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Villa Pisani Dossi ( Como )

El castell de Sant'Angelo (en italià Castel Sant'Angelo), conegut també com el mausoleu d'Adrià, és un monument romà situat al marge dret del riu Tíber, davant l'antic Pons Aelius (l'actual pont de Sant'Angelo), a no gaire distància de la Ciutat del Vaticà.

 

Iniciat per l'emperador Adrià l'any 135 amb la finalitat de fer-ne el seu mausoleu personal i familiar, fou acabat per Antoní Pius el 139. El monument, bastit amb pedra de travertí, estava coronat per una quadriga de bronze guiada per l'emperador Adrià. Ben aviat l'edifici canviaria d'ús i es convertiria en una fortificació militar. Es va integrar a la muralla d'Aurelià l'any 403.

 

El nom actual del castell prové de l'any 590, durant una gran epidèmia de pesta que va assolar la ciutat de Roma. El papa de l'època, Gregori I, va veure l'arcàngel Sant Miquel al capdamunt del castell embeinant l'espasa, cosa que significava l'acabament de l'epidèmia. Per commemorar aquesta aparició, es va coronar l'edifici amb l'estàtua d'un àngel: primer va ser una escultura de marbre de Raffaello da Montelupo i, des del 1753, n'és una de bronze de Pierre van Verschaffelt sobre un dibuix de Bernini.

 

Des del 1277, el castell està connectat amb la Ciutat del Vaticà mitjançant un corredor fortificat, anomenat el Passetto, d'uns 800 metres de llargària.

 

La fortalesa fou el refugi del papa Climent VII durant el setge i saqueig de Roma de l'any 1527, dut a terme per les tropes de l'emperador Carles I.

 

Fins al segle XIX, el castell servirà de presó política del papat. El 21 de juliol del 1871 s'arria la bandera pontifícia i l'exèrcit italià pren possessió de l'edifici.

 

Restaurat al començament del segle XX, el castell de Sant'Angelo va restar aïllat de les construccions dels voltants fins fins al 1934. Des del 1925 és un museu nacional que allotja una col·lecció de pintura (amb frescos de Perino del Vaga, Antonio da Sangallo el Jove, Dosso Dossi i Lorenzo Lotto, entre d'altres) i armadures.

 

Цифровая репродукция находится в интернет-музее Gallerix.ru

The nymph and the satyr, by Dosso Dossi | | August 9, 2014 | Canon EOS 5D Mark III | ¹⁄₂₅ sec at f/4.0 2000

The Estense Castle or Castle of Saint Michele (Italian: Castello Estense) is a moated medieval structure in the center of Ferrara, northern Italy. It is a large block with four corner towers.

 

History

On May 3, 1385 the Ferrarese people, driven to desperation by taxes and flooding that had brought ruin upon them, took themselves to the Marquis Niccolò II d'Este’s palace to ask the advice of Tommaso da Tortona, the high official held to be responsible for this grave situation. Niccolò tried to calm the revolt all day, but by the evening it was clear that the people's spirits were getting more and more angry and that the very safety of the Estensi was endangered. The order was therefore given to summon the disgraced Tommaso, who was given confession and communion and then given to the crowd, who literally tore him to pieces.

This episode, which resulted later in the death of the leaders of the revolt, convinced the Marquis that the family’s Palace (which is now the Palazzo Comunale) was insufficient to guarantee the security of the nobility in the event of riots. He therefore ordered the construction of a defensive fortress on the north side of the Palazzo, entrusting the project to the architect Bartolino da Novara. He used a pre-existing tower (the Torre dei Leoni), which was part of the defensive walls, at that period very much to the south of the present ones, running, roughly speaking, along the line of the present Corso Giovecca and Viale Cavour. The tower was joined by curtain walls to another three newly built for this project. Between the Este residence and the new fortress was built an aerial passageway (perhaps in wood) to allow people to flee from one to the other.

As the city grew the city walls were moved, so the defensive function of the castle became less important and apartments began to be built in its interior, which was by now considered an annex to the court palace. From the time of Ercole I d'Este on, there are many records of construction of apartments, and of their enlargement and enhancement. The definitive transformation works were ordered by Ercole II after a fire in 1544, which had damaged the previous accommodation. The architect Girolamo da Carpi gave the castle the external appearance which can be still seen today, although the interior has been remodelled several times across the ages. After the departure of the Este to Modena, the castle became the residence of the Papal Legate who administered the Ferrarese territory as civil governor (for a maximum term of four years). There were few changes made to the structure of the building, the most obvious being the increase in height of the north ravelin (the room which currently houses the cafeteria).

In 1860 Ferrara was annexed to the Kingdom of Italy. The castle, now state-owned, was bought for 70,000 liras in 1874 by the Province of Ferrara that utilized the structure as headquarters of the Prefecture.

Over the years the Castle undergone many small restoration projects, especially between 1910 and 1930, when some very questionable attempts were done. During the Second World War the Castle was heavy damaged by bombing, so it was partially reconstructed in 1946.

 

(from Wikipedia)

 

Il Castello Estense

 

Il Castello Estense, o Castello di San Michele, è il monumento più rappresentativo della città di Ferrara. E’ una costruzione con quattro torri agli angoli e circondata da un fossato d’acqua.

 

Storia

Il Castello Estense sorse nel 1385 come strumento di controllo politico e militare. La prima pietra fu posata simbolicamente il 29 settembre, giorno di San Michele, protettore di porte e rocche urbiche.

