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era per respingerti in mare

(come uno di quei granelli di sabbia.

che non te ne frega mai un cazzo di dove vai a finire)

  

[...]le bombe al fosforo

quei momenti che respiravamo forte come se stessimo correndo

come per commemorare i tuoi capelli lunghissimi

i lavori irregolari, i militiari iraniani, i tramonti che hanno dei colori chimici, i detenuti morti

i venti forti dei deserti libici, i venti che incendiano i campi nomadi

le meteoriti

le navi ferme immobili tra l’Italia, Malta e la Libia

i primi fari antinebbia

le nostre ultime bufere violente

le guardie notturne che vanno a dormire

 

non c’è niente da capire

non c’è niente da capire.

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Taken on August 28, 2011