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Cerca del Balneario de Alicún de Ortega en la Provincia de Granada se pueden contemplar formaciones modificadas por los fenómenos atmosféricos con cambios muy importantes en la climatología, grandes sequías y una progresiva dweserticavión

essa foto é bem bacana e significativa para mim...

 

foi tirada durante o finalzinho de um dia de trabalho de campo...

 

Nela estão algumas de minhas paixões:

pela Natureza

pelo pôr do sol

e pela minha profissão ( geóloga)... é só ver o martelinho...

 

... e claro... a fabi lembrou bem... a paixão pela fotografia ...que me faz eternizar momentos únicos como esse!

  

bjim pra vcs

desejo um fim de semana lindo pra todos!

 

Escursione Geologia Applicata all'Ingegneria Civile

Cueva de Valporquero. León

Auch Drusen genannt.

Höhlenwelten im Kleinformat

Barrika - Bizkaia febrero 2012

El Torcal de Antequera es un paraje en el que la Geología y la Naturaleza se han conjugado para desarrollar un impresionante paisaje cárstico.

Los estratos de calizas jurásicas que lo conforman se depositaron hace unos 200 millones de años en el fondo del mar de Tetis, emergieron y se plegaron durante el Mioceno, formando un pliegue en forma de champiñón, y desde entonces la gelifracción, el viento y la carstificación han ido modificando la superficie generando las formas del relieve que lo caracterizan.

 

Traslate by Google:

The Torcal de Antequera is a place in which Geology and Nature have combined to develop an impressive karst landscape.

The Jurassic limestone strata that make it up were deposited about 200 million years ago at the bottom of the Tethys Sea, emerged and folded during the Miocene, forming a mushroom-shaped fold, and since then the gelifraction, the wind and the karstification have been modifying the surface generating the relief forms that characterize it.

 

Parc national de Canyonlands - Island in the Sky

Please no group invites!!! Thank you for your comments or faves!!!

Per favore no inviti a gruppi!!! Grazie per i vostri commenti o fav!!!

Matinal de geologia i botànica tot pujant a l'històric turó de Montcada

 

4 de febrer del 2018, diumenge | Vocals: Francesc Macià i Conxita Cid

 

La febre del ciment del segle XX va escapçar l'històric turó de Montcada. Ara forma part del parc natural de Collserola i és una illa de natura dins la conurbació barcelonina. En un matí plujós hem anat des de l'estació de Santa Maria de Montcada, a la font de la Mitja Costa, on hem esmorzat. Durant el recorregut hem petjat terrenys silícics i calcaris de l’era primària, i hem gaudit de la vegetació mediterrània del turó, amb algunes plantes tan interessants com la meridional albada.

 

Amb el guiatge d'Àngel M. Hernández Cardona, catedràtic jubilat de ciències naturals.

 

Foto: Fina Martin

 

Cueva de Valporquero. León

Mirando con nuevos ojos las playas de mi tierra natal. EXPLORE

Nikon D300S

Sigma 105mm. macro EX

Kenko N-AF Uniplus Tube 25 DG

F20 1/6 sec.

200 ISO

Treppiede Manfrotto 055XPROB

Testa Manfrotto 488RCO

Scatto a distanza

American side of Niagara falls, NY, U.S.A..-

 

Cataratas del Niágara, lado estadounidense, NY, U.S.A.

Great Sand Dunes National Park & Preserve

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©A.D.Belmont

© COPYRIGHT / TODOS LOS DERECHOS RESERVADOS

 

See where this picture was taken. [?]

Los flysch, uno de los grandes afloramientos geológicos del planeta. En estos afloramientos rocosos los geólogos pueden leer más de 60 millones de años consecutivos de la historia de la Tierra.

Geología en movimiento reciente o geología viva, a diferencia de otros sitios donde se habla de miles y millones de años, acá se trata de fenómenos casi nuevos, de un poco más de un siglo y otros que apenas tienen unas décadas.