L’opera fu commissionata all’architetto Bartolino da Novara, già artefice del castello di Pavia e poi di quello di Mantova, dal marchese Niccolò II d'Este che ritenne indispensabile dotarsi di una potente macchina repressiva dopo un’imponente rivolta popolare scatenatasi nel maggio di quello stesso anno. Alla notizia di un ennesimo aumento delle tasse, i ferraresi insorsero e chiesero a gran voce la consegna di Tommaso da Tortona, consigliere del Marchese e responsabile della riscossione delle gabelle. Tommaso, dopo aver debitamente ricevuto i Sacramenti, fu consegnato dal marchese alla folla inferocita, che lo fece letteralmente a pezzi.

 

« il disgraziato Tommaso, non senza aver prima messo in pace con Dio l’anima sua, venne consegnato alla folla inferocita, che, afferratolo e malmenatolo, lo ridusse in tanti pezzi, bruciandone poi alcuni sul rogo dei libri pubblici gettati alle fiamme, issandone altri su canne in segno di trionfo e dando gli intestini da mangiare a uomini, cani ed uccelli. »

( Luciano Chiappini, Gli Estensi)

 

Il Castello sorse intorno alla Torre dei Leoni, un'antica torre di avvistamento già esistente nel XIII secolo ed inserita lungo la cinta muraria che allora delimitava la città verso nord. Bartolino da Novara chiuse il quadrilatero facendo edificare altre tre torri: Marchesana a sud-est, di S. Paolo a sud-ovest e di S. Caterina a nord-ovest. La struttura ebbe quindi in origine la funzione di fortezza difensiva: di quel periodo sono le torri e i ponti levatoi ma nel tempo il suo carattere di reggia dinastica mise in ombra quello militare.

 

Il Quattrocento

  

Ercole I

Dopo il colpo di stato tentato nel 1476 da Niccolò, figlio di Leonello d'Este, Ercole I decise di stabilirsi nel Castello e quindi di apportare all’edificio diversi cambiamenti per adattarlo alla vita di corte. In quel periodo venne raddoppiato il corpo di fabbrica compreso tra la Torre Marchesana e quella dei Leoni e furono iniziati i lavori per ampliare e mettere a decoro la “Via Coperta”, fino ad allora un semplice camminamento che collegava il Castello al Palazzo Ducale, la precedente residenza signorile.

Alla figura di Ercole I si deve la cosiddetta “Addizione Erculea”, affidata all’opera dell’architetto e urbanista Biagio Rossetti nel 1492. L’Addizione prevedeva la costruzione di una grande cintura fortificata che avrebbe raddoppiato le dimensioni della città verso settentrione e reinventato Ferrara in chiave moderna, tanto da poterla annoverare a pieno diritto fra le principali capitali europee. Ulteriore effetto dell’operazione era di spostare il baricentro della struttura urbana e rompere le gerarchie urbane tradizionali.

 

Il Cinquecento

  

Alfonso I

All'inizio del Cinquecento, Alfonso I continuò i lavori di ristrutturazione e decorazione del Castello intrapresi dal suo predecessore Ercole.

A partire dal 1507 Alfonso fece completamente ristrutturare la Via Coperta per collocarci le proprie stanze private. In particolare bisogna ricordare i famosi “Camerini d'Alabastro” dove trovarono posto le sue preziose collezioni d'arte che comprendevano dipinti di Tiziano, Dosso Dossi e sculture di Antonio Lombardo. I cambiamenti apportati non incisero sostanzialmente sull'aspetto esteriore del Castello ma dopo un grave incendio scoppiato nel 1554 vennero avviate diverse campagne di ristrutturazione ad opera di Girolamo da Carpi e alla sua morte da Alberto Schiatti. L'intervento del Carpi non modificò la struttura del complesso ma si limitò ad emendarli in pochi e qualificanti elementi, sufficienti tuttavia a ridefinire l'aspetto ed il significato simbolico. Le balaustre di marmo sostituirono i merli a coda di rondine medievali ingentilendo così l'aspetto del Castello mentre l'aggiunta delle altane servì a slanciare la costruzione verso l'alto, sostituendo all'ottica dell'osservazione militare quella della contemplazione del paesaggio.

Al quinto ed ultimo Duca d'Este, Alfonso II, è invece riconducibile il vasto programma per la messa a decoro del Castello, che interessò l'intero edificio, a partire dal cortile interno fino ai saloni del piano nobile. Nel 1597 Alfonso II morì senza lasciare eredi diretti e Papa Clemente VIII ne approfittò per togliere il governo della città agli Estensi, i quali dovettero l'anno successivo lasciare definitivamente Ferrara per trasferirsi a Modena.

Con l'insediamento dei Cardinali Legati nel Castello, che ne fecero la sede amministrativa del territorio ferrarese, si assistette ad una progressiva decadenza della città: da capitale estense ad anonima periferia dello Stato Pontificio. Gli interventi posti in essere di questo periodo sono pochi e sostanzialmente limitati alla zona della Torre di Santa Caterina, quali l'ampliamento del rivellino nord e la decorazione delle sale adiacenti.

