Stratificazioni/Stratifications
Quanti punti di vista servono per descrivere un luogo?
Ogni volta che guardo uno spazio o un paesaggio sento di perdere l’occasione di osservarlo da una prospettiva preferenziale. Ma esiste una prospettiva preferenziale?
Non mi resta che fotografare quello che il mio occhio osserva. La fotografia diventa una mera registrazione del reale con cui ricostruirne in post production la struttura dell’insieme.
Registro una molteplicità di traiettorie visive con cui ricostruisco lievi spostamenti percettivi, che colgono l’essenza dello spazio e ne restituiscono una visualizzazione complessa.
Le mie fotografie non descrivono più la realtà ma la stratificazione intricata di cui la realtà è fatta.
Applico questo metodo per visualizzare paesaggi o luoghi, sovrapponendo anche centinaia di foto che costruiscono una sola immagine.
Il limite che impone la fine di un lavoro è rappresentato dal numero di foto che ho fatto durante il sopralluogo. In questo senso l’opera contiene in sé una condizione perenne di non finito.

How many points of view are used to describe a place?
Every time I look at a space or a landscape I feel to lose the opportunity to observe it from a preferential perspective. But there is a preferential perspective?
I can only photograph what my eye looks. The photograph becomes a mere recording of reality by which to reconstruct the structure in post production.
I register a multiplicity of visual paths by which I reconstruct slight movements, capturing the essence of space and returning a complex display.
My photographs do not describe reality, but more complex layering which reality is made.
I apply this method to show landscapes or places, overlapping tens or hundreds of images for to build a single photo.
The limit for to finish a work is the number of photos I took during the walk. In this sense, the work contains in itself a condition of perpetual unfinished.

various dimensions
years 2010/2012 (work in progress)
49 photos · 71 views