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Ruderi della torre - Tertiveri | by ele153 - Raffaele Battista
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Ruderi della torre - Tertiveri

Tertiveri

 

Tertiveri, collina a circa 6 km da Biccari, alta 400 m., non lontana dal torrente Vulgano, sulla strada che porta a Lucera, è nota per i resti di un’antica torre.

 

Anticamente ospitava una cittadina fortificata, fondata con ogni probabilità nel XIII sec. Da un gruppo di Lucerini espulsi dalla loro città per ordine di Federico II di Svevia, all’epoca uno dei più acerrimi nemici della Chiesa.

 

E’ noto, infatti, che quando, a partire dal 1223, il ghibellino Federico II cominciò a trasferire a Lucera colonie di saraceni musulmani, per fare di quella città una potente roccaforte contro il Papa e il partito guelfo, molti tra i cristiani si videro costretti a fuggire, insieme al loro Vescovo, e a cercare rifugio nelle zone limitrofe. I fuggiaschi si raccolsero a Tertiveri, ove si insediò e continuò ad operare la sede episcopale di Lucera.

 

Lì sorse, dunque, un nucleo abitativo segnato da evidenti caratteri di provvisorietà, con ricoveri temporanei e di fortuna. Nessuno dei fuggitivi, infatti, aveva in cuor suo rinunciato agli averi e agli affetti lasciati in Lucera, ove sempre sperava di far ritorno un giorno e trascorrere il resto della propria vita.

 

Ciò che attualmente resta dell’antica fortezza è la torre, a forma di prisma quadrangolare, alta 80 palmi e quadrata circa 40. La struttura muraria dei suoi ruderi si può dire identica alla cinta della fortezza federiciana di Lucera. In entrambe le costruzioni, infatti, sono presenti spigoli a pietre lavorate. Una differenza degna di rilievo è data da una maggiore presenza del cotto, nella cinta della fortezza a Lucera, cotto fornito dalle vicinissime fornaci, cui corrisponde nella torre di Tertiveri, una prevalenza di pietrame assoluto, estratto dal fiume poco distante.

 

Le affinità strutturali tra le due costruzioni testimoniano dello stretto legame che dovette intercorrere tra l’ampia fortezza della città ed il torrione sulla collina, cui fu affidata la funzione di vedetta, come sentinella in avamposto di fronte alle colline che si alzano verso il monte Cornacchia.

 

Nel raggio di circa 2 km dalla torre esistono tutt’ora diverse case abitate facenti capo ad una chiesetta e ad un caseggiato maggiore.

   

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Taken on September 29, 2008