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Novara_La Cupola di S.Gaudenzio | by Gio Garden
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Novara_La Cupola di S.Gaudenzio

La Basilica di San Gaudenzio fu edificata nel punto più elevato di Novara tra il 1577 ed il 1690 in seguito alla distruzione, ordinata da Carlo V, della vecchia Basilica esterna alla cinta muraria, esistente fin dall'841, situata all'inizio dell'attuale viale XX Settembre.

 

La progettazione fu affidata a Pellegrino Tibaldi, cui sono da ricondurre l'accentuato verticalismo dell'edificio e il senso di vigoroso plasticismo promananti dalla facciata e dai fianchi, mossi entrambi da nicchie, finestroni e colonne poderosamente aggettanti.

 

Da notare l'ingresso della Basilica, di monumentali proporzioni, e la porta in noce lavorato, con rosoni e teste di ferro fuso, opera di Alessandro Antonelli, autore dell'imponente cupola alta 122 metri.

 

Il campanile, alto 92 metri, è invece opera di Benedetto Alfieri e fu costruito tra il 1753 e il 1786, esso ospita il maggior concerto di campane a Sistema Ambrosiano. Il concerto è composto da 8 campane in SOL2 (SOL2 De Giorgi 1736, SI2 Fonditore Ignoto 1774, LA2, DO3, RE3, MI3, FA#3, SOL3 Achille Mazzola 1962). Il campanone è fessurato dal 1987, quindi non suona.

L'interno, a croce latina, consta di una navata unica, affiancata da cappelle laterali collegate tra loro, di un ampio transetto e di un profondo presbiterio.

 

All'inizio della navata centrale domina, sospeso, un enorme lampadario con fiori in ferro battuto a ricordo dell'incontro tra Gaudenzio, vescovo di Novara e Ambrogio, vescovo di Milano, nonché della secolare offerta di cera da parte di 59 comuni del circondario e di 12 case patrizie della Basilica Civica.

 

Nella cappella della Buona Morte (prima del lato destro), Deposizione del Moncalvo, nella volta affreschi del Morazzone, alla parete destra la tela Giudizio finale, sempre del Morazzone.

 

Nella cappella della Circoncisione (seconda del lato destro), sull'altare circoncisione di Giovan Battista Della Rovere detto il Fiammenghino.

 

Nella cappella del Crocifisso (terza del lato destro), Crocifisso di Gaudenzio Ferrari. In alto, sull'altare, Angeli di Grazioso Rusca. Sulla parete sinistra: Madonna, affresco del XV secolo proveniente dall'oratorio di San Luca.

 

A sinistra dell'altare del transetto destro una scaletta da accesso alla Cappella dello Scurolo (1674-1711), ottagonale, con belle porte in acciaio e bronzo e ricco rivestimento di marmi preziosi con decorazioni in bronzo; in quattro nicchie, belle statue dei Santi Adalgiso, Agabio, Lorenzo e Giulio; nella volta, Trionfo di San Gaudenzio, affresco di Stefano Legnani.

 

Sopra l'altare, riccamente decorato con rilievi bronzei in campo di lapislazzuli, la grande urna ottagonale in argento e cristallo contenente il corpo di San Gaudenzio, opera di Francesco Castelli.

 

Nel presbiterio, di rilievo l'altare maggiore barocco, notevole per la ricchezza dei marmi e delle decorazioni in bronzo disegnate da Carlo Beretta e fuse da Carlo e Francesco Pozzi, da Giovanni Battista Agazzini e da Carlo Esartier.

 

Alla parete sinistra del presbiterio, cattedra marmorea sulla quale siedono i vescovi nel giorno del loro ingresso.

 

Nel transetto sinistro, Sant'Adalgiso dona ai canonici di San Gaudenzio i beni di Cesto, grande tela di Pelagio Palagi (1833).

 

Nella cappella della Madonna di Loreto (terza del lato sinistro), intorno all'altare affreschi di Stefano Legnani, e alla parete destra, Presepio, affresco di Bernardino Lanino proveniente dal monastero di Sant'Agata.

 

Nella cappella della Natività (seconda del lato sinistro), grande polittico a due piani di Gaudenzio Ferrari (1516), precedentemente conservato nella vecchia basilica e qui riportato:

 

* nel superiore: Gabriele, Natività e Annunziata

* nell'inferiore: Madonna col Bambino e i Santi Ambrogio, Agabio e altro santo

* a sinistra: San Pietro e San Giovanni Battista

* a destra: San Paolo e San Gaudenzio.

 

Nella cappella dell'Angelo Custode (prima del lato sinistro), affreschi di Tanzio da Varallo (1629); notevole la tela alla parete sinistra raffigurante la battaglia di Sennacherib (1627-1629).

