circoscritti situati a ridosso del centro storico, il suolo è composto da materiale β5, classificato come leucite metallitica di Velletri[11].

 

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)[12][13]

 

Il territorio di Velletri raccoglie solo gli scoli di numerose vene d'acqua che originano più a monte, e che nel corso dei secoli hanno scavato valloni e calanchi in direzione del mare. Questi corsi d'acqua, la maggior parte dei quali a carattere torrentizio o di piccola portata, prendono il nome di fossi. Sono da menzionare:

 

Fosso Minella, ai margini del territorio comunale verso Genzano di Roma, in prossimità della località di Sant'Eurosia. Questo fosso si origina dal Monte Spina (731 m s.l.m.), in territorio di Nemi, con il nome di fosso dell'Acqua Lucia. Assume quindi la denominazione di fosso Minella dopo il ponte della Strada Statale 7 Via Appia a 405 m s.l.m., ai piedi di Colle degli Olmi. Parallelo al fosso Minella scorre anche il fosso delle Tre Armi, che poi si unisce ad esso;

Fosso di Sant'Eurosia, originato da Colle degli Olmi e attraversante la località omonima, posta a 238 m s.l.m.;

Fosso Paganica, parallelo agli altri due fossi sopra descritti, orientato in direzione NE-OS, questo corso d'acqua nasce da vene d'acqua presenti su Colle Caldaro (467 m s.l.m.), in prossimità del chilometro 37 della Strada Statale 7 Via Appia, e su Colle Tondo (596 m s.l.m.);

Fosso di Ponte Veloce, che nasce da vene d'acqua presenti su Colle Tondo, sul Maschio dell'Artemisio (812 m s.l.m.) e nella selva di Faccialone (615 m s.l.m.). Questo corso d'acqua in prossimità di villa Borgia, superato il centro storico di Velletri, cambia nome in fosso Farina, e subduce al ponte in ferro della ferrovia Roma-Velletri;

Fosso di Anatolia, originato da Colle Bello (600 m s.l.m.), scorre ai piedi dell'altura su cui sorge il centro storico, fino a confluire nel sunnominato fosso Farina già di Ponte Veloce;

Fosso del Peschio, originato dall'Acqua del Peschio (600 m s.l.m.) sottostante Monte Peschio, scorre verso valle fino al chilometro 0 di via Ariana, da dove poi si disperde nel Vallone la Regina, che scorre tangenziale al centro storico.

 

Altre sorgenti importanti sono l'Acqua de' Ferrari, a quota 650 m s.l.m., sottostante Monte de' Ferrari (886 m s.l.m.) presso il territorio di Rocca di Papa, da cui parte l'acquedotto comunale; le sorgenti Marcaccio, Tevola e Bocca d'Orto (602 m s.l.m.); l'Acqua Palomba, che denomina un'intera zona ai confini con Lariano; l'Acqua Vivula, a 227 m s.l.m. al chilometro 41 della Strada Statale 7 Via Appia verso Cisterna di Latina.

Orografia

 

Nel territorio veliterno le quote più elevate sono nella parte settentrionale e in quella orientale, nel sistema dei Colli Albani: si tratta, rispettivamente, del Monte Artemisio (939 m s.l.m.) e del Maschio di Lariano (891 m s.l.m.).

 

Il centro storico ha un'altitudine sostanzialmente uniforme: a parte i 380 m s.l.m. del colle dei Cappuccini, l'altitudine di piazza Giuseppe Garibaldi è 309 m s.l.m., quella di piazza del Trivio 332 m s.l.m., quella di porta Napoletana 329 m s.l.m.. La zona occidentale della città murata è un po' più alta: a San Lorenzo l'altitudine raggiunge i 372 m s.l.m.

 

Per il resto, il territorio a mezzogiorno e occidente è sostanzialmente pianeggiante fatta eccezione per piccole alture che non superano i 300 m s.l.m..

