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Dopo E'mmaus

 

Quanto, pensando a Émmaus

ho cercato la tua persona

in pane di farina!

Ma la corona mi ritrovo sempre,

la spugna, con la lancia dell’oscuro Longino,

la pozzanghera di sangue.

 

E tu? Già altrove.

Come me, che me ne vado

con altri innominabili strumenti di tortura.

Mai ti vedessi camminarmi al fianco

da quando ti sei fatto,

da nero di bastonate, ala bianca,

soffio di Parola senza bende.

 

E quanto, ancora, vento nelle sere

mi fruga e mi affatica, ora che triste

mi accompagno di pensieri e tradimenti

a qualcun altro,

per farci insieme un covo miserabile,

senza saperti più

negli occhi stanchi ritrovare,

unico amico subito smarrito.

 

E mi ripeto che a morire c’è tempo

( ma non è vero; e controvoglia

scalcio dalla croce).

Resta con me, che si è già fatto buio…

 

e , sottovoce se ti cerco

con la mano, convinto ormai

che i posti miei non li frequenti

e più non senti il desiderio

di una sigaretta, di un piatto caldo e vino

dove seppellirti, di un letto che ti accolga

sconsolato, vorrei che il paradiso fosse

quel silenzio insieme cominciato

dalla notte che tu e io sappiamo.

 

E in quest’ombra, qui, di mezza sera,

tra lacrime ingoiate dal chiasso della strada,

in verità vorrei ancora, sappilo,

che almeno mi nascessero dei figli

da portarti a vedere.

 

da 'In ordine alfabetico' P.L. 2005

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Taken on April 13, 2010