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It's monday, I need a double coffee.

Unfortunately the weekend is over and the breakfast is really different.

 

The coffee is... Caffè de Huehuetenango

 

The Slow Food Presidium has brought together 100 families of small-scale producers, mostly indigenous Mayans, belonging to the ASDECOHUE and ACODIHUE associations.

 

Its production protocol guarantees the environmental and social sustainability of all the artisanal phases of production, as well as the high quality of the final product.

 

This coffee comes from Huehuetango, in the north of Guatemala, including one of the region’s best coffee-growing areas, the cru of San Pedro Necta. The complete traceability means the origin is guaranteed and can be traced back to the individual producer.

 

The coffee is harvested only between 1,500 and 2,000 meters above sea level. The high cultivation is made possible by the currents of warm air coming from the isthmus of Tehuantepec.

 

It is gathered from Coffea arabica plants, of the Typica, Bourbon and Caturra varieties.

The cultivation follows the traditional bajo sombra system. The coffee plants grow in the shade of tall fruit trees, mostly native species. In this way the Presidium protects local biodiversity and the producers can profit not just from coffee but also fruit and timber.

 

The coffee plants have shiny green leaves, similar to laurel, and round, vivid red berries like cherries.

The producers harvest the coffee between December and March, picking the berries one by one by hand and collecting them in wicker baskets tied to their sides.

 

The coffee beans are artisanally extracted from the fruit through a light fermentation process, starting within four hours of the harvesting and lasting between 24 and 36 hours. They are then repeatedly washed in running water.

 

After depulping, the beans are dried in the sun for at least three days and continually turned with a rake.

 

Once it reaches Italy, the pure San Pedro Necta cru is roasted according to the traditional wood system. The final coffee has intense floral perfumes and a clean, velvety aftertaste.

On one side 25 million small-scale producers, on the other five big purchasers, who control around 70% of the market, and the whole world of consumers who know little or nothing about coffee’s journey from plantation to cup.

 

Wealth is distributed along the production chain in an extremely unequal way. Those who cultivate and harvest the coffee receive only a very minimal percentage of the final price.

 

The journey from plant to cup involves a long series of steps. The growers sell to local intermediaries, who pass the beans on to the exporters. They are then sent by international shipping agents to the final destination, where they are processed by roasters and sent to the retailers.

 

By contrast the Presidium coffee arrives directly from the Guatemalan producers to the Pausa Cafè roasters in Italy, with no middlemen.

The Pausa Cafè cooperative roasting facility is located inside the Lorusso and Cutugno prison in Le Vallette, Turin. Here a group of detainees work under the guidance of expert Italian coffee-roasters.

 

The associations and their producers receive a minimum basic price of $121 per 100 pounds of green coffee, plus 50% of the total annual profits from the roasting facility.

 

Pausa Cafè is supported by the Slow Food Foundation for Biodiversity, the Region of Piedmont, L’Insieme and ASQ Torino.

 

The TransFair trademark guarantees that the coffee has been produced without causing exploitment and poverty in the developing world, and purchased according to fair-trade criteria.

 

The next step for the Presidium will be the opening of a second roasting facility, in Guatemala, financed by the Directorate General for Development Cooperation of the Italian Ministry of Foreign Affairs.

 

For more information about it.

 

Il caffè è... Caffè de Huehuetenango

 

Il Presidio SlowFood ha riunito un centinaio di famiglie di piccoli produttori, in maggioranza indigeni Maya, associati ai consorzi di ASDECOHUE e ACODIHUE.

 

Il suo disciplinare di produzione garantisce l’artigianalità e la sostenibilità ambientale e sociale , di tutte le fasi di produzione e l’alta qualità del prodotto finale.

 

Questo caffè proviene da Huehuetenango (nel nord del Guatemala), in particolare dal cru di San Pedro Necta, una delle aree più vocate della regione. La completa tracciabilità consente di garantirne l’origine e di risalire ai singoli produttori.

 

Si raccoglie esclusivamente tra i 1500 e i 2000 metri. La coltivazione in altura è resa possibile dalle correnti d'aria calda provenienti dall'istmo di Tehuatepec.

 

È ricavato da piante di Coffea arabica, delle varietà Typica, Bourbon e Caturra.

Il sistema di coltivazione segue la tradizione della coltivazione “bajo sombra”: le piante crescono all’ombra di alberi da frutta e di alto fusto, prevalentemente nativi. In questo modo il Presidio tutela la biodiversità locale e i produttori ricavano dalle loro terre non solo caffè, ma anche frutti e legname.

 

Le piante hanno foglie di un verde lucido, simili a quelle dell’alloro, e bacche tonde e di colore rosso vivo, come le ciliegie.

Tra dicembre e marzo, i produttori le raccolgono a mano, una a una, riponendole in ceste di vimini legate ai fianchi.

 

I chicchi di caffè sono estratti dalle bacche artigianalmente, attraverso un delicato processo di fermentazione che inizia entro quattro ore dalla raccolta e dura 24-36 ore. Poi sono ripetutamente lavati in acqua corrente.

 

Dopo la spolpatura, i chicchi seccano al sole nell’aia, per almeno tre giorni, continuamente rivoltati con un rastrello.

 

Giunto in Italia, il cru di San Pedro Necta viene tostato in purezza secondo il tradizionale sistema a legna, offrendo intensi profumi floreali e un retrogusto pulito e vellutato.

Da una parte 25 milioni di piccoli produttori, dall'altra cinque grandi compratori, che controllano circa il 70% del mercato, e l'universo dei consumatori che sa poco o nulla del viaggio del caffè dalle piantagioni alla tazzina.

 

La ripartizione del valore lungo la filiera è estremamente diseguale: a chi coltiva e raccoglie il caffè va infatti una percentuale minima del prezzo finale.

 

Il percorso dal chicco alla tazza prevede una lunga serie di passaggi: i produttori lo rivendono ad intermediari locali, che lo cedono agli esportatori. Il caffè viene quindi trasportato da spedizionieri internazionali sino al paese di destinazione, dove i torrefattori lo tostano e lo cedono ai rivenditori.

 

Il caffè del Presidio, invece, giunge direttamente dai produttori guatemaltechi alla torrefazione di Pausa Cafè in Italia, senza intermediazioni.

 

La Torrefazione della cooperativa sociale Pausa Cafè sorge all’interno della Casa Circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, alle Vallette. Un gruppo di detenuti vi lavora sotto la guida di alcuni esperti torrefattori italiani.

 

I consorzi e i loro produttori ricevono un prezzo base minimo di 121 dollari per 100 libbre di caffè verde, cui si sommano, ogni anno, il 50% degli utili generati dalla attività di torrefazione.

 

Pausa Café è sostenuta da Fondazione Slow Food per la Biodiversità, Regione Piemonte L’Insieme, ASQ Torino.

 

Il marchio TransFair garantisce che questo caffè è stato lavorato senza causare sfruttamento e povertà nel Sud del mondo ed è stato acquistato secondo i criteri del Commercio Equo e Solidale.

 

Il prossimo passo del Presidio sarà l’avvio di una seconda torrefazione, in Guatemala e sarà finanziato dal Ministero degli Affari Esteri, Direzione Generale per la Cooperazione allo sviluppo.

  

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Taken on February 21, 2010