Museo della Caccia e del Territorio (Cerreto Guidi, FI)
Situato su di un colle non lontano dal padule di Fucecchio in direzione di Firenze, il complesso di edifici che caratterizzano la rocca di Cerreto Guidi, sorge sull'area di un antico castello già dei Conti Guidi, illustre famiglia toscana dal cui nome deriva anche il toponimo composito che ingloba l'indicazione del luogo di Cerreto, a sua volta già ricorrente in un documento del 780, stando al quale tre nobili fratelli pisani donarono una chiesetta, in località Greti, ai benedettini di San Savino presso Calci.
All'interno dell'originaria cinta difensiva, di cui ancora si sentono i contorni nell'andamento planimetrico dell'insieme e ben distinguibile dall'alto, sorse anche la pieve romanica di San Leonardo, nelle adiacenze della quale Cosimo de' Medici, al tempo Duca di Firenze e Siena, fece edificare una residenza di caccia dai caratteri schiettamente funzionali ma dal pregnante valore simbolico quale presidio territoriale del nuovo potere centralizzato. Non è forse casuale che, proprio nella semplicità dell'impianto si ritrovino caratteri espressi dall'architetto senese Pietro G. Cataneo nel suo trattato del 1554 ("I quattro primi libri di architettura ..."), opera stampata a Venezia e modernissima, nel momento in cui la città della balzana venne soggiogata (1555) e, si iniziò ad erigere il 'palazzo' che i documenti dicono, infatti, "murato di nuovo" nel 1566.
Un assetto più residenziale si dovette avere al tempo in cui la villa pervenne al cardinal Leopoldo de' Medici, come c'informa un documento dell'Archivio di Stato (1671) relativo ai passaggi di proprietà del complesso, già appartenuto a Don Giovanni de' Medici (Firenze 1563-Murano 1621), a Don Pietro (Firenze 1554-Madrid 1604) ed a Don Lorenzo (Firenze 1599-1648).
Quando l'amministrazione degli Asburgo Lorena stabilì l'alienazione della villa, il 29 maggio 1780, se ne fissò il valore a 4740 scudi e la vendita fu perfezionata a favore della famiglia Tonini di Pistoia. Essa fu poi dei Maggi, di Livorno, dal 1821, che realizzarono l'accesso rotabile che porta sul sagrato della Pieve di San Leonardo, dotata in quel momento del massiccio porticato che collega il corpo di fabbrica della villa con la così detta 'fattoria'. Passata ai Marchesi Geddes da Filicaja di Firenze nel 1885, la villa fu riarredata ed al pittore Ruggero Focardi fu affidata la decorazione della prima sala che s'incontra nella visita (procedendo subito a sinistra in senso orario) ove sono riprodotte le altre dimore extraurbane della famiglia. Acquistata nel 1966 da Galliano Boldrini fu donata allo Stato tre anni più tardi con la clausola che divenisse Museo Nazionale.
Dal 2002, la villa ospita il 'Museo Storico della Caccia e del Territorio', raccolta monotematica di armi, principalmente da caccia e da tiro, selezionate per quasi un trentennio tra quelle versate alle autorità di polizia ed altrimenti destinate alla distruzione, cui sono state temporaneamente annesse alcune donazioni, prestiti temporanei, anche privati, ed alcuni notevoli pezzi della 'Eredità Bardini' acquisita dallo Stato nel 1996. Le armi, esposte in vetrine concepite all'inizio del Novecento dalla ditta Rangoni (tutt'oggi esistente e cui è stato affidato anche il loro restauro) per proteggere gli oggetti preziosi e porcellane del Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, sono concentrate al primo piano.

Tratto dal Sito Ufficiale:
www.museodellacaccia.it/


Immagini realizzate da:
ANDREA CARLONI (2014)
Email: pugnalespada@hotmail.it
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