Secondo la classificazione dei climi di Köppen, Velletri rientra nella fascia del “Clima temperato caldo mediterraneo a siccità estiva” (Csa). Dal punto di vista termico le temperature della città differiscono di poco rispetto alla sottostante Pianura Pontina cui si registrano, generalmente, 1° o 2 °C in meno. In condizioni di alta pressione entrano poi in gioco le innumerevoli inversioni termiche, tipica prerogativa del Lazio. A 25 km dalla costa, Velletri risente ancora dell’influenza mitigatrice del Mar Tirreno. Essa si manifesta attraverso un caratteristico delicato zéfiro, popolarmente chiamato Ponentino dai vicini romani, che spira in estate e nelle stagioni intermedie. Molto gradito dalla popolazione, mantiene le temperature dei pomeriggi estivi su valori accettabili, senza che si raggiungano picchi di calore eccessivamente alti (max 28°/30 °C). Nell’ultimo decennio, tuttavia, si nota una maggiore frequenza d’anticiclone africano con temperature massime pari o leggermente superiori a 35 °C in più di un’occasione.

 

Le stagioni intermedie sono le più gradevoli, con l’autunno più caldo della primavera e temperature costantemente miti. Non sono rari, in primavera, refoli d’inverno con improvvise diminuzioni di temperatura associate ad episodi di maltempo. Al pari, in autunno, giornate fresche possono alternarsi a giornate più calde fino a Ottobre inoltrato. L’inverno è costituito da periodi tendenzialmente miti, interrotti da rapidi e intensi picchi di freddo senza che si raggiungano, tuttavia, temperature eccessivamente basse. Nelle notti più rigide la temperatura può raggiungere o scendere, in talune occasioni, lievemente sotto lo 0 °C. Generalmente la sensazione di freddo è fortemente acuita dai burrascosi venti da nord-est che accompagnano sovente le irruzioni di aria fredda.

 

Per quanto riguarda i fenomeni meteorologici Velletri presenta un andamento pluviometrico a cadenza fortemente irregolare. Si alternano periodi siccitosi discretamente lunghi a periodi caratterizzati, al contrario, da precipitazioni frequenti. Quest’ultime si manifestano in ogni stagione e quasi sempre sotto forma di nubifragi, temporali e scariche di grandine. La causa è da attribuire all’orografia. Le correnti perturbate provenienti da sud-ovest, foriere d’umidità, impattano sulla catena dei Colli Albani che abbraccia da nord la città, dando luogo al cosiddetto fenomeno dello stau e originando le classiche piogge orografiche. La siccità estiva, inoltre, può essere interrotta dai temporali di calore estivi pomeridiani benché, negli ultimi anni, sia evidente una notevole diminuzione della frequenza degli stessi.

 

La media annua precipitativa di Velletri va dai 1000 mm della zona al confine con i comuni di Aprilia e Cisterna di Latina, ai 1400 mm del centro abitato, fino ai 1600 mm dell’area dei Pratoni del Vivaro, al confine con il comune di Rocca di Papa. La nevosità dell’area, invece, segue il classico andamento del versante tirrenico italiano, con accumuli nulli o scarsi in pianura (media annuale di 0–5 cm dai 56 ai 400 metri di quota), lievi in collina (5–10 cm dai 400 ai 600 metri di quota), moderati in montagna (10–20 cm dai 600 ai 939 metri di quota). Le nevicate abbondanti al di sotto dei 400 metri di quota sono affidate all’azione di masse d’aria molto fredda e instabile provenienti da nord-ovest (Valle del Rodano). Accumuli superiori ai 10 cm, in tal caso, sono possibili anche in città e in pianura dove però, normalmente, la neve non perdura al suolo a lungo.

 

Il limite massimo per l'accensione degli impianti di riscaldamento è fissato a dodici ore giornaliere dal 1º novembre al 15 aprile, a meno che situazioni climatiche particolari non ne giustifichino l'uso in altri periodi dell'anno[14].

Età antica

« Questa città fu una delle più cospicue de' Volsci; nulla si sa della sua fondazione; e nella storia appare per la prima volta circa l'anno 130 di Roma, ossia 624 anni l'era volgare ai tempi di Anco Marcio. »

(Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della carta de' dintorni di Roma - Velletri, vol. III p. 440, Roma, 1829.)

