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“Si è trattato di un mozzicone di sigaretta, la bomba non è mai stata trovata”: si è pronunciato in questo modo, qualche giorno fa, l’eterno Licio Gelli, il Maestro Venerabile della Loggia P2, ricordando l’immane strage compiuta alla stazione di Bologna il 2 agosto 1980 per opera dei fascisti e dei servizi segreti, più o meno deviati.

La frase di Gelli è rimasta senza repliche perché in questo momento l’intero circo mediatico – politico è impegnato sulle piste della trattativa “Stato – Mafia” del 1992 e a commentare, al proposito, con la consueta puntuale piaggeria l’enorme “arroganza del potere” che ancora una volta si è espressa in tutta la sua volontà di prevaricazione.

Un silenzio che ha tralasciato, così, un punto fondamentale d’analisi che pure poteva essere colto: quello della continuità non solo tra la strage di Bologna e la trattativa “Stato – Mafia” intesa quale continuità nella storia del “doppio Stato” o della “tela di ragno” (come la definì Flamigni, a proposito del delitto Moro), ma come snodo importante dell’intera storia del nostro Paese.

Uno snodo che, in quel 1980 nel corso del quale come ha ricordato Diego Novelli in un suo libro fu messa alla prova la democrazia e che si concluse con i 35 giorni alla Fiat e la marcia dei cosiddetti “quarantamila”, mise in evidenza, almeno agli occhi degli osservatori più attenti, non tanto il “ritorno” al terrorismo fascista (che pure si era verificato) ma l’esigenza di una “teoria politica del terrorismo” che, almeno da Piazza della Fontana in avanti, aveva rappresentato uno degli elementi costitutivi della gestione del potere nel nostro Paese.

Furono svolti alcuni tentativi di analisi in questa direzione, di collegamento tra il terrorismo stragista di evidente matrice “nera”, i servizi segreti, la massoneria occulta della quale la Loggia P2 appariva come l’espressione più evidente (il 1980 fu anche l’anno in cui Gherardo Colombo scoprì gli elenchi di Castiglion Fibiocchi che comprendevano anche le prove del collegamento tra P2 e Mafia, attraverso logge coperte siciliane provviste anche di diramazioni nel Ponente Ligure: tanto per ricordare che, quanto alla mafia al nord, nessuno ha scoperto nulla di nuovo…).

La storia continua...nel bel paese

      

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Taken on August 1, 2012