Se estima que la Lengua de Vulcano o Ponom hizo erupción cerca de 1840, pero la zona es tan aislada que nadie lo vio. La lava bajó desde el cráter en dos lenguas, una por el valle del río San Pedro (Lontué) en sentido noroeste y otra hacia el noreste. La segunda de estas lenguas de lava produjo la formación de las lagunas de Mondaca. Los campos de arenillas casi blancas que se ven por todos lados (que pueden parecer nieve), corresponden a las cenizas de las erupciones del Quizapú (una de las más grandes de la historia) y del Descabezado Grande, ambas del año 1932.

 

(VER EN GRANDE)

 

La foto está tomada a unos 2300 mts. de altura, bajando desde el paso de Las Ánimas.

 

Genesis: Dance on a volcano - Los Endos

 

Región del Maule, Chile central

Megadontosuchus is a genus of tomistomine from the middle Eocene of Italy. Fossils have been found from Monte Duello in Roncà (province of Verona). The genus is currently monotypic, with the type and only species being M. arduini. The species was originally named in 1880, although it was assigned to the genus Crocodilius (now spelled Crocodylus). The genus was first erected by paleontologist Charles C. Mook in 1955 along with the tomistomine genus Kentisuchus, which was also first classified as Crocodilius. No holotype for Megadontosuchus was designated in 1880, and a lectotype wasn't proposed until 2007.Megadontosuchus differs from other tomistomines in that it has a more robust rostrum, very large teeth (hence the generic name meaing "big-toothed crocodile"), and large supratemporal fenestrae on the skull table

 

Milioni di anni fa Roncà era una baia del vasto mare Mediterraneo, posta ai piedi del vulcano, ora monte Calvarina. A quel tempo il clima doveva essere simile a quello delle attuali aree subtropicali. Lo testimoniano i grandi giacimenti di conchiglie e di molluschi fossili rinvenuti in quello che gli studiosi di geologia e di paleontologia hanno denominato "orizzonte fossilifero di Roncà".Sul Monte Duello è stato ritrovato il Prototherium veronese, un animale acquatico con caratteristiche simili all'attuale lamantino o al dugongo marino, lungo circa due metri e mezzo e risalente a 50 milioni di anni fa. Questa testimonianza, insieme ai numerosi gasteropodi e lamellibranchi, permette di ipotizzare quale fosse l'originaria conformazione geomorfologica di Roncà nell'era del Terziario.Nell'Eocene, circa 40 milioni di anni fa il clima era di tipo subtropicale e il Monte Calvarina con il Duello e il Crocetta costituivano un maestoso complesso vulcanico attivo che emergeva dal mare (in inverno salendo sul Calvarina, durante le giornate di nebbia, si può avere una percezione, vaga ma anche molto suggestiva, di come era presumibilmente il nostro ambiente). Un ambiente costituito da foreste di palme, abitato da molluschi, rettili (il Crocodilus), mammiferi (il Prototherium). Milioni di anni fa Roncà si trovava lungo il bordo della Tetide, c'erano il mare ed il vulcano. Testimonianza di ciò un gran numero di conchiglie di fossili e giacimenti di molluschi raccolti nel locale Museo. Il vulcano, le eruzioni, il mare, le paludi e poi i pesci, i crostacei, i coccodrilli, le tartarughe ed il Prototherium elementi tutti hanno contribuito a creare lo spettacolare ambiente che ha reso Roncà oggetot di vari studi da parte di esperti di paleontologia, e dell'attenzione da parte di numerosi collezionisti ed appassinati

 

www.icmontecchiaronca.it/ronca/fossili.htm

Roca Sgaroira:

si chiama così questo masso erratico adagiato con molti altri sulla collina morenica fra Rivoli e Reano, che i geologi indicano come il fronte del ghiacciao che fino all'ultima glaciazione ricopriva totalmente la valle di Susa.

La leggenda invece indica da sempre questo masso come luogo di raduno delle streghe o "masche" come si dice qui: "Susmaschi" è il suo nome dialettale.

Il mistero consiste nel fatto che nell'area circostante alla roccia si riscontra una strana distorsione del campo magnetico terreste, caratteristica questa comune anche ad altre località della zona e che mai si è potuta spiegare.

