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Milano fashion week: incursione sulla passerella di due attiviste di Nemesi Animale | by Nemesi Animale
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Milano fashion week: incursione sulla passerella di due attiviste di Nemesi Animale

La settimana della moda di Milano 2012 nel ciclone della lotta alle pellicce. Due attiviste di Nemesi Animale hanno interrotto una sfilata saltando sulla passerella con cartelli contro lo sfruttamento e l’uccisione di animali in nome della moda. Le due ragazze sono riuscite a fare tutta la passerella prima di essere portate via, sotto gli obiettivi di centinaia di fotografi e telecamere.

 

Non è stata un’azione di protesta contro una azienda in particolare, non vogliamo puntare il dito contro un singolo stilista, ma far parlare della condizione di sofferenza a cui sono destinati decine di milioni di animali ogni anno per fare pellicce e pelle.

 

Dopo la protesta del 25 febbraio davanti alla sfilata di Giorgio Armani, durante la quale sono stati portati alcuni cadaveri di coniglio, “vittime della moda di Armani”, gli attivisti di Nemesi Animale hanno sferrato un attacco a tutto campo contro la produzione e vendita di pellicce nella moda.

 

Due attiviste sono riuscite ad intrufolarsi tra il pubblico della sfilata di Byblos, al Castello Sforzesco di Milano, e saltare sulla passerella al momento in cui è comparso nella sfilata un capo con pelliccia. L’azione non è stata organizzata contro Byblos, lo ripetiamo, ma solo per far parlare del dramma di milioni di animali a cui viene strappata via la pelle per adornare capi alla moda.

 

Alcuni blog di moda hanno scritto che non erano presenti pellicce nella sfilata da noi colpita, mentre invece alcuni inserti erano ben visibili e addirittura l’utilizzo di pelliccia e di pelle veniva sponsorizzato nella brochure lasciata sopra ogni sedia per il pubblico della sfilata.

 

La scelta di includere anche la pelle nel nostro cartello e nella nostra protesta deriva dal fatto che per noi gli animali sono individui, tutti con la stessa dignità e lo stesso diritto alla libertà. La pelliccia è una pelle col pelo. Altri animali non hanno la pelliccia ma vengono scuoiati per fare scarpe, borsette, cinture e la chiamano pelle, ma la discriminazione di questi individui è la stessa. Basti pensare ai coccodrilli, ai canguri, ai serpenti di vario tipo, la cui morte viene decretata esclusivamente per alimentare il businees della pelle. Senza contare quanto il mercato della pelle vada ad alimentare i macelli e gli allevamenti di bovini. Sono tutti vittime della moda e dell’indifferenza.

 

L’industria della moda è fatta di luci, colori, eleganza, ricchezza. Ma sono solo apparenze. Dietro si nascondono orrori per milioni di animali che nascono e muoiono in una gabbia solo per essere scuoiati, che non toccano mai l’erba, che non possono seguire i loro istinti, che non conoscono altro che prigionia, stress, noia, privazione, sporcizia. Che moriranno uccisi da scosse elettriche o in camere a gas. Questo è il lato oscuro della moda che dobbiamo mostrare a tutto il mondo.

 

Grazie ad attivisti che negli scorsi anni in Norvegia, Svezia, Spagna, Finlandia e Danimarca hanno condotto investigazioni negli allevamenti, milioni di persone hanno potuto vedere questi luoghi terribili che sono gli allevamenti di animali da pelliccia. Ma troppi ancora non conoscono e non hanno mai visto.

 

Per aprire i loro occhi è necessario a volte fare azioni eclatanti. Questa è una di quelle. Un piccolo passo verso la liberazione di ogni essere vivente.

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Taken on February 26, 2012