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Pope in preghiera. (On Explore) | by Antoniociro
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Pope in preghiera. (On Explore)

EXPLORE - Aug 11, 2011 #292

 

www.flickr.com/explore/interesting/2011/08/11/page30/

 

Signore, stasera, sono solo.

A poco a poco, i rumori si sono spenti nella chiesa,

le persone se ne sono andate,

ed io sono rientrato in casa,

solo.

 

Ho incontrato la gente che tornava da passeggio.

Sono passato davanti al cinema che sfornava la sua porzione di folla.

Ho costeggiato le terrazze dei caffè, in cui i passanti,

stanchi, cercavano di prolungare la gioia di vivere una domenica di festa.

Ho urtato i bambini che giocavano sul marciapiede,

i bambini o Signore,

i bambini degli altri, che non saranno mai i miei.

 

Eccomi, Signore

solo.

Il silenzio mi incomoda,

la solitudine mi opprime.

 

Signore, ho un corpo fatto come gli altri,

braccia ancora buone per il lavoro,

un cuore riservato all'amore,

ma ti ho donato tutto.

È vero, tu ne avevi bisogno.

Io ti ho dato tutto ma è duro, o Signore.

 

È duro dare il proprio corpo quando vorrebbe darsi ad altri.

È duro amare tutti e non serbare alcuno.

È duro stringere una mano senza volerla trattenere.

È duro far nascere un'affetto, ma per donarlo a Te.

È duro non essere niente per sé per esser tutto per loro.

È duro essere come gli altri, fra gli altri, ed esser un'altro.

È duro dare sempre senza cercare di ricevere.

È duro andare incontro agli altri, senza che mai qualcuno ti venga incontro.

È duro soffrire per i peccati degli altri, senza poter rifiutare di accoglierli e portarli.

È duro ricevere i segreti, senza poterli condividere.

È duro sempre trascinare gli altri e non mai potere, anche solo un'istante, farsi trascinare.

È duro sostenere i deboli senza potersi appoggiare ad uno forte

È duro essere solo,

solo davanti a tutti,

Solo davanti al Mondo.

Solo davanti alla sofferenza,

alla morte,

al peccato.

 

Signore, stasera, mentre tutto tace e nel mio cuore sento

duramente questo morso della solitudine,

mentre il mio corpo urla a lungo la sua fame di piacere,

mentre gli uomini mi divorano l'anima ed io mi sento incapace di saziarli,

mentre sulle mie spalle il mondo intero pesa con tutto il suo peso di miseria e di peccato,

io ti ripeto il mio sì, non in una risata, ma lentamente, lucidamente, umilmente.

Solo, o Signore davanti a te,

nella pace della sera.

Michel Quoist,

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Taken on August 11, 2011