 

Infatti proprio all'epoca del leggendario Anco Marzio, Roma venne per la prima volta in conflitto con i Volsci[20]. A causa di alcune violazioni del confine da parte dei Volsci, Anco Marzio si sentì in dovere di entrare manu militari nel territorio volsco ed assediare Velitrae, che venne a patti con Roma siglando anche un'alleanza. In forza di questa alleanza, la Gens Octavia, originaria di Velitrae, al momento del suo trasferimento a Roma all'epoca di Tarquinio Prisco, ottenne immediatamente il riconoscimento della cittadinanza romana e dei diritti politici[21].

 

Quando, circa nel 510 a.C., cadde la monarchia di Roma, la Lega Latina assieme agli Etruschi di Porsenna si allearono per rimettere Tarquinio il Superbo sul trono. Anche i Volsci di Velitrae parteciparono a questa alleanza[22], ma quando nella battaglia del Lago Regillo (499 a.C. o 496 a.C.) i Latini vennero sbaragliati dai Romani, i Volsci continuarono ad essere ostili a Roma. Nel 494 a.C., infatti, il Senato inviò il console Aulo Verginio Tricosto Celiomontano a sconfiggere i Volsci: si tenne una battaglia campale in prossimità di Velitrae, al termine della quale i Volsci, sconfitti, fuggirono in città inseguiti dai Romani, che saccheggiarono e conquistarono la città, nella quale fu installata una colonia romana[23].

 

Forse è proprio a questa battaglia a cui fa riferimento Bonaventura Teuli nel suo Theatro Historico di Velletri[24], quando riferisce:

« (...) li Corani assieme con li Popoli di Pometia, benché Colonie de' Romani, s'unirono con gli Aurunci, e perciò li Romani, essendo Consoli Agrippa Menenio, e Publio Postumio fecero guerra contro detti Aurunci, e al fine si ridusse a Pometia con vittoria de Romani. Da questo Agrippa Menenio, e per l'istessa speditione si fabricò, e chiamò il Ponte Menenio, hoggi detto Ponte Menello nella via Appia, dove il Tenente Francesco Cinelli ha una delitiosa Villa (...) »

(Padre Bonaventura Theuli, Theatro Historico di Velletri, p. 34, Velletri 1644 (I ed.).)

 

Questo ponte Menello, anche denominato Minelli o Miniello in dialetto velletrano avrebbe dunque servito egregiamente per circa duemilacinquecento anni i velletrani, prima di venire recentemente sostituito da un nuovo viadotto.

 

Nel 443 a.C. però i coloni romani di Velitrae si schierarono insieme ai Volsci contro Roma, attirandosi contro l'ostilità romana sotto forma prima dei tribuni Lucio e Spurio Papirio che, nel 381 a.C., sconfissero veliterni e prenestini in una battaglia campale ai piedi delle mura cittadine[25], poi nel 379 a.C. di Marco Furio Camillo e quindi nel 377 a.C. di Lucio Quinzio Cincinnato, che espugnò Velitrae ancora una volta. Tuttavia, ancora nel 365 a.C. i Romani dovettero assediare Velitrae, finché nel 338 a.C. i Romani non presero seri e definitivi provvedimenti contro il perenne ribellismo di Velitrae:

Con la perdita della libertà politica, Velitrae iniziò a decadere: priva di mura e isolata dalla grandi vie di comunicazione - la via Appia allora passava per Lanuvio - venne colonizzata ai sensi della Lex Sempronia di Caio Sempronio Gracco.

 

Ottaviano Augusto, nato Caio Ottavio Turino, primo imperatore di Roma, era di famiglia veliterna da tempo stanziatasi a Roma, la gens Ottavia già nominata.[26] Non nacque, quindi, a Velitrae, ma a Roma. Tuttavia, i veliterni ebbero diversi decenni prima della sua nascita una famosa premonizione della fortuna del bambino che sarebbe nato, premonizione raccontata da Svetonio e immortalata negli affreschi settecenteschi nel Palazzo Comunale:

Medioevo

« La città siede sopra l'ultimo ripiano di una lacinia che discende dal dorso dell'Artemisio verso oriente: è cinta di mura semidirute de' tempi bassi, che girano circa 3 m. »

(Antonio Nibby, Analisi storico-topografico-antiquaria della mappa de' dintorni di Roma - Velletri, vol. III p. 463, Roma 1847.)