 

Epoca contemporanea

  

Il castello durante il restauro della via Coperta

Nel 1860 Ferrara venne annessa al Regno d'Italia. Il Castello, divenuto proprietà dello Stato, fu acquistato per 70.000 lire nel 1874 dall’Amministrazione Provinciale di Ferrara che ne utilizzerà gli spazi come sede dei propri uffici e della Prefettura. Negli anni l’efficienza strutturale del monumento è stata salvaguardata grazie ai continui lavori di manutenzione, ai quali si sono affiancate, in vari momenti, specifiche opere di restauro. Molti interventi furono fatti nel periodo tra il 1910 ed il 1930, alcuni molto discutibili come quelli tesi a creare una piena accessibilità del cortile del Castello alle autovetture. Durante la Seconda guerra mondiale fu demolito dai bombardamenti il rivellino nord e venne ricostruito fedelmente nel 1946 dal Genio Civile.

 

(da Wikipedia)

  

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Title: Orlando furioso. /

Identifier: orlandofurios00ario

Year: 1556 (1550s)

Authors: Ariosto, Lodovico, 1474-1533 Ruscelli, Girolamo, d. ca. 1565 Pigna, Giovan Battista, 1529-1575 Rota, Giovanni Battista, fl. 1556 Dossi, Dosso, d. 1542 Valgrisius, Vincentius, fl. 1543-1575

Subjects:

Publisher: In Venetia, // Appresso Vicenzo Valgrisi, nella bottega d'Erasmo. /

  

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Ne la buca infintale ^f, tolf> intendeDi Liàu il mal ; ma via aia fi confluitoDal fumo jurtiejce ,e al-volatorjiiofcende, iJoj^jJ?.- E nel terreflre paradtfò è pianto ì ^WT^i>VtJ\ Nel ael poi con Gioitami ilfentier prende , //^Sp?̧0 y&Et infornato (To<rmcoft à punto [ [ *^ >>./ : 2%WJ Prende il fenno d Orlando. e del fuo parte F fi^-Ffcfe , e c/?/^/.! r ;«)/?>•» Tf III _, e parte. VV.

 

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IN CLVESTO CANTO TRENTESIMO CLVARTO SH A LESSEMPIO cfvnpptentilìiiitoci: sfrenato amore nella per(ònadAlceIie,cV per Iadure7zadi Lidia in non piegar(ì mai per alcun tuo merito ad amarlo, ti vede, non diremo noi lingratitudine, comeila della poi ladichi-ira, mapìùtoflola lèrmeZ70,cV la (ìabilità dellanimo dvna valorofà donna ,la quale vedendoche colui per la rifpolta del padre di lei,in non volergliela dai per moglie,!! volc;c furiolamcnte à v-(cir della fedeltà debita a lui,col fuoSi ;nore ,& à far cole, che tornino in tanto danno, & inquiera-niento della donna a mata, lì ufo lue valorofamentc a non indurli ad amai lo mai. Et (è lAutor quifìnge chella di ciò fiaicueiifsiinamente e litigata nellaltro mondo, cdadire,cheauenifle per laltrecircoflanie che in quella (uà vendetta ella aggiunfe, per condurlo à morte. Diche sha altroue di-fcoriò à pieno, per ellèr caio degno di molta confidci ationc più per aramae(lramento,che per difefade gli amanti. C^fNTO TREN

  

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Full title: A Bacchanal

Artist: Attributed to Dosso Dossi

Date made: probably about 1515-20

Source: www.nationalgalleryimages.co.uk/

Contact: picture.library@nationalgallery.co.uk

 

Copyright © The National Gallery, London

Musée du Louvre, Paris

 

I watched this lady for at least 5 mins. She applied makeup, eyeliner & remove her eyebrows completely unaware of anything around her. I should go more often to the Louvre... :)

Dosso Dossi (1486-1542) - The Archangel Michael.

Detail.

Staatliche Kunstsammlungen Dresden..

 

Wikipedia Encyclopedia:

Dosso Dossi (c. 1490 – 1542), real name Giovanni di Niccolò de Luteri, was an Italian Renaissance painter who belonged to the Ferrara School of Painting.

 

Dossi was born in San Giovanni del Dosso, a village in the province of Mantua. His early training and life is not well documented; his father, originally of Trento, was a bursar (spenditore or fattore) for the Dukes of Ferrara. He may have had training locally with Lorenzo Costa or in Mantua, where he is known to have been in 1512. By 1514, he would begin three decades of service for dukes Alfonso I and Ercole II d'Este, becoming principal court artist. Dosso worked frequently with his brother Battista Dossi, who had trained in the Roman workshop of Raphael. The works he produced for the dukes included the ephemeral decorations of furniture and theater sets. He is known to have worked alongside il Garofalo in the Costabili polyptych. One of his pupils was Giovanni Francesco Surchi (il Dielai).

 

Dosso Dossi is known less for his naturalism or attention to design, and more for cryptic allegorical conceits in paintings around mythological themes, a favored subject for the humanist Ferrarese court (see also Cosimo Tura and the decoration of the Palazzo Schifanoia). Freedburg uses the term sprezzatura to refer to Dossi's caricature-like, primitivist, and eccentric distortions of proportion. Dossi is also known for the atypical choices of bright pigment for his cabinet pieces. Some of his works, such as the Deposition have lambent qualities that suggest some of Correggio's works. Most of his works feature Christian and Ancient Greek themes and use oil painting as a medium.

