4.3). Il Foro o Tempio della Pace - Scavi (1998-2014 [Zona A]) | The Forum and Temple of Peace - excavations (1998-2014[Area A]).
ROMA, CENTRO STORICO â FORI IMPERIALI. Basilica di Massenzio, Tempio della Pace e Fori Imperiali: scavi archeologici per le stazioni della metropolitana C nel Centro Storico (Decr. 16/12/1997 - Roma Capitale 1998, Cod. b4.1).

Arch. Giuseppe Morganti (21-07-2004).*

SCHEDA TECNICA

I lavori proposti riguardano lâarea compresa fra lâangolo nord-occidentale della Basilica di Massenzio (nel punto in cui entrava in contatto con il muro del Foro della Pace, e il sottostante passaggio ipogeo di epoca massenziana -oggi parzialmente interrato- dellâArco Latrone), il lato nord della stessa Basilica, la via dei Fori Imperiali, il tratto di via in Miranda che mena allâingresso del complesso dei SS. Cosma e Damiano e la zona di via delle Carine.

Sullâarea, in età post-antica, sorgevano alcuni edifici di epoca rinascimentale e barocca, demoliti in occasione dei lavori di apertura della strada, appartenenti al cosiddetto âquartiere di via Alessandrinaâ e parte dei giardini della villa Silvestri-Rivaldi, che tuttora si conserva poco più a nord, al di là di via dei Fori Imperiali. Lâarea oggetto dellâintervento risultava dalla formazione dei giardini nellâarea antistante la Basilica di Massenzio, al momento delle demolizioni e degli scavi che portarono nel 1932-33 alla realizzazione della via dellâImpero.

In epoca antica lâarea era invece occupata in parte dalle strutture di sostegno del terrapieno della Velia, che si innalzava alle spalle della Basilica di Massenzio, e in gran parte era occupata dal Tempio della Pace, alle spalle del quale correva la via di collegamento con lâEsquilino, il vicus ad Carinas. La strada sottopassava in galleria la Basilica di Massenzio, con il passaggio sotterraneo -tuttora conservato, accessibile dal lato della via Sacra, ma tamponato e ostruito dal terreno nel versante opposto- denominato in epoca Arcus Latronis o Arco del Ladrone.

Lâarea è stata oggetto di indagini ad opera della Soprintendenza Archeologica di Roma negli anni 1999-2000. Gli scavi hanno portato al rinvenimento del pavimento del Tempio in una parte dellâarea, alla messa in luce di un alto dado in muratura laterizia nella zona di fondo del Tempio e alla scoperta di alcuni rocchi di colonne crollate nel lato opposto, appartenenti probabilmente al pronao. Verso sud-est sono affiorate alcune strutture murarie di notevole mole che costituivano le opere di sostegno del terrapieno della Velia. Eâstato altresì individuato il tracciato del vicus ad Carinas benchè a quote pertinenti ad epoca medioevale. Sullâarea si trovano ancora in gran numero i resti delle fondazioni degli edifici rinascimentali e barocchi, impostate al di sopra delle quote antiche.

I lavori previsti prevedono la messa in luce integrale delle quote antiche su tutta lâarea. In particolare andrà completamente scavato il plinto in laterizio fino al livello del pavimento, la cui quota dovrà essere raggiunta in tutta lâarea. A tale scopo è da prevedere la demolizione delle fondazioni rinascimentali-barocche ancora presenti; la rimozione di un tubo di adduzione acqua dellâACEA, presente in una zona non ancora investita dagli scavi proprio a causa della presenza della condotta; la rimozione dei rocchi di colonne e lo scavo stratigrafico della terra sigillata al di sotto di essi; la rimozione, sempre previo scavo stratigrafico, dei livelli più recenti del vicus ad Carinas, fino allâindividuazione del tracciato pertinente al Tempio della Pace. Andrà operata anche la riapertura della tamponatura dellâArco del Ladrone nel lato verso via dei Fori Imperiali, rendendone di nuovo praticabile la percorribilità .

Considerato il sensibile approfondimento delle quote delle zone scavate, con il raggiungimento anche di 6,00 metri di dislivello rispetto alla quota stradale di via dei Fori Imperiali, andranno previste opere provvisionali di sostegno e armamento del terreno, in particolare nel versante rivolto su via dei Fori Imperiali, dove sono previsti anche limitati tasti in galleria al di sotto del piano carrabile. La stessa struttura provvisionale su questo versante dovrà prestarsi a fungere altresì da passerella pedonale di affaccio sugli scavi in corso

Lâintervento richiede principalmente una comprovata e prolungata esperienza nellâambito di lavori di scavo stratigrafico in aree urbane complesse, con maestranze avvezze a tale tipo di operazioni in stretto contatto con gli archeologi che curano la direzione scientifica delle attività e con unâorganizzazione di impresa flessibile e in grado di adattarsi alle sempre mutevoli circostanze ed esigenze di un cantiere di scavo, per definizione ricco di imprevisti.

La presenza contemporanea di diverse fasi e tecniche edilizie richiede unâelevata perizia ed unâapprofondita conoscenza storica e tecnologica dei materiali e delle caratteristiche costruttive, nonché comprovata esperienza e la massima cura da parte degli operatori, sia negli interventi di scavo e di liberazione delle strutture sia negli interventi di risarcitura e/o ripristino delle strutture che andranno conservate.

Particolarmente delicate le operazioni di rimozione dei rocchi di colonna, che dovranno essere attuati senza compromettere la leggibilità degli strati archeologici sigillati al di sotto di essi.

Lo stato di precarietà di buona parte delle strutture, con presenza di zone già presidiate da opere provvisionali, e lâulteriore precarietà della configurazione che lâarea assumerà in seguito alle previste indagini, comporta interventi di manutenzione, di consolidamento, di presidio provvisionale e di controllo e monitoraggio in corso dâopera di particolare complessità e delicatezza. Le esigenze della conservazione in situ durante lo scavo richiederanno inoltre lâadozione di coperture provvisorie, di protezioni e di cautele soprattutto per superfici e per materiali particolarmente fragili, con la possibilità di interventi di restauratori specializzati.

Gli interventi di consolidamento, di presidio provvisionale, di rimozione di impianti e di manufatti moderni, di dotazione di impianti, di infrastrutture e di attrezzature a protezione dellâarea scavata (eventuale illuminazione, antifurto, etc.), nonché lâesigenza di assicurare la movimentazione nellâarea per mezzo di una gru quando lo scavo sarà talmente progredito da non consentire più la mobilità allâinterno di automezzi e in generale di veicoli su ruote, richiederà la dotazione di una gru di dimensioni appropriate e di opportune attrezzature per lo spostamento e lâallontanamento delle terre scavate.

Arch. Giuseppe Morganti

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* = This document (no longer available) was originally made available on the webpage of the SAR (Soprintendenza Archeologica di Roma) 2004 =
www.archeorm.arti.beniculturali.it/sar2000/ita/bandi.asp?...
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