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Rabatana - Tursi (MT)

« Cchi ci arrivè a la Ravatène / si nghiànete 'a pitrizze / ca pàrete na schèhe appuntillète / a na timpa sciullète.[...] »

(Albino Pierro 'A Ravatène )

 

« Per arrivare in Rabatana / si sale la pitrizza (strada irta di pietre) / che sembra una scala addossata / a una timpa (parete argillosa) in rovina.[...] »

(Albino Pierro 'A Ravatène )

 

È stato il primo nucleo abitativo di Tursi, ed è letteralmente circondato per ogni lato da profondi e inaccessibili burroni. Intorno alla metà del V secolo i Goti costruirono il Castello, attorno al quale sorsero le prime case in pietra e si costituì il nucleo primordiale di Tursi, che crebbe a seguito dello spopolamento di Anglona (ora frazione di Tursi).

Verso l’anno 850 la zona fu abitata dai Saraceni, che lasciarono profonde tracce nell’architettura e nel dialetto locale. A ricordo dei loro villaggi arabi, i Saraceni denominarono il luogo Rabatana, da Rabat o Rabhàdi o Arabum.

La Rabatana, per l’ottima posizione di difesa, continuò ad ingrandirsi anche sotto il dominio bizantino che nel 890 scacciarono i Saraceni.

Fino alla metà del XIX secolo è stato un centro popolato e importante, custode di tradizioni e propulsore di cultura. La Rabatana è diventata meta turistica soprattutto per via del poeta Albino Pierro, che ha fatto della Rabatana la fonte ispiratrice della sua poesia [1].

Nella Rabatana si possono ripercorrere le stradine dei ruderi del nucleo primordiale e visitare quel che resta delle antiche abitazioni, spesso di un solo vano a pianterreno.

 

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Taken on April 25, 2011