ETNA PARK - SANTUARIO DI CONTRADA MAGAZZENI (Comune di Sant'Alfio)- P3198687 - RIFLESSO -

L'eruzione che nel 1928 distrusse il paese di Mascali raggiunse anche Sant'Alfio, che subi' la distruzione di campi e case di campagna, ma evito' la scomparsa del paese.

 

Da quando la processione dei fedeli arresto' la colata lavica nei pressi dell'attuale chiesetta di Magazzeni, il 3 novembre viene ricordato con puntuale devozione dai santalfiesi, che ripetono il pellegrinaggio di quella giornata.

 

Per l'escursione la base di partenza e' la meta del pellegrinaggio, la nuova chiesetta di Magazzeni, costruita in memoria di quel lontano avvenimento. Per arrivarci si imbocca, dalla strada che porta a Fornazzo, la via Cav. Antonino Paterno' (segnalata da una lapide sul muro). Si risale un ripido dislivello sino ad incontrare una larga strada asfaltata che percorre, mantenendosi ad un quota costante, il fianco della montagna. Una scritta sul muro la indica come "via Finaita": si tratta della vecchia carrareccia che segnava il confine del feudo Cerrita e costituiva il fulcro del sistema viario della zona.

 

Percorrendola verso destra per qualche centinaio di metri si svolta sulla sinistra al primo bivio che si incontra; dopo 500 metri circa improvvisamente la strada si allarga sulla chiesetta di Magazzeni (1.000 m). Qui si puo' posteggiare e prendere la stradella a fondo naturale che parte dal lato opposto alla chiesa in direzione nord - est.

 

La passeggiata offre la possibilita' di immergersi in un paesaggio rurale fatto di noccioleti e belle case rurali; poi i terreni coltivati lasciano il posto al castagneto mantenuto a ceduo.

Dopo un tratto di falsopiano si scorge la colata del 1928, a quota 1.200 m, sopra le Ripe della Naca. E' facile indovinare le bocche esplosive ed eruttive, situate poco sopra al punto in cui si immette la carrareccia che si percorre.

 

Per esplorare le bocche ci si inoltra in mezzo alla fessura eruttiva ed ai numerosi hornitos (false bocche eruttive, in realta' originate dalle colate che scorrono in canali); uno di questi, una volta individuato, e' facilmente accessibile ed offre l'occasione di entrare proprio dove, fra vorticose esplosioni, la lava correva ad ingrossare il fiume di fuoco.

 

Per tornare al punto di partenza si puo' ripercorrere lo stesso itinerario, chi ha invece voglia di prolungare l'escursione puo' scendere dalla pista che fiancheggia l'apparato eruttivo ed aggirare l'area delle Ripe della Naca, percorrendo una zona che un tempo era coltivata a vigneto (come testimoniano i palmenti presenti in molte case rurali), e che successivamente e' stata conquistata da noccioleti e frutteti.

 

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Taken on May 13, 2007