 

Here you find a link to the Museum:

www.skd.museum/

 

See also my list of best and worst museums in the world:

www.flickr.com/photos/menesje/4059308291/

And here you find my list of best and worst museums in Holland:

www.flickr.com/photos/menesje/4059604700/

 

Dosso Dossi. (Giovanni Luteri) 1489-1542 Ferrare. Nymphe et Satyre. Vers 1510. Florence. Palazzo Pitti. Galleria Palatina.

 

Dosso Dossi. (Giovanni Luteri) 1489-1542. Ferrara. Nymph and Satyr. Around 1510. Florence. Palazzo Pitti. Palatine Gallery.

An array of enticing visual clues has given rise to many theories about Dosso Dossi's Mythological Scene, but no one has determined the painting's precise meaning. The cupids in the sky, the lush setting, and the sensuous nude lying on a bed of flowers indicate that the subject is love. The male figure on the right is the Greek god Pan, a satyr. In Renaissance allegories he personifies lust, since he seduced the nymphs with the music of the pipes held in his left hand. The sleeping nude in the foreground may be the nymph Echo, who spurned Pan for Narcissus. The old woman at the center of the group could be Echo's protector Terra, who sits above her and shields her from harm. Next to the old woman and dressed in a green gown, billowing red cape, and armor is a mysterious and yet to be identified woman. Her costume indicates that she is likely a goddess. Dossi painted this figure and then changed his mind and covered her up with a landscape. She was uncovered again during a restoration in the 1800s.

 

Additional clues also tell scholars that the painting was cut down by about six inches on the left side at some point. The arm of another cupid can be seen at the painting's upper left edge, and a x-radiograph reveals the partially cut-off figure of a man under the lower part of the landscape. X-ray photographs also display various pentimenti, or alterations made by the artist. Initially, Dossi included a suit of armour and a sword hanging from the lemon tree, a cello held by the woman in the red cape, and a downward gaze for the old woman.

 

[Oil on canvas, 64.5 x 57.25 inches]

 

gandalfsgallery.blogspot.co.uk/2012/07/dosso-dossi-mythol...

Dosso Dossi (active 1512; died 1542) - Lamentation over the Body of Christ (Pieta), 1510-20 : detail

Il Castello è stato edificato con funzioni difensive sopra un rilievo roccioso, originariamente sede di un castrum romano.

Il dosso in cui venne edificata la fortezza a partire dal XIII secolo era denominato Malconsey. Già a partire dal 1300 il toponimo anticamente utilizzato per indicare il piccolo colle non venne più utilizzato e si preferì modificare il nome originario, adottando un termine più positivo: il castello Malconsey divenne Buonconsilii (del Buonconsiglio).

La sua attuale struttura è il risultato di una plurisecolare aggregazione edilizia: sono infatti ben distinguibili diverse sezioni e strutture, risalenti a secoli diversi. Il castello del Buonconsiglio rappresenta uno dei più grandi complessi fortificati delle Alpi.

La parte più antica è quella di gusto romanico, rappresentata dal nucleo duecentesco del Castelvecchio (che venne poi ricostruito nel 1440) e dell'ampio torrione circolare (chiamato Torre d'Augusto). In una fase successiva, tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, la struttura venne profondamente modificata dai principi vescovi Giorgio di Liechtenstein e Giovanni IV Hinderbach. Il primo collegò al Castelvecchio la Torre Aquila, che fece affrescare con il Ciclo dei Mesi, uno straordinario esempio di Gotico Internazionale. Giovanni IV Hiderbach fece costruire la grande merlatura e il loggiato di gusto gotico-veneziano.

Nel 1500 il cardinale Bernardo Clesio, impegnato in un progetto di ristrutturazione e riqualificazione urbanistica dell'intera città, fece edificare a sud del complesso una costruzione rinascimentale, il Magno Palazzo, nuova dimora di principi vescovi, affrescata da Dosso Dossi e da Girolamo Romanino.

In età barocca, il vescovo Francesco Alberto Poia costruì la Giunta Albertiana, struttura che permette la comunicazione diretta fra la sezione medievale e il Magno Palazzo.

Nel 1796 la città venne invasa dalle truppe napoleoniche e l'ultimo principe vescovo, Pietro Vigilio Thun, lasciò il castello e si rifugiò nella fortezza di famiglia in Val di Non. Con la secolarizzazione del Principato Vescovile di Trento e la sua annessione alla Contea del Tirolo, il Buonconsiglio si ridusse da sede di rappresentanza a caserma militare austriaca.

Durante la prima guerra mondiale, la Sala del Tribunale (la cinquecentesca Stua della Famea) fu sede del processo (1916) agli irredentisti Cesare Battisti, Fabio Filzi e Damiano Chiesa. Dopo la sentenza, che sanciva la condanna a morte per alto tradimento, i tre irredentisti vennero condotti nelle celle ricavate nel loggiato. La sentenza venne eseguita nel prato tra il castello e le mura poste ad est (la Fossa dei Martiri): il 19 maggio 1916 venne fucilato il sottotenente roveretano Damiano Chiesa, volontario nell’esercito italiano; il tenente Battisti e il sottotenente Filzi vennero impiccati il 12 luglio successivo.

Nel 1918 lo Stato italiano divenne proprietario del Castello, che passò alla Provincia autonoma di Trento nel 1974. Il castello è maniero d'Onore dell'Ordine di Vittorio Veneto figurando in alto a sinistra nel diploma di Cavaliere.

