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10 (parigi06) | by juri_kid_a
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10 (parigi06)

Chissà cosa pensavo quando avevo sette anni.

Ieri sera ho caricato su Facebook una foto fatta a carnevale dell'88. Vicino a casa di mia nonna c'era un fotografo e per alcuni anni sono andato a fare la foto in costume.

Posa molto plastica: un tre quarti con testa leggermente ruotata e sguardo verso l'orizzonte (un po' perplesso direi). Un Sandokan particolarmente elegante, con turbante e gilet blu, camicia bianca un po' a sbuffo con merletto a fine manica, pantaloni a strisce multicolori nell'atto di sguainare la sciabola riposta nella nera ampia cintura. E due baffetti alla Dalì fatti da mia zia con la matita per gli occhi.

Un po' kitsch, onestamente. Ma tant'è. Erano i plasticosi anni '80 e lo scarso rigore iconografico sul personaggio di Salgari è più che perdonabile.

Chissà cosa pensavo il 20 febbraio del 1988.

Chissà quali erano i miei desideri, le mie speranze, le mie ansie e le mie paure.

Chissà qual era il mio gioco preferito, la mia canzone preferita e cosa volevo diventare da grande (di sicuro non un web designer, comunque).

Battiato canta “se vuoi conoscere i tuoi pensieri di eri, osserva il tuo corpo oggi”.

Ma cosa è rimasto, oggi, di quel settenne che si appropinquava a fare la sfilata in giro per Binzago il sabato grasso di oltre vent'anni fa?

Guardando quella foto mi chiedo se sono davvero io quel bambino così lontano nel tempo. Cos'ho in comune con quel bambino? Cosa mi ha dato, cosa mi ha lasciato?

Il problema dei pensieri è che se non li segni da qualche parte poi spariscono, si dimenticano.

E si diventa estranei a noi stessi.

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Taken on March 1, 2012