 

La prima informazione su Velletri nel Medioevo è datata 465: si tratta delle menzione di un tale Adeodato, vescovo cittadino. Tra V e VI secolo la diocesi veliterna andò sempre più acquisendo importanza: nel 592 infatti papa Gregorio I accorpò a Velletri la diocesi decaduta di Tres Tabernae, sulla via Appia. Nello stesso tempo, numerosi pontefici menzionano fondi e beni ecclesiastici situati in Velitris.

 

Nel X secolo Velletri cadde verosimilmente sotto la signoria dei Conti di Tuscolo: infatti risulta menzionato, nel 981, un tale Stefano dux di Ariccia, Velletri e Tuscolo[27]. Del resto, l'intera area dei Colli Albani e dei Monti Prenestini era dominata dai Conti di Tuscolo, inclusa la rocca di Lariano prossima a Velletri.

 

Nel 1184 Roberto il Guiscardo marciò contro Roma e, transitando per Velletri, incontrò la resistenza degli abitanti, che furono ricompensati per questo dal Papa, nel 1101, con un Breve che assegnò amplissimi confini alla Comunità veliterna.

 

Nel XIII secolo Velletri era amministrata in forma di repubblica: ci erano il Consiglio Maggiore, formato dai consules, poi rimpiazzati da una consulta di novemviri; un Sindaco, con compito di vigilanza; i Connestabili, con funzioni di guide militari; e un Podestà per i compiti giudiziari[28].

 

Papa Alessandro IV (1254 - 1261), già vescovo di Velletri, ordinò durante il suo pontificato di portare in Velletri le reliquie dei santi martiri Ponziano ed Eleuterio, conservate da allora nella cripta sottostante la Cattedrale.

 

Nel 1268 venne confermata la concordia tra la Comunità di Velletri e la castellania di Lariano, soggetta alla Camera Apostolica, ai sensi della quale i velletrani dovettero riconquistare il castello occupato in quel periodo da Riccardo Annibaldi.

 

Nel 1298 papa Bonifacio VIII, che prima di divenire Papa era forse stato Podestà di Velletri per sei mesi, con tre bolle alienò la città da ogni soggezione al governo provinciale della Marittima e Campagna, rendendo di fatto la città praticamente indipendente[29].

 

Nel 1328 l'esercito di Ludovico il Bavaro si accampò a Velletri, prima di entrarvi; ma in seguito alla distruzione di Cisterna, i velletrani si rifiutarono di far entrare di nuovo l'imperatore in città.

 

Nel 1342, Nicola Caetani, signore di Fondi, assediò Velletri per impadronirsene: la città tuttavia resistette valorosamente fino all'arrivo di rinforzi da Roma, anche se, dopo la scacciata del Caetani, le autorità cittadine, per l'aiuto ricevuto, dovettero subire la nomina di un Podestà nominato da Roma. Questo tipo di vassallaggio durò fino al 1374, quando, a seguito di polemiche alimentate dai velletrani, si arrivò a un accordo secondo il quale il Podestà sarebbe stato eletto ogni sei mesi: le prime quattro volte la scelta sarebbe toccata direttamente a Roma, mentre per tutte le altre scelte a venire sarebbe bastata la sol ratifica da parte romana. Tuttavia i Caetani rinunceranno definitivamente ad ogni pretesa su Velletri solo nel 1385.

 

Nel 1353 venne inaugurata la Torre del Trivio, simbolo della città di Velletri e del suo prestigio: era il 15 aprile, secondo quanto ricordato da una lapide in caratteri gotici apposta su un muro ad perpetuam rei memoriam.