Title: Orlando furioso. /

Identifier: orlandofurios00ario

Year: 1556 (1550s)

Authors: Ariosto, Lodovico, 1474-1533 Ruscelli, Girolamo, d. ca. 1565 Pigna, Giovan Battista, 1529-1575 Rota, Giovanni Battista, fl. 1556 Dossi, Dosso, d. 1542 Valgrisius, Vincentius, fl. 1543-1575

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Publisher: In Venetia, // Appresso Vicenzo Valgrisi, nella bottega d'Erasmo. /

  

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Gr.vi cofe fa perfìrada ilpazgg Orlando.^f Mandrie ardo dà Rupvier la morte ;Sta/Si /.t belli moglie in affettando,Chei Tenga 3 e pena [ente acerba e forte ,Ma à lui, chè fh ito, a la gir quandoPromcffo hauetta, aliar yietb la forte.Va co fratelli intanto ardito e baldoPer darfoccorfo aljuo Signor, Rinaldo.

  

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Title: Orlando furioso. /

Identifier: orlandofurios00ario

Year: 1556 (1550s)

Authors: Ariosto, Lodovico, 1474-1533 Ruscelli, Girolamo, d. ca. 1565 Pigna, Giovan Battista, 1529-1575 Rota, Giovanni Battista, fl. 1556 Dossi, Dosso, d. 1542 Valgrisius, Vincentius, fl. 1543-1575

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Title: Orlando furioso. /

Identifier: orlandofurios00ario

Year: 1556 (1550s)

Authors: Ariosto, Lodovico, 1474-1533 Ruscelli, Girolamo, d. ca. 1565 Pigna, Giovan Battista, 1529-1575 Rota, Giovanni Battista, fl. 1556 Dossi, Dosso, d. 1542 Valgrisius, Vincentius, fl. 1543-1575

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nnotationifopra il Decamerone del Boccaccio, cr cosi nel principiodel Petrarca, ne Commentari] della linguaìtaliana, eynel uolume delle lette*re de Tredici Autori ìUufbri, con altre lettere, ey due altri libri da me nuouamente aggiuntati, io ho renduta piena ragione dellortografìa, ey ho moftrato (quel*lo,che però non è in dubbio alcuno tra quei che fanno ) che à i tempi del B<jrc<jc=ciò, di Dante, ey del Petrarca, nonflfeppe quafi mun uero, ey regolato mododi ortografia, ey feriticelo quafi con tutta lortografìa L atina, ufando lax.lay.iì.ph. th. eyfenzaaccenti alcuni, ey quello che è molto peggio ,fcnza apoflrofo, ò colli/ione ,fcriuendo cosi luna, quando diceano luna cy Ultra, come quando diccano la luna del cielo, ey così dognaltra. il che fi uede,che ancora molti flampatori, non dico da+o.ò fo. anni a dietro, ma da 4. ey e. fi fon pregiati di fare, credo per parere òàloro,òà chi ordmaua loro le cofe, di ritornare in quefìa età noflra una moU • * * « to

 

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tofaporìtd forte di uumdd nuottd, ey con quello rimanere Ammirabili, er moflrdr che più uaglia ilgenerofo capriccio loro, che le ragioni, le regole, er U mamfeflifiima necefiità non che utilità perlintendimento delle fcritture. Ora quantunquc,come pur ora ho detto, io di ciò habbia trattato ilungo in tanti altri luoghi,tuttauia.pcrche molti,chc per auentura non [hanno letto in quelli, non habbiano che defiderare in quejlo, cy rejlmo capaci di quanto io ho fatto intorno à ciò in quejlo libro àbeneficio degli Hudiofi, ne dirò ancor qui breuifiimamente alcune cofe infojlanza, più importantLEttanto più, che non mancheranno alcuni muidioft, ò maligni, eyfopr atutto ignoranti, chefenza dartempo à i ghiribizzi che nafeon loro nel cer nello, di maturar fi, gli ftingon fuori a! primo tratto buo*tuo cattiui che fieno, fi faran fubito àcauallo,con dir chio ho uolutorinouarla fcrittura tenutifin qui in tutti il uriofi che fi fon uijli, cy già odo fin di qua la caterua de Pedanti, c

  

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Dosso Dossi (active 1512; died 1542) - Adoration of the Magi, probably 1530-42 : detail

Title: Orlando furioso. /

Identifier: orlandofurios00ario

Year: 1556 (1550s)

Authors: Ariosto, Lodovico, 1474-1533 Ruscelli, Girolamo, d. ca. 1565 Pigna, Giovan Battista, 1529-1575 Rota, Giovanni Battista, fl. 1556 Dossi, Dosso, d. 1542 Valgrisius, Vincentius, fl. 1543-1575

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chOrlando fol lha morteOnde dimudia e merauiglia paioVa Madncardo apprefjo algucmer firte,Si o ode poi di Dar alice in feno,Cliel cielo, el ralorfuo li danno m forteGiuno-e a Pariti da l^fiivclguidatoRinaldo; e già l affatto i Mori han dato. QVESTO QJV ARTODECIMO, CI PONE AVANTI à jji occhi nella perlòna del Re Carlo una uiuacV perfetta imagine dun prudentifsimo &• ualot olihimo Principe nella dife- (ì duna città. Et come Iddio benigniisimo non lafcia mai priuato del luo aiu lochili rìda in lui. C^CNTO QV^f RTODEC1MO.