 

Nella sacrestia, accesso dalla parete sinistra del transetto destro, San Gerolamo attribuito allo Spagnoletto.

 

Nella cappella del Santissimo Sacramento, accesso dalla parete destra del transetto sinistro, 8 tavole con scene della vita di San Gaudenzio, di Giovan Mauro Della Rovere.

L’elemento architettonico più significativo della basilica è la sua maestosa cupola, alta 122 metri e progettata dall’architetto-ingegnere Alessandro Antonelli, assurta a simbolo della città e segno distintivo del suo skyline.

 

Nella prima metà del 1800, col denaro ricavato dalla tassa sulla carne (ogni volta che un abitante della città acquistava un chilo di carne doveva pagare una tassa aggiuntiva), il Comune di Novara accumulò una somma che decise di investire nella costruzione di una cupola sulla preesistente basilica di San Gaudenzio ed affidò l’incaricò all’architetto novarese.

 

Il primo progetto della cupola venne presentato alla municipalità nel 1841. Tre anni dopo iniziarono i lavori ma nel 1855 l’Antonelli, in seguito a ritardi causati dalle guerre d'indipendenza, presentò un secondo progetto che innalzava l’altezza della cupola di un ordine mediante l’inserimento di una corona di pilastri, recuperando così la fruibilità visiva del monumento. Nel 1860 presentò un ulteriore progetto, che elevava ancora l’edificio, ad un’amministrazione sempre più preoccupata per le crescenti spese e diffidente nei confronti dell’architetto. Ma la costanza dell’Antonelli ebbe la meglio e due anni dopo la costruzione della cupola giunse al termine. Mancava solo la guglia che fu costruita tra il 1876 e il 1878. Alla sommità, il 16 maggio dello stesso anno, fu posta una statua del Cristo Salvatore (e non di San Gaudenzio come si potrebbe ritenere) realizzata in bronzo ricoperto di lamine d’oro e alta quasi 5 metri, opera di Pietro Zucchi.

 

Attualmente la statua che si trova in cima alla cupola è una moderna copia in vetroresina, mentre quella originale, danneggiata dal tempo, si trova all’interno della basilica, nei pressi dell’altare.

 

Per la costruzione della cupola l’Antonelli decise di utilizzare solo materiali della zona, per legarla più intimamente al suo luogo di appartenenza; la struttura è infatti interamente in mattoni e calce, senza impiego di ferro, ed è da molti definita come l'edificio in muratura più alto del mondo (rinforzi in ferro furono applicati solo successivamente).

 

Il peso complessivo della cupola supera le 5.500 tonnellate e alla sua ultimazione, la chiesa, che 200 anni prima non era stata progettata per reggere un simile peso, cominciò a dare segni di un cedimento strutturale (già ravvisabile durante le prime fasi della costruzione).

A partire dal 1881 l’Antonelli si dedicò al consolidamento dei quattro piloni della basilica portanti la cupola e all’ampliamento delle fondazioni. Il progetto dell’architetto si rivelò valido e la sua opera, dopo 120 anni, è ancora saldamente al suo posto.

I lavori ebbero termine agli inizi del 1887, giusto per l’occasione della festa del santo patrono (22 gennaio).

 

Il timore del crollo è però uno spauracchio familiare ai novaresi e nel corso degli anni si sono succeduti più volte dei falsi allarmi. Come citato da una targa affissa all'interno della Basilica, l'edificio restò chiuso per quasi 10 anni, tra il 1937 e il 1947, proprio a causa di tali preoccupazioni.

Ma la genialità di Alessandro Antonelli fu proprio quella di aver progettato il suo edificio scomponendolo in una serie di tanti cerchi concentrici che si innalzano verso il cielo, sempre più piccoli, scaricando man mano il peso sulla struttura portante.

In caso di cedimento strutturale la cupola collasserebbe se se stessa e non sugli edifici circostanti.

 

Una serie di sofisticati sistemi d’allarme, in anni recenti, sono stati installati all’interno della costruzione per monitorare eventuali pericoli di cedimenti, crepe od oscillazioni, similmente a quanto accade per la celebre Torre di Pisa.

 

Benché meno celebrata della più famosa Mole Antonelliana di Torino, la Cupola di San Gaudenzio rappresenta un esempio architettonico particolarmente ardito, in quanto costruita interamente in mattone portante ed innestata magistralmente su un edificio preesistente, rappresenta uno degli edifici in mattone pieno più alti al mondo, non è quindi corretto considerarla una copia minore del monumento torinese.

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Taken on January 22, 2008