 

Nel 1408 Ladislao I di Napoli, durante il suo tentativo di conquistare lo Stato Pontificio, occupò Velletri che gli aveva resistito. Tuttavia confermò magnanimamente gli Statuti cittadini e l'indipendenza. Ladislao tornò una seconda volta a Velletri nel 1413.

 

Nel 1434, durante la lotta contro i Colonna ed i Savelli, Papa Eugenio IV rase al suolo il castello di Lariano con l'aiuto di 800 soldati velletrani, ragion per cui il territorio della castellania venne concesso alla Comunità di Velletri, rimanendo accorpato a Velletri fino al 1967.

 

Il 21 aprile 1482, durante la Guerra del Sale tra papa Sisto IV e Ferdinando I d'Aragona, 500 soldati velletrani, fra cui 250 balestrieri considerati tra i migliori militi italiani, combatterono assieme alle truppe pontificie di Roberto Malatesta nella battaglia di Campomorto, in una zona paludosa prossima al territorio velletrano, oggi[quando?] in comune di Aprilia. La vittoria arrise ai pontifici, e i velletrani vennero ricompensati per la fedeltà alla Santa Sede.

Età moderna

« Nella regione del Lazio fra Cora ed Albano, e delle sue regali vie a man sinistra la Latina e a destra l'Appia, sorge l'antichissima e fedelissima città di Velletri, già capo del Regno dei Volsci, sopra un colle a forma di scudo, che da mezzogiorno scuopre il mar Tirreno, e da Levante, da ponente e da settentrione vien circondata da colline, e piani e da montagne fertilissime. »

(Giuseppe Bassi, Descrittione della città di Velletri, Roma, 1631.)

 

Nel 1512 è attestato che Velletri è ancora libera, e che il governo della città è tenuto dai Priori, sostituti dei novemviri, in numero di nove, eletti ogni sei mesi; da un Sindaco, eletto ogni anno, e da altre figure come i Grascieri, i Maestri di Strada, il Procuratore dei Poveri, ed altre.

 

Nel novembre 1526 un contingente velletrano inviato da papa Clemente VII contribuì a radere al suolo il castello di Marino, feudo dei Colonna nemici del Papa e alleati della Spagna[30]. In seguito a questo fatto, Ascanio Colonna, signore di Marino, dopo il sacco di Roma del 7 maggio 1527, quando il Papa è recluso in Castel Sant'Angelo, costringe la Comunità di Velletri ad refectionem, reedificationem et restaurationem terrae Mareni: i velletrani cioè dovranno fornire 15.000 scudi in terreni comunali, oltre a 12.600 scudi con pagamento rateizzato, e più di 6.000 rubbia di calce e 15.000 coppi per la riparazione dei danni compiuti[31]. Inoltre, i lanzichenecchi giungeranno fino a mettere a sacco Velletri.

 

Dopo questo episodio, si può considerare cessato il periodo dell'indipendenza politica di Velletri: nel 1559 infatti il Papa impose a Velletri il governo anche civile del cardinale vescovo, il primo dei quali fu Giovanni Pietro Carafa, poi papa Paolo IV.

 

Nel 1589 papa Sisto V sciolse il governo civile da quello temporale del vescovo, restituendo libertà al Comune: ma papa Gregorio XIV nel 1591 ordinò la riunificazione dei due poteri, sigillando così la fine definitiva del libero comune.

 

Nel 1744 a Velletri si combatté una battaglia della guerra di successione austriaca tra le truppe austriache del principe Cristiano di Lobkowitz e quelle ispano-napoletane del re Carlo di Borbone. La vittoria arrise a questi ultimi. Nel territorio veliterno rimasero i segni della guerra, oltre che nelle strade scavate dal genio militare napoletano sul monte Artemisio, anche in vari edifici bombardati.

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Battaglia di Velletri (1744).

