sassi
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Pino Usicco Sassi

I see the pebbles on the beach wondering how they got here … the natural course of things has brought them, like dead bodies abandoned to their uncertain fate. Soon they will be sucked back by the sea and swept here and there; who knows when they will return to this beach and with which new fellow travellers they will experience this adventure … maybe they will resurface to shine under the sun's rays, sometimes wet, sometimes dry. Seeing them, my human imagination sees everything clearly: this great energy, like a shaman, tosses the pebbles onto the sand and only she knows which ones and how many; each time a new pattern is created… then immediately demolished without any kind of order. A wave washes up, then another, each different from the previous one, waves following a recurrent and unending cycle; colours change, everything changes. I see the pebbles as constellations of different worlds, but so small that I can touch them and feel part of them, tune into their vibrations, contemplate their established beauty. Their finite matter takes me to the indefinite, to the beginning and the end of things at the same time, to that tiny but immense extremity, until I lose myself….
Just like asters along with planets and stars, united in planetary space, they, the stones, return with the waves, companions of the sand, in the ever darkening blue that the entire cosmos envelopes. We shall meet soon, found-again friends.
Pino Usicco

Vedo sassi sulla spiaggia, come vi saranno arrivati... il corso naturale delle cose ve li ha portati, come corpi morti abbandonati al loro incerto destino. Verranno risucchiati dal mare e spinti lì e là, chissà quando rivedranno quella spiaggia e con quali nuovi compagni vivranno la loro avventura... forse appariranno nuovamente alla luce per brillare ai raggi del sole, ora bagnati, ora asciutti. Li vedo e nelle mie fantasie di uomo tutto è chiaro: la grande energia, come uno sciamano, getta i sassi sulla sabbia, lei sola sa quali e quanti, mentre un nuovo disegno sul terreno si compone...e subito scompone, senza ordine alcuno. Arriva un'onda e poi un'altra sempre diversa, onde dalla frequenza ciclica e perenne, tutto cambia colore, tutto è mutazione. Vedo sassi come costellazioni di mondi diversi ma così piccoli che li posso toccare e sentirmi parte di loro, accordarmi alla loro vibrazione, contemplare la loro conclusa bellezza. La loro materia finita mi porta all'indefinito, all'inizio e alla fine insieme di tutte le cose, a quell'estremo minuscolo e immenso, fino a perdermi... Come astri assieme a pianeti e stelle uniti nello spazio planetario, loro, i sassi, tornano con l'onda nel mare, compagni della sabbia, nel blu sempre più buio che l'intero cosmo racchiude. A presto rivederci, amici ritrovati.
Pino Usicco
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