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Succede che ti si squaglia il cuore | by luna_tica
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Succede che ti si squaglia il cuore

E cola giù, denso e rosso.

 

Succede che ti arriva un video, in tre parti, tu lo apri impaziente ma non ti aspetti quello che ti sta per accadere. E cioè di non saperti difendere dall’emozione che ti esplode nello stomaco.

Perché quella che ci vedi dentro sei tu…e sì,otto anni di meno, un po’ più magra, i capelli un po’ più chiari e una montatura oscena…ma sei tu. E quella che ti scorre intorno è la tua vita di allora ed è esattamente come te la ricordarvi: felice.

E’ un momento, ma c’è tutto. Il tuo liceo, un’assemblea di istituto che si trasforma in concerto, le persone senza cui non pensavi di poter sopravvivere, e invece qualcuno lo hai perso, e tutto sommato sei in piedi.

Quel giorno lo ricordo come fosse ieri, Fantino era appena partito per Napoli, C. lo saluta al microfono e canta Comunque bella.Applauso.Qualcuno piange.Tu di certo.

Suonano gli HiMad.

E. è magrissimo, armeggia coi cavi, prova il basso. Ha addosso la t-shirt dei RHCP e delle collanine di legno colorate. Ne hai una uguale nel cofanetto sotto la lampada, la tiri fuori, te la rigiri tra le dita, cerchi di ricordare l’ultima volta che gli hai detto che è ancora la tua girandola colorata. E’ troppo logora per essere usata, la rimetti via. Poi tiri fuori un quaderno, lo leggi tutto d’un fiato, e un demo –non prima di aver soffiato via un dito di polvere- e saltelli come un’imbecille per la stanza. Ridi al solito pensiero di quanto i tuoi dirimpettai si divertano con te.

S. in testa ha i mille tentacoli di una medusa e suona la batteria come nessuno.

L. lunghi capelli chiari. C. vestito di nero,l’immancabile chiodo legato in vita, cantava e sembrava ci stesse dedicando tutto se stesso, cercava consensi sull’amplificazione credo. Era vivo,e questo basta a tatuarti un’immagine sulla retina che non se ne va. E da come un sollievo.

E’ un momento, poi applausi fragorosi, urla, fischi, una voce che ora non riconosci ma che doveva essere familiare grida il tuo nome, tu ti giri verso la camera e sfoderi un sorriso entusiasta. E pensi che oggi non ridi più esattamente allo stesso modo, non ti riconosci più quella leggerezza.

E poi cominciano a pogare e tu nn ci sei più, forse in cerca di riparo in qualche angoletto…è sempre stato così.

Passi in rassegna volti adesso così diversi… Nina, Mauro,Fulvio-rappresentante d’istituto-enorme cespuglio riccio in testa-,Chopin quando ancora non somigliava a Davide,Barbarella,Sandrina,Saretta, Squajoni,Peto,Centofanti che già stava con Barbara. Costantino sembrava un bimbo -”Costantì,dì qsa!” “Io dico cazzo…No,no,io dico cazzo…Perché se prima dai l’autorizzazione…”.Fine.

C’è C. ed è come non te lo ricordavi, chè solo anni dopo vi sareste riscoperti e avvicinati e legati e sarebbero arrivate le notti al piccì e le canzoni per te e la cilona che si ferma sulla strada per il mare e i tuoi che vi vengono a recuperare.E vi sareste allontanati di nuovo.E persi.

M.,quando aveva i riccioli più belli del mondo.

Non ricordo più se è stato allora che C. ha arpeggiato Stairway to Heaven e tu avevi fatto finta di niente, ma lo sapevi che era per te. E ti era piaciuto.Ora lo puoi dire.

Il video finisce qui, col vicepreside che sbraita La I A si accomodi in presidenza e probabilmente tu che con qualche altro rappresentante ti avvicini e tenti la mediazione.

 

Succede che riprendi in mano tutto quanto:foto lettere diari postit cassette dei programmi in radio –Umberto che ti dedica Loosing my religion e Toti che canticchia Lucy my religion

E ufficialmente rendi questa la giornata dalla lacrima facile dell’anno.

 

Non è una gran cosa sentirsi così dannatamente nostalgici alla mia età. Ma la verità è che, si potesse, io ricomincerei mille volte e rifarei tutto da capo.

 

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Taken on May 10, 2007