Abbazia di San Ruffino: la cripta

L’Abbazia benedettina dei Santi Ruffino e Vitale, di stile romanico, risale alla seconda metà del X secolo, grazie all’interesse dei Signori feudali di Smerillo, di Monte Pasillo e del Vescovo di Fermo. Nei primi documenti l'Abbazia è menzionata con il nome di San Vitale; il nome di San Ruffino fu aggiunto in un secondo momento. L'Abbazia è di antica fondazione su un locus di preesistenze romane, l'alzato e la cripta sono databili tra l'XI-XII sec. Successivamente venne innalzata la massiccia torre (XIII sec.), poi trasformata in campanile.

La struttura interna, in pietra arenaria è a tre navate, con copertura a capriate, mentre le navate laterali in origine erano dotate di volta a crociera. Il presbiterio sopraelevato indica la presenza di una sottostante cripta romanica, a cinque navate con volte a crociera che conserva, dietro l’altare, le reliquie di San Ruffino martire.

La presenza di una enigmatica grotta eremitica o ipogeo, posta sotto il piano basso della chiesa, suggerisce l’esistenza di un insediamento risalente all’ epoca romana sul quale verso il Mille sarà innalzata l’Abbazia. È costituita da una grotta scavata nell’arenaria e diventata un primitivo luogo mistico. Comprende un vano absidato a levante prospiciente alla cripta romanica e con volta a botte. Di grandissimo interesse il ciclo pittorico tardo-imperiale di stile orientale con figure di santi o di defunti in atteggiamento statico di arcaica bellezza; l’umidità ne ha sbiadito i colori e i piloni in pietra, inseriti per questioni statiche della sovrastante Abbazia, ne hanno deturpato la fisionomia.

Sul suo utilizzo sono state formulate varie ipotesi: un luogo di culto pagano, forse della dea Bona, protettrice delle acque e delle messi; una sala termale d’epoca romana per la cura delle malattie della pelle utilizzando le vicine acque sulfuree; un’area sepolcrale paleocristiana di un’importante famiglia romana, desti-nata a custodire i resti mortali due bambini commemorati assieme ai defunti della loro famiglia.

 

Nell'ambiente contadino vicino al complesso monastico, all’inizio del ‘300 si affermò il culto di San Ruffino, invocato da chi soffre di ernia e festeggiato il 19 agosto con un enorme concorso di fedeli. Non ci sono documenti che parlano di questo santo ma la tradizione popolare racconta che era un giovane contadino del luogo che in una sola notte arò più di cento moggi di terra con grande fatica a beneficio dei contadini.

Sotto le reliquie dell’altare della cripta esiste un foro da attraversare a carponi per tre volte invocando con fede la guarigione dell'ernia.

 

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Taken on September 2, 2012