.Lonely rivers flow to the sea | FotoGrafia Festival Internazionale di Roma 2009
Lonely rivers flow to the sea

FotoGrafia Festival Internazionale di Roma

Fotografie di Gabriele di Stefano
a cura di Silvia Sfrecola Romani

info: gabrieledistefano@gmail.com

29 Maggio – 12 Giugno 2009
Vernissage: venerdì 29 maggio ore 18.00


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First photographic exhibition for the young photographer to the International Festival of Photography, that since the title, "Lonely rivers flow to the sea" (famous words taken from Unchained Melody of Righteous Brothers) retrieves a blue-eyed soul air. A photograph of the soul, in which the image, paradoxically, it is only the starting point of an inner journey, he is doing, looking for nothing else that himself, in a world that is not as is and not as it seems. He could tell this by the power of the naked and raw photography, or rather by strong contrasts. Instead he chose another route, closer to his character, reserved and nostalgic and his passion, music. It was created a new genre, we could call a blue soul photography or photography with a melodic and rhythmic similarities declared. A photograph that has something of nostalgic sadness and melancholy, especially when Gabriele confesses us that pleasant bush of canes that he photographed is infested by syringes and condoms, or the lake emanates an unbearable smell of chlorine. Voluntarily excluded from the shots, the other reality, that you can not see or do not want to see, they are always there. "The rivers, the individual reality, the photos - tells Gabriele - are understood as means to convey the emotions which are often experienced in an incomplete due to the path and taking what they absorb during the journey. The sea is the purifying force and catalyst that gives the essence, the joy and the immensity. "And the rivers continue to flow and will only reach the sea.

(Silvia Sfrecola Romani)

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Prima personale del giovane fotografo romano che fin dal titolo “Lonely rivers flow to the sea” (celeberrimo verso di Unchained Melody dei Righteous Brothers) recupera un’atmosfera blue-eyed soul. Una fotografia dell’anima, quella di Gabriele, in cui l’immagine, paradossalmente, è solo il punto di partenza di un viaggio interiore, che lui sta facendo, alla ricerca di nient’altro che se stesso, in un mondo che non è come appare e non appare come è. Avrebbe potuto raccontarlo con la forza dell’immagine nuda e cruda, o piuttosto per contrasti forti e netti. Invece ha scelto un’altra via, più vicina alla sua indole, riservata e nostalgica ed alla sua passione, la musica. Ne nasce un genere nuovo, che potremmo definire una blue soul photography, ovvero una fotografia con affinità melodiche e ritmiche dichiarate. Una fotografia che ha ‘un non so che’ di malinconica e nostalgica tristezza, soprattutto quando Gabriele ci confessa che l’ameno canneto che lui ha fotografato è infestato da siringhe e profilattici o il laghetto campestre emana un insopportabile odore di cloro. Volontariamente esclusa dalle inquadrature, l’altra realtà, quella che non si vede o che non vogliamo vedere, è sempre là. “I fiumi, le singole realtà, gli scatti fotografici – racconta Gabriele - sono intesi come mezzi che veicolano le emozioni che spesso sono vissute in modo incompleto a causa dal percorso che assumono e di quello che durante il percorso assorbono. Il mare è la forza purificatrice e catalizzatrice che dona l'essenza, la gioia e l'immensità.” E i fiumi continueranno a scorrere e non potranno che arrivare al mare.

(Silvia Sfrecola Romani)

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