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Primus seducere, deinde filosofare (First seduce and then philosophy) | by J u M p E r
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Primus seducere, deinde filosofare (First seduce and then philosophy)

«Non ego, Phoebe, datas a te mihi mentias artes,

nec nos aerie voce monemur avis,

nec mihi sunt visae Clio Cliunque sorores

servanti pecudes vallibus, Ascra , tuis;

usus opus movet hoc: vati parete perito;

vera canam […]».

  

«Apollo, non mentirò dicendo che queste arti d’amore

me le hai regalate tu, che il canto d’un uccello

in volo mi ha ispirato, che mentre custodivo

greggi nelle tue valli, Ascra, mi sono apparse

Clio con le sue sorelle. L’esperienza mi guida,

date ascolto ad un poeta competente, dirò

la verità […]».

 

(Ovidio, Ars amandi, 25-28).

  

Quando il suo sguardo si posa su di te, le tante parti che ti compongono si plasmano, si uniscono fino ad essere “altro”, fino ad essere ciò che non conosci e che non vedrai mai. La maledizione della seduzione è che alla fine non t’importa. Soltanto il rosso conta.

 

D.

 

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Taken on February 14, 2012