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1862 Anzio Francesco II e Pio IX | by Roma ieri, Roma oggi: Raccolta Foto de Alvariis
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1862 Anzio Francesco II e Pio IX

Anzio

 

Anzio è un comune italiano di 49.731 abitanti della provincia di Roma nel Lazio.

Nell'antichità Antium (le attuali Anzio e Nettuno) fu per un lungo periodo capitale della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita nello stato romano.

Anzio si trova nell'Agro Romano, il cui limite meridionale è segnato dal fiume Astura, a 58 chilometri a sud di Roma, ed a 26 chilometri ad ovest da Latina. Il centro della città si sviluppa sull'omonimo promontorio, proteso sul Mar Tirreno.

 

Nell'antichità Antium (le attuali Anzio e Nettuno) fu per un lungo periodo capitale della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita nello stato romano.

 

L'antica Antium comprendeva certamente il territorio dove oggi sorge Nettuno; infatti secondo gli storici, molti nobili romani avevano le loro ville nei pressi del fiume Loracina, oggi Loricina, nei pressi del quale infatti sono stati trovati molti reperti. Una parte importante della città di Antium, si trovava sull'altura occupata oggi dalla Villa Bell'aspetto o Villa Borghese.

 

A Nettuno sono state trovate molte targhe antiche di marmo con vari iscrizioni: una di queste recita "Nettuno olim Antium" ovvero "Nettuno una volta Antium". Infatti a dir la verità è a Nettuno che è attribuita la continuazione dell'antica Antium anche se Anzio ne rimane comunque discendente essendosi sviluppata da Nettuno tra il 1827 e il 1857.

 

Frequenti furono i combattimenti tra i Volsci e i Romani, soprattutto nel V secolo a.C., quando Anzio ne era la capitale.

 

Ad Anzio si ritirò in esilio Coriolano[3], dove fu accolto dal nobile anziate Attio Tullio, con il quale organizzò la strategia di sollevazione contro Roma, che tra il 489 a.C. e il 488 a.C., portò i Volsci ad arrivare al IV miglio della via Latina[4] Ad Anzio fu ucciso Coriolano, mentre si apprestava a difendere il proprio operato al Foro[5].

 

Nel 484 a.C., nel territorio prospiciente la città, i Volsci sconfissero duramente in battaglia l'esercito romano, condotto da Lucio Emilio Mamercino, costringendolo ad una vergognosa fuga nottetempo.[6].

 

Nel 469 a.C. i Romani conquistarono e distrussero la città Volsca di Cenone, emporio e porto di Anzio[7] e nel 468 a.C., dopo aver perso contro i Romani la battaglia di Anzio, gli Anziati si arresero ai Romani, che lasciarono un presidio armato in città[8]. L'anno successivo Roma fondò una colonia nel territorio di Anzio[9]. Nel 459 a.C. Roma assediò nuovamente Anzio, conquistandola, dopo che sia i Volsci, che i coloni romani, si erano ribellati al controllo di Roma[10][11].

 

 

La città ospitò Cicerone quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una villa. Ad Anzio nacquero gli imperatori Caligola e Nerone. Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora esistenti.

 

L'unico insediamento rimasto in epoca medioevale a perpetuare la storia dell'antica Antium di cui si perse persino il nome, a favore di Nettuno, a memoria dell'antico tempio dedicato al Dio del mare che vi sorgeva, altro non era che il quartiere più antico della civitas romana. Nel 1348, non lontano dal centro abitato di Nettuno, venne combattuta, fra genovesi e veneziani, una celebre battaglia navale che si risolse con la vittoria di questi ultimi.

 

Alla fine del Cinquecento papa Clemente VIII diede disposizioni a mons. Bartolomeo Cesi di provvedere a salvaguardare lo scarso patrimonio edilizio della borgata. Un secolo più tardi, nell'ultimo decennio del seicento, per volontà di Innocenzo XII venne ricostruito il porto che diede l'avvio a una notevole ripresa economica della zona, protrattasi durante tutto il XVIII secolo.

 

Attorno alla metà dell'Ottocento, durante il pontificato di Pio IX, nacque l'attuale e moderna città di Anzio, che fino ad allora era stata poco più che una spiaggia su cui venivano tirate in secca le barche da pesca, grazie al riparo offerto dal Capo d'Anzio. Il villaggio di pescatori divenne una cittadina che nel 1856 si costituì, separandosi da Nettuno, in comune autonomo. Nel 1870 il territorio, seguendo le sorti dello Stato della Chiesa a cui apparteneva, venne definitivamente integrato nel Regno d'Italia.

 

Negli ultimi decenni dell'ottocento e nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane. Risalgono a quel periodo alcuni villini e il Casino - detto "Il paradiso sul mare" - interessante edificio liberty di Cesare Bazzani completato nel 1924, attualmente proprietà del Comune. Fellini vi girò le scene del Grand Hotel di Rimini in Amarcord e Sordi alcuni interni di Polvere di stelle.

 

Il 17 novembre 1939 venne unita amministrativamente a Nettuno andando a formare l'agglomerazione di Nettunia, ma cinque anni e mezzo più tardi, il 3 marzo 1945 ancor prima del termine della seconda guerra mondiale, se ne separò.

 

Dal dopoguerra fino agli '70 il territorio di Anzio subisce una grande trasformazione urbanistica, con la creazione ex novo di interi quartieri nell'entroterra anziate.

Lo sbarco alleato

 

Anzio è conosciuta internazionalmente per essere stata teatro di una delle più celebri azioni della seconda guerra mondiale, lo sbarco che da lei prende il nome. Il giorno 22 gennaio 1944 gli eserciti alleati iniziarono a sbarcare su un'ampia fascia costiera[12].

 

Anzio e Nettuno rappresentarono tuttavia i perni di tutta l'operazione. Anzio fu il centro abitato che subì più danni. Oltre alle vittime civili, gran parte del patrimonio edilizio della città andò distrutto o semidistrutto. Lo sbarco si protrasse anche nei giorni successivi ed ebbe termine solo il 31 gennaio, quando approdarono le ultime unità anglo-americane. In totale sbarcarono oltre centomila uomini con una gran quantità di materiale bellico.

 

I tedeschi, colti di sorpresa, iniziarono a reagire energicamente solo tre giorni dopo l'inizio dell'azione, quando si era già costituita una solida testa di ponte attorno ad Anzio, Nettuno e nelle zone limitrofe. Purtuttavia l'obiettivo di una rapida conquista della vicina capitale, che aveva spinto gli Alleati a progettare lo sbarco, non venne raggiunto. Roma, situata a soli cinquanta chilometri di distanza, o poco più, venne infatti liberata solo quattro mesi e mezzo più tardi, il 4 giugno 1944.

 

Villa di Nerone

 

Non può tuttavia essere identificata con certezza, sebbene venga generalmente posta nei pressi del cosiddetto Arco Muto, dove tuttora si trovano le rovine di un teatro. La dimora dell'imperatore si estendeva sul Capo d'Anzio lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e venne edificata sul sito di una precedente villa dove Augusto aveva ricevuto una delegazione da Roma per essere acclamato Pater Patriae. Nerone volle erigere una villa degna, per dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore. Dopo la morte di Nerone tutti i Cesari romani la utilizzarono fino alla Dinastia dei Severi. Del famoso tempio della Dea Fortuna, che molti storici studiosi del litorale laziale sostengono si trovi nell'attuale territorio di Nettuno, e citato da Orazio nelle Odi, non rimane traccia.

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Foto D'Alessandri;

- Raccolta foto de Alvariis

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Taken on February 13, 2013