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Tubo a gas rarefatto per la produzione di raggi X  - Milano anni '50 sec. XX- (X rays tube - Pressler Cold Cathode X-ray Tube) | by J&Konrad
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Tubo a gas rarefatto per la produzione di raggi X - Milano anni '50 sec. XX- (X rays tube - Pressler Cold Cathode X-ray Tube)

Si tratta di un'ampolla di vetro contenente del gas a una pressione inferiore a 1 decimo di mm di mercurio.

 

Uno degli elettrodi funziona da catodo, è di forma concava ed è di alluminio: in corrispondenza del suo centro di curvatura è disposta una piastrina di tungsteno o di platino che risulta inclinata di 45°, rispetto all'asse di simmetria degli elettrodi, denominata anticatodo.

 

Nelle condizioni di pressione sopra indicate applicando una tensione agli elettrodi si genera una emissione di raggi catodici (fascio di elettroni) che si dirigono verso l'anodo. L'anticatodo viene colpito da raggi catodici che per prenamento emettono energia sotto forma di raggi x.

 

Tale espediente permette di ridurre il livello di vuoto che all’ interno del tubo si raggiunge dopo un suo uso prolungato, a causa della proprietà che hanno le particelle proiettate dall'anticatodo di arrostire il gas residuo presente nel tubo stesso.

 

Oltre l'anticatodo si trova l'anodo vero e proprio che di solito è collegato all'anticatodo con un conduttore metallico esternamente. Di qui il nome del tubo di “bianodico”.

 

Raggi X

 

I raggi X vengono prodotti della forte decelerazione degli elettroni nelle collisioni con i nuclei atomici; furono scoperti da W. Roengten nel 1895 bombardando un bersaglio metallico, anticatodo, con un fascio di elettroni (raggi catodici) emessi dal catodo di un tubo di Crookes.

 

I raggi X sono onde elettromagnetiche la cui frequenza è circa 105 volte quella della radiazione visibile. I raggi X hanno le proprietà seguenti:

Attraversano materiali leggeri e tessuti molli. L'energia dei raggi X è molto alta.

Producono la fluorescenza in molte sostanze. Impressionano le lastre fotografiche.

 

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L’8 novembre 1895 W. K. Röntgen (1845-1923) scoprì i raggi X che vengono prodotti quando elettroni veloci urtano contro un bersaglio solido. Essi sono fotoni di piccola lunghezza d’onda dai 20 nm, oltre l’ultravioletto, (raggi “molli”), a 1nm (raggi ordinari), ai 10 pm (raggi “duri”). Röntgen aveva avvolto con cartone nero un tubo a raggi catodici e vide brillare, alla distanza di circa un metro dal tubo, un piccolo schermo di platinocianuro di bario, un materiale fluorescente. Gli elettroni, accelerati nel tubo, colpivano il vetro che diventava verdastro ed emetteva raggi X. Immediatamente si mise a studiare questa nuova radiazione dal comportamento piuttosto misterioso che per ciò chiamò raggi X. Essi hanno un potere notevole di penetrazione (sostanze diverse presentano gradi di trasparenza diversi), impressionano le lastre fotografiche, fornendo le foto delle ossa di esseri viventi, non vengono deviati da campi elettrici o magnetici, ionizzano i gas attraversati. A tre mesi dalla loro scoperta i raggi X erano già usati in un ospedale di Vienna per preparare alcune operazioni chirurgiche. In seguito si scoprì che i raggi X, per la loro piccola lunghezza d’onda, erano fondamentali nella cristallografia, nell’indagine fisica, nella radiobiologia, nella radiodiagnostica, nella radioterapia, nella microscopia detta appunto a raggi X, nella determinazione del modello del DNA eccetera. La dimostrazione più frequente che si faceva nelle scuole era la radioscopia della mano, “illuminata” dai raggi X e vista su uno schermo fluorescente. Era consigliabile non superare il minuto di esposizione. Gli spettatori dovevano stare a qualche metro di distanza e per non più di un minuto. La tensione di alimentazione è fornita normalmente da un rocchetto di Ruhmkorff collegando il catodo del tubo al terminale a disco e l’anticatodo al terminale a punta. La sorgente di elettroni è un disco di alluminio (il catodo freddo). L'emissione degli elettroni avviene a cusa del bombardamento degli ioni positivi sul catodo. Gli elettroni così ottenuti vengono accelerati verso l'anticatodo dal forte campo elettrico. L'anticatodo è costituito generalmente da una piastrine di nikel, rivestita di platino e orientata a 45°. L'urto degli elettroni genera calore ed emissione di raggi X.

da: www.istitutomontani.it/museo/file/visstrumento.php?codice...

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Taken on July 25, 2011