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Taormina -  The secrets of the Roman crypt (Greek roman theater) | by Luigi Strano
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Taormina - The secrets of the Roman crypt (Greek roman theater)

The most remarkable monument of Taormina is the ancient theatre ( Roman-Greek theater), which is one of the most celebrated ruins in Sicily, on account both of its remarkable preservation and of the surpassing beauty of its situation. It is built for the most part of brick, and is therefore probably of Roman date, though the plan and arrangement are in accordance with those of Greek, rather than Roman, theatres; whence it is supposed that the present structure was rebuilt upon the foundations of an older theatre of the Greek period. With a diameter of 109 metres (after an expansion in the 2nd century), this theatre is the second largest of its kind in Sicily (after that of Syracuse); it is frequently used for operatic and theatrical performances and for concerts. The greater part of the original seats have disappeared, but the wall which surrounded the whole cavea is preserved, and the proscenium with the back wall of the scena and its appendages, of which only traces remain in most ancient theatres, are here preserved in singular integrity, and contribute much to the picturesque effect, as well as to the interest, of the ruin. From the fragments of architectural decorations still extant we learn that it was of the Corinthian order, and richly ornamented.

 

Creato dai greci ( III sec. a.C.), fu riedificato e ampliato in epoca romana.Il Teatro Greco di Taormina è stato uno dei centri più vivi della cultura greca, ed ancora oggi come allora porta in scena una varietà di spettacoli.L' acustica di questa cavea, di una stupenda sonorità, permette anche agli spettatori dell' ultima fila di apprezzare la musica dei concerti di grandi artisti, che ogni anno si esibiscono nel teatro.Il teatro di Taormina è oggi meta di tantissimi turisti che vogliono conoscere la grandiosità di quest' opera e godersi l'icantevole suggestione del paesaggio che la circonda.Luogo d’incomparabile bellezza panoramica in cui l’occhio spazia dalla baia di Naxos, alle coste calabre, all’Etna, a Castelmola. E’ probabile che sia stato costruito in epoca greca e ristrutturato ed ampliato in epoca romana. Una prova che il teatro sia di origine greca è data dalla presenza, sotto la scena, di blocchi di pietra di Taormina (simili al marmo), che costituiscono il classico esempio del modo di costruire dei greci. Si pensa che i Romani per ricostruirlo abbiano impiegato decine d’anni.È molto probabile che furono i Greci Tauromeniti ad ideare e a costruire il teatro greco-romano. I Romani, poi, si preoccuparono di ampliarlo e di appesantirne la semplicità e l’eleganza. Il teatro greco-romano si divide in tre parti. la scena,l’orchestra la cavea.La scena che sta di fronte alla cavea è quella parte dove agivano gli attori. Stando alla ricostruzione degli specialisti questa parte era ornata di due ordini di colonne, l’uno sovrapposto all’altro. La scena, inoltre, presentava tre grandi aperture ad arco a distanza simmetrica tra loro e sei nicchie, poste tre a destra e tre a sinistra dell’arcata aperta centrale. Sulla scena si conservano ancora sei basi di colonne e quattro colonne di stile corinzio che furono alzate dopo il 1860.Accanto alla scena si trovano due parascaenia, cioè i due stanzoni che venivano usati dagli attori per cambiarsi di costume.

L’orchestra è la parte piana più bassa di tutto il teatro. In questo spazio si collocavano i suonatori degli strumenti musicali che accompagnavano lo svolgimento della tragedia o della commedia che gli attori recitavano.La cavea è formata dalla gradinata che partiva dal basso e andava salendo verso l’alto, allargandosi fino alla sommità della cavea, dove prendevano posto gli spettatori. I gradini della gradinata erano ricavati dalla roccia viva, in assenza di questa venivano costruiti in muratura. La cavea era divisa orizzontalmente in 5 zone (chiamate dai romani praecinctiones),che gli spettatori percorrevano per prendere posto nella gradinata. Perpendicolarmente, invece, la cavea era percorsa da 8 scalette strette (in latino erano chiamate vomitoria) Sopra le volte dei due portici semicircolari c’erano due terrazze semicircolari con sedili di legno, destinate alle donne che assistevano agli spettacoli separate dagli uomini.La forma del teatro permetteva in tutti i settori del teatro un perfetto ascolto. E' la prima meraviglia dei monumenti di Taormina.

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Taken on July 6, 2012