2013 I quaderni di Nisveta
La memoria è polvere fine, polvere che copre i quaderni d’infanzia e con essi i sogni che li animavano, una coltre che copre le ferite. Ma a volte basta un odore, un suono, un soffio di vento per svelare ciò che era sepolto e trasformare la memoria in una scintilla che deflagra nel presente e costringe a fare i conti con il passato. Con ciò che ci segnò, ci marchiò, con ciò da cui fuggiamo.
I Quaderni di Nisveta vede al centro la storia di una giovane donna prossima ai trent'anni la cui esistenza è segnata da una doppia vertigine: da una parte un presente in piena crisi economica ossessionato dalla rincorsa alla carriera rassicurante, in una società in costante crisi d’identità. Dall'altra un passato lontano, segnato da una paura diversa, da emozioni indicibili, dalla violenza estrema, dalla guerra.
Nisveta, bosniaca, è avvocato di professione e a distanza di molti anni dal conflitto in Bosnia, si è costruita una nuova esistenza in un paese non suo, mischiandosi alla moltitudine di persone e lasciando scomparire le tracce della propria storia.
Una mattina si dirige al lavoro e scende a prendere la metropolitana. Sottoterra, immersa nella luce innaturale dei neon, accade un evento inaspettato che aprirà una scatola chiusa da troppo tempo. Di fronte ad una realtà dimenticata e frammenti di un puzzle smarrito sarà costretta ad affrontare il fantasma di un sé altro, vivo e graffiante, dove una sorella impressa in un'immagine sbiadita diventa il tramite fondamentale con la propria storia più intima.
È un percorso senza il quale correrebbe il rischio di ritrovarsi tritata in un presente permanente, distaccato dal “già vissuto”.
Il pubblico compierà un proprio viaggio attraverso lo sguardo di Nisveta. Si confronterà con le domande che definiscono la nostra esistenza e sarà chiaro che solo il rapporto con l’altro e con il passato può renderci individui consapevoli e liberi.
A noi la scelta.
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