 

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E I MOLTI affati, e ne icrudcl còflitti, Chauuti haueacon Francia, Afi ica, e Spagna, Morti erano in*fittiti j e dere*littt , Al lupo, al coruo, à laquila grifagna,E benché i Franchi fvffero più afflitti,Che tutta hauean perduta la campagnaP;« fi doteano i Saracin per moltiTrincìpi, f gran Baron, cheran lor tolti. Hebbon uìttorie cosi fanguinofe,Che lor poco auanzò, di che aUegrarfi,E fé a le antique le moderne cofe,Inmtto Alfinjo,demio afiimigliarft, La gran uittoria, onde à le uirtuofcOpere uofìre, può la gloria dar fi,Di chaucr fempre lagrimofe cigliaRauennadeue, a quefla safiuniglu ; Quando cedendoMorint, e Ttccardt,Lefferato formando, e lAquilano,Voi nel mezo affalijìegli flcndardiDel quafì uincitor nemico \fpano ;Seguendo uoi queigiouam gagliardi,Che meritar con ualorofa manoQuel di da uoi per honorati doniLcìfe indorate, e glindorati ffrom. Con si animofì petti, che iti fòroVicini, 6 poco lungi al gran periglio,Crollajìc sì ie ricche Ghiande doro,Sì rompcjk

  

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Girolamo Romanino (1484/7-1562) - Salome with the Head of John the Baptist.

Detail.

Around 1516-1517.

Gemäldegalerie Staatliche Museen, Berlin.

 

Wikipedia:

Girolamo Romani (Romanino) (c. 1485 – c. 1566) was an Italian High Renaissance painter active in the Veneto and Lombardy, near Brescia. His long career brought forth different styles.

 

Romani was born in Brescia. His early training and life are not well documented.

 

He took up residence in Venice in his twenties, at the latest by 1513. He was commissioned to complete a Madonna enthroned with four saints for the church of Santa Giustina in Padua in 1513. The coloration of the painting is of Venetian style, but the duller visages in bejeweled setting recalls styles of previous generations.

 

Romanino completed four frescoes in the nave of the cathedral of Cremona in 1519-1520 depicting stories of the Passion of Christ. His paintings have eclectic influences using Venetian coloration with Florentine-Lombard modeling. In the Cremona frescoes, the Lombard influence of Altobello Melone is strong, in the narrative and decorative elements of the fresco. By 1521, Romanino was replaced by Il Pordenone in the decoration of the church.

 

He then returned to Brescia to work (1521–1524) with Alessandro Bonvicino in the decoration of the "Cappella del Sacramento" in San Giovanni Evangelista. His St. Matthew and the Angel depicts the apostle at work under candlelight, and represents one of the first such nocturnes in Italian painting, a device which Correggio and Cambiaso would soon pursue. He also helped decorate the Palazzo Averoldi. A series of frescoes in the Castle of Malpaga, near Bergamo (1520-1530s), celebrating the life of Bartolomeo Colleoni, is attributed to him.

 

In 1531 to 1532, he worked with Dosso Dossi in fresco decoration of Castello del Buoncosiglio in Trento. He completed organ shutters for the church of Asola on Augustus and the sibyl, and Sacrifice of Isaac. He died between 1559-1561. His main pupils were his son-in-law Lattanzio Gambara, Girolamo Muziano, and Stefano Rosa. He is also known to have influenced artists such as Giulio Campi

 

Here you find a link to the website of the museum:

www.smb.museum/smb/standorte/index.php?lang=de&p=2&am....

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ANTALYA, TURKEY - JANUARY 9: American Model Lindsay Ellingson poses to media after walked on the runway during the 19th Dosso Dossi Fashion Show on January 09, 2015 in Antalya, Turkey. (Photo by Suleyman Elcin/Anadolu Agency/Getty Images)

The subject may be taken from Ovid's Fasti and represent an episode during the Feast of Cybele. However, this is not certain and other bacchanalian subjects are possible.The painting is in very poor condition and the quality is hard to assess. It has sometimes been mistaken for the picture which Dosso Dossi is known to have made for the Camerino d'Alabastro in the Castello at Ferrara.

 

Giovanni di Luteri, known as Dosso Dossi (from his birthplace) was, with his brother Battista, the leading painter in Ferrara in the early 16th century. From 1514 he worked chiefly for the Ferrara court, ruled by Duke Alfonso and then by Duke Ercole d'Este, painting mythological and modern poetic subjects, as well as portraits, decorative frescoes and religious themes.

 

[Oil on canvas, 140.9 x 168.2 cm]

 

gandalfsgallery.blogspot.com/2011/09/dosso-dossi-bacchana...

Dosso Dossi (active 1512; died 1542) - A Man embracing a Woman, c1524

Identifier: americaneducator05fost

Title: The American educator; completely remodelled and rewritten from original text of the New practical reference library, with new plans and additional material

Year: 1919 (1910s)

Authors: Foster, Ellsworth D., ed Hughes, James L. (James Laughlin), 1846-1935

Subjects: Encyclopedias and dictionaries

Publisher: Chicago, Ralph Durham Co.

