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L'ATTESA | by I Michelangeli ( Very BUSY-Sorry )
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L'ATTESA

Difficile dare corpo ai ricordi,soprattutto quando sono carichi di emozioni e quando non ti appartengono.

Michelangelo ha una grande capacità di tradurre i ricordi in parole tanto da coinvolgere emotivamente chi ascolta,si rifiuta però di scrivere,allora tenterò di farlo io,sperando di riuscire a conservare la freschezza e la profondità del suo racconto.

Inoltre i ricordi sembrano animati di vita propria e viaggiano come pare a loro.La storia che racconterò è tornata alla memoria di Michelangelo scattando questa foto,il porto,i riflessi e soprattutto l'atmosfera che precede il tramonto quando tutto intorno, sembra quietarsi.............

Quando ero piccolo non andavo spesso al mare.I miei genitori lavoravano e non c'era tempo da rubare al lavoro.In verità quasi nessun bambino andava in vacanza,restavamo tutti in paese,a pochi passi dal mare che restava,per molti di noi un desiderio,un sogno.

Per tutti noi,grandi e piccoli,il mare aveva,ed ha ancora,,un nome:Sant'.Andrea,a pochi passi da casa.

Fu sul finire dell'estate,fine Agosto mi pare,forse inizi di Settembre,che mi fu permesso di andare a trascorrere qualche giorno con la nonna in una casa al mare.Mi parve di sognare,stavo per vivere una grande avventura,avrei avuto il mare tutto per me,tutto il giorno.

Ci trasferimmo io e mia nonna partendo da casa il mattino presto,io non dormì per tutta la notte,ero già in viaggio da ore e ore.

Le casa si affacciava sul mare,come del resto tutte le altre piccole e semplici case di pescatori.All'epoca la località era una delle tante sparse sulla costa,poche "anime",la pineta,la macchia e lo stupendo mare dai riflessi smeraldo.

Non c'era neppure una strada vera per raggiungere il piccolo centro,bisognava percorrere a piedi una strada sterrata.

Dalla roccia sgorgavano rivoli di acqua ,piccole sorgenti naturali.Acqua pura e freschissima che spesso scivolava in piccoli ruscelletti rigando le strade e costringeno le persone a strani balletti per non bagnarsi nel camminare.

L'odore del mare era intenso reso ancor più particolare dalla presenza (enorme) di alghe che invadevano la spiaggetta.

Il pesce pescato in questo tratto di costa ha sempre avuto un sapore particolare ed è considerato il migliore proprio per la presenza di queste alghe di cui si nutre.

I pochi abitanti vivevano di pesca,gli uomini uscivano per mare e le donne aspettavano il loro rientro,una vita scandita dagli umori del tempo e della natura.

Il turismo sarebbe arrivato molto tempo dopo.

Vicino a noi abitava una donna rimasta vedova,aveva sei figli,credo abbia passato gran parte della sua esistenza nell'attesa,fissando il mare.

Era una donna alta,dal fisico asciutto e robusto,il viso scavato, dai lineamenti forti e scolpiti,lo sguardo intenso.Vestiva con lunghe vesti nere e spesso vedevo la sua sagoma stagliarsi sulla scogliere,le vesti svolazzanti.lo sguardo fermo sul mare.

Un giorno vidi fervere i preparativi per "l'uscita" in mare.Le barche erano allineate vicine,gli uomini preparavano le lampare,le reti i remi,infatti le barche non avevano motore,tutto era affidato alle muscolose braccia dei pescatori.

Partirono quattro barche,credo fosse questa tutta la flotta del posto!Sulle barche anche i figli della nostra vicina.

Si allontanarono scivolando sul mare calmo,i pescatori sono persone silenziose,soltanto lo sciacquio dei remi accompagnava la loro partenza.

Iniziò l'attesa.

Quel giorno fu lunga,lunghissima.

Le barche non rientravano e si era fatto tardi,una densa foschia era calata sul mare impedendo la visuale.

La donna era agitatissima,aveva perso il riferimento,non riusciva a vedere le luci delle lampare,aver perso quel contatto visivo con i figli la riempiva di angoscia e preoccupazione.Le ore passavano.La tensione aumentava.

Mia nonna la rassicurava,o almeno ci provava.

Delle barche nessuna notizia.

Trascorse così un'intera giornata.

Sentivo la tensione intorno a me,il silenzio dell'attesa pesante aveva quasi preso corpo e mi confondeva.

Fu solo all'imbrunire del giorno dopo che all'improvviso si videro le sagome delle barche che rientravano.

Un urlo avvisò gli abitanti che si affollarono sull'unica spiaggetta che fungeva da minuscolo porticciolo,vidi improvvisamente un gran movimento intorno a me,cercavo di capire ma era tutto nuovo e sconosciuto quel mondo, così non mi restò altro che guardare e aspettare.

Le barche si avvicinavano

La pesca era stata così abbondante da richiedere tempo e grande sforzo,infatti il pesce era stato caricato su due barche e altri pescatori si erano aggiunti per poter remare e quindi rientrare a terra.

Nel porticciolo intanto gli uomini accatastavano fascine,svelti e con gesti sicuri,presto sulla spiaggia presero vita dei falò.Io ero sempre più confuso.

Le barche erano vicinissime

Arrivarono dei carri con i cavalli,sbucati chissà da dove e all'improvviso.

L'abituale calma del posto sembrava solo un ricordo

Le barche erano sempre più vicine.

Le donne avevano con se panieri,qualcuno portò del pane altri del vino.Si festeggia?mi chiedevo.

La nonna sorrideva lasciando che scoprissi tutto da solo.

Le barche erano a terra.

La pesca era stata straordinaria,mai visto tanto pesce,addirittura trabboccava dalle barche,fu subito distribuito quello per la vendita e consegnato ai carri che così come erano apparsi scomparvero.

Il resto del pescato fu distribuito tra gli abitanti,e sui falò ne venne arrostito subito buona parte.

Strana merenda quella!Ma ne conservo tutto il sapore magico,condito con l'ansia dell'attesa prima,con lo stupore dell'improvviso animarsi del porticciolo,le barche in arrivo,la solidarietà e la festa improvvisata.

Quanta intensità su tanta semplicità.

Ancora sento il profumo del mare,lo vedo brillare.

Posso Ancora sentire il sapore del sale di questi ricordi.

 

Conosco molto bene il luogo di cui parla Michelangelo e per motivi diversi è legato anche a miei ricordi d'infanzia.Non lo avevo mai visto sotto questa luce.E' questo,per me,un mondo sconosciuto,lontanissimo dalle mie esperienze,ho imparato a conoscerlo attraverso i suoi racconti(e sono tanti),è come vedere vecchie foto sbiadite dal tempo,eppure so che nella sua memoria i colori sono vividi.

Non so se sono riuscita a rendere l'idea di ciò che ha raccontato,La nostra infanzia è stata diversissima,ma credo che il valore dello stare insieme ad una persona sia costituito dallo sforzo di comprendere e superare le differernze,qualunque esse siano.

Di far proprie le esperienze dell'altro e riuscire così a scoprire mondi sconosciuti attraverso gli occhi di chi ti vive accanto,forse non si riuscirà a capire fino in fondo ma sicuramente ci si arricchisce e soprattutto si capiscono meglio tante cose.

n.b.

Quest'ultimo pezzo è una tirata d'orecchie a te...Michelangelo!

    

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Taken on September 5, 2009