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Come quando poi sei tu che mi consoli. | by Ramocchia
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Come quando poi sei tu che mi consoli.

aliceismywonderland.com

Poi ci sono quei giorni un po’ così, in cui non ti sopporti da sola, fuori piove e magari sono anche tre giorni che siamo chiuse in casa per una malattia x.

 

Giorni umidi, accartocciati e scomodi in cui sai che è meglio stare sola , ma sola non puoi stare. Giorni insoddisfatti in cui la smania di cambiamento ti divora e l’inquietudine si impossessa di ogni singola cellula.

 

Giorni stanchi, che ti rimproverano di esserti messa da parte per troppo tempo, di aver sacrificato troppo te stessa perché tutto andasse alla perfezione per gli altri.

 

Giorni amari perché quando cerchi di dare sempre il massimo le cadute fanno più male.

 

Giorni che quando capitavano in passato, li affrontavo evitando il contatto con ogni essere umano, facendo delle lunghe camminate solitarie che solitamente mi scaricavano un po’.

 

Giorni sporadici per carità, ma che adesso non mi posso permettere perché ci sei tu che hai bisogno di attenzioni e, sopra ogni cosa, non centri niente con i miei malumori.

 

Ma nonostante i tentativi di dissimulare il mio vero stato d’animo e gli sforzi per sembrare tranquilla, sono comunque meno serena, meno disponibile a giocare e la mia pazienza è sotto la soglia di allarme. Di contro, tu che mi conosci come le tue tasche, avverti la mia ‘assenza’ e cupezza e chiedi più attenzioni del solito.

 

Allora io cerco di tenermi al guinzaglio ma so già che sto solo rimandando l’inevitabile, e alla fine sbotto, reagisco bruscamente e ti rimprovero con tono seccato magari per una cosa che in un altro momento sarei stata capace di affrontare serenamente e costruttivamente.

 

E nello stesso preciso istante in cui lo sto facendo so benissimo che sto sbagliando e vorrei uccidermi piuttosto che vedere il tuo faccino ferito e i tuoi occhi che mi fissano interrogativi, spauriti e piano piano si riempiono di lacrime.

 

Quindi ti abbraccio tanto forte da farti quasi male ti chiedo scusa, ricaccio le lacrime in gola e cerco di spiegarti che oggi mamma è solo stanca e un po’ triste…tu mi accarezzi, ti accoccoli e mi sussurri : ” Non ti preoccupare mamma, poi passa.”

 

E passa davvero.

 

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Taken on October 20, 2015