• Il sacro fittone

BOLOGNA: COSE MINUTE CHE RACCONTANO STORIE

Newer Older

Là dove inizia il portico di Palazzo Poggi, dal 1803 sede dell'Università di Bologna, migliaia di passanti si sono "imbalzati" in questo strano paracarro....... IL FITTONE.
Non è ovviamente un paracarro qualunque..........è il simbolo della GOLIARDIA.

Secondo il vocabolario il Fittone è: s. m. L’asse primario della radice, quando è provvisto di rami di limitata lunghezza e robustezza [da fitto (nel suolo).

Ma a Bologna, sia nella lingua parlata che nel dialetto locale, la parola Fittone indica genericamente dei pilastrini di pietra, comunissimi un tempo per salvaguardare le colonne dei portici dalle ruote dei carri, o posti anche a impedire l’accesso di carri e veicoli a vicoli o strade del centro troppo strette per consentirne il passaggio.
Uno di questi fittoni, ben scolpito in pietra d’Istria, dalla forma agile e slanciata che si allargava leggermente sulla punta rotondeggiante, era posto all’ingresso di una stradina in pieno centro, Via Spaderie, vicina palazzo Re Enzo. Nei pressi si ritrovavano spesso gruppi di studenti della vicina università.L'intrico di stradine risalenti al medioevo che costituivano parte del centro di Bologna, nei primi anni del XX° secolo fu cancellato e sostituito da tre grandi strade che , formando un disegno a T, diedero origine alla attuale viabilità, quella di una città grande e moderna. Via Spaderie era una di queste stradine e dall'oggi al domani sparì dalla toponomastica cittadina, ma gli studenti non vollero rinunciare al loro simbolo.
Con in testa il copricapo abituale di allora: la paglietta con nastro di colore diverso a seconda della Facoltà frequentata, sradicarono il Fittone dalla strada e lo portarono solennemente in corteo fino in Via Zamboni, dove fu murato all’inizio del portico della sede dell’Università. Lì rimase fino agli anni ’60, onorato e venerato da tutti i Goliardi bolognesi. Era uno spettacolo assai frequente vedere una matricola posta a sedere sulla cima del Fittone, allo scopo di riscaldarlo e procurargli il dovuto gaudio. Il 1912, anno della traslazione del Fittone, fu da allora ricordato obbligatoriamente in tutti i papyri che dovevano riportare, accanto alla data di stesura, la dizione "Anno xx a Fictone traslato".
Visto che il Poeta per antonomasia, nella sua Divina Commedia aveva menzionato numerosi nomi di città e contrade in versi poi riportati dagli abitanti giustamente orgogliosi su apposite lapidi , fu subito trovato anche il debito riferimento al Fittone. certo Dante non poteva ignorare un tanto mirabile monumento…
Sulla Porta dell’Inferno (Canto III°, vv. 7/8), Dante trova una scritta (il cui significato chiede poi a Virgilio), in cui compaiono due versi che la Goliardia felsinea ritenne memorabili, e ovviamente ispirati dal loro amatissimo paracarro:
Dinanzi a me non fuor cose create / se non etterne, e io etterno duro
per cui, nella più dotta versione in latino, "Aeterno Duro" è da sempre il motto che accompagna il simbolo, sacro e venerabile, dei Goliardi bolognesi.
Negli anni successivi alla seconda guerra mondiale, furono compiuti reiterati tentativi, da parte di ordini Goliardici di altre città, di impadronirsi del Fittone (già restaurato nel 1931): impresa non facile, visto che si trattava di una colonnina di pietra murata nella pavimentazione.
Una prima volta un automezzo vi si scaraventò contro, spezzandolo in due (e qualcosa da dire ci sarebbe, sulla "goliardicità" di tale atto vandalico). La parte superiore tornò al suo posto, e si dovette unire alla base con un perno di ferro. Poi avvenne un altro tentativo e ad evitare ulteriori "rapimenti", ma anche allo scopo di scongiurarne lo sgretolamento, il Fittone fu ricoperto da una gabbia di ferro.
Tale gabbia fu segata una prima volta, ma il ratto venne sventato. Successivamente il colpo fu ripetuto, e questa volta il Fittone, già lesionato, subì gravi danneggiamenti e venne ridotto in pezzi.
Si trattava di un oggetto storico e giustamente l’Università recuperatolo, lo fece restaurare. ma da allora provvide a conservarlo all’interno, tra i propri cimeli. Al suo posto fu murata una piccola lapide rotonda, recante il disegno del Fittone e in numeri romani, la data in cui la lapide venne posta (e il cui disegno fu reso obbligatorio in tutti i papyri).
Iniziava ormai la contestazione studentesca negli Atenei. La piccola lapide sparì, più probabilmente ad opera di militanti di "autonomia studentesca" che non di altri Goliardi (il cui numero del resto andava scemando rapidamente).
Negli anni ’70 il Fittone non c’era più. Non c’era più neppure la piccola lapide a ricordarlo e del resto non c’erano più neanche i Goliardi…
I primi di loro a rinascere, dando vita alla Balla di Montecristo, una sera smurarono da qualche parte un piccolo paracarro di pietra, e andarono a murarlo al posto del vecchio Fittone. L’oggetto in sé era decisamente brutto, ma era pur sempre il tentativo di riappropriarsi di un simbolo importantissimo, unico per la Goliardia che a Bologna aveva sempre costituito un fenomeno di massa tra gli studenti universitari.
Un giornale locale pubblicò una foto dell’evento. Gli "autonomi" provvidero e il piccolo paracarro scomparve, senza del resto alcun rimpianto, a parte quello di coloro che lo avevano posto "in loco".
Poi, lentamente, la Goliardia diede segni di ripresa, anche a Bologna, e in occasione del Nono Centenario dell’Ateneo il S.V.Q.F.O.(Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo) provvide a ricollocare al suo posto una copia perfetta, in pietra, dell’antico Fittone. Inizialmente protetta da una gabbia di ferro, che poi si preferì togliere, per affidare giustamente l’antico simbolo al rispetto e alla civiltà degli studenti.
Questa, più o meno, è in breve la storia del Fittone materialmente inteso.Più difficile, almeno per chi scrive, ricostruire con certezza la storia dell’Ordine Goliardico che dal Fittone trasse il proprio nome.

