Alcune vittime della moda "Armani" davanti alla sfilata
La settimana della moda più importante del mondo nel mirino della protesta di Nemesi Animale, che oggi ha portato davanti alla sfilata di Giorgio Armani alcuni cadaveri di coniglio, definiti nei nostri cartelli le “vittime della moda di Armani”. L’azione è stata organizzata contro lo sfruttamento e l’uccisione di animali in nome della moda.

Giorgio Armani, uno dei più famosi stilisti del mondo, dopo anni di rinuncia all’utilizzo di pellicce, propone oggi l’uso pellliccia di coniglio per le sue creazioni. Quello che contestano gli animalisti di tutto il mondo è che la pelliccia di coniglio non è un sottoprodotto dell’industria della carne: ci sono allevamenti specializzati con varietà di conigli selezionati e uccisi esclusivamente per la loro pelliccia. Oggi abbiamo voluto dire che i conigli sono animali, esseri viventi, individui, e non carne o pelliccia.
I conigli portati dagli attivisti insieme ai cartelli sono solo alcuni delle migliaia che giornalmente muoiono nelle gabbie di allevamenti intensivi della Lombardia. Sono stati prelevati dalle gabbie, già morti, vittime di un sistema di produzione che li considera solo oggetti, da trasformare in carne o pelliccia.

Quella di oggi è stata una protesta con la quale vogliamo porre i riflettori della settimana della moda anche sulla vita di sofferenza e la morte a cui sono destinati 55 milioni di animali ogni anno per fare pellicce, le stesse pellicce che sfi lano qui a Milano in questi giorni.

Gli stilisti e le case di moda che sfilano a Milano, Parigi e New York sono coloro che possono decidere cosa è di moda e quali gli standard in questo mondo fatto di luci, telecamere e tanta indifferenza. Ogni anno durante le sfi late continuano a proporre capi in pelliccia, di tutti i tipi di animali, di tutti i colori, di tutte le forme. Sono queste persone che potrebbero far parte di un cambiamento ma invece continuano a proporre una moda fatta di sofferenza e sfruttamento.

Le passerelle della settimana della moda sono quindi un buon momento per parlare del vero costo dei capi in pelliccia. Le sfilate sono ottime solo e soltanto per i riflettori che possono portare alle proteste, non certo per le persone che le frequentano, tra cui abbiamo visto tante donne in pelliccia e troppa indifferenza e ignoranza.
Tra i Vip arrivati per la sfilata anche Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia e accanita sostenitrice delle pellicce, scesa da una macchina proprio di fronte a noi con uno sguardo altamente infastidito per la nostra presenza di fronte a tutte le telecamere e i fotografi che sperava ponessero attenzione solo su di lei.

Milioni di visoni, volpi, cincillà e conigli soffrono e muoiono lontano dagli sguardi, per strappargli via la pelle e trasformarla in un prodotto alla moda. Vogliamo che le persone sappiano e possano vedere cosa accade negli allevamenti, come vivono e come soffrono questi animali. Se la forza dell’industria della pelliccia sta nel tenere più nascoste possibili certe immagini diventa nostro compito fare il possibile per poterle mostrare e aprire spiragli di discussione.

Quello di oggi è stato solo un tentativo, un altro passo nel difficile cammino verso la liberazione animale.
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