[ Hanno provato anche a dare la colpa agli UFO che sono molto visti in zona, ma loro non hanno mai neppure provato a discolparsi :-) ]

Geologia:

il Monte Cecilia (m 199) costituisce l’esempio più notevole di “laccolite”; il rilievo, infatti si è formato per fenomeni vulcanici in cui la lava non è fuoriuscita, come un eruzione vulcanica, ma si è raffreddata più lentamente rimanendo coperte dalle rocce soprastanti, creando cosi quello che viene definito “un vulcano sepolto” o “laccolite”. La roccia vulcanica che costituisce il M. Cecilia è la Latite, ed è un’altra particolarità dell’esfoliazione cipollare, cioè la rottura della roccia in superfici concentriche simili a “strati” di cipolla, fenomeno dovuto al modo in cui la lava si è raffreddata e agli agenti erosivi.

 

Flora:

il sentiero si snoda per la maggior parte nel bosco prevalentemente di robinia, con la presenza in più tratti di altre specie di alberi e arbusti, tra cui l’olmo, il gelso della Cina (Broussonetia papyrifera), l’orniello (Fraxinus ornus); il bagolaro (Celtis australis), il sambuco (Sambucus nigra), l’acero campestre, tra i cespugli, il biancospino (Crataegus monogyna) e la rosa di macchia (Rosa canina). Presso la cima il bosco è prevalentemente formato da ornielli, carpini neri e qualche roverella. Il sottobosco abbonda di pungitopo e fusaggine (Euonimus europaeus) detta anche “berretta del prete” per la caratteristica forma del frutto.

L’area più caratteristica e interessante è senz’altro quella rivolta a Est, dove si attraversano ampi vegri con vegetazione arbustiva di tipo mediterraneo, ginestra, scotano (Rhus cotinus), viburno (Viburnum lontana) e, soprattutto è segnalata la presenza della Ruta Patavina (Haplophyllum patavinum), importante specie endemica.

 

Vegro del Monte Cecilia:

i vegri sono prati aridi che derivano in genere dall’abbandono di aree un tempo coltivate o destinate al pascolo o alla produzione del foraggio. Sono diffusi soprattutto nella parte meridionale dei Colli Euganei e rappresentano un habitat di interesse prioritario a livello comunitario nell’ambito dell’Unione Europea.

La copertura vegetale, molto ricca di specie, è costituita soprattutto da zolle estese di Forasacco eretto (Bromus erectus) e di Assenzio maschio (Artemisia alba), nei tratti circondati dai cespugli o in quelli prossimi al bosco predomina però il Paleo rupestre (Brachypodium rupestre).

Qua e là ci sono alberelli e arbusti, tra cui lo Scotano (Cotynus coggygria) e il Terebinto (Pistacia terebinthus); ai margini, prevalgono densi popolamenti di Ginestra comune (Spartium junceum).

Nota di particolare pregio di questo sito è l’estesa presenza della Ruta Patavina (Haplophyllum patavinum), una pianta che è in Italia è presente esclusivamente sui Colli Euganei.

Soprattutto nei mesi di Maggio e Aprile, vi è la presenza nel prato aperto e nei cespuglieti, numerose specie di orchidee.

Por las hojas miles de venas como ríos, orografía, geología vegetal...

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Las formaciones geológicas singulares son un sujeto que me gusta mucho también para la fotografía y en especial para la nocturna, además de los árboles, las construcciones rurales..., ya que me llaman también ciertas formas que adquiere la roca a lo largo de los años con ayuda de la erosión.

 

La sierra de la Pedrera está formada por arena de playa que se ha convertido en piedra y erosionado después, es una roca más blanda que las típicas calizas de nuestras sierras y presenta alguna similitud geológica con el Monte Arabí de Yecla, con relieves redondeados y abrigos con alveolos de erosión eólica típicos del monte yeclano, y también similitudes arqueológicas, con muchas cazoletas y pinturas rupestres en ambos montes.

 

jumillanatural.blogspot.com.es/2014/12/arco-geologico.html

 

Felices fiestas a tod@s

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