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Opportunità O Atto Di Forza (Il Referendum Alla Fiat Mirafiori) | by occhio_libero (200.000 e oltre)
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Opportunità O Atto Di Forza (Il Referendum Alla Fiat Mirafiori)

Questa foto l'ho scattata davanti alla Fiat Mirafiori il giorno 14 gennaio 2011, io sono andato a fotografare l'evento sapendo che quello era un giorno importante non solo per la Fiat.

Quel giorno per la Fiat e soprattutto per lo stabilimento di Mirafiori era una data molto importante. Viene fatto il referendum per la scelta del nuovo contratto (già proposto e approvato a Pomigliano) per i lavoratori della Fiat Mirafiori. Se i lavoratori avrebbero accettato il nuovo contratto la Fiat si impegnava ad investire in Italia e soprattutto sullo stabilimento di Mirafiori, se invece i lavoratori avrebbero respinto il nuovo contratto, Marchionne non poteva garantire la permanenza della produzione in Italia. Ha vinto il Si per una manciata di voti e solo grazie al voto unanime degli impiegati (meno soggetti alle ristrettezze del nuovo contratto).

In realtà questo voto andava oltre lo stabilimento di Mirafiori ed oltre i problemi interni alla Fiat.

La decisione di questo voto penso influenzerà il futuro di tutti i lavoratori italiani.

 

Dietro il voto ed alla presa di posizione della Fiat ci sono 2 correnti di pensiero.

Chi pensa che il referendum sia stato un atto di forza da parte della Fiat per imporre un contratto fatto su misura per le esigenze dell'azienda.

Chi pensa che la posizione della Fiat sia la strada da intraprendere per riuscire a tenere testa e braccia della produzione in Italia.

 

Se avesse vinto il NO, sicuramente alcune frasi di Marchionne non lasciavano dubbi sullo smantellamento della produzione in Italia. Questo ha portato molti lavoratori ad accettare il contratto (meglio aver un posto di lavoro poco gratificante che non aver un posto di lavoro).

 

Vincendo i SI, il posto di lavoro era assicurato, ma a quali condizioni?

E' ancora presto per verificare i risultati di quel referendum. C'è una crisi mondiale ed il nostro paese è dentro la tempesta della crisi. Ci sono problemi della Fiat, incapace di vendere in Germania (l'unico paese in salute nell'eurozona). Oggi ad un anno e mezzo di distanza molti lavoratori sono in cassa integrazione, ma sarebbe sbagliato pensare che quel referendum non è servito a niente.

 

Sicuramente la presa di posizione della Fiat non è stata molto "sportiva", ma oggi in Italia puoi dire che la Fiat non ha ragione. Il sistema italiano è vecchio, i sindacati si basano ancora sulle lotte di classe degli anni 70. Molti privilegi/diritti sono usati dai lavoratori per fare i propri interessi. Ho sempre pensato che sia sbagliato colpire tutti per il comportamento sbagliati di alcuni. Il problema che il nostro sistema non permette di punire i lavoratori che approfittano dei diritti oppure il datore di lavoro che approfitta della propria posizione.

 

In mezzo ci sono sani lavoratori e onesti imprenditori che malgrado tutto riescono a fare bene il proprio lavoro. Ma queste posizioni rigide non permettono di valorizzare i lavoratori che effettivamente hanno una marcia in più e non permette all'imprenditore di far crescere l'azienda.

Quindi quello che ha fatto Fiat (malgrado non sono d'accordo con il metodo ed il contenuto) potrebbe essere un'opportunità per cercare di vedere i rapporti tra lavoratore ed impreditore in modo differente.

 

Solo tra 10-20 anni potremmo comprendere se quel 14 gennaio 2011 sia stata una tappa importante nel rinnovamento del paese o sia stato l'ennesivo buco nell'acqua in cui sono cadute tante promesse e tante speranze di chi questo paese vuole veramente cambiarlo in meglio.

 

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Taken on January 14, 2011