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Processione dei Misteri 5

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Sessa Aurunca - Processione dei Misteri del Venerdì Santo.

 

"La descrizione del Venerdì di Pasqua a Sessa Aurunca è cosa complessa, ma dal vivo è uno spettacolo terribile e mirabile degno delle processioni spagnole in una delle più belle e storiche città della Campania.

Dalla Chiesa, gli incappucciati impersonificano i Misteri con la caratteristica cunnulella.

Il primo mistero si affaccia al portone; è la raffigurazione del primo Mistero doloroso, cioè Gesù nell'Orto del Getsemani con l'Angelo che gli offre il calice. Il secondo Mistero riproduce Gesù flagellato alla colonna.

Il terzo Mistero è l'Ecce Homo, cioè Gesù, incoronato di spine, seduto su uno sgabello con le mani legate e con una canna fra le stesse.

Il quarto Mistero, rievocante la seconda caduta di Gesù, sotto la pesante Croce, lungo la via del Calvario.

Dopo i Misteri viene portata da un confratello una grossa Croce sulla quale sono posti tutti i simboli principali della passione. Segue il Cristo Morto adagiato su una bara di legno, portata da confratelli anziani. Chiudono il corteo le Tre Marie, cioè tre statue riproducenti la Vergine Addolorata ed altre due donne (certamente Maria Maddalena ed un'altra persona).

Le Tre Marie indossano abiti neri e gioielli offerti dal popolo. In segno di penitenza i fratelli portano il volto coperto dal cappuccio bucato all'altezza degli occhi, e così vestiti, disposti dietro lo stendardo e tenuto da due giovani partecipanti, procedono in fila per due con le torce accese. Il corteo è seguito da una gran quantità di donne alluttate e scalze, che, recando pesanti ceri, pregano il Cristo affinché conceda loro la grazia richiesta.

L'incedere lento, ritmico, ondeggiante dei misteri è preannunziato dal lugubre suono di una cornetta che, suonata da un confratello fin dal mattino, prepara gli animi al passaggio del Cristo Morto. Al passaggio della processione si accendono i carraciuni (enormi falò formati da fascine raccolte e allestite nei vari quartieri in cui passa la processione)

Nel frattempo dagli angoli più angusti dei portali durazzeschi e catalani del centro storico i tre cantori del Miserere uniscono le loro teste e si levano le lamentose note del canto. Dopo aver attraversato via delle Terme e l'angusta via Paolini, la processione giunge alla Cattedrale ed attraverso via Garibaldi arriva in piazza.

Va poi nel rione San Leo, risale nella piazza Mercato per poi ridiscendere lungo Corso Lucilio diretta alla Chiesa. La strada del ritorno è certamente quella più suggestiva, la più toccante e romantica: i gruppi si dispongono l'uno dietro l'altro mentre riecheggiano il Canto del Miserere e la Marcia Funebre Vella (dal nome dell'autore). La processione tende poi a ritornare alla chiesa di San Giovanni a Villa."

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Taken on March 21, 2008