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a modo mio... | by mariateresa toledo
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a modo mio...

ricordo l'Unità d'Italia.

Con una foto della nonna (emigrata negli anni '20 in Argentina) e di mio papà, nato lì.

E con una lettera scritta a mia nonna da un cugino dal fronte durante la guerra '15-'18.

Lui, giovanissimo tenente, non è tornato. Fu la sua ultima lettera.

  

Carissima Teresita

Scrivo a te, di notte, dal mio baracchino, in un momento di brutti pensieri.

Scrivo a te sperando che non sia l'ultima volta che che ti scrivo, ad ogni modo ti scrivo come scrivo a quella persona a cui posso confidarmi, sicuro che tu non andrai a dirlo nè alla zia Elisa nè ad alcun parente.

Dunque è giunto il momento in cui c'è da farsi onore. Il campo della gloria è quassù rimpetto a noi, tetro, oscuro, minaccioso. Tra qualche giorno, una settimana al più, sentirai parlare di noi, delle nostra gesta e allora ricordati che tra coloro che compirono ciò,v'era anche tuo cugino Riccardo. Tutto è ormai già stabilito ed io con le mie valorose mitragliatrici salirò alla conquista, all'assalto.

Speriamo (un po' di speranza c'è sempre) che la mia pelle sia invulnerabile, ma ad ogni modo sta sicura che tuo cugino Riccardo non farà un passo indietro.. Ci afferreremo alle mitragliatrici e non le molleremo. No! E questo te lo dico io alla vigilia delle azioni eroiche. Stiamo freddamente preparandoci; barelle, pacchetti di medicazioni, elmi, scudi, cartucce, bombe a mano, maschere ecc. ecc.

Non si parla d'altro.

Dunque, Cara Teresita, fatti coraggio, che a me, a noi, non manca.

La sera prima dell'azione piglieremo una bella sbornia, tanto per scacciare gli oscuri pensieri, la sbolliremo nella notte e la mattina all'alba, alla bella e fresca alba...saliremo.

Stanotte ho fatto un bellissimo sogno: Si attaccava, venne l'assalto, ci arrivammo incolumi; appostammo le mitragliatrici...e gli Austriaci vennero su e caddero a centinaia a centinaia. Li sterminavamo senza tregua, senza far prigionieri... Mi svegliai sul più bello perchè avevo preso una testata nella finestra e il sogno svanì.

Oh Teresita, quanti pensieri, sapessi, vengono in mente in questi momenti, quando si pensa: tra tanti giorni (pochi anzi)ci sarò? Non ci sarò? e allora una ridda di pensieri scorre velocemente nella testa, sembra di veder tutto.Penso a quand'ero bambino, incosciente, tranquillo, a quando mi morì il padre, a quando mi morì la cara madre e un nodo alla gola che non si può reprimere mi soffoca al pensare all'ideale di fanciullo a me adatto, non mai trovato che sotto forme troppo materiali.. e pensare che sul più bello, sui vent'anni, età più bella per divertirsi, godere la vita in tutto il suo splendore....morire! Mica tanto bella consolazione che lassù potrò trovare mio padre, mia madre, i nonni gli zii, le zie, tutta una famiglia soprannaturale...

Il mio destino (io sono fatalista) è già segnato: non lo conosco e spero che io non sia destinato lassù, ma se anche sarà così, farò sempre freddamente il mio dovere fino all'ultimo e ricordati che tuo cugino Riccardo, una volta coinvolto nella mischia, non si ritira mai, anzi la cerca e sa farsi onore e sa conquistarsi la gloria!

Teresita, Teresita, forse io questa volta ti annoio, ma porta anche tu pazienza e perdonami. Capirai il mio stato d'animo che ha bisogno di sfogarsi ancora una volta prima che si compia il destino. Forse quando tu riceverai questa lettera, la danza sarà già cominciata e pensando a ciò la tua noia sarà più lieve, spero però di poterti annoiare ancora...a lungo.

Ti mando anche una mia fotografia che, benchè vecchia, ti rammenterà sempre il tuo Riccardo.

Non ho per ora che a mandarti un lungo bacio ed un abbraccio sincero, come si può dare in questi momenti.

Tuo Sempre Carissimo

Riccardo

 

Zona di guerra 3 Giugno 1917

  

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Taken on March 17, 2011