 

Il 18 febbraio 1798 Velletri proclamò la repubblica unitamente ad Albano e Frascati, seguita dopo poco da Marino, ad imitazione di Roma che aveva proclamato la Repubblica Romana. (Vedi Rivoluzione francese nei Castelli Romani e a Velletri)

 

Il 1º febbraio 1832, dopo il ritorno del Papa nello Stato Pontificio, Gregorio XVI istituì la Delegazione di Velletri con il motu proprio Luminose prove, istituzione riconfermata nel 1850 da Pio IX con l'aggiunta dei territori della Delegazione di Frosinone. Di fatto, così Velletri era un capoluogo di provincia.

 

Nel 1848, durante la Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi affrontò Ferdinando II di Borbone in una battaglia campale presso Velletri, ottenendo una clamorosa vittoria (Vedi Battaglia di Velletri (1849)). In seguito Garibaldi, rimasto affezionato a Velletri, scriverà alcune parole dedicate alla battaglia ora scolpite su una parete del cascinale su via Ariana che ospitò il quartier generale garibaldino:

« Qui ebbero stanza alcuni italiani

insofferenti di tirannide

e di menzogne sacerdotali.

Possano le generazioni che seguono

emanciparsi da tali brutture.

»

 

Per quanto riguarda la comunicazioni, nel 1856 arrivò a Velletri il telegrafo e nel 1863 Pio IX inaugurò la ferrovia Roma-Velletri, la terza linea ferroviaria dello Stato Pontificio e una delle prime in Italia. (Vedi Ferrovia Roma-Velletri) Questo giovò non poco alla crescita della cittadina, anche dopo il passaggio al Regno d'Italia nel settembre 1870 e l'accorpamento alla provincia di Roma: infatti nel 1885 sorse il primo istituto bancario in senso moderno, la Cassa di Risparmio di Velletri; nel 1882 si tenne a Velletri una Fiera Enologica e in questi stessi anni nasceva la nota Cantina Sperimentale.

Il terremoto del 1806

 

Alle 8:35 del 26 agosto 1806 un terremoto di magnitudo 5,8 della scala Richter (VIII-IX Scala Mercalli) colpì i Colli Albani. Si ebbero i massimi effetti nella città di Velletri, epicentro della scossa, dove vi fu una situazione di disastro territoriale con chiese, abitazioni e conventi rasi al suolo. Si tramanda che non si ebbero vittime, come ricordato anche in una lapide esposta nel 2006 nel Palazzo Comunale in occasione del bicentenario dell'evento. Il periodo sismico fu molto breve. Alla scossa principale seguirono alcune repliche il giorno stesso e il giorno 28 agosto. Fu il più violento terremoto prodotto dall'edificio vulcanico dei Colli Albani. Alcuni danni si verificarono anche a Roma. La scossa venne avvertita in tutto il centro-sud fino a Napoli, Grosseto, Terni e Pescara. Gli abitanti di Roma e dei Colli Albani spaventati, organizzarono messe solenni. Nacque in questo modo a Velletri la Festa della Madonna delle Grazie.Il XX secolo

 

Nel 1913 arrivarono a Velletri le Tramvie dei Castelli Romani, che collegavano la cittadina direttamente a Roma e agli altri Castelli Romani e che rimasero in funzione su questa tratta fino al 1953.

 

Nel 1927 l'OND (Opera Nazionale Dopolavoro), per volere del regime fascista, istituì la Festa dell'Uva e del Vino, che si celebra ad ottobre. Nel 1927 viene inaugurato alla presenza del Re il Monumento ai Caduti in piazza Giuseppe Garibaldi, è il 4 giugno.

Seconda guerra mondiale

 

Durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco anglo-americano ad Anzio (22 gennaio 1944), Velletri fu al centro del conflitto: negli ultimi giorni del maggio 1944, mentre cadevano sia la linea Gustav a Cassino che la linea Hitler a Pontecorvo, i tedeschi crearono una terza linea fortificata, chiamata linea Caesar, che si estendeva fra Torvaianica, Lanuvio, Velletri, Artena e Valmontone. A Velletri era di stanza la I divisione paracadutisti della Wehrmacht, Il generale statunitense Mark Wayne Clark ordinò il 25 maggio un'offensiva contro la linea Caesar, che tuttavia resistette duramente; sennonché la 36ª divisione di fanteria americana comandata dal general Walker individuò una falla nello schieramento tedesco sul Monte Artemisio, tra Velletri e Valmontone: così tra il 30 ed il 31 maggio 1944 il 142º ed il 143º reggimento penetravano attraverso lo schieramento tedesco da Monte Artemisio, mentre il 141º attaccava Velletri per copertura; l'operazione riuscì con successo, e il 1º giugno Velletri cadde, seguita il giorno dopo da Valmontone ed il 3 giugno da Lanuvio e dagli altri Castelli Romani[32].

