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MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE | by SATOBOY SOCIAL VANDALISM NETWORK ACTIVISM GUERRILL
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MADRE SNATURATA - SATOBOY COLLECTIVE

SFOGLIA "IL MATTINO"

 

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Si raccontano l’un con l’altro i lavori realizzati per l’occasione e la motivazione del loro incontro. Prima in quattro o cinque, poi sempre più sino ad una trentina e oltre. Sono i graffitisti o artisti di strada - creativi contemporanei, come loro preferiscono definirsi - che ieri, da pomeriggio a sera, si sono riuniti dinanzi al Madre per manifestare il loro dissenso con «Madre snaturata», la pacifica manifestazione ideata dall’artista Iabo e dal «cacciatore di graffiti» Augusto De Luca. Una performance creativa in controcanto a «Urban Superstar show», la mostra a cura di David Vecchiato per Mondopop - che il museo di via Settembrini ospita come fuori salone di «Comicon» e da cui risultano esclusi i napoletani e i meridionali in genere - che i protestatari hanno disertato, lasciando sui marciapiedi e sui muri le loro opere per poi dileguarsi in serata, prima dell’inaugurazione. Provenienti da Napoli e dintorni ma anche da Avellino, Benevento e Salerno, sono tutti compatti e solidali con Iabo&De Luca che dalla rete hanno fatto circolare la propria disapprovazione per l’esclusione dalla rassegna di artisti meridionali: «Avremmo gradito un’iniziativa di collegamento con il territorio - spiegano i due - se non l’inserimento nella rassegna almeno la segnalazione del movimento locale con un’iniziativa collaterale». Il risultato è una simpatica operazione creativa. C’è chi ha disseminato il marciapiede di bambolotti, come il collettivo salernitano Satoboy, per simboleggiare i «figli napoletani» abbandonati dal museo diretto da Eduardo Cicelyn, e chi ha preparato adesivi con il profilo di bombolette di colore spray mentre, in grembo a madri intente a cullarle, gridano «mamma» come Korvo. C’è poi Vincenzo, noto come Last 22, che con lo stencil propone una serie di pettirossi, scelti come simbolo del male di vivere; poi, i manifesti di Trapanig (un feto in una pupilla, emblema dell’occhio che non vede), quelli di Helios (una foto di Lucio Amelio, il «fate presto» del Mattino per il terremoto dell’80, l’affiche «Madre snaturata»). Con loro tanti altri performer, ciascuno a dire la propria. «In attesa, magari, di una mostra, al Cam di Casoria» auspicano in conclusione Iabo&De Luca.

 

Paola de Ciuceis

26/04/2009

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Taken on April 27, 2009