Alessandro Mendini
ilano 1931.
Dopo una lunga esperienza progettuale con lo studio Nizzoli Associati, abbandona dal 1970 la professione attiva per dedicarsi alla critica e alla ricerca.
Fino al 1976 dirige la rivista "Casabella", che in quel periodo diventa l'organo ufficiale dell'Architettura radicale italiana, allacciando numerosi collegamenti internazionali.
Nel 1976 lascia "Casabella" per fondare la rivista "Modo". Ne è direttore fino al 1979, quando assume la direzione di Domus per conservarla fino al 1985.
Insieme con Andrea Branzi ed Ettore Sottsass jr. viene considerato il principale teorico e sostenitore del rinnovamento del design italiano degli anni Ottanta che va sotto il nome di "Nuovo Design" o "neo modernismo".
Autore verso la metà degli anni Ottanta della nuova immagine per l'azienda Alessi, riprende alla fine del decennio l'attività di architetto, progettando anche quadri e sculture.
È stato socio dello studio Nizzoli Associati fino al 1970. È socio fondatore della Libera Scuola per la creatività individuale "Global Tools".
Associato allo studio Alchimia è consulente di numerose industrie sui problemi d'immagine e di design. Ha affiancato alla produzione di architettura e di mobili un'intensa attività di mostre, seminari e docenze libere in Italia e all'estero. È autore di alcuni libri sulle problematiche del design (Paesaggio Casalingo, Architettura Addio, Il Progetto Infelice) ed è membro del comitato scientifico della Domus Academy.
È presente, con critiche e pubblicazioni, sulle principali riviste internazionali del settore.
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