 

Eccidio martiri di Pratolungo Il 18 febbraio del 1944 in contrada Pratolungo, tredici cittadini vennero trucidati dai soldati tedeschi durante una rappresaglia. Un eccidio che non risparmiò nemmeno una donna incinta Artemisia Mammucari. Nel 1994, lungo la strada di via di Vecchia Napoli a poca distanza dal luogo dell'eccidio fu posta una stele a memoria delle vittime.

 

Tuttavia, dalla guerra Velletri uscì praticamente distrutta: erano stati danneggiati i suoi monumenti più importanti, dalla Torre del Trivio al Palazzo Comunale e a Palazzo Ginnetti, quest'ultimo distrutto e mai più ricostruito; numerose erano state anche le vittime umane, nonostante lo sfollamento ordinato dalle autorità militari tedesche. (Vedi I Castelli Romani durante la seconda guerra mondiale)

 

La rinascita recente di Velletri è stata tuttavia rapida ed evidente; nonostante lo smembramento nel 1967 sia a livello amministrativo, con la concessione di indipendenza al comune di Lariano, sia a livello religioso, con lo scorporo della Diocesi di Latina e la successiva creazione della Sede suburbicaria di Velletri-Segni, la città si è ripresa ottimamente, con il sorgere di scuole superiori e di centri culturali, della nuova sede del Tribunale e del Battaglione Allievi Sottufficiali dei Carabinieri, poi I Reggimento Allievi Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri e del carcere.

Oggi

 

Nel 2000 è stata inaugurata la nuova sede della Biblioteca Comunale "Augusto Tersenghi"; nel frattempo, è in corso tutta un'opera di rinascita culturale con l'apertura del Teatro di Terra (1995) e la riapertura del Teatro "Ugo Tognazzi", il ripristino del Museo Civico Archeologico e del Museo Diocesano. Nel 2013 è stato riaperto anche il Teatro Artemisio.

 

Il 14 giugno 2001 è stata presentata dall'onorevole Mario Pepe alla Camera dei deputati una proposta di legge sull'istituzione di una provincia dei Castelli Romani con capoluogo proprio Velletri[33].

« I Castelli Romani rappresentano dunque un'area-sistema assolutamente peculiare, di cui fanno parte città notevolmente popolate legate tra loro da millenari legami storici e culturali nonché da un elevato indice di complementarietà economica, con particolare riferimento al settore turistico [...] Appare pertanto ormai anacronistica la eccessiva dipendenza dei Castelli Romani [...] »

(Camera dei Deputati - proposta di legge n° 853 XIV Legislatura, pp. 2-3.)

 

Nella proposta dell'onorevole Pepe, i comuni che sarebbero dovuti entrare nella provincia dei Castelli Romani erano Albano Laziale, Anzio, Ardea, Ariccia, Artena, Carpineto Romano, Castel Gandolfo, Cave, Colleferro, Colonna, Gavignano, Genazzano, Genzano di Roma, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Marino, Monte Compatri, Montelanico, Monte Porzio Catone, Nemi, Nettuno, Olevano Romano, Palestrina, Pomezia, Rocca di Papa, Rocca Priora, San Cesareo, San Vito Romano, Segni, Valmontone, Velletri e Zagarolo[34]. Il capoluogo della provincia istituenda sarebbe stato Velletri, sia a ragione della posizione baricentrica che "del ruolo e dell'importanza strategica di Velletri"[35]. Le risorse finanziarie assegnate alla provincia, una volta costituita, erano state preventivate in 4.600 milioni di lire[

 

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