Nel 1945 Umberto Mangini, Barone Vicario del S.V.Q.F.O., redasse, essendo Gran Maestro dell’Ordine Gianni Nazzareno, lo "Statutum et Ordinamentum Sacri VenerabilisQue Fictonis Ordinis" che, in sole tre pagine, riassume l’ordinamento dell’Ordine, conservato inalterato da allora.
Queste tre pagine furono poi pubblicate a stampa nel 1947, in calce ai famosissimi "Statuti Goliardici Civili e Criminali dell’Inclita Università di Bologna", redatti dall’indimenticabile Guido Rossi, Dottore in Giurisprudenza, Barone Vicario e Protonotario del S.V.Q.F.O., che comprende tutto quanto attiene alla Goliardia bolognese, escluso appunto l’ordinamento dell’Ordine.

Per avere un'idea un breve estratto dagli statuta:
DE GOLIARDIS
Goliardu est iuvenis qui multum sudavit et alsit a sua puerita ad inscribendum seipsum in aliquo Collegio, seu Facultate, de Universitaria Corporatione goliardizandi causa.
Sed quia goliardizare res facilis, vel comunis, non est, in primis et ante omnia statuimus et ordinamus quod a Goliardo hec precepta semper in maximo honore teneantur; videlicet honeste vivere, alterum non ledere, suum cuique tribuere, Patriam suam amare et servire, pro libertate pugnare, pauxillulum studere nisi in imminentia examinum.
Item quod possit Goliardus etiam puellas amare, maxime si pulchre sint; et nunquam cavere debeat feminas fascinosas et maliardas.
Item quod debeat Goliardus maxime procedere in libationibus et etiam, si potest ratione pecunie, usque ad ebrietatem.
...........................

Non so quanto corrisponda a verità ma gira voce che uno dei motti dei goliardi sia: Nè lungo che tocchi, nè largo che tappi, ma duro che duri! ...cosa sia la cosa che dura lo lascio alla fantasia del lettore aiutato e ispirato dalla forma del sacro fittone!!

maxximo2, Harley Quinn, AurigaFenice, and 6 other people added this photo to their favorites.

  1. Bella umbe ages ago | reply

    Bella questa storia..Interessante..
    Non la sapevo..anke se sono di Bologna..

  2. FedericoLovat ages ago | reply

    Bologna ti amo

  3. thewanderlustorg ages ago | reply

    una storia quasi commovente.....

  4. .: Tinturia :. ages ago | reply

    Queste informazioni valgono una bella bevuta!
    Se nessun goliarda se le rivende lo faccio io
    ;-P

keyboard shortcuts: previous photo next photo L view in light box F favorite < scroll film strip left > scroll film strip right ? show all shortcuts