Contributing Library: Internet Archive

Digitizing Sponsor: Internet Archive

  

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bly only the CongressionalLibrary at Washington excels it. The cityhas sixteen parks, aggregating 500 acres.The Federal government has appropriated$550,000 for a new postoflfice building. There is considerable manufacturing; theproducts of greatest note are carriages, farmimplements, dynamos, gas engines, machinetools and art glass. Population, 1910, 25,-531; in 1917, 31,315 (Federal estimate). ADONNA, a tenn nowcommonly used in all lan-guages to refer to theVirgin in works of art.It was not until after a. d.431, when the Councilof Ephesus declared theVirgin Mary to be theMother of God, that shewas frequently represent-ed in art, but after thattime the number of paint-ings increased rapidly. Inearly art she was painted with a robe ofblue, starred or marked with gold and usu-ally draped over her head. Bjzantine modelswere followed up to the thirteenth century,when the revival of painting in Italy broughtmore natural and beautiful forms. FraFilippo Lippi was the first to portray the in-

 

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MADONNA 2215 MADRAS carnation of maternal love and childish inno-cence. Botticellis two best productions rep-resent the Virgin crowned and adored bydreamy angels. Only two of Leonardo daVincis Madonnas remain, both of which arecharming representations. The Umbrianpainters left striking and beautiful picturesof the Madonna, one of the best of which isthe Madonna Enthroned, by Dosso Dossi,now in the Cathedral at Ferrara. Of Vene-tian i^ainters, Giovanni Bellini and Titianstand out most prominently, and TitiansPesaro Madanna in the Church of Frari,Venice, is the most celebrated. Of all theItalian painters of Madonnas, Raphael wasthe greatest. In his early period his themewas Mary the mother, while later he repre-sented her as queen of heaven. Of his fiftyor more excellent Madonnas, the most cele-brated are the Madonna of the Chair and theSistine Mado-nna (see below). The artists of Xortheni Europe did notproduce manj^ famous Madonnas, and ofthese, few remain. The first in rank of theGerm

  

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ca. 1520-1525 --- by Dosso Dossi --- Image by © Arte & Immagini srl/CORBIS

Dosso Dossi (1486-1542) - The Archangel Michael.

Detail.

Staatliche Kunstsammlungen Dresden..

 

Wikipedia Encyclopedia:

Dosso Dossi (c. 1490 – 1542), real name Giovanni di Niccolò de Luteri, was an Italian Renaissance painter who belonged to the Ferrara School of Painting.

 

Dossi was born in San Giovanni del Dosso, a village in the province of Mantua. His early training and life is not well documented; his father, originally of Trento, was a bursar (spenditore or fattore) for the Dukes of Ferrara. He may have had training locally with Lorenzo Costa or in Mantua, where he is known to have been in 1512. By 1514, he would begin three decades of service for dukes Alfonso I and Ercole II d'Este, becoming principal court artist. Dosso worked frequently with his brother Battista Dossi, who had trained in the Roman workshop of Raphael. The works he produced for the dukes included the ephemeral decorations of furniture and theater sets. He is known to have worked alongside il Garofalo in the Costabili polyptych. One of his pupils was Giovanni Francesco Surchi (il Dielai).

 

Dosso Dossi is known less for his naturalism or attention to design, and more for cryptic allegorical conceits in paintings around mythological themes, a favored subject for the humanist Ferrarese court (see also Cosimo Tura and the decoration of the Palazzo Schifanoia). Freedburg uses the term sprezzatura to refer to Dossi's caricature-like, primitivist, and eccentric distortions of proportion. Dossi is also known for the atypical choices of bright pigment for his cabinet pieces. Some of his works, such as the Deposition have lambent qualities that suggest some of Correggio's works. Most of his works feature Christian and Ancient Greek themes and use oil painting as a medium.

 

Here you find a link to the Museum:

www.skd.museum/

 

See also my list of best and worst museums in the world:

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And here you find my list of best and worst museums in Holland:

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London, National Gallery

high resolution photo

 

Bacchus, god of wine, emerges with his followers from the landscape to the right. Falling in love with Ariadne on sight, he leaps from his chariot, drawn by two cheetahs, towards her. Ariadne had been abandoned on the Greek island of Naxos by Theseus, whose ship is shown in the distance. The picture shows her initial fear of Bacchus, but he raised her to heaven and turned her into a constellation, represented by the stars above her head.

 

The programme for the series was probably devised by a humanist scholar in the service of Alfonso d'Este. The subject of Bacchus and Ariadne is derived from the classical authors Ovid and Catullus.

 

The painting is one of a famous series by Bellini, Titian and the Ferrarese artist Dosso Dossi, commissioned for the Camerino d'Alabastro, (Alabaster Room) in the Ducal Palace, Ferrara, by Alfonso d'Este, Duke of Ferrara, who in around 1510 tried to include Michelangelo and Raphael among the contributors. Titian's painting was in fact a substitute for one with a similar subject which the Duke had commissioned from Raphael. Bellini's 'Feast of the Gods' for this room is dated 1514, and the three works by Titian were painted 1518-25.

  

Full title: Lamentation over the Body of Christ

Artist: Dosso Dossi

Date made: perhaps about 1510-20

Source: www.nationalgalleryimages.co.uk/

Contact: picture.library@nationalgallery.co.uk

 

Copyright © The National Gallery, London

Il Castello Estense sorse nel 1385

come strumento di controllo politico e militare. La prima pietra fu

posata simbolicamente il 29 settembre

, giorno di San Michele

, protettore di porte e rocche

urbiche.

 

L'opera fu commissionata all'architetto Bartolino da Novara

, già artefice del

castello di Pavia e poi

di quello di Mantova

,

dal marchese Niccolò II d'Este

che ritenne

indispensabile dotarsi di una potente macchina repressiva

dopo un'imponente rivolta

popolare scatenatasi nel maggio di quello stesso anno. Alla notizia di

un ennesimo aumento delle tasse, i ferraresi insorsero e chiesero a gran

voce la consegna di Tommaso da Tortona

,

consigliere del Marchese e responsabile della riscossione delle gabelle

. Tommaso, dopo aver debitamente

ricevuto i Sacramenti, fu consegnato dal marchese alla folla inferocita,

che lo fece letteralmente a pezzi.

 

*«* il disgraziato Tommaso, non senza aver prima messo in pace con Dio

l'anima sua, venne consegnato alla folla inferocita, che, afferratolo e

malmenatolo, lo ridusse in tanti pezzi, bruciandone poi alcuni sul rogo

dei libri pubblici gettati alle fiamme, issandone altri su canne in

segno di trionfo e dando gli intestini da mangiare a uomini, cani ed

uccelli. *»*

 

(Luciano Chiappini, /Gli Estensi/)

 

Il Castello sorse intorno alla Torre dei Leoni, un'antica torre

di avvistamento già esistente nel

XIII secolo ed inserita lungo

la cinta muraria che allora delimitava la città verso nord. Bartolino da

Novara chiuse il quadrilatero facendo edificare altre tre torri:

Marchesana a sud-est, di S. Paolo a sud-ovest e di S. Caterina a

nord-ovest. La struttura ebbe quindi in origine la funzione di fortezza

difensiva: di quel periodo sono

le torri e i ponti levatoi

ma nel tempo il suo carattere di reggia

dinastica mise in ombra quello

militare.

 

Il Quattrocento [modifica

]

   

Ercole I

 

Dopo il colpo di stato

tentato nel 1476 da Niccolò, figlio

di Leonello d'Este ,

Ercole I decise di stabilirsi

nel Castello e quindi di apportare all'edificio diversi cambiamenti per

adattarlo alla vita di corte. In quel periodo venne raddoppiato il corpo

di fabbrica compreso tra la Torre Marchesana e quella dei Leoni e furono

iniziati i lavori per ampliare e mettere a decoro la "Via Coperta", fino

ad allora un semplice camminamento che collegava il Castello al Palazzo

Ducale, la precedente residenza signorile.

 

Alla figura di Ercole I si deve la cosiddetta "Addizione Erculea

", affidata all'opera

dell'architetto e urbanista Biagio Rossetti

nel 1492

. L'Addizione prevedeva la

costruzione di una grande cintura fortificata che avrebbe raddoppiato le

dimensioni della città verso settentrione e reinventato Ferrara in

chiave moderna, tanto da poterla annoverare a pieno diritto fra le

principali capitali europee. Ulteriore effetto dell'operazione era di

spostare il baricentro della struttura urbana e rompere le gerarchie

urbane tradizionali.

 

Il Cinquecento [modifica

]

 

All'inizio del Cinquecento ,

Alfonso I continuò i

lavori di ristrutturazione e decorazione del Castello intrapresi dal suo

predecessore Ercole.

 

A partire dal 1507 Alfonso fece

completamente ristrutturare la Via Coperta per collocarci le proprie

stanze private. In particolare bisogna ricordare i famosi "Camerini

d'Alabastro " dove

trovarono posto le sue preziose collezioni d'arte che comprendevano

dipinti di Tiziano , Dosso Dossi

e sculture di Antonio

Lombardo .

I cambiamenti apportati non incisero sostanzialmente sull'aspetto

esteriore del Castello ma dopo un grave incendio scoppiato nel 1554

vennero avviate diverse campagne di

ristrutturazione ad opera di Girolamo da Carpi

 

e alla sua morte da Alberto Schiatti

.

L'intervento del Carpi non modificò la struttura del complesso ma si

limitò ad emendarli in pochi e qualificanti elementi, sufficienti

tuttavia a ridefinire l'aspetto ed il significato simbolico. Le

balaustre di marmo sostituirono

i merli a coda

di rondine medievali ingentilendo così l'aspetto del Castello mentre

l'aggiunta delle altane servì a

slanciare la costruzione verso l'alto, sostituendo all'ottica

dell'osservazione militare quella della contemplazione del paesaggio.

 

Al quinto ed ultimo Duca d'Este, Alfonso II

, è invece

riconducibile il vasto programma per la messa a decoro del Castello, che

interessò l'intero edificio, a partire dal cortile interno fino ai

saloni del piano nobile . Nel

1597 Alfonso II morì senza lasciare

eredi diretti e Papa Clemente VIII

ne approfittò per togliere

il governo della città agli Estensi, i quali dovettero l'anno successivo

lasciare definitivamente Ferrara per trasferirsi a Modena

.

 

Con l'insediamento dei Cardinali Legati nel Castello, che ne fecero la

sede amministrativa del territorio ferrarese, si assistette ad una

progressiva decadenza della città: da capitale estense ad anonima

periferia dello Stato Pontificio

. Gli interventi posti in

essere di questo periodo sono pochi e sostanzialmente limitati alla zona

della Torre di Santa Caterina, quali l'ampliamento del rivellino

nord e la decorazione delle

sale adiacenti.Wiki

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