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Aurora Consurgens | by italo dei silenzi
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Aurora Consurgens

San Tommaso D'Acquino, dottore della Chiesa, colui che ha scritto le cinque prove dell'esistenza di Dio, "uno dei principali pilastri teologici e filosofici della Chiesa cattolica", ebbe a dire alla fine della sua vita a Reginaldo da Piperno, il suo segretario-servitore: "Promettimi, in nome del Dio vivo e onnipotente e della tua fedeltà al nostro ordine, e dell'amore che nutri per me, che non rivelerai mai, finché sarò vivo, ciò che ti dirò. Tutto ciò che ho scritto è come paglia per me in confronto a ciò che ora mi è stato rivelato".

 

Le basi della Chiesa cattolica sono come paglia (palea sunt), in confronto a ciò che gli è stato rivelato dopo un malore avuto celebrando la messa del mattino a Santa Maria di Fossanova dov'era di passaggio, dopo il quale, dice Reginaldo, "ritornò bianco in volto", come fosse pazzo, e tale sembrò per giorni, durante i quali sosteneva di non poter più scrivere; e più non scrisse.

 

Ma i monaci, orgogliosi di avere tale autorità in casa, chiesero al santo di impartire alcune lezioni; ne impartì alcune e, spiegando la frase 'vieni mio diletto, usciamo alla campagna', morì. I monaci le raccolsero in uno scritto: l'Aurora Consurgens, uno dei più sconvolgenti testi alchemici, che termina esattamente spiegando la stessa frase.

 

Leggere ciò che ha scritto, metterlo in connessione con la 'paglia' delle basi della Chiesa, porta a spirali successive di interrogativi inspiegati e forse inspiegabili.

 

Questa foto, da quando l'ho vista, è per me Aurora Consurgens; c'è il sole nascente in mezzo, la costruzione del mondo intorno, e le scale, le scale, salgono verso l'alto, come nel sogno di Giacobbe; e come in un mandala, in questa foto mi ci perdo.

